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Modena City Ramblers in concerto

@ Teatro della concordia, Venaria Reale

Giovedì 11 Gennaio 2007

Apertura porte ore 20.00,
inizio concerto ore 22.00, biglietto 13.00 euro

Martedì 9 Gennaio alle ore 15.00 per i visitatori del sito Informagiovani, il Teatro della concordia ha messo a disposizione:

freccina 4 biglietti omaggio per il concerto dei Modena City ramblers dell'11 Gennaio 2007

Gli omaggi sono stati assegnati a chi ha risposto prima ad una domanda. La risposta era facilmente reperibile in Internet utilizzando un motore di ricerca.

I quattro navigatori più veloci hanno ricevuto un biglietto omaggio che potrà essere ritirato (dietro presentazione del proprio documento di identità) l' 11 gennaio direttamente presso la biglietteria del teatro, al momento dell'ingresso.

La domanda a cui dovevate rispondere era:

Quale loro disco è stato pubblicato in coincidenza con i festeggiamenti
per il sessantesimo anno della Liberazione?

Risposta:

Appunti partigiani

Verificabile anche sul sito ufficiale:

www.ramblers.it

And the winners are...

  1. Gabriele Tomatis
  2. Enrico Lomuscio
  3. Stefania Saia
  4. Giuseppe Delucia

“Dopo il lungo inverno” segna il ritorno dei Modena City Ramblers sul mercato discografico a un anno dall’abbandono del loro storico cantante solista “Cisco” Bellotti e a dieci mesi dall’entrata nella band delle nuove voci Davide “Dudu” Morandi e Elisabetta “Betty” Vezzani.
Il disco, come il precedente “Appunti Partigiani”, è pubblicato dall’etichetta Mescal e distribuito da Universal.
Il titolo metaforicamente evoca l’idea di una nuova stagione, di un nuovo ciclo che si preannuncia. Tutto il disco risulta permeato da questa forte suggestione, che seguendo evidenti rimandi alla cultura contadina, dipinge un multiforme quadro di “rinascita” personale, politica, ideale, quasi come se l’attualità che ha segnato la storia d’Italia e del mondo globalizzato nel 2006 venisse a intrecciarsi con le vicende private della band, con i sogni, le scelte di vita e le aspirazioni dei suoi singoli componenti.

In un’epoca di musica sempre più “consumata” in modo frammentario, superficiale e veloce, i Ramblers realizzano un disco lungo, studiato, ponderato, eclettico e meticcio che costituisce innanzitutto una risposta “politica” a una scena discografica e ad una cultura monodimensionale che impone, o vorrebbe imporre, un suono e una canzone, sempre la stessa rassicurante nenia per palati addomesticati. Un disco che vuole per questo essere un grande ponte tra la band e il suo pubblico, che ne ha decretato la popolarità e il successo proprio perché nei Ramblers vede dei compagni che nella musica cercano le stesse semplici, ma meravigliosamente grandi, cose: la condivisione, il divertimento, la passione, la militanza, la gioia e l’affermazione di valori etici e politici.

Dal punto di vista sonoro, gli stili e le ispirazioni si rincorrono lungo il disco, con chiari riferimenti alle musiche più amate dai Ramblers: il folk europeo, celtico e balcanico, i ritmi latini, sudafricani e mediorientali, il rock e la musica d’autore. Per i testi  la tradizionale sensibilità “folk”, rivolta all’attualità politica e sociale e alle esperienze di viaggio della band, si impreziosisce di spunti “intimistici” e poetici, andando a creare un composito quadro musicale che riafferma l’identità poliedrica della band emiliana. Un’identità che è ormai da anni un tratto distintivo e originale e che definisce il “suono MCR”.

Registrato tra la primavera e l’estate del 2006 presso l’abituale base dello Studio Esagono di Rubiera, nella campagna di Reggio Emilia, il disco si avvale della geniale e accurata produzione del famoso produttore inglese Peter Walsh (Simple Minds, Pulp, Peter Gabriel, Afro Celt Sound System, Scott Walker tra le sue collaborazioni), con il quale i Ramblers hanno anche arrangiato le canzoni, tutte composte dalla band.
Alle registrazioni hanno partecipato vari ospiti di prestigio: il famoso componente dei Pogues Terry Woods (uno dei “padri fondatori” del nuovo folk irlandese, già membro degli Sweeney’s Men e  Steeleye Span), la brass band macedone Original Kocani Orkestar, capitanata dal virtuoso trombettista “King” Naat Veliov, Luca “Rudeman” Lombardo, rapper bolognese-catalano già con Radio Bemba e La Kinky Beat, Massimiliano Fabianelli,  fisarmonicista con i Ramblers in tour lo scorso anno, il quartetto d’archi reggiano Koiné, il trio di fiati Giardina/Bolognesi/Castagnetti, gli amici di vecchia data Lucia Tarì e Enzo Ciliberti, rispettivamente  cantante e armonicista e  il coro delle voci bianche del Teatro Comunale di Modena.

La copertina, realizzata da Paolo De Francesco, storico collaboratore grafico della band, viene proposta in quattro edizioni alternative che si differenziano per il colore dell’albero raffigurato (che rimanda alle quattro stagioni), nonché una limited edition  messa in commercio solo attraverso internet e il merchandising MCR.

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