
Mercoledi 14 Novembre 2007
Blonde Redhead
presentano 23 il settimo e nuovo album
@ Hiroshima Mon Amour, Ore 22.00
Via Bossoli 83 Torino
(Ingresso: 18 Euro)
Lunedi 12 Novembre alle ore 15.00 per i visitatori del sito Informagiovani, Hiroshima Mon Amour ha messo a disposizione:
4 biglietti omaggio per il concerto dei Blonde Redhead del 14 Novembre 2007
La domanda a cui rispondere era
Da una canzone di quale band - attiva tra gli anni '70 e '80 - i Blonde Redhead prendono il nome?
Risposta
DNA
Verificabile sul Wikipedia.
And the winners are...
Blonde Redhead
Una tra le band più amate dal pubblico indie-rock dal palato più fine e colto, i Blonde Redhead, pubblicano il loro settimo album intitolato "23".
Tra i migliori della realtà dell'underground newyorkese, i Blonde Redhead hanno per anni rappresentato una sorta di band di culto, visto che i loro primi dischi, decisamente confinati in una cerchia ristretta di estimatori, non hanno riscontrato nel pubblico quella notorietà che invece hanno trovato in buona parte della critica. Le cose per il trio si sono messe al meglio solo nel 2000 quando hanno dato alle stampe Melody of certain damaged lemons, ovvero il disco che li ha fatti conoscere al mondo e con il quale emerge la prerogativa della band: saper coniugare alla perfezione melodia e suoni "disturbati", pop acido e noise-rock.
Newyorkesi per adozione e attitudine (il nome paga pegno alla no wave dei Dna), sin dagli esordi in stile Sonic Youth sotto il marchio (guarda caso) della Smell Like Records di Steve Shelley, sono stati protagonisti di un percorso musicale che li ha visti nella seconda metà dei 90 scrivere per la Touch And Go importanti capitoli del noise-rock, fino a virare poi verso un pop acido sotto l'egida della 4AD.
Che il gruppo segua percorsi poco convenzionali lo si intuisce fin dalla formazione: nato nel 1993 come quartetto, con l'abbandono del bassista Maki Takahashi dopo l'uscita del primo disco, continua come trio comprendendo la vocalist giapponese Kazu Makino e con la coppia di gemelli italiani - oramai newyorkesi d'azione - Amedeo (chitarra e voce) e Simone Pace (batteria). Il trio si muove lungo quella linea musicale sottile e mutevole che prende la propria ispirazione da molteplici fonti, assumendo di volta in volta le forme e gli aspetti del pop, del rock più puro e caotico, della musica contemporanea "colta", fino all'avanguardia.
Quello che colpisce maggiormente nella proposta musicale del trio è proprio la capacità di rendere credibile e per nulla artefatta la convivenza tra aspetti così diversi: il punk che ne ha guidato gli esordi lasciando in eredità la dissonante deflagrazione delle chitarre in stile Sonic Youth - ai quali sono stati paragonati - asperità che vanno man mano attenuandosi quando la band comincia sempre più ad addentrarsi nella sperimentazione e soprattutto nel lavoro sulla melodia che emergono sempre più evidenti nel cammino discografico. Infatti se l'omonimo primo disco e il successivo La mia vita violenta sono duri ed abrasivi, saranno i seguenti Fake can be just as good e In an expression of the inexpressible a segnare un passo avanti nella ricerca sonora con il ricorso a sperimentazioni d'avanguardia pur senza mai abbandonare la "forma canzone", fino a giungere al già citato Melody of certain damaged lemons che è la perfetta sintesi di tutto questo. E' proprio questo disco che racchiude nel titolo la concezione melodica della band: Kazu Makino infatti spiega che se per "damaged lemons" in slang si intendono le auto in panne in autostrada, la loro musica vi assomiglia, come se fosse in stato d'emergenza. Ideale proseguimento di questo disco è Misery is a butterfly nel quale le ruvidezze sono praticamente sparite per lasciare il posto ad una scrittura musicale che si può definire quasi cantautorale dall'andamento obliquo e fascinoso.
Allora 23 pare la giusta continuazione di quest'ultimo: in esso, infatti, vi ritroviamo lo stesso approccio del precedente pur con una maggiore dinamicità. Gli effetti noise non sono scomparsi del tutto, ma sono stati attentamente levigati in considerazione del fatto che non sono loro a reggere i brani lasciando il posto alla melodia che ora ha modo di liberarsi con maggiore limpidezza, grazie anche ad arrangiamenti particolarmente curati. Un percorso verso un approccio più pop, quindi, ma non per questo verso un approccio più facile. In tutto questo, ciò che non è cambiato è la voce di Kazu Makino che non ha mai smesso di giocare con la dualità tra infantilismo e sensualità che le dona l'attraente fascino di una acerba bellezza. Ed è proprio la voce riverberata e sovraincisa di Makino che nella title-track ci introduce, quasi con calcolato sadismo, ad una pericolosa malinconia in parte mascherata da un ritmo incalzante, dal ritornello accattivante e sommersa dagli effetti delle chitarre e di un synth. Nella successiva Dr. Strangeluv le chitarre si fanno più riflessive e la voce diventa particolarmente languida tanto da ricordare lo stile che qualcuno definì "dream-pop" e che proprio la 4AD negli anni '80 aveva contribuito a codificare. Passando per The dress, brano atmosferico ed emozionante, si arriva a SW, forse la canzone più strana del disco con il suo bizzarro intermezzo "barocco" del corno francese di Morgan King in stile "sgt. Pepper", ma anche con la raffinata linea vocale di Amedeo in buona simbiosi con gli arpeggi della sua chitarra. In Spring And By Summer Fall la ritmica si fa più energica ed emerge il basso di Sverrisson che dialoga con la chitarra di Amedeo, mentre nella successiva orecchiabile Silently la protagonista è ancora Makino che sembra voler invitare l'ascoltatore a chiudere gli occhi e lasciarsi trascinare dalla sensualità di melodia e voce; decisamente pervasa da un'atmosfera più cupa è Publisher costruita su una drum-machine e su tappeti di synth che richiamano atmosfere dark che virano al minimalismo, ma dove è l'impasto delle voci di Amedeo e Kazu ad andare a segno. Heroine e Top ranking si muovono in una dimensione onirica tra suoni avvolgenti di batterie elettroniche ed acustiche, chitarre, voci trattate; chiude il disco My impure hair, una atipica ballata dove la chitarra acustica si sposa con lontani echi elettronici distillando pure emozioni.
Biografia
I Blonde Redhead sono un gruppo indie rock americano, inizialmente formato da Maki Takahashi, Kazu Makino e dai gemelli italiani Simone Pace e Amedeo Pace, entrambi nati a Milano.
La band prende il nome da una canzone dei DNA, band no wave di New York, attiva tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80.
I Blonde Redhead catturano l'attenzione di Steve Shelley, batterista della band noise rock Sonic Youth, che, nel 1993, produce il loro primo, omonimo album. Subito dopo la pubblicazione dell'album, Maki Takahashi lascia la band e gli altri componenti continuano la carriera come trio. Il bassista degli Unwound, Vern Rumsey, si unisce alla band per la registrazione del terzo disco, Fake Can Be Just As Good.
Il loro quarto album, In an Expression of the Inexpressible, viene prodotto da Guy Picciotto, cantante e chitarrista dei Fugazi, che conribuisce all'album cantando nel pezzo "Futurism vs. Passeism Part 2". Lo stesso Guy Picciotto ha poi prodotto anche gli ultimi due dischi della band, Melody of Certain Damaged Lemons e Misery is a Butterfly.
I Blonde Redhead hanno progressivamente accresciuto la loro popolarità all'interno della scena musicale underground. Sebbene la musica degli esordi venisse spesso ritenuta troppo simile a quella dei Sonic Youth, i Blonde Redhead sono riusciti, nel tempo, a creare un loro stile personale ed efficace. Kazu Mankino è nota per la sua voce acuta e intensa, con la quale canta su eleganti riff di chitarra e complesse costruzioni ritmiche.
Il lungo periodo di tempo intercorso tra la pubblicazione di Melody of Certain Damaged Lemons e Misery is a Butterfly è dovuto al prolungato ricovero di Kazu Mankino dopo una caduta da cavallo della cantante della band. All'interno di Misery is a Butterfly sia i testi (con un brano intitolato Equus), sia la parte grafica (con molteplici riferimenti a figure equestri), ricordano l'incidente. Tra i ringraziamenti la cantante ringrazia il suo dottore e gli amici che l'hanno aiutata durante la convalescenza.
Nell'aprile 2007 esce il settimo album dei Blonde Redhead intitolato 23.
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