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Arte e cultura
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Beni Culturali

L'espressione "beni culturali" è stata introdotta per la prima volta nel 1954 dalla convenzione internazionale dell' Aja, e in Italia ha pienamente attecchito. In tutti i paesi rappresentano un valore culturale indipendentemente dal fatto che appartengano al pubblico o al privato, che siano mobili e immobili, che presentino un interesse culturale estetico, storico, antropologico, archeologico, ecc.
Il patrimonio culturale italiano è enormemente più ricco di qualsiasi altro paese europeo. L'Italia è l'unico paese che non fa distinzione tra musei, monumenti e aree archeologiche. La tutela e la valorizzazione di questi tre settori è affidata a organismi periferici del ministero: le soprintendenze.

Riferimenti utili
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali: oltre alla direzione generale per i beni culturali, riunisce tutte le competenze nel settore della cultura, dell'arte, dello spettacolo e della tutela del paesaggio.

  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali
    via del Collegio Romano, 27 - 00186 Roma - tel. +3906/67231 - URP tel. +3906/6723980 - +3906/6723990
    http://www.beniculturali.it - E-mail: urp@beniculturali.it
    Numero Verde 800991199: il call center del Ministero risponde tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 20.00, il sabato e i giorni festivi dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Per le chiamate dall'estero e da telefonia mobile il numero telefonico è +3906/88336060


L'arte italiana

Alla Scuola di Cimabue avviene la formazione artistica di Giotto, l'artista più importante del Trecento, autore del Campanile di Firenze e degli affreschi della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. I prìncipi del '400 e del '500 affidano a pittori, scultori, architetti il compito di abbellire residenze e città. Come la curia papale: per la quale nella prima metà del '500 lavorano Raffaello e Michelangelo, scultore (La Pietà, Basilica di San Pietro), architetto (Cupola di San Pietro), pittore (Cappella Sistina). La pittura del Rinascimento, come la letteratura, riscopre i temi della classicità: nel dipinto La Nascita di Venere (Galleria degli Uffizi, Firenze) Botticelli rappresenta la dea dell'amore che nasce dalla schiuma del mare.

Il barocco di Bernini
Gian Lorenzo Bernini è il più importante interprete del Barocco: architetto, pittore, scenografo, commediografo e soprattutto scultore, compie la sua formazione artistica a Roma, dove lavora come artista ufficiale dei papi e delle più importanti famiglie romane. La sua produzione artistica è frutto della fusione fra architettura, scultura e pittura. Le sculture più note sono l'Apollo e Dafne (1622-24) conservato nella Galleria di Villa Borghese a Roma e l'Estasi di Santa Teresa (1644-51) nella chiesa romana di Santa Maria della Vittoria. Per oltre cinquant'anni Bernini si dedica all'opera di ampliamento e decorazione della Basilica di San Pietro, per la quale realizza la piazza con il colonnato (1657-65), il Baldacchino (1624-33), la Cattedra di San Pietro (1656-66) e le tombe di due papi. Adorna le principali piazze romane con fontane monumentali, fra cui la Fontana dei fiumi (1648-51) in piazza Navona.

Il '700 e il neoclassicismo
Nel '700, Canaletto ci offre bellissime vedute di Venezia e della vita veneziana immersi in una luce e in un'atmosfera reali. Questo secolo vede il ritorno degli ideali classici, in letteratura come nell'arte, anche per via dei numerosi scavi archeologici, come quelli di Ercolano e Pompei. Il più grande interprete del Neoclassicismo in scultura è Antonio Canova (Amore e Psiche, 1787-93, Gipsoteca di Possagno - TV).

Futurismo e arte povera
Il Novecento italiano è interpretato da autori diversi e originali come i futuristi Boccioni, Balla, Carrà, e come Giorgio De Chirico, Renato Guttuso e Alberto Burri. Quest'ultimo (1915-1995) utilizza per la produzione delle sue opere materiali poveri come sacchi, plastica, catrame: l'artista aggredisce la materia con bruciature e lacerazioni. I materiali sono i protagonisti assoluti: non simboleggiano nulla ma suggeriscono gli stati d'animo, le sofferenze e i tormenti dell'uomo e della vita.



Dove vederla

Cultura e arte etrusca
Le regioni che conservano i segni della prima grande civiltà italiana (a partire dal IX secolo a.C.) sono la Toscana, il Lazio e l'Umbria. Affreschi, vasellame, gioielli sono stati rinvenuti soprattutto nelle loro tombe. Cerveteri e Tarquinia (Lazio) conservano grandi necropoli. I musei che ospitano collezioni di arte e oggetti etruschi sono: il Museo archeologico di Tarquinia, Villa Giulia e il Museo Gregoriano a Roma, il Museo archeologico di Firenze, il Museo Civico di Chiusi e il Museo Guarnacci di Volterra.

Cultura e arte della Roma imperiale
L'età dell'oro di Roma, il suo periodo più felice, quello di Traiano, Adriano e Marco Aurelio, ci ha lasciato manufatti, opere d'arte, mosaici, affreschi, colonne, interi edifici, strade, acquedotti, terme, teatri e città, come Pompei, che seppellita dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., conserva la testimonianza della vita quotidiana del tempo. I luoghi per eccellenza per vedere la vita di tutti i giorni dei Romani sono Pompei ed Ercolano (Campania). Poi il Museo archeologico di Napoli, il Pantheon e il Colosseo a Roma, Villa Adriana e Ostia nei pressi. Ma tracce Romane sono presenti in tutta Italia, dall'Arco di Augusto ad Aosta all'affascinante Villa del Casale a Piazza Armerina, in Sicilia.

Cultura e arte bizantina
Dopo la caduta dell'impero romano, la continuità della religione cristiana ha fatto sì che molti monumenti del tardo impero e del periodo bizantino siano stati conservati. Le catacombe e la grande basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. La chiesa di San Vitale e Sant'Apollinare con i suoi mosaici spettacolari a Ravenna, capitale amministrativa dell'impero d'Oriente. Un grande esempio di architettura tardobizantina è San Marco a Venezia, ma anche in Calabria, a Stilo, si trova una bella chiesa bizantina, la Cattolica.

Cultura e arte delle repubbliche marinare dell'alto medioevo
Continuano le lotte tra papato e impero e le invasioni di popoli come gli Ungari e i Normanni, ma intanto fioriscono i comuni e le repubbliche marinare. La più potente è Venezia, seguita da Pisa, Genova e Amalfi. Nella Basilica di San Marco a Venezia gli stili e le decorazioni occidentali e orientali sono stati uniti per creare uno degli edifici più spettacolari del mondo. Vale la pena di visitare la chiesa di Sant'Antonio a Padova (Veneto), il Duomo e la Torre pendente a Pisa ed il Castello dell'Imperatore a Prato (Toscana), il Castello di Federico II a Castel del Monte (Puglia).

Cultura e arte del basso medioevo
I guelfi, a favore del papato, e i ghibellini, a favore dell'impero, proseguono la loro contesa, mentre le città longobarde e toscane si rafforzano. In questo periodo di confusione politica, artisti come Duccio Buoninsegna e Giotto danno vita a un grandioso momento della pittura, e gli scrittori toscani Dante, Petrarca e Boccaccio danno origine alla letteratura italiana. L'arte italiana del XIII e XIV secolo è imitata in tutta Europa. Per la prima volta dal periodo classico, pittori e scultori creano opere in cui le figure umane e gli oggetti sono realistici. Così nasce il concetto di prospettiva e viene reintrodotta la tecnica dell'affresco, che permette di realizzare vere e proprie narrazioni pittoriche.
Toscana, Umbria e Lazio sono le regioni che meglio conservano il loro carattere medievale. Molti edifici pubblici risalgono a questo periodo, come Palazzo Vecchio a Firenze e Palazzo Pubblico a Siena, e alcune cittadine ci riportano magicamente indietro nel tempo. Da non perdere Volterra e San Gimignano in Toscana, il Duomo di Orvieto, una cattedrale gotica tra le più belle d'Italia, Gubbio e Todi in Umbria, Viterbo nel Lazio.

Cultura e arte del Rinascimento
L'arte del Rinascimento, il grande movimento culturale nato in Italia nel XV secolo, influenza profondamente la storia della cultura e della civiltà europea, non solo italiana. Dopo la marginalità dell'uomo rispetto ai disegni divini patita durante i secoli del medioevo, il Rinascimento ricolloca l'essere umano e il mondo laico al centro dell'universo.
I grandi uomini del Rinascimento, filosofi come Giordano Bruno e Tommaso Campanella, scienziati come Copernico e Galileo Galilei, studiosi come Macchiavelli, poeti come l'Ariosto, musicisti come Palestrina e Monteverdi, forti di una visione "moderna" del mondo e della società condivisa e sostenuta da una borghesia ricca e intraprendente, cambiano alla radice il modo di pensare, di agire e di creare. Ma questo è anche un periodo di instabilità politica, che porterà l'Italia alla decadenza.
Nelle arti e nell'architettura, il Rinascimento significa capolavoro, genio inventivo e creativo. Questa grande stagione artistica ha lasciato magnifiche tracce in tutta Italia. Ricordiamo Firenze, con i suoi palazzi e gli Uffizi, ma anche Venezia, Urbino e Mantova. Imperdibile la Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello a Roma.

L'Italia barocca
E' il periodo della Controriforma, che contro la minaccia del protestantesimo impone, appoggiata dall'Inquisizione, una rigida ortodossia. A metà '500, con la creazione di nuovi ordini religiosi come quello dei gesuiti, le nuove regole stabilite per l'architettura e l'iconografia sacra danno origine alle forme dinamiche e teatrali del barocco. L'arte barocca è particolarmente legata a Roma, con piazza Navona e le chiese di Borromini e Bernini. Ma altri esuberanti esempi si trovano a Lecce (Puglia), a Palermo, Noto e Siracusa (Sicilia), e a Torino.

L'arte del Settecento
Finalmente un periodo di pace dopo il trattato di Acquisgrana del 1748, perlomeno fino alla campagna d'Italia di Napoleone, nel 1796, quando si riaccende una stagione di rivolgimenti politici e sociali. L'Italia diventa la principale meta turistica europea, i giovani benestanti visitano le nostre città, scoprono i nostri tesori artistici e i recenti scavi di Pompei. Tra i molti poeti arrivano nel nostro Paese Goethe, Keats, Shelley e Byron. In questi anni nascono monumenti come la scalinata di piazza di Spagna, la Fontana di Trevi, la Venere di Canova a Roma e il museo Pio-Clementino in Vaticano. L'edificio neoclassico più imponente è la Reggia di Caserta (Campania).

L'arte del Risorgimento (http://www.risorgimento.it)
Questo è il periodo delle lotte contro il dominio straniero, che culmina nell'unificazione dell'Italia nel 1870. Tutte le città italiane rendono omaggio agli eroi del Risorgimento, Garibaldi, Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele dedicando loro vie, piazze e monumenti. Giuseppe Verdi, Donizetti e Rossini danno vita al periodo d'oro dell'opera lirica italiana. La città dove l'arte del periodo ha lasciato le testimonianze più vive è Torino, capitale del Regno d'Italia, dove si può visitare il miglior museo del Risorgimento.

L'arte del novecento
Il primo dopoguerra portò l'Italia al lungo periodo del fascismo (1922- 1943) e della dittatura di Mussolini. Nonostante la distruzione da cui uscì dopo la Seconda guerra mondiale, il Paese ha raggiunto un livello di economia e di vita inimmaginabile all'inizio del secolo. La repubblica italiana, istituita per referendum popolare nel 1946, ha vissuto molte crisi, e i problemi sociali del secondo dopoguerra hanno ispirato le maggiori correnti artistiche europee: dal cinema alla moda, dall'arte all'architettura. Le innovazioni nell'industria del vetro e del ferro permisero costruzioni come la galleria Vittorio Emanuele a Milano. La Mole Antonelliana di Torino, con la sua guglia di granito, fu all'epoca l'edificio più alto del mondo. Il grattacielo Pirelli di Milano, progettato da Ponti e Nervi alla fine degli anni '50, è un esempio dell'uso del cemento armato nella moderna architettura italiana.


Musei italiani

L'Italia possiede il più grande patrimonio museale del mondo. Questo perché ha un patrimonio d'arte che rappresenta circa la metà di quello mondiale. L'Italia è un esempio unico al mondo, non solo per l'abbondanza delle opere, ma perché vi è una continuità ininterrotta dell'opera d'arte in tutte le epoche, a partire dal Paleolitico, senza interruzioni, come se ogni invenzione e forma artistica si fosse prima sperimentata nel nostro Paese. E chissà quante opere si trovano ancora sottoterra e nei mari!
L'arte italiana si dipana fra i prestigiosi musei che raccolgono le opere più pregevoli del mondo, come la Pinacoteca di Brera, la Galleria degli Uffizi a Firenze, i Musei Vaticani a Roma.
L'importanza dei musei italiani non dipende soltanto dalla ricchezza delle collezioni, dal pregio delle opere e dal livello della ricerca scientifica di settore, ma anche dalla fruibilità da parte di un pubblico di non specialisti. Negli ultimi trent'anni il museo si è trasformato in un importante strumento sociale ed educativo. Per esempio, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna a Roma ha un afflusso mensile medio di 4000 visitatori.
I musei italiani dispongono di visite guidate e orari di apertura lunghi. Al loro interno sono spesso organizzate mostre a tema, conferenze e seminari.
Sui biglietti d'ingresso ci sono molte agevolazioni offerte dalle Città e dal Ministero dei Beni Culturali.

Riferimenti utili:


Letteratura

Il più antico componimento letterario in lingua italiana è il Cantico delle Creature di San Francesco d'Assisi (1225). Nel '300 operano tre grandi protagonisti della nostra letteratura: Dante, Petrarca e Boccaccio, padre della novella. Il suo Decameron, riflesso della civiltà mercantile dell'epoca, caratterizza i personaggi attraverso le loro stesse azioni e diventa un modello per i secoli successivi. Nel '400 e nel '500 si impone il poema cavalleresco, rinnovato da Torquato Tasso con La Gerusalemme liberata (1575). Con i Promessi Sposi (1840) di Alessandro Manzoni nasce una lingua nuova, non letteraria ma comune e comprensibile alla maggioranza, e anche una visione nuova della realtà, vissuta dalla parte degli umili. Questo è il primo grande romanzo della letteratura italiana, e apre la strada al verismo, attento al presente e agli aspetti della quotidianità. Con Giovanni Pascoli prende il via la moderna poesia italiana: il "fanciullino" scopre un mondo più segreto e misterioso della realtà, fonte di inquietudini e dominato dal senso della morte, staccandosi nettamente dalla retorica dannunziana. Esplicita, nella prima metà del Novecento, la volontà di rottura dei futuristi, che con F. T. Marinetti, il suo caposcuola, è risolta nei toni un dinamismo esasperato.
Negli ultimi vent'anni non ci sono forti linee di tendenza, ma un panorama molto frammentato. Tra gli autori di spicco ricordiamo I. Calvino, E. Morante, P. Levi, L. Sciascia, A. Moravia.
Tra gli scrittori delle ultime generazioni vanno segnalati per il loro successo di pubblico e critica P.V. Tondelli (scomparso prematuramente), A. De Carlo, M. Lodoli, D. Del Giudice, A. Busi, e soprattutto per il successo commerciale che hanno ottenuto, A. Baricco e S. Tamaro. Quanto alla poesia, relegata ai margini dell'editoria, accanto ai "classici" del Novecento, come A. Bertolucci, M. Luzi, V. Sereni, G. Caproni, A. Zanzotto, sono apparsi poeti di grande interesse come M. Cucchi e V. Magrelli.


La moda italiana

La storia della moda italiana comincia con la sfilata organizzata dal conte Giorgini a Firenze nel 1951. Giorgini offre a un pubblico internazionale il luogo mitico della nobiltà. Spesso sono proprio le signore nobili a fare da indossatrici: loro sanno, per educazione, tradizione e cultura, come portare gli abiti e presentarli nei ricchi spazi delle loro case oppure nei musei, accanto a sculture che sono l'immagine stessa del bello. Anche il cinema fa la sua parte nella moda. Nel '49, per il matrimonio di Linda Christian e Tyron Power, l'abito per la sposa viene scelto a Roma, e anche questo contribuisce a creare il mito del Paese del bello, dell'arte, dell'amore. L'abito, come il talismano delle favole, diventa l'elemento magico che permette la trasformazione.
Quando negli anni '60 cambiano i ruoli e gli status sociali, la contestazione prende piede e l'industria vive il suo "boom" (il rilancio economico), anche l'abito viene visto come idea e progettazione. Nascono i modelli della confezione in serie, destinati a vestire le donne di mezzo mondo in modo elegante ed economico. Così il made in Italy si afferma in tutto il mondo, e quando negli anni Settanta e Ottanta trionfa con il prêt-à-porter, Milano ne diventa la capitale. E lo rimane fino alle tendenze contemporanee, legate alle avanguardie artistiche e ai diversi movimenti culturali del Novecento.
Insomma, la funzione della moda in Italia è profondamente diversa rispetto a Parigi, Londra o New-York. Per noi la moda è uno strumento di riscatto sociale, l'abito può consentirci un innalzamento di classe. Fuori dei nostri confini la moda è soltanto uno strumento per confermare uno status.

Riferimenti utili:

  • Ansa: http://www.ansa.it/notiziari/not_mod.html
    Notiziario di moda dell'Ansa, aggiornato in tempo reale sulla moda e il costume italiano. Profili, notizie, curiosità.
  • Fashion Library: http://www.fashionlibrary.it
    una libreria virtuale in cui trovare tutto sulla moda: libri, riviste, mostre, seminari e la possibilità di fare ricerche.
  • Moda on line: http://www.modaonline.it
    Sito dedicato a tutto quanto fa moda e tendenza. Sono presenti molti reportage fotografici delle sfilate.
  • DellaModa: http://www.dellamoda.it
    Portale della casa editrice Baldini&Castoldi, contiene diverse sezioni dedicate agli eventi , ai personaggi, alle tendenze della moda.


Il design italiano

Nell'ultimo decennio, grazie al lavoro di maestri degli anni '50 e '60 come Aulenti, Castiglioni e Magistretti, il nostro Paese è diventato il punto di confluenza delle nuove generazioni creative a livello internazionale. Dal design industriale a quello dell'arredamento e dell'auto, lo stile italiano si riconosce per la mescolanza di fantasia e rigore progettuale. Scuole all'avanguardia nella progettazione, facoltà universitarie, esposizioni e altri luoghi di comunicazione danno origine a un panorama molto diversificato e dinamico.
Il design italiano unisce funzionalità e ironia, e reinventa gli oggetti anche utilizzando materiali finora considerati di scarto o di ripiego. E' un design ricco di emotività, pieno di suggestioni e inquietudini: molti oggetti, oltre a essere funzionali, trasmettono una forte carica umana e affettiva, tant'è che questo genere di design è chiamato "emozionale". Ma alle tendenze emotive si affiancano opere di grande razionalità in cui la ricerca riguarda soprattutto i materiali, i colori, le tessiture.
Esiste anche un "design conviviale", che comprende tavoli, sedie, lampade, batterie di pentole, piccoli oggetti d'uso quotidiano. L'arredamento della casa è uno dei campi in cui il design moderno ha trovato la sua massima applicazione.

Riferimenti utili:

  • Arreditalia: http://www.arreditalia.it
    Una guida al design su internet. Fiere, mostre, aziende produttrici e tutto quanto è disponibile in rete sull'arredamento.
  • Italian home news: http://www.italianhomenews.com
    La prima rivista interattiva sull'argomento: tendenze, prodotti, fiere, aziende. In italiano e inglese.


Teatro

Il teatro italiano ha radici nella cultura latina e greca. Da sempre costituito da compagnie girovaghe, il sistema teatrale italiano è ancora basato sul meccanismo della tournée. Tuttavia dopo la seconda guerra mondiale si affermano anche in Italia i teatri stabili, con sede e compagnia permanente e finanziamento pubblico.
Dopo il 1861 la maggior parte dei cittadini dell'Italia unita parlava ancora il dialetto, così fiorisce il teatro dialettale, soprattutto in area napoletana grazie ai fratelli De Filippo. I personaggi di Eduardo De Filippo (1900-1984), di estrazione popolare e piccolo-borghese tentano, non senza contraddizioni, la scalata sociale. Nel suo teatro, Eduardo riflette le esperienze vissute in prima persona dal pubblico raccolto in platea, verso cui manifesta una completa solidarietà.
Un nome importante nella storia del teatro italiano è quello del regista Giorgio Strehler, che nel dopoguerra, insieme a Luchino Visconti, è stato il fondatore della moderna regia in Italia.
Negli anni '50 si affermano registi interessanti come Luigi Squarzina, Mario Missiroli, Giancarlo Cobelli, Aldo Trionfo; i nomi più rappresentativi tra gli anni '70 e '80 sono Luca Ronconi e Massimo Castri.
Oggi resta viva la tradizione napoletana con il figlio di Eduardo, Luca De Filippo, mentre Dario Fo, Premio Nobel per la letteratura, resta la figura centrale del teatro italiano.


Cinema

La prima pellicola girata in Italia, Umberto e Margherita di Savoia a passeggio per il parco, di Vittorio Calcina, risale al 1896. Si tratta, come per tutti gli altri film del primo periodo, di un cortometraggio documentario.
De Sica, Rossellini e Visconti, ispirati dai problemi sociali dell'Italia del secondo dopoguerra, creano capolavori come Roma città aperta e Paisà, con uno stile moderno e una struttura narrativa forte e riconoscibile. Attenzione critica nei confronti della società, novità di linguaggio e popolarità sono gli elementi che permettono al cinema italiano di continuare ad affermarsi con la commedia all'italiana del decennio successivo, nelle opere di registi come Mario Monicelli, Pietro Germi, Antonio Pietrangeli e Dino Risi.
Il cinema italiano degli anni '60 è anche quello sperimentale di Michelangelo Antonioni, quello di genere di Sergio Leone, quello poetico di Federico Fellini e quello sociale di Pier Paolo Pasolini e Ferreri.
La dolce vita di Fellini diventa un fenomeno di costume. Alla rappresentazione di una realtà difficile come quella del neorealismo subentra la descrizione di un mondo lussuoso e sfolgorante, vuoto e povero di ideali.
Indimenticabile il cinema letterario di Luchino Visconti e quello politico di Bellocchio, Scola e Moretti, autori che continuano a esercitare un'influenza su registi di tutto il mondo.
Dopo il periodo buio degli anni Ottanta, con le poche eccezioni rappresentate da registi come Amelio e Lucchetti, il cinema italiano ha una piccola ripresa con Salvatores, Tornatore e Calopresti.

Riferimenti utili


Musica

Nata da una costola del melodramma, la tradizione melodica italiana ha vissuto negli ultimi quarant'anni grandi cambiamenti. L'esplosione del rock 'n'roll ha influenzato e modificato la canzone italiana delle origini con giovani scatenati come Mina, Adriano Celentano, Rita Pavone e Gianni Morandi. Ma una dimensione veramente originale è costituita dalla canzone d'autore. Per Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo la canzone esprime un mondo interiore. Anche le canzoni di Fabrizio De Andrè, influenzato dalla musica di Bob Dylan e Leonard Cohen, dispongono a un clima intimista. Roberto Vecchioni indaga lo spazio interiore raccontando una Milano ripiegata sulle emozioni private. La musica di Lucio Battisti fonde le caratteristiche del rhytm 'n' blues americano con la forma melodica italiana utilizzando un linguaggio semplice e al tempo stesso drammatico.
Altri nomi importanti della musica italiana sono poeti-cantastorie come Francesco De Gregori e Francesco Guccini e i rappresentanti del rock nostrano come Vasco Rossi, Ligabue e Zucchero. Lucio Dalla inizia come strumentista di jazz-band e prosegue verso la definizione di uno stile personale che comprende anche progetti di teatro musicale. Il recupero dello stile vocale della romanza, culminante in tenori come Pavarotti e Bocelli, è iniziato infatti a partire dal clamoroso successo mondiale di Caruso, di Lucio Dalla.
La musica leggera italiana è rappresentata anche da figure di cantanti musicisti che trovano i loro modelli nel jazz, come il pianoforte di Paolo Conte, o nel blues, come la chitarra di Pino Daniele, o nel folk, come il violino di Angelo Branduardi. La canzone d'autore trova oggi nuove strade con personalità di grande spessore comunicativo.

Vedi anche le sezioni "Appuntamenti e manifestazioni" e "Informazioni turistiche - Vacanze culturali"

 
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