Intervista a Max Casacci, chitarrista dei
Subsonica e organizzatore del Traffic Torino
Free Festival (www.trafficfestival.com),
a cura di Maurizio Maschio di www.digi.to.it.
Fino a qualche anno fa i ventenni partivano
da Torino alla volta di Londra e
Berlino mentre oggi vengono a trovarci
da tutta Europa. Quali sono le ragioni
di questo cambiamento?
La città negli anni Ottanta non apparteneva
a nessun ragazzo. Era un luogo sconfortante
che mortificava iniziative e vitalità
giovanili soffocandole con una cappa di
mediocre provincialismo.
L'attenzione era posta altrove, cioè ai ritmi
produttivi dell'industria, che determinavano
orari, stili di vita e conseguente conformità.
La musica era perciò un veicolo
di fuga. Si formavano band e si riempivano
le sale prova, anche se la città non offriva
mezzi o strutture in grado di incoraggiare
un "salto di qualità". Se suonavi eri
uno "strano", prima ti fossi tolto il grillo
dalla testa per pensare a un futuro più solido
meglio sarebbe stato. Ma,guarda caso,
fu proprio la musica il perno della trasformazione
culturale iniziata nei primi anni
Novanta e mai cessata da allora.
Furono i locali per i concerti e diversi centri
sociali riempiti dai giovani della cosiddetta
generazione x, furono i gruppi musicali
che incominciavano a girare per
l'Italia dominando la scena nazionale a far
conoscere la trasformazione in corso,
furono i piccoli club cresciuti lungo il fiume
a offrire un divertimento economico e
senza troppi vincoli di orari, di comportamento
o di etichetta a offrire stili di socialità
e di vita differenti. Nel nostro piccolo
fu anche lo studio Casasonica in un angolo
di piazza Vittorio a sfornare una buona
quantità di album e di gruppi, prima di diventare
il quartier generale dei Subsonica
e struttura per band che ora arrivano a
registrare da tutta Italia.
A quel punto va dato merito alle amministrazioni
comunali di avere assecondato
quella trasformazione spontanea, mix tra
cultura e divertimento e voglia di godersi
una primavera a lungo attesa. L'onda
lunga di quella trasformazione ci porta alla
Torino capitale giovanile di oggi.
Tra gli eventi in grado di muovere tanti
giovani, facendoli arrivare anche da
oltreconfine, Traffic ha sicuramente un
ruolo di primo piano. L'edizione 2010
del festival si collegherà in qualche
modo alla "nomina" di Capitale Europea
dei Giovani?
Traffic ha scelto da subito di essere specchio
della città e quindi ci muoveremo certamente
in sintonia. Oltretutto siamo la
manifestazione giovanile che attrae più
pubblico dall'estero (circa il dieci per cento).
Si tratta solo di capire meglio quali
saranno le intenzioni degli amministratori
nei confronti del festival. Attendiamo di
capire gli umori per l'edizione 2010, noi
comunque faremo la nostra parte creando
un evento di attrazione internazionale,
attento a valorizzare il talento e la creatività
cittadine.
Dai concerti a basso impatto ambientale,
a eventi di sensibilizzazione su
tematiche sociali come Torino Non Ha
Paura, No Nuke e La Mafia Non Paga La
Crisi. Iniziative in cui la musica serve a
divertirsi ma anche a parlare di cose
serie. Come consideri Torino da questo punto di vista?
Torino, come il resto d'Italia, si deve confrontare
con una profonda crisi culturale.
È vero, c'è molto movimento in giro, ma
questo movimento equivale troppo spesso
ad un casino divertentista, nel quale
peraltro ci si diverte sempre meno.
Insomma talvolta viene da commentare:
"molto rumore per nulla". Da queste e
altre considerazioni prendono vita le azioni
di Torino Sistema Solare, sorta di movimento
spontaneo con il quale sovente collaboro.
Il Sistema Solare combatte le cattive
energie della città: petrolio, nucleare,
ottusità, razzismo, indifferenza, mafia, cocaina,
mercato delle dipendenze e altro.
Le azioni di comunicazione e disturbo sono
veicolate con musica elettronica, nuovi
linguaggi, interventi nei club come nelle
scuole, web, social network blog e quant'altro.
Del sistema solare fanno parte
gestori di locali, musicisti, architetti, associazioni
studentesche, associazioni anti
mafia, dj ambientalisti, che hanno a cuore
le sorti di una Torino città del sole e capitale
giovanile, non solo per un anno.
Proprio da Torino Non Ha Paura è scaturita
la web-compilation "San Salvario
da mezzanotte alle quattro", scaricabile
gratuitamente dal sito di Torino
Sistema Solare. Qual è il tuo parere di
produttore/musicista sulla nuova bohème
di San Salvario?
San Salvario più o meno dieci anni fa
venne descritto dalla stampa come una
sorta di girone infernale.
Era il classico quartiere multietnico sorto
vicino alla principale stazione ferroviaria,
con tutte le problematiche del caso, ma in
quel momento sembrava quasi che al suo
confronto lo "zen"di Palermo o "Scampia"
fossero diventati il principato di Monaco.
Di fatto problemi ce n'erano e anche tanti.
L'amministrazione optò allora per una delle
mosse più sagge e illuminate che siano
mai state attuate in Italia, per rispondere
al problema sicurezza. Rilasciò molte licenze
incoraggiando la nascita di locali e
luoghi di aggregazione, in grado di contendere
metro per metro, marciapiede per
marciapiede la zona allo spaccio e alla criminalità.
Accendere luci contro il buio della paura.
Una soluzione che a distanza di anni si
rivelò indiscutibilmente azzeccata.
E come già successe negli anni Novanta
per i Murazzi, territorio acceso e ricco di
tensione, il presidio di socia
lità, musica e
vita finì per diventare l'incubatrice di una
scena artistica.
E non c'è da stupirsi che il rinnovamento
musicale oggi parta proprio dai locali e dai
circoli di San Salvario, dove l'atmosfera
più raccolta e meno caotica favorisce
un'aggregazione più verbale e riflessiva,
lontana dallo stordimento chiassoso della
"movida".
I testi di questi nostri nuovi cantautori,
sono espressione di una poetica del disincanto,
perfettamente sintonizzata con il
clima di questo fine decennio.
I Murazzi sono molto cambiati dagli
anni Novanta ad oggi. Secondo te sono
ancora quel luogo centrale per l'incontro
e la nascita di progetti/tendenze artistiche
o piuttosto qualcosa sta maturando
altrove? Come a San Salvario per
esempio?
I Murazzi ad eccezione del Puddhu, uno
dei migliori club in città, e di qualche serata
sporadica in altri locali, stanno vivendo
una stagione al ribasso. Complice una
mancanza di attenzione e tutela sotto il
profilo sicurezza e manutenzione, ma anche
a causa della proliferazione dei più recenti
locali "divertimentificio", che hanno
svilito l'atmosfera magica del luogo. Il
sopra citato Puddhu, resta comunque un
locale fondamentale anche per tendenze
e creatività nell'ambito dei linguaggi elettronici, "Giancarlo" forse non ai livelli di un
tempo, mantiene intatto lo spirito delle
prime stagioni.
Per altri come Sax, The Beach, Jam valgono
gli appuntamenti specifici. San
Salvario ha saputo creare un "microclima"
adatto al mondo studentesco attento
e qualitativamente più esigente. Molti studenti,
creativi e artisti hanno deciso di
diventarne residenti.
Città di Torino, Servizio Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
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