Intervista a Graziano Melano, direttore
artistico della Fondazione Teatro Ragazzi
e Giovani (www.fondazionetrg.it), a cura
di Roberto Mazzone di www.digi.to.it.
Qual è la storia del teatro per ragazzi a
Torino e come vi si inserisce l'attività
della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani
(TRG)?
Giovanni Moretti è stato il fondatore del
Teatro dell'Angolo nei primi anni Settanta.
Io stesso mi sono formato come attore attraverso
l'animazione (oltre ad aver frequentato
la scuola del Teatro Stabile di
Torino).Venivamo chiamati da comuni come
Rivalta o Settimo,zone considerate difficili
all'epoca per lavorare con i ragazzi,
perché presentavano un alto tasso di immigrazione
dal Sud Italia. Ho girato mezzo
mondo con parecchie produzioni e colleghi
del Teatro dell'Angolo (Canada, Stati
Uniti, Russia); queste esperienze mi hanno
suggerito, ormai una ventina d'anni fa,
l'idea di individuare un luogo, a Torino, per
fare un teatro come alcuni di quelli che
avevo visto in giro per il mondo. Così ho
proposto alle istituzioni di ristrutturare
questo spazio, fino a quel momento abbandonato,
e nel 2006 è nata la Casa del
Teatro Ragazzi e Giovani.
Come si inserisce la Fondazione nell'ambito
delle manifestazioni previste
per Torino Youth Capital 2010?
La nostra Fondazione si posiziona in
maniera del tutto naturale all'interno del
programma di Torino Youth Capital 2010,
perché qui si svolgono permanentemente
attività teatrali dedicate alle fasce giovanili. Sono tanti gli appuntamenti che ci attendono
per il 2010: uno è il Festival di teatro
per ragazzi "Giocateatro", con spettacoli
italiani, ma anche provenienti dall'estero
(Romania, Germania, Francia, Belgio
Svezia). E ancora "Lingue in Scena", che
prevede allestimenti con studenti provenienti
da Paesi europei; "Scuola Super",
dove giovani studenti delle scuole superiori,
si esprimono utilizzando linguaggi
diversi (musica, danza, teatro).
Il teatro e il pubblico giovane.
Quali sono le difficoltà di questo rapporto
e le possibili soluzioni, sia a Torino
che in Europa?
Prima di tutto, lavorare con i ragazzi
significa scoprire che, presentando loro
una parola o un gesto, il significato cambia
rispetto a quando ci si trova di fronte
a un pubblico adulto. In ambito europeo,
Paesi come Gran Bretagna, Francia, Germania,
Belgio, Paesi Bassi e in parte la
Svizzera hanno sviluppato prima dell'Italia
il concetto di creare un pubblico
attento, in quanto informato su un linguaggio
che altrimenti resterebbe riservato
a un'élite.
Dagli anni Settanta, specialmente a Torino,
si è sviluppato questo tentativo di
democratizzazione del teatro.
Fa tutto parte di un percorso che ha come
obiettivo principale quello di formare
generazioni che saranno il grado di vivere
in maniera critica il teatro, di conoscerlo
e farlo, se vorranno.
Attore o animatore teatrale: quali prospettive
e percorsi esistono a Torino
per un giovane che vuole recitare?
Le due figure professionali (e i relativi percorsi
formativi) dovrebbero essere paralleli.
Ed è ciò che si cerca di offrire, alle persone
interessate, nella Casa Teatro Ragazzi
e Giovani: accanto alla stagione di
spettacoli c'è un'attività di formazione che
si svolge in quella che abbiamo appositamente
chiamato la Piccola Accademia del
Teatro Ragazzi e dell'Animazione. Molti
giovani attori,ma anche attori con un buon
bagaglio di esperienza sulle spalle sono
nati come animatori, successivamente si
sono trasformati in attori, senza mai
dimenticarsi del pubblico giovanile, il
quale - è bene ricordarlo - si evolve in maniera
molto rapida.
Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
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