500 giovani studenti europei ogni
anno a Torino
Vengono ogni anno da tutta Europa. Scelgono
Torino e ci restano, per studiare, da 3
a 9 mesi.Sono "gli Erasmus":torinesi d'adozione
con un punto di vista speciale sulla
città. E ora che su Torino si accendono per
un anno i riflettori europei, sentire anche
la loro voce è più che mai interessante.
Torino prima dell’erasmus
L’aggettivo più gettonato è “misteriosa”,
forse per non dire sconosciuta. Qualcuno
aggiunge timidamente un “Juve, Fiat e industria", ma la situazione non migliora.
"Suma bin chapà", direbbe qualche torinese
d'annata, considerando che queste
sono le cose che gli Erasmus venuti a studiare
a Torino pensavano della città prima
di arrivarci. La partenza non è ottima, ma
ci sono margini di miglioramento.
Torino durante l'erasmus
"Bella", "accogliente", "stupenda" e
"con molto carattere" diventano gli aggettivi
più frequenti che gli universitari
adottati dalla capitale sabauda le riservano
al momento di tornare a casa. La città
stupisce, sorprende, colpisce. Molti ci
lasciano il cuore per l'inaspettato numero
di cose da vedere e per la straordinaria
vitalità notturna. Così è, per esempio, per
Melanie, Karolina, Michael, Barbara e
Kenza. Cinque ventenni innamorati del
loro anno in città. Cinque angoli di mondo
che si incontrano all'ombra della Mole.
I luoghi più amati
Ma cosa fa un Erasmus a Torino? Le parole
d'ordine sono "festa", "cultura", "studio"
e "relax". La città si rivela inaspettatamente
ricca e allettante e i monumenti
torinesi diventano mura familiari per i giovani
studenti stranieri. Piazza Castello, in
particolare, con i suoi palazzi Madama e Reale. Ma anche le meno centrali attrazioni
di Superga e Venaria o la meno
famosa chiesa di San Lorenzo. E poi il Museo Egizio e la Mole Antonelliana,
manco a dirlo. Un tocco di classe che non
si dimentica. Barbara ne parla entusiasta
come decantasse il Louvre o la Tour Eiffel
della sua Parigi e si mostra preparata
come e forse più di molti torinesi. Sarà
perché la città in cui scegli di andare stimola
curiosità e interesse o sarà perché
Torino, nello specifico, sa ammaliare
senza sbraitare. La placidità della città, il
suo savoir vivre e il suo volersi riscoprire
o mantenere naturale nonostante la veste
industriale sono, infatti, tra le cose che più
colpiscono uno studente straniero. E così
i pomeriggi al Valentino e le corse nei parchi
cittadini salgono in fretta nella classifica
dei passatempi dei nuovi e temporanei
torinesi, vengano essi dal Marocco
come Kenza o dalla Danimarca come
Melanie. Tutto è scoperta, rivelazione. E
questo capita a maggior ragione in una
città affascinante come Torino, il cui passato
come prima capitale italiana e i cui
misteri legati alla magia nera diventano
subito argomenti familiari. La Torino
Erasmus trova, quindi, un equilibrio tra la
città vissuta dai torinesi e la città svelata
dai visitatori.
Il rito dell'aperitivo e le feste erasmus
Trovarsi prima di cena per mangiare e
bere qualcosa. Abitudine bizzarra quella
dell'aperitivo, ma dal fascino gustoso e
immediato. Michael e Karolina, per esempio,
ne sono rimasti vittime fin da subito,
complici l'imbarazzo delle scelta di locali
dove rimpinzarsi di stuzzichini e l'ottimo
rapporto abbuffata-prezzo garantito da
questo tipo di pratica. Man mano che i
mesi a Torino passano e che la frequentazione
dei torinesi aumenta, la lista dei
locali sperimentati si fa più lunga e i trucchetti
per valorizzare appieno il rito si
fanno più sofisticati. L'orario migliore a
seconda dei locali, i tavoli più strategici
per intercettare l'arrivo dei vassoi, le serate
più propizie per abbinare abbuffata e
baccaglio. Culinariamente e "rimorchiarmente"
parlando, è piazza Vittorio a
dominare per offerta. Ma in fondo come non aspettarselo? Se la serata di un
Erasmus comincia con l'aperitivo ci sono
buone probabilità che prosegua con
danze e baldanze e la piazza fronte Gran
Madre ha il vantaggio di spadroneggiare
in entrambi i campi. La parola "Murazzi"
in particolare appare sulla bocca di qualsiasi
intervistato nell'istante stesso in cui
si parla di divertimento. E in fatto di divertimento,
si sa, gli Erasmus vantano primati
e competenze pressoché imbattibili. I
nomi di Lapsus, Giancarlo, Cacao,
Club21, Xò, Caffè del Progresso,
Millionaire, Life, La Gare vengono sciorinati
con la semplicità di una cantilena e
la precisione di una guida settoriale. La
Torino Erasmus pulsa proprio lì e lì nasce
un attaccamento per la città che resisterà
al ritorno in patria.
Nel 2008 erano 546. Netta predominanza spagnola: quasi il 25% degli arrivi totali portava, infatti, il marchio iberico. Ma poi, a ruota, portoghesi (67), francesi (64), inglesi (28), romeni (23) e anche, inaspettatamente, turchi (21). Ma ogni paese ha i suoi rappresentanti: dalla Polonia a Taiwan, dal Liechtenstein al Canada.Tutti a Torino dove l'Università pare di alto livello. Psicologi e umanisti in genere affollano le statistiche, ma scienziati e matematici si difendono a loro volta. Il fascino di Torino, tecnologica e artistica insieme, sembra non risparmiare proprio nessuno.
L'ufficio che si occupa degli studenti
Erasmus, in partenza o in arrivo a Torino,
si trova in via Po 31 (ricevimento
su appuntamento tel. 011/6704425)
e molte delle informazioni utili a chi
partecipa a questo progetto si trovano
sul sito web www.unito.it/programma_ llp.htm.
Esistono, inoltre
due siti interessanti per tutto ciò che
riguarda la vita Erasmus non strettamente
accademica:
www.erasmuspoint.altervista.org e www.erasmustorino.com.
Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
Per comunicazioni relative a questa pagina: informa.giovani@comune.torino.it
Homepage Informagiovani: www.comune.torino.it/infogio/