I 5 sensi - Occhio
LE BAND - SUBSONICA
Dal
1997, anno di pubblicazione dell’omonimo
e primo album del gruppo, i Subsonica
hanno saputo essere degni portavoce
della sperimentazione musicale così
cara al capoluogo piemontese.
Le sonorità
rock e
reggae, accostate ad un utilizzo
inedito dell’
elettronica, mix di tecnologia
e ricercatezza melodica, trovarono un
palco sotto le arcate dei
Murazzi come
genere di nicchia.

Proprio quella serie di
piccole grotte affacciate sul Po, fulcro
di molte innovazioni e meta di illustri
esponenti della club-culture, può
essere considerata la culla della
band.
Tanti concerti, tanta gavetta,
un salto a Sanremo con
"Tutti i miei
sbagli" e il bersaglio è centrato.
Con
"Microchip Emozionale" e
"Amore-matico" la band vive
una fase critica: non più
realtà indipendente, eppure
ancora un po’ ostile al
consumo di massa.
Stravolgono i canoni della
musica rock, costituiscono
una vera e propria "anomalia"
come dice il titolo della
loro biografia, curata da
Paolo Ferrari.
Alla luce del
quarto album e di molteplici
fortunati side-projects
dei singoli componenti, il
singolo
"Abitudine" è stato
trasmesso per mesi da tutte
le radio.
Il tour per l’uscita di
"Terrestre"
è andato avanti a colpi di sold-out in tutta
Italia e vederli sempre tranquillamente in
giro per i Murazzi inizia a fare un certo
effetto.
Sito ufficiale:
www.subsonica.it
Due domande per... MAX CASACCI
chitarrista dei Subsonica e volto noto in
città.
Negli anni ‘90 com’era l’ambiente musicale
a Torino?
All’epoca erano tempi bui.
Torino era vista
in primo luogo come città industriale e
quei pochi che sceglievano la musica
come lavoro non sembravano avere molte
chance di arrivare, anzi, venivano considerati
degli scansafatiche.
Adesso le cose sono cambiate, settori
come il nostro hanno assunto un ruolo di
maggior rilievo.
Ciò non significa che oggi
sia più facile affermarsi in questo campo,
ma senza dubbio ci sono più opportunità
per le giovani band di farsi notare.
Che si sente oggi in città?
Oggi si avverte la necessità di spaziare
verso orizzonti diversi per suscitare interesse.
Torino è cambiata ed è normale che la
musica rispecchi il luogo da cui proviene.
La nostra città sta assumendo sempre più
sembianze post-industriali e questo la
accomuna a luoghi come Detroit e Manchester,
o Madchester che dir si voglia,
dove le sonorità post-industriali hanno già
trovato da anni un terreno più che fertile.
Se devo farti dei nomi, penso che i Perturbazione
siano uno dei gruppi più interessanti
al momento.