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I 5 sensi - Ascolta
PAROLE - LO SLANG TORINESE

C'è un idioma che serpeggia nei nostri discorsi quotidiani, assemblaggio di schegge linguistiche che vivono e muoiono a volte rapidamente.
Istituzionalmente definito "gergo giovanile", è un repertorio di parole in grado di animare conversazioni che altrimenti risulterebbero estremamente monotone. Per permettere a tutti di usufruire di queste micce dialogiche e di riconoscere le varie tipologie di parlanti, ecco un mini dizionario, a uso e consumo del turista più o meno anziano nel mondo "giovane" della "mitica Turin"!


ADVANCED COURSE IN "GIOVATURIN" - ovvero concentrati di slang giovanile nella Torino del XXI secolo
STEP N. 1: DIALOGHI
AL BAR

• Cia’ Toni, come ti butta?
• Guarda, sono all’aceto.
• Non ci stai proprio dentro oggi. Ma che t’ha fatto sclerare?
• Sono chiusissimo. Ho cuzzato la mia tipa che si beccava con un altro.
• Te l’avevo detto di fare cisti che era un pacco!
• Sono preso tropo male, mi sento proprio un gaggio.
• Tagliala, non è il caso che ti sdereni così, mica l’hai fatto tu il bordello.
• Ma mo’ come la metto?
• Scianti, ti do due dritte: ora scialatela un po’ e fatti vedere intrippato da qualche bella gnocca; se lei è ancora imbarcata, le piglierà strizza e ti baccaglierà di brutto per scusarsi.
• Grazie fratello, sei troppo un serio!

 

•Ciao Antonio, come stai?
• Sono molto stanco.
• Mi sembra che tu abbia la testa da un’altra parte. Che cosa ti ha turbato?
• Sono triste e pensieroso. Ho scoperto la mia ragazza insieme ad un altro.
• Ho sempre sostenuto di fare attenzione perché avrebbe potuto ingannarti!
• Sono disperato, mi ritengo uno stupido.
• Smettila, non è opportuno che ti biasimi in questo modo: non è stata colpa tua.
• E adesso come risolvo la situazione?
• Stai tranquillo, ti fornisco alcuni consigli: ora rilassati un po’ e mostrati interessato a qualche ragazza carina; se lei è ancora innamorata di te, avrà paura di perderti e inizierà a essere gentile con te per farsi perdonare.
• Grazie amico mio, sei proprio saggio!

IN DISCOTECA

. Oh socio, ma ti ripigli?
. Dai oh, non mi chiudere! Mi sto scialando con 'sto pezzo!
. Sì, ma stai tranzollo!
. Oh, ma stai easy!
. Hai visto 'sta tipa? Mi attizza troppo!
. Dai, è troppo gnocca per te!

 

. Amico, ritorna in te!
. Non ti curare di me, sto ascoltando con attenzione questa canzone.
. Sì, ma stai calmo.
. Stai tranquillo anche tu.
. Ah però, amico, hai notato quella ragazza? Mi cattura la sua bellezza.
. Diciamo che ha una bellezza diversa dalla tua.

IN GIRO

. Bella!
. Ciao socio! Come butta?
. Guarda sono all'aceto.
. Che si fa?
. Poche cose, pochi sbattoni, perché ho zero benza!
. Dai oh, non mi chiudere, sei proprio un mozzone!
. No, zero! Non esiste!
. Allora svacco alle panche? Sì, ma che abbiocco!

 

. Ciao!
. Ciao! Come va?
. Sono molto stanco.
. Oggi dove andiamo?
. Non facciamo molto, non andiamo tanto lontano, perché ho poca benzina nell'auto.
. Non mi trovi d'accordo con la tua idea, non sarà che sei tirchio?
. No, non cambio idea.
. Allora passiamo il tempo a meditare sulle panchine? Ci annoieremo...

IN GIRO

• Ohi vecchio, figata ‘sto tuo nuovo motorello!!
• Sgasa di brutto, zio fa’… altro che il catorcio di bici che c’avevo!
• Con quella ciofeca, anche se scannavo a manetta, mi sentivo uno sfigato.
• Ma non c’hai caga a guidarlo?
• No, è uno sballo!
• Dai, allora mi dai uno strappo?
• Schiaffati il casco e si va!!

 

• Ciao amico, che bello questo tuo nuovo motorino!!
• Va come una scheggia… è molto più veloce della mia vecchia bicicletta mal ridotta!
• Con quel rottame, anche se andavo veloce, mi sentivo un ragazzo anonimo.
• Ma non provi timore a guidarlo?
• No, è molto divertente!
• Allora mi offri un passaggio?
• Mettiti il casco e si parte!!

STEP N.2: GLI AUTORI… TIPOLOGIE DI INDIVIDUI PARLANTI
LO SLOGAN GIOVANE

Enza soffreTamarro
Il tamarro, detto anche zamarro, tarro, zarro, iamarruso,zamatruzzo o tabbozzo è facilmente riconoscibile dal giubbotto fluorescente tipo "addetto dell'ANAS", jeans molto stretti e scarpe da ginnastica talmente strane da far invidia a un'astronauta. Ha capelli ingellati e di solito porta gli occhiali da sole anche quando questo non c'è.Il miglior rappresentante di questa specie è ovviamente lampadato tutto l'anno, così da sembrare perennemente in vacanza! La sua musica preferita, vale a dire la techno, la disco, l'hardcore da discoteca, è più comunemente nota come "tunz-tunz".

Emo
Niente da fare, per l'emo tutto è negativo, tutto è nero! E allora, largo a capelli scuri, lisci e con una bella frangia davanti agli occhi, tanta matita nera, ombretto scuro, e rimmel a vagonate! Per l'abbigliamento: pantaloni di jeans o di altro tessuto rigorosamente attillato e a sigaretta, e scarpe All star possibilmente rovinate.

Cabinotto
Il cabinotto è il classico figlio di papà: si veste con le marche più prestigiose e costose, frequenta il liceo privato e fa il PR per le feste esclusive. Ha spesso la faccia da angioletto anche se sotto sotto può essere cattivello. Adora andare in barca a vela e praticare sport come il golf e il tennis, logicamente nel suo club privato o nel maestoso cortile di casa!!!

Chic
Rigorosamente girl. È sempre ben vestita e perennemente a dieta, perché deve entrare nella taglia 40. Ci tiene a essere sempre impeccabile in ogni occasione e ama, perciò, abbinare accessori, scarpe e borse. Indossa solo ed esclusivamente tacchi alti e venera le riviste di moda come Vogue dove sogna di lavorare, seguendo le orme del suo film preferito "Il Diavolo veste Prada".

Fricchettone
Nemico giurato del tamarro, è un tipo alternativo, neo-hippie. Indossa indumenti etnici, spesso ha i dread. Si intende di filosofia mistica antropologia e predica la pace nel mondo. Fraternizza con facilità e ama il prossimo. Frequenta abitualmente i negozi equi e solidali e adora i cibi biologici. Nel tempo libero si diletta con la giocoleria o suona i tamburi djembè. Al suo stadio supremo, pratica lo yoga ed è vegetariano macrobiotico.

Libertà al rumoreSTEP N.3: I CONSIGLI DELL' ESPERTO

Se mai vi apostrofassero con un'espressione del tipo "scrostati gaggio!", come reagireste?
Per evitare sorrisi di circostanza o facce interrogativo-inebetite, vi consigliamo di dare un'occhiata al "Dizionario storico del linguaggio giovanile" edito da UTET, che s'intitola appunto "Scrostati, gaggio!", ovvero "Spostati, idiota!".
Uno degli autori del dizionario, Renzo Ambrogio, ci ha fornito alcune informazioni e curiosità.

Quando e come nasce il linguaggio che chiamiamo giovanile?
L'esistenza di un linguaggio specificatamente giovanile è in Italia un fenomeno piuttosto recente. Esisteva nel dopoguerra un gergo studentesco, ma era limitato a un numero ristretto di parlanti, dato che la scuola era ancora molto elitaria. Solo a partire dal '68 si inizia a diffondere su larga scala una lingua parlata dai giovani, che è legata alla contestazione e dunque è ricca di una terminologia politica, sindacale, legata a valori alti. L'esplosione vera e propria di un linguaggio giovanile va però situata ancora più avanti, alla fine degli anni Settanta e poi per tutti gli anni Ottanta, l'epoca dei paninari, dei punk, degli albori del rap e dei centri sociali.
Quali sono invece i temi e le caratteristiche del linguaggio giovanile di oggi?
I temi principali sono la scuola, il sesso, le droghe leggere e in parte anche la politica, soprattutto per quanto riguarda i gruppi pacifisti e no global.
Si assiste inoltre alla frammentazione delle tendenze, per cui non esistono entità definite rigidamente come i paninari o i punk del passato.
Come si forma una "parola giovane"?
Il linguaggio giovanile nasce spesso dal basso: sono soprattutto le periferie, secondo una dinamica piuttosto insolita, ad influenzare i centri, forse proprio perché in questi luoghi c'è un forte bisogno di darsi un'identità.
In esso si mescolano: l'italiano colloquiale, arricchito di prestiti da lessici speciali e settoriali; i termini del lessico giovanile storico a lunga durata, come beccare, benza, bestiale, cacciare, casino, cuccare, fottere, fregare, gaggio, giusto; i termini a vita breve, altamente innovativi, e numerosi prestiti dialettali. In quest'ultimo ambito si assiste a un fenomeno molto particolare, cioè la presenza di forme dialettali di altre aree, e in particolare di quelle delle parlate meridionali, nei linguaggi giovanili di Torino, Milano e Genova, rispecchiando a livello linguistico le complesse dinamiche sociali legate alla storica emigrazione dal Sud al Nord dell'Italia.
Si vedano voci come abbummamento, babbo, babbione, bambascione, ciddonare, cunno, minchia, frate, fungia, lambascione, pacchio, pucchiacchia, spacchiuso. D'altra parte è importante anche l'apporto delle lingue straniere, per lo più l'inglese e lo spagnolo, dei quali è ricco soprattutto il linguaggio dei rappers.
Limitato invece risulta l'apporto dei media: la televisione, ad esempio, non è tanto un luogo di produzione di linguaggio giovanile, quanto un suo strumento di diffusione.
In quali libri, canzoni, siti possiamo dunque trovare un ampio uso del linguaggio giovanile?
Autori come Pier Vittorio Tondelli, Silvia Ballestra, Niccolò Ammaniti, Isabella Santacroce, Enrico Brizzi, Giuseppe Culicchia, Aldo Nove, Paola Mastrocola, sono stati fonti importanti per il nostro lavoro; come tra i cantanti, Elio e le Storie Tese, i Colle der Fomento, gli Articolo 31, i Sottotono, gli Skiantos.

STEP N.4: LE PAROLE GIOVANI PIÙ DIFFUSE A TORINO

Ecco alcune definizioni dal "Dizionario storico del linguaggio giovanile" della UTET:

  • Baccagliare, tr. Corteggiare, tacchinare (per lo più nella forma baccagliarsi qualcuno). "Masonti è una vera stella. Perché non solo mi insegna cose nuove, ma mi spiega anche cose vecchie che io non ho ancora capito. Tipo: cipollare una ragazza vuol dire toccare. Baccagliare una ragazza invece vuol dire corteggiarla". (Mastrocola, Barca nel bosco, p. 94)
  • Cicles (var. chicle, cickles), sm. e f. Invar. Gomma da masticare. "Nel frattempo gonfia con la chicle una grossa bolla rosa e la fa scoppiare". (Serra, via Millelire, p. 31) "Prendono il calco della serratura infilandoci il cicles nel buco". (Littizzetto, Pisello, p. 73)
  • Cisti, 1 agg. invar. Molto bello, figo; 2. Inter. Per esprimere ammirazione, approvazione, ecc. "Mi sono comprato le scarpe nuove. Cisti cisti!". 3. Per richiamare all'attenzione, per intimare il silenzio o per esortare a calmarsi; "Cisti, madama!" 4. Locuz. - Fare cisti: comportarsi con astuzia e intelligenza. Stare attento, fare attenzione." Ouh, a 'sto giro mi ripiglio! Ouh, a 'sto giro faccio cisti".
  • Muzzo, sm. Nell'espressione A muzzo: a caso, in modo raffazzonato.
  • Sclerare, intr. Impazzire, dare fuori di testa, smaniare (spesso con uso iperbolico)." M'insegna la parola "sclerare". Dice che sclerare lo ficchi dove vuoi e fai sempre un figurone. Tipo un tuo amico dice che è stanco e non vuole uscire e tu gli fai: ma sei sclerato?! Oppure parli di tua madre che ti controlla sempre i compiti e dici: mia madre mi sclera!! Oppure vai a letto alle tre e ti alzi alle sette tutto pesto di sonno e quindi: se non sclero oggi, non so!" (Mastrocola, Barca nel bosco, p. 92)
  • Tagliare, intr. Marinare la scuola. "Anche stamattina ho tagliato e sono andato in centro... è che c'era elettrotecnica, e io odio elettrotecnica". (Montrucchio, Cardiofitness, p. 49) "Davanti a scuola aspetto che Franz faccia la sua comparsa sul Mercedes nero di mammà. Sul treno non c'era, ma che tagli è escluso. Oggi non abbiamo nessuna interrogazione in vista". (Culicchia, Paese, p. 111)

Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
Per comunicazioni relative a questa pagina: informa.giovani@comune.torino.it
Homepage Informagiovani: www.comune.torino.it/infogio/