I 5 sensi - Occhio
CURIOSITÀ
Cabiria, il film di Giovanni Pastrone,
costò circa
1.000.000 di lire, per quei
tempi una cifra "folle", paragonabile ai
costi di certe pellicole hollywoodiane.
Si narra che il famoso attore e regista
Stanislawskij, quello del metodo, ebbe
l’ispirazione per la sua particolare tecnica
di studio e recitazione osservando la
fedele ricostruzione del borgo medioevale
all’interno del Parco del Valentino.
Alcune scene di battaglia del film
Guerra e Pace, di King Vidor, con Vittorio
Gassman, Henry Fonda e Audrey Hepburn,
vennero girate proprio a Torino
(Castello del Valentino, Palazzina di
Stupinigi, campagna torinese).
Questa
pellicola hollywoodiana è tuttora
campione
d’incassi tra i film italiani di
tutti i tempi, con 177 miliardi nella valuta
del 2000.
La collina torinese dietro la Gran Madre
ospita, in corso Giovanni Lanza 57,
Villa Scott, meglio nota agli
appassionati dell’horror italiano come
"Villa del bambino urlante".
Questo
edificio liberty del 1902 fu utilizzato in
Profondo Rosso di Dario Argento.
AIACE, FILM COMMISSION E TORINO FILM FESTIVAL
Per saperne davvero di più sulla forte e
pervasiva presenza della "settima arte" a
Torino, non possono mancare alcuni accenni
riguardanti il cinema d’essai e la più
importante manifestazione cinematografica
del capoluogo piemontese.
Stiamo parlando dell’associazione AIACE
e del Torino Film Festival.
L’
AIACE, membro della Cicae (Confédération
Internationale Cinémas d’Art Européens),è un’associazione alla quale aderiscono
numerose sale cinematografiche con
programmazione d’essai.
Presente su tutto
il territorio nazionale, l’AIACE stabilì nel
1968 la sede principale a Torino, grazie alla
forte presenza in città di cinema d’essai (ben 14).
L’attività di questa associazione è
improntata non solo sulla rappresentazione
cinematografica di particolari anteprime
mondiali, ma anche su
attività didatticoculturali,
con corsi sull’educazione all’immagine
cinematografica, sulla formazione
dello spettatore, sulla progettazione e realizzazione
di rassegne cinematografiche,
ecc.
Senza contare l’
attività di editoria incentrata sulla storia e sulla critica del
cinema e i film festival di vario genere, iniziative
tra le più importanti dell’AIACE.
Quando si parla di festival cinematografici
da queste parti si pensa subito al
Torino
Film Festival, ormai famoso e stimato
quasi quanto quello di Venezia.
Le anteprime
internazionali e le retrospettive dedicate
agli autori del cinema contemporaneo
sono un po’ la cifra stilistica di questo
appuntamento.
Superati i
vent’anni di onorata
carriera, nonché di tribolante ricerca
di spazio per la sua sempre maggiore platea
di affezionati, il Torino Film Festival si è
radicato nei cinema storici del centro cittadino
e si è rafforzato grazie alla collaborazione
del Museo Nazionale del Cinema.
Le altre rassegne cittadine sono:
Festival internazionale Cinema delle Donne www.festivalcinemadelledonne.com;
Festival del Cinema Gay www.turinglfilmfestival.com;
Festival Internazionale Cinema
Giovani www.torinofilmfest.org;
Festival
Cinema Ambiente www.cinemambiente.
it
Dietro un film c’è sempre un regista, così
dietro ai molti film girati a Torino si nasconde
la regia della
Film Commission, la
cui natura giuridica è quella della Fondazione,
voluta e sostenuta finanziariamente
dal Comune di Torino e dalla Regione Piemonte
che ne sono i soci fondatori.
La Film
Commission promuove produzioni cinematografiche
e televisive italiane ed estere
a Torino e nello stesso tempo sostiene
indirettamente l’industria cinematografica
locale creando nuove opportunità di lavoro
per chi, in Piemonte, opera nel campo
cinematografico e televisivo.
È una sorta di
agenzia di primo contatto per le richieste
d’autorizzazione a girare riprese cinematografiche
e televisive, collabora alla soluzione di problemi che possono nascere in fase
di pre-produzione e facilita i movimenti
della troupe durante la lavorazione del film.
Il sito Internet della Film Commission Torino
- Piemonte mette a disposizione una banca
immagini con circa 6300 fotografie, per
individuare le locations -
www.filmcommtorinopiemonte.it .
Infine, un accenno al
pubblico torinese.
Grazie alla tradizione cinematografica della
città e alle attività delle istituzioni,esiste una
nicchia molto attenta e critica, in grado di
alimentare con il passaparola il successo di
un film, anche poco pubblicizzato.
La cultura cinematografica di molti torinesi
vi sorprenderà.
Fatevi consigliare una pellicola,
vedrete illuminarsi lo sguardo di molti
cittadini, pronti ad elencarvi i registi preferiti
e a discernere sulle tecniche di montaggio,
la fotografia, i dialoghi, l’audio fuori
campo...
Oppure andate a occhi chiusi al Cinema
Massimo, in via Verdi, collegato al Museo
Nazionale del Cinema: la programmazione
vi sorprenderà con i classici del cinema,
convegni e rassegne dedicate ad attori e
registi.
IL CINEMA E TORINO
Intervista a Steve Della Casa critico cinematografico ed ex-direttore
del Torino Film Festival
Come nasce il rapporto d’amore tra
Torino e il cinema?
Penso sia dovuto principalmente alla
relativa vicinanza tra Torino e Lione, la
città francese da cui partirono gli operatori
delle macchine dei fratelli Lumière,
per diffondere la nascente arte cinematografica
in tutta Europa.
Da un punto di
vista logistico, per il trasporto del materiale,
la scelta apparve naturale.
Un buon motivo per visitare il Museo
del cinema alla Mole?
Perché è pieno zeppo di luci, levette, pulsanti...
Bambini e neofiti interagiscono e
si divertono, avvicinandosi come per
gioco al cinema.
Qual è secondo te il film più rappresentativo
del capoluogo piemontese?
Sicuramente Cabiria. Ci furono 20 000
comparse, ovvero il 5% della popolazione
torinese di quel tempo (1914).
Inoltre
la famosissima statua del film, quella che
ora si trova al Museo del Cinema, venne
esposta al pubblico in piazza Castello per
circa un anno.
Questo a dimostrare l’enorme
impatto che ebbe il film sul pubblico.
E la scena più bella girata a Torino?
Probabilmente il suicidio della ragazza ai
Murazzi in Persiane chiuse di Comencini.
Curioso il fatto che fu Fellini a girare
quella scena, solo una in tutto il film.
Se tu fossi un regista, che genere di
film gireresti a Torino? E dove in particolare?
Qualsiasi genere va bene.
Il film lo girerei
al mercato dei contadini di Porta
Palazzo.
Quell’intrecciarsi tra presente e
passato e quella commistione di culture
e razze diverse, elementi caratteristici
del quartiere, offrono un effetto ottico e
artistico di tutto rispetto.