Ci sono cose di Torino che saltano subito all’occhio e che a occhio nudo si possono esplorare. Da qui vale la pena cominciare la nostra visita.
Piazza San Carlo: il salotto di Torino, una delle più eleganti piazze d’Italia. Dapprima chiamata piazza Reale, durante l’occupazione francese divenne Place Napoléon. I lati maggiori sono porticati, gli altri, invece, presentano palazzi vittozziani e le chiese gemelle di San Carlo e Santa Cristina (foto). Al centro della piazza si nota la statua equestre di Emanuele Filiberto, conosciuta come ‘l caval ‘d brons (foto), inaugurata il 4 novembre 1838 e subito eletta a icona della città. Appesa al Palazzo dell’Accademia Filarmonica si può ancora vedere una palla di cannone lanciata dai francesi nell’assedio a Torino del 1706.
Piazza Vittorio Veneto: inizialmente intitolata al re Vittorio Emanuele I, progettata da Giuseppe Frizzi nel 1825, la piazza prese il nome attuale in seguito alla vittoriosa battaglia della Prima Guerra Mondiale. Ma per i torinesi è semplicemente piazza Vittorio. È la prosecuzione ideale della seicentesca via Po e si proietta verso la collina torinese, cornice ideale per una delle più grandi, nonché affascinanti, piazze d'Europa.
Piazza Castello: costruita da Ascanio Vittozzi su ordine di Carlo Emanuele I in
funzione delle sedi del potere sabaudo, è
interamente porticata, con l'unica eccezione
del breve tratto della chiesa di San Lorenzo e di Palazzo Reale. I portici erano
un tempo chiamati "della fiera" poiché vi
era permesso "mercanteggiare nei giorni
stabiliti".
Via Garibaldi: tutta la storia di Torino transita per questo rettilineo di oltre 1 km che da piazza Castello conduce a piazza Statuto.Un tempo chiamata via Dora Grossa, è la via pedonale più lunga d'Europa.
Via Roma: prima via Contrada Nuova, questa lunga arteria rettilinea interamente porticata collega piazza Castello alla stazione di Porta Nuova. I lavori di rifacimento della via iniziarono nel 1926 e furono completati nel 1931. Oggi è la via più elegante della città.
Via Pietro Micca: risale al 1885 e fu voluta dal Sindaco per collegare le piazze Castello e Solferino. Fu inizialmente chiamata la Diagonale, perché era la prima strada del centro urbano a interrompere l'impianto ortogonale. I suoi palazzi sono un esempio del liberty più rigoglioso.
Via Po: sorta in una contrada di pescatori e lavoratori della calce, fu ampliata nel XVII secolo per volere di Carlo Emanuele II e su progetto di Amedeo di Castellamonte. Divenne così abbastanza larga da permettere il transito di tre carrozze affiancate contemporaneamente nei due sensi. Tra i palazzi degni di nota si trovano il palazzo dell'Università, via Po 17, e il Palazzo degli Stemmi, via Po 33.
Basilica di Superga: (foto) troneggia sulla collina della città, la Basilica che il re Vittorio
Amedeo II fece costruire per ringraziare
la Vergine Maria della vittoria sui
francesi nel 1706.
Progettata da Filippo Juvarra nel 1717,
è asimmetricamente allineata al Palazzo
Reale (foto) di piazza Castello e al Castello di
Rivoli. Merita visitarne il sottosuolo, dove
sono poste le tombe di numerosi membri
della famiglia reale, da Vittorio
Amedeo II a Carlo Alberto. Sul retro il 4
maggio 1949 si schiantò l'aereo che
riportava da Lisbona la squadra di calcio
del Grande Torino. Ai campioni e ai loro
accompagnatori morti nell'incidente è
dedicata una lapide.
Palazzo Madama: collocato in piazza
Castello, proprio in centro città, è uno
degli edifici più antichi e "camaleontici",
per le trasformazioni di forme e funzioni
subite. Porta d'ingresso della città in
epoca romana, castello e reggia signorile
nel Medioevo, fu eletto a residenza reale
a inizio Seicento. Furono le donne a segnare
la sua storia: pioniera, Bianca di
Savoia che vi festeggiò le sue nozze con
Galeazzo Visconti nel 1350; Maria, figlia di
Emanuele Filiberto, visse e morì tra le sue
mura fino al 1580; e poi la "Madama Reale"
Maria Cristina di Francia, madre di Carlo
Emanuele II, ne fece la sede del potere
nel '600 e ne decise il miglioramento.
A Filippo Juvarra il merito di aver disegnato
la sontuosa facciata barocca che dà
verso via Garibaldi.
Palazzo Reale: (foto) si trova in piazzetta
Reale, ma si affaccia anche su piazza
Castello la residenza ufficiale dei Savoia,
iniziata nel XVII secolo. A patrocinarne la
costruzione, sempre la Madama Reale nel 1645; raggiunse le dimensioni e lo
splendore attuale con Vittorio Emanuele II e Umberto I a fine '800. Grandi artisti
contribuirono alla sua realizzazione, da
Vittozzi a Morello, da Juvarra ad Alfieri. Gli
stili caratterizzanti il palazzo sono tre:
barocco, rococò e neoclassico.
È stato abbandonato dai regnanti solo nel
1946, dopo il Referendum che decise la
repubblica; al suo interno oggi è possibile
visitare gli appartamenti reali riccamente
decorati.
Castello del Valentino: (foto) sulla riva del Po, alle porte del Parco, sorge questo Castello, simbolo del potere e del gusto sabaudo. Acquistato da Emanuele Filiberto nel 1564, passò nelle mani di Carlo Emanuele I e poi di Maria Cristina di Francia, che ne affidò la completa restaurazione nel 1630-1660 agli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte. A lavori terminati, la Madama Reale vi si stabilì con la sua corte e il castello si animò.
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