I 5 sensi - Naso
NON METTERCI IL NASO
I misteri di Torino
Torino, crocevia di popoli e segreti fin da tempi antichissimi, circondata da fiumi lucenti e custode di magie.
Una ricca simbologia e molti misteri si annidano nel
matematico reticolo delle vie di questa città, che, forse, non è poi così "squadrata" come sembra...
Il mistero della fondazione - La fondazione di Torino è probabilmente legata agli antichi
Egizi.
Sarebbe stato Fetonte, infatti, figlio di Iside, a porre i primi insediamenti della città erigendo proprio qui un centro di culto al dio Api, divinità rurale simbolo della generazione e della forza fecondatrice, rappresentata con le sembianze di un toro.
Altre antiche leggende collegano l’origine della città ai Celti o all’Oriente da sempre "misterioso".
Per la cronaca,
Augusta Taurinorum fu fondata dai romani all’incrocio tra due fiumi, il
Po e la
Dora, che formano "un anello d’acque lucenti" attorno alla città.
E non mancano certo le interpretazioni simboliche.
Il Po rappresenterebbe il Sole, la parte maschile, e la Dora la Luna, la sua controparte femminile.
I Romani, inoltre, costruirono la città attenendosi alle regole magiche che prescrivevano di aprire le 4 porte di accesso in
corrispondenza dei punti cardinali, mentre la via principale segue il percorso ascendente del Sole nel cielo.
Torino si trova poi sul
45° parallelo, segnalato dall’obelisco con in cima l’astrolabio situato in piazza Statuto (uno uguale si trova ad 11 km di distanza, alla fine di corso Francia).
La Sacra Sindone - Torino custodisce uno dei più importanti simboli della fede: la
Sacra Sindone.
Lunga 437 cm e larga 111,è il lenzuolo che, secondo la tradizione, avrebbe avvolto il corpo di Gesù dopo la crocifissione.
Per gli scettici è semplicemente un telo che reca impressa l’impronta del corpo di un uomo alto un metro e 77, torturato e ucciso tramite crocifissione in tempi lontani.
Attualmente il "sacro lino" si trova nel
Duomo di Torino, la Chiesa di San Giovanni, dove venne portato nel 1578, dopo esser scampato all’incendio della chiesa francese di Chambery ed esser stato minuziosamente riparato dalle suore clarisse.
Anche nella nostra città la Sindone ha rischiato di essere danneggiata a causa di un nuovo
incendio avvenuto nella notte tra l’11 e il 12 aprile del 1997, ma venne prontamente portata in salvo dai vigili del fuoco.
Più volte lambita dalle fiamme quindi, ma mai distrutta.
A questo proposito, una suggestiva teoria esoterica vede racchiusi nella Sindone i quattro elementi che compongono l’Universo: Terra, Fuoco, Aria e Acqua.
A dominare sugli altri elementi sarebbe il Fuoco, simbolo di Cristo stesso.
Pertanto nessun incendio potrà mai distruggerla.
Custodita all’interno di una teca climatizzata e protetta, la tela viene periodicamente distesa ed esposta al pubblico all’interno del Duomo, in occasione delle cosiddette "ostensioni".
Innumerevoli équipe di studiosi e scienziati provenienti da tutto il mondo hanno effettuato ogni genere di studi, ed una recente datazione al carbonio 14 ha fatto risalire il tessuto al XIV secolo d.C.
Per la scienza la Sindone pertanto non sarebbe originale.
Per la fede cristiana è un simbolo unico che la scienza non potrà mai spiegare.
Fede o scienza? Il dubbio è lecito!
Tutte o nessuna... - Secondo la tradizione esoterica, chi possiede una delle reliquie di Cristo le possiede tutte.
La presenza della Sindone a Torino, quindi, garantirebbe alla città la presenza degli altri simboli della cristianità.
Di qui la convinzione che la chiesa
Gran Madre di Dio, ai piedi della collina torinese, conservi il
Sacro Graal, il calice in cui bevve Gesù durante l’Ultima Cena e in cui fu raccolto il suo sangue dopo la Crocifissione.
Le
due statue all’entrata, raffiguranti la Fede e la Religione, lo dimostrerebbero.
Una regge una coppa che simboleggia il Sacro Graal, l’altra ha lo sguardo che pare perdersi nel vuoto.
Secondo uno studio del Politecnico di Torino, esso indicherebbe una strada, un percorso che conduce esattamente al Palazzo di Città, là dove una credenza esoterica vuole che il Graal si trovi.
E siccome non c’è due senza tre... i sotterranei della
Basilica di Maria Ausiliatrice custodirebbero un crocefisso realizzato col legno della croce di Gesù.
Magia bianca - Torino è uno dei tre vertici nel mondo del
triangolo della magia bianca, insieme con Praga e Lione.
Gli esoteristi affermano che in città il punto nevralgico sia piazza Castello: per la precisione l’epicentro dell’energia positiva si trova nel punto in cui sorge
palazzo Reale, in corrispondenza della
fontana dei Tritoni.
Il cancello del Palazzo, incorniciato dalle statue equestri dei due
Dioscuri, Castore e Polluce, segnerebbe il confine tra la città santa e quella diabolica.
I punti di massima concentrazione delle forze bianche sarebbero proprio il centro della cancellata - un tempo adottata per l’ostensione della Sacra Sindone - e la
Mole Antonelliana.
Quest’ultima irradierebbe su tutta la città le energie benefiche assorbite dal sottosuolo.
Sempre in tema di magia bianca, come non parlare del grande
Gustavo Adolfo Rol, a cui Torino diede i natali, e dei suoi poteri paranormali.
Le curiosità, i racconti e le leggende su di lui si sprecano sempre in bilico tra realtà e trasfigurazione (per approfondimenti
www.gustavorol.org).
Sempre in tema di magia bianca, merita una visita
piazza Solferino per la sua
Fontana Angelica.
Composta da quattro gruppi di statue poggiati su basi di granito, fu costruita secondo regole massoniche.
Ai lati due gruppi femminili rappresentano la Primavera e l’Estate; al centro, in posizione più alta, due figure maschili, l’Autunno e l’Inverno,versano acqua da un otre.
I due otri sono i simboli astrologici dell’Acquario e dell’Ariete, segno sotto il quale si trova l’Italia.
Le figure femminili rappresentano i due aspetti dell’Amore, quello sacro e quello profano. Infine, l’acqua versata rappresenterebbe la conoscenza: ad essa gli uomini si abbeverano per progredire verso l’alto.