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I 5 sensi - Mano
JUVENTUS, STORIA DI UN GRANDE AMORE

La storia della Juventus ha inizio il 1 novembre 1897, grazie ad alcuni allievi del Liceo "Massimo d’Azeglio" che scelsero per la loro squadra il nome "Sport Club Juventus".
Nei primi due anni la divisa era una camicia bianca, poi rosa con cravatta nera e, infine, dal 1903, "bianconera", con cui si è festeggiato il primo Scudetto nel 1905.
Da allora nessuna squadra ha vinto così tanto: 28 Scudetti, 9 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, 2 Coppe Campioni, 3 Coppe Uefa, 1 Coppa delle Coppe, 2 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinentali.
La Juventus ha avuto grandi campioni (6 vincitori del Pallone d’oro: Sivori, Rossi, Platini (3 volte), Baggio, Zidane, Nedved) ma soprattutto grandi uomini che hanno messo al primo posto la squadra.
Non sono mancati i momenti di dolore, sia dal punto di vista umano, con la tragedia dell’Heysel e le morti premature di Gaetano Scirea e Andrea Fortunato, sia dal punto di vista sportivo, con le 5 finali perse in Coppa Campioni.
La Juventus ha diversi soprannomi:"Vecchia Signora" per il suo stile, "Fidanzata d’Italia" per i tantissimi tifosi, "La leggenda del calcio" per gli innumerevoli successi.
Con 14 milioni di tifosi è la squadra più amata d’Italia e terza nel mondo, dopo Real Madrid e Manchester.
Ma la Juve è anche la più odiata. L’antijuventinità deriva da una profonda invidia e si manifesta con lo screditare in ogni modo una vittoria bianconera.
Alla Juventus è associata anche l’espressione "Stile Juve": eleganza, professionalità e mentalità vincente.
A differenza delle altre squadre, la Juventus lotta per vincere, sempre nel rispetto degli avversari.
Nelle sconfitte non cerca alibi: trasforma la delusione in determinazione per la partita successiva.
Il presidente e primo tifoso per eccellenza, con il suo stile inconfondibile, è stato Gianni Agnelli: celebre la sua frase "La Juve o si ama o si odia... io non ho avuto dubbi".
E con lui altri milioni di tifosi, perché la Juventus, come recita il nuovo inno, è la "Storia di un grande amore".

TORO, IL MITO NEL DESTINO

La gloriosa storia del Torino Calcio inizia nella birreria "Voigt" di via Pietro Micca.
Qui, il 3 dicembre 1906, 23 distinti signori fondarono il "Football Club Torino".
Scritta su muroDopo uno scudetto, ingiustamente revocato, il Toro con il magico trio Baloncieri, Libonatti, Rossetti diventa campione d'Italia nel 1927-28.
Poi conquista nel 1936 la prima Coppa Italia ufficiale, a cui ne seguono altre 4: nel 1943, nel 1968 sotto la guida di Fabbri, nel 1971, ai rigori contro il Milan, e nel 1993, contro la Roma con una vittoria all'andata di 3-0 e una sconfitta al ritorno per 5-2 (e tre rigori contro).
A partire dal 1943, il Toro vinse 5 scudetti con la squadra invincibile del Grande Torino, scomparsa tragicamente in un incidente aereo.
Poi l'ultima affermazione nel 1976, con i "Gemelli del gol" Pulici- Graziani.
Nel 1992 la finale UEFA persa contro l'Ajax: 2-2 in casa e 0-0 in trasferta con tre pali colpiti.
Infine l'ultimo decennio, il più infausto, in cui il Toro ha frequentato spesso la Serie B.
Ma allora come si fa a tifare Toro? La passione per il Toro è una fede inspiegabile, più forte della sfortuna che ha martoriato la squadra (la tragedia di Superga e le morti premature di Gigi Meroni e Giorgio Ferrini).
Emblematica la sfilata dell'Orgoglio Granata: il 4 maggio 2003, il giorno stesso della retrocessione in B, 50.000 tifosi sfilarono in centro per mostrare l'attaccamento al Toro.
Luogo simbolo è lo stadio Filadefia, che ospitò le gare del Grande Torino e dopo Superga trasferì nei nuovi giocatori il "cuore Toro" e il "tremendismo" (termine coniato apposta per i granata) dei loro predecessori.
L'orgoglio dei tifosi è la Curva Maratona una delle più belle al mondo (la prima a organizzare un club di tifosi: i Fedelissimi Granata). Viscerale è l'odio, in senso sportivo, per la Torino bianconera, la Torino dei gobbi.
Le due tifoserie sono divise anche socialmente: da una parte il Toro, la squadra ribelle e anticapitalista, dall'altra i bianconeri che rappresentano la Torino degli Agnelli.
Proprio a Torino e in Piemonte il Toro conta il maggior numero di tifosi (addirittura più dei "cugini" bianconeri).