Sfogliare un libro, immergersi tra le sue pagine e trovarci dentro una città, citata esplicitamente o solo echeggiata nelle sue atmosfere e nei suoi colori.
Friedrich Nietzsche (1844-1900), vissuto
a Torino per un anno, dove compose
"Ecce Homo", scriveva:"Torino impressiona
perché ci si sente fluire la vita".
E non
era il solo a pensarla così...
Infatti qui visse anche per un breve periodo
il giovane Jean-Jacques Rousseau (1712-1772), che non amava la dimensione
metropolitana e i costumi rutilanti di
Parigi e apprezzò invece la piccola e tranquilla
Torino.
Nell'autobiografia "Le confessioni",
l'irrequieto pensatore illuminista
racconta le sue esperienze torinesi: il
Battesimo cattolico nella Chiesa dello
Spirito Santo, dove si trovava l'Ospizio dei
catecumeni (via Porta Palatina), e la vita
da valletto a Palazzo Solaro della Chiusa e
di Govone (oggi Palazzo Mazzonis, in via
San Domenico 11).
Anche il veneziano Giacomo Casanova (1725-1798) amò Torino e le torinesi.
L'autore di "Storia della mia vita",amò Torino e le torinesi, anche se rimase in città solo pochi giorni dopo la leggendaria fuga dai
Piombi.
Vittorio Alfieri (1749-1803), nato ad Asti, studiò all’Accademia di Torino e, dopo
alcuni viaggi attraverso l’Europa, vi si trasferì
nuovamente.
Qui, come racconta
nell’autobiografia "Vita", per perseguire
la sua vocazione di letterato senza distrazioni,
si faceva legare alla sedia del suo
scrittoio, secondo il motto "volli, sempre
volli, fortissimamente volli".
Alfieri ebbe
con Torino un rapporto contrastato: la città fu teatro dei suoi primi successi (la sua tragedia "Cleopatra" fu rappresentata al Carignano e molto applaudita); ma l’intellettuale non sopportava l’oscurantismo imposto dai Savoia e si trasferì nella più liberale Toscana.
Torino ospitò anche Silvio Pellico (1789- 1854) che, assunto come segretario dalla famiglia Falletti di Barolo, abitò nel Palazzo di via delle Orfane 7. Qui completò la redazione de "Le mie prigioni", racconto della dura esperienza nel carcere dello Spielberg, dove fu rinchiuso dagli Austriaci per aver partecipato ai moti milanesi.
Tra le personalità più note del XIX sec., il nobile torinese Massimo D’Azeglio (1798-1866), nato nel Palazzo di famiglia in via Principe Amedeo 34; fu letterato, politico e pittore. Tra le opere più significative, l’autobiografia "I miei ricordi" ed "Ettore Fieramosca".
A Torino il ligure Edmondo De Amicis (1846-1908), che abitava in via Pietro Micca 10, scrisse "Cuore", uno dei capisaldi della letteratura per l’infanzia.
Altro autore di libri per ragazzi vissuto a Torino fu Emilio Salgari (1862-1911), il padre di Sandokan. Nonostante il successo dei suoi libri, Salgari morì in miseria, suicidandosi sulla collina alle spalle di corso Casale.
Torinese di nascita era poi il poeta crepuscolare Guido Gozzano (1883-1916), che partecipò alla vita culturale della città di inizio Novecento, collaborando con molte riviste.
Parlando di letteratura torinese, si deve citare la commedia in dialetto di Vittorio Bersezio (1828-1900), intitolata "Le miserie ‘d monsu Travèt", che mette in scena le vicissitudini di un povero impiegato maltrattato dai superiori. Bersezio, insieme con l’editore Favale, fu anche il fondatore della "Gazzetta Piemontese", che diventerà in seguito "La Stampa". La commedia di Bersezio fu poi tradotta in un film dal torinese Mario Soldati (1906-1999) che, prima ancora che regista cinematografico, fu autoredi libri come "Le lettere da Capri" e "La giacca verde".
Le drammatiche vicende del Fascismo e della Seconda Guerra Mondiale hanno trovato tra gli scrittori torinesi alcune voci privilegiate.
Carlo Levi (1902-1975), pittore oltre che scrittore, è autore del romanzo "Cristo si è fermato a Eboli", nel quale traspone l’esperienza autobiografica del confino in Lucania durante il Fascismo.
Primo Levi (1919-1987) invece raccontò la tragedia della deportazione nel lager di Auschwitz, vissuta in prima persona, in diverse opere, tra cui la più celebre "Se questo è un uomo".
Primo Levi si tolse la vita gettandosi nella tromba delle scale della sua abitazione torinese.
Anche Cesare Pavese(1908-1950), che visse sempre a Torino ma che celebrò soprattutto il paesaggio delle sue natie Langhe, morì suicida, avvelenandosi in una camera dell’Hotel Roma.
Amico dell’autore de “La luna e i falò” fu Italo Calvino (1923-1985) che visse per
qualche tempo nel capoluogo piemontese,
dove scrisse “Il sentiero dei nidi di
ragno” e la “Trilogia degli antenati” e
dove lavorò per la casa editrice Einaudi.
Tra gli altri scrittori legati alla città ci sono i neorealisti Giovanni Arpino (1927- 1987), che ambientò a Torino la delicata storia del romanzo breve "La suora giovane"; Natalia Ginzburg (1916-1991), che nelle pagine di "Lessico Famigliare" rievocò la sua giovinezza trascorsa nel capoluogo piemontese, e Lalla Romano (1906-2001), autrice di "Le parole tra noi leggere".
Scrittori contemporanei legati a Torino sono anche Umberto Eco, Maria Luisa Spaziani, Rossana Ombres, Ellemire Zolla e Guido Ceronetti.
Carlo Fruttero e Franco Lucentini, l'uno
torinese di nascita, l'altro d'adozione,
hanno ambientato tra le vie del centro, il
Balòn e la collina, i loro gialli a quattro
mani.
Tra gli altri, sono ormai diventati
classici del genere "La donna della
domenica" e "A che punto è la notte".
Ancora nel segno del giallo è la "Torino
bene" raccontata nei romanzi di Gianni
Farinetti, tradotti nei maggiori Paesi del
mondo, in particolare "Un delitto fatto in
casa".
Torino fa da sfondo anche alle
indagini della professoressa-detective
creata da Margherita Oggero, nei suoi
libri "La collega tatuata" e "Una piccola
bestia ferita".
Il giornalista e scrittore
torinese Bruno Gambarotta ha invece
raccontato la sua città nel giallo "Torino
Lungo Dora Napoli".
Torino è, poi, la città
nella quale cerca faticosamente di trovare
il suo posto il protagonista dell'ironico
e un po' amaro "Tutti giù per terra" di Giuseppe Culicchia.
Lo stesso autore, siciliano d'origine, ma
vissuto da sempre qui, ha scritto la guida
molto apprezzata "Torino è casa mia",
suddividendo la città nei diversi vani di un
appartamento.
Alcuni scrittori hanno reso
Torino unica protagonista della loro opera,
come Renzo Rossotti, che ha dedicato
tutta la sua produzione alla città.
E poi
alcuni nomi illustri della letteratura contemporanea
che si fanno portavoce della
moderna torinesità.
Alessandro Baricco, che ha raggiunto il
successo internazionale con opere come "Oceano Mare" e "Novecento" ( da cui è
tratto il film di Giuseppe Tornatore "Il pianista
sull'oceano"), Paolo Giordano, giovanissimo
vincitore del premio Strega
2008 con “La solitudine dei numeri primi”, o la professoressa di
liceo scientifico Paola Mastrocola, nota
per libri come "La scuola spiegata al mio
cane" o "Come una barca nel bosco" con
i quali ha ottenuto molti riconoscimenti.
E ancora Alessandra Montrucchio,
autrice di romanzi su tematiche giovanili
("Cardiofitness", "Ondate di Calore", e "Macchie rosse") e curatrice di una
rubrica su "Torino Sette" così come la torinese
doc Anna Berra e il torinese acquisito
Andrea Bajani.
Stefania Bertola, Christian Frascella e
Dario Voltolini completano forse il quadro.
La prima, con romanzi divertenti
come "Ne parliamo a cena" o "Biscotti
e sospetti", svela con tocco insolito la
leggerezza nascosta nella capitale sabauda;
il secondo, con "Mia sorella è una
foca monaca", dipinge bene la periferia
torinese; mentre il terzo, estimatore di
bellezze urbane, fa della Fiat, del traffico,
dei tram, delle luci gialle della notte e dei
gasometri, i protagonisti indiscussi e animati
della città e lo sfondo ideale di opere
come "Una intuizione metropolitana" e
"Rincorse".
Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
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