I 5 sensi - Mano
TORINO VISTA DA ALESSANDRO DEL PIERO
Lasciatevi conquistare!!
Non ricordo la mia prima impressione di Torino, arrivando qua dal Padova per giocare nella Juventus, ormai
dodici anni fa.

Forse mi colpirono le cose più scontate, la regolarità geometrica degli incroci, l’eleganza del centro, il nebbioso clima invernale, la corona bianca delle Alpi nelle giornate di vento.
Sta di fatto che era
la mia nuova casa, e mi auguravo che lo sarebbe stata per molto tempo.
Ora che tornare a casa per me significa tornare qui a Torino ho imparato a conoscerla bene, ad affezionarmi a posti particolari, a sentirmi parte del luogo... ho abitato per anni in
piazza Carlina, avevo una terrazza che dava sulla rotonda,sugli alberi,sulle aiuole e sui dehors e tutto quello che vedevo affacciandomi mi piaceva, e mi piace tutt’ora.
Trasferendomi
in collina la vista si è trasformata in un panorama che mi consente di abbracciare quasi tutta la città...
la zon a a ridosso del Po è davvero molto bella, e a me piace arrampicarmi in auto su per queste stradine, guidare in curva, possibilmente senza neve!
Ciò che salta all’occhio e rende Torino affascinante, tra le altre cose, è
la sua doppia natura, fatta di aristocrazia e Savoia e di capitale d’Italia da un lato, e di fabbriche e operai dall’altro.
Per questo mi attraggono i luoghi in cui è visibile lo scheletro industriale del vissuto cittadino, come il
Lingotto o come le sagome inconfondibili dei
gasometri in zona Vanchiglia.
Sono affezionato, per altri motivi, allo
Stadio Comunale, fino ad un paio d’anni fa sede dei nostri allenamenti, ma anche alla strada che la domenica mattina mi porta al
Delle Alpi, adrenalina alle stelle e quell’impazienza di scendere in campo nelle gambe.
Ogni tanto, se posso, mi piace andarmene in giro a piedi (il centro è ancora fortunatamente a misura di pedone), soprattutto di sera tardi, e non tanto per evitare folla e tifosi che, seppur fantastici e calorosi, qui non sono mai invadenti (altro motivo per cui mi piace viverci!) ma più per godermi le strade vuote, illuminate dai lampioni o, sotto Natale, dalle Luci d’Artista, per respirare forte l’aria della notte e del verde cittadino che con il buio si sente meglio, per starmene un po’ tranquillo: la mia meta preferita in questi casi è quasi sempre la zona "vecchia" di Torino, quella intorno al
Duomo e al
quadrilatero, con la sua topografia così anomala e medievale, le stradine strette, contorte.
A chi visita la città per la prima volta consiglio di non perdersi un giro dalle parti di
via della Rocca e soprattutto
piazza Cavour, davvero bellissima, con le sue collinette e i suoi alberi secolari, o al
Valentino, in qualsiasi momento; è d’obbligo, in un giorno senza nuvole e senza vertigini, un salto sulla
Mole, da cui si può godere di un panorama mozzafiato, per poi una volta scesi gironzolare nel museo del cinema, interessantissimo e molto suggestivo.
Torino, come ogni città, cambia faccia e atmosfera col mutare delle stagioni.
Prendete la primavera, con i viali e la collina che diventano verde brillante, e gli allenamenti all’aperto nell’aria tiepida, sempre più calda man mano che ci avviciniamo alle fasi finali di Campionato e Champions...
Intorno a fine maggio - inizio giugno poi ci si può imbattere nel tradizionale fenomeno dei festeggiamenti per lo scudetto, con il centro preso in ostaggio da fiumi di tifosi bianconeri: l’ultima volta, in occasione del 28°, è stato incredibile.
Lasciatevi conquistare dal fascino discreto della città.
Di sicuro sarete ampiamente ricompensati,come è successo a me.