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Itinerari - Borgo Nuovo -Torinesità
INSPIRA... ISPIRA - UNA PASSEGGIATA A CACCIA DELL'ISPIRAZIONE

Camminare lungo le vie e soffermarsi nelle piazze di Borgo Nuovo: un percorso per incontrare le Muse e comporre la terzina che farà la storia della letteratura, o per trovare l’idea che cambierà le sorti dell’umanità... ma anche una passeggiata per dare risposta a quesiti più quotidiani tipo "Ma dovrò prendermela o no la macchina nuova?!", oppure "Devo lasciare Gianluigi per Carlo Maria?"...

CONSIGLI PER L'USO

Che cosa portare:

  • Carta e penna, indispensabili se ti senti un poeta, un artista o se, almeno per un giorno, vuoi giocare ad esserlo.
  • La macchina fotografica, un registratore e qualsiasi cosa possa servire a catturare l’ispirazione.

Che cosa lasciare a casa:

  • l’ansia e lo stress
  • Gli amici troppo chiacchieroni
  • Il telefono cellulare (se proprio non puoi separartene, almeno spegnilo!)
PERCORSO E SOSTE

Via Maria Vittoria, via dei Mille, via San Francesco da Paola... strade che ti portano naturalmente a percorrerle... e camminare, si sa, aiuta a riflettere; allora muovi i tuoi passi, segui queste vie dritte e lascia che il percorso guidi anche i pensieri, li renda più... retti!

Gli alti palazzi che delimitano le strade impediscono alle idee di disperdersi, di deviare e aiutano a definirle.
Le vie sono lunghe, da percorrere fino alla fine, per arrivare fino in fondo alle questioni. Lungo il percorso incontrerai piazza Carlina, piazza Maria Teresa, o piazza Bodoni... ti accoglieranno in un abbraccio, ti faranno venire voglia di fermarti, di abbandonarti...

Allora concediti una sosta, ferma i passi e i pensieri: siediti su una panchina e lascia depositare le idee, fai cristallizzare i risultati della riflessione. La luce fa di queste piazze il luogo perfetto per vederci più chiaro, o addirittura per ricevere... un' illuminazione!

CERTIFICATI DI GARANZIA

Se non trovi risposta al tuo dubbio amletico non darti per vinto, continua il percorso. Che la zona sia quella giusta è praticamente sicuro; basti pensare ai grandi personaggi che hanno bazzicato da queste
parti: D’Azeglio, Gramsci... Le targhe che ricordano la loro presenza in giro per il quartiere garantiscono che davvero questa zona… ispira!

ISPIRATI DA TRE ARTISTI DI BORGO NUOVO

Nelle strade e nelle piazze del Borgo Nuovo l’ispirazione è qualcosa che si sente nell’aria: non a caso, è questo quartiere che molti noti artisti hanno scelto per lavorare, installandovi i propri atelier e laboratori.
Nell’aristocratico e affascinante Palazzo Coardi di Carpeneto si trova lo studio della Cooperativa Arti Visive ‘78.
Una volta questo spazio era il laboratorio di un ebanista e, nelle stanze dove ora sono esposte le opere dei pittori, si trovano ancora i tavoli da lavoro dell’artigiano. Nelle pareti dello studio si aprono delle finestre tonde, affacciate da un lato sul cortile interno dell’edificio, intimo e suggestivo, e dall’altro su piazza Carlina, il cuore del Borgo Nuovo e delle sue atmosfere ispiratrici.
È attraverso questi oblò che il quartiere con la sua luce, le sue voci e i suoi odori penetra nel chiuso dello studio e, in qualche modo, partecipa al lavoro degli artisti. Che cos’è per loro l’ispirazione? E che cosa del Borgo Nuovo li ispira?

FRANZ CLEMENTE: l'ispirazione è "un impulso a lavorare"

Per il pittore Franz Clemente proprio le visioni colte nel tondo delle finestre costituiscono una fonte di ispirazione o, come la definisce l’artista, "un impulso a lavorare" con colori e pennelli.
Così, molti degli acquerelli di Clemente rappresentano i paesaggi e gli scorci che si offrono dagli oblò dello studio.
L’artista, poi, ama "spiare" da quel punto di vista privilegiato la vita che anima piazza Carlina; con uno scatto fotografico, ruba un istante degli infiniti racconti che attraversano lo spazio, e infine li rielabora nei suoi acquerelli, frammenti di storie da ricostruire.
Sono soprattutto queste piccole storie private, di cui il quartiere è teatro, a legare il lavoro di Clemente al quartiere stesso.
Il pittore, in una serie di opere, ha trattato anche di un altro elemento caratteristico della zona: i portoni degli edifici, che
vede come "diaframmi tra il pubblico e il privato".
Anche i portoni sono carichi di una suggestione narrativa: evocano le storie che celano dietro di sé.

MARCO SEVESO: l’ispirazione è "il convergere di pensieri"

Se nel caso di Clemente la cifra del legame tra le proprie opere e il uartiere sono le storie, per il pittore Marco Seveso tale cifra è la storia.
Seveso è attratto ed ispirato nel suo lavoro dalle tracce della storia, quei segni tangibili del tempo che, come rughe su un volto, caratterizzano l’aspetto del Borgo Nuovo.
Targhe, monumenti ed edifici, che per gli stili si collocano in epoche identificabili, rappresentano un passato costantemente in relazione con la vita presente, che gli si muove tutt’intorno.
I segni vivi della storia nel quartiere suggeriscono al pittore riflessioni - per Seveso l’ispirazione è "il convergere di pensieri che hanno maturato a lungo in un’idea"- sul mutamento, sulle difficili relazioni che l’oggi intrattiene con il passato, sulle problematiche sociali che ne derivano.
Questo rapporto particolare tra l’opera dell’artista e il luogo dove ha scelto di lavorare emerge evidente nel disegno a matita "Anatomia Urbana - piazza Carlina", dove la base del monumento costituisce lo sfondo e i personaggi e le automobili rappresentati in movimento tendono a diventarne parte.

GIORGIO LUZZI: l’ispirazione è "lo scatto che si impone"

Il poeta e critico letterario Giorgio Luzzi spesso frequenta gli amici pittori, condividendo con loro lo spazio di lavoro e d’ispirazione, ricalcando l’incontro tra poesia e arte figurativa secondo la tradizione degli atelier parigini.
E infatti Luzzi si sente legato a questo quartiere soprattutto per gli echi di Parigi che vi si respirano, e ama in particolare piazza Bodoni, che descrive come la più parigina delle piazze torinesi.
Di piazza Carlina il poeta dice che è un luogo "ombelicale", con il quale si instaurano dei "rapporti primari", poiché in questo fulcro nevralgico del Borgo Nuovo converge tutto, tutti i tempi e tutta la storia.
Dalla finestra dello studio indica la cupola di Santa Croce, del campanile dell’Annunziata e dei Cappuccini, posti lungo una stessa linea prospettica; per Luzzi, questi elementi architettonici allineati, congiunti da una estetica che richiama tempi diversi, costituiscono la metafora di un asse di durata.
Per il poeta questa e altre visioni del quartiere mettono a colloquio diretto con la storia e permettono di recuperare un’idea che oggi si tende a rimuovere ed occultare: l’idea della durata del soggetto.
Luzzi descrive l’ispirazione che si irradia dal quartiere come "lo scatto che si impone contro lo schiacciamento sull’eterno presente".

Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
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