Seleziona la lingua Versione Italiana English Version Versione Francese Versione Spagnola Versione Tedesca
Itinerari - Piazza Solferino -Torinesità
IL SACRI UFFICIO

Il lavoratore torinese: puntuale, preciso, serio, elegante. Completo e cravatta impeccabile per lui, tailleur attillato con occhiali e borsa griffata per lei. Arrivano da tutto il Piemonte in questa zona di Torino ricca di uffici prestigiosi: il capo con il macchinone, il dipendente medio in sella allo scooter ultimo modello, bicicletta per chi non perde un’occasione per mantenersi in linea, autobus per chi se ne frega della linea, non ha i soldi per lo scooter e va in fibrillazione davanti a una Mercedes sapendo che non potrà mai verne una!
Alle 9 si entra. Dalle 13 alle 14 pausa pranzo. Alle 18 si esce. Fin qui nulla di diverso da un lavoratore milanese o bolognese... Ma cos’è che distingue il lavoratore torinese da tutti gli altri lavoratori del mondo?
IL SACRI-UFFICIO: dedizione, senso del dovere e serietà, il torinese si immola sull’altare del proprio lavoro... e spesso ci resta secco... novello Pietro Micca!

SEGNALI DI SACRI-UFFICIO

1. Taccuino alla mano, provate ad annotare tutte le banche, le assicurazioni e gli uffici che si trovano da queste parti; oppure ripescate le sedi storiche di Rai, Telecom, Enel, Einaudi... Rimarrete stupiti e... sfiniti: in questa zona gli uffici non finiscono mai!

2. Passeggiate nei pressi di via Cernaia e tenete gli occhi aperti: vedrete sbucare da ogni parte divise blu, nere, verdi:
poliziotti, carabinieri e militari. No, Torino non è stata presa d’assalto, né siete finiti nel bel mezzo di un’operazione delle forze armate: semplicemente vi trovate nella zona dell’ordine e del sacrificio, e ovviamente tutte le Armi hanno sede qui.

3. Nelle ore di punta passate da Porta Susa: da qui i lavoratori torinesi partono all’attacco del mercato milanese, ma spesso tornano più spossati che orgogliosi della loro giornata!

IL DECALOGO DELLA PAUSA PRANZO

Non potendo spiarli sul posto di lavoro, seguiamo gli adepti del sacri-ufficio in pausa pranzo. Anche qui la loro disciplina è ferrea: le regole da rispettare sono 10

1. la scelta della compagnia: per lo più mangiano in gruppi ristretti, pochi colleghi "intimi", quelli con cui spettegolare è più divertente! E poi c’è chi mangia da solo: per necessità (quelli che non se li fila nessuno) o per scelta (quelli che fuori dall’ufficio i colleghi proprio non li vogliono vedere...)

2. la scelta del bar: ognuno ha il proprio.
Si sceglie come il vestito: deve essere "intonato" all’anima delle persone! E allora locali dove il pranzo è un "brunch" per gli impiegati più trendy, ristorantini particolari per i lavoratori "originali a tutti i costi", self-service e bar per tutti gli altri!

3. la scelta del cibo: l’impiegato si tiene leggero, perché più si mangia meno si lavora, quindi "sacri-ufficio" vuol dire niente pasta né secondi ricchi, sì invece a insalate, cibo macrobiotico, pizza (ma solo se in tranci formato mignon); unica eccezione: il gelatino, cui il torinese d.o.c. non rinuncia mai!

4. i discorsi: il lavoro, la forma fisica, il lavoro, la famiglia, il lavoro, la moda, il lavoro...

5. i pensieri: ...il lavoro! Il sacri-ufficio è così, anche in pausa non concede pause!

6. l’abbigliamento: dopo 5 ore sudate di duro lavoro alla scrivania, l’impiegato in pausa pranzo sembra appena uscito di casa: camicie linde, pantaloni ancora perfettamente stirati, per le donne make-up perfetto... A che ora si alzano queste ragazze per riuscire ad agghindarsi con tanta cura?

7. le letture: legge chi mangia da solo, soprattutto letture "quotidiane", raramente "libresche"...

8. la spesa: la pausa pranzo è breve ma ci sono un sacco di cose da fare, mangiare e basta sarebbe riduttivo: c’è chi va alla posta, chi fa una scappata al supermercato, pensando alla cena in famiglia, chi corre da Zara per tirarsi su regalandosi un vestito.

9. la palestra: alcuni non mangiano, corrono, non chiacchierano, fanno step, non si riposano, si allenano...

10. il rientro: la sfida tra i gruppetti per chi ha mangiato meglio: il cibo più buono, nel posto più bello... il pranzo diventa un’arma di confronto e il rendimento sul posto di lavoro è il criterio per assegnare il premio!

DICONO DEL SACRI-UFFICIO

Chi lavora mentre si mangia:
Enrica,una ragazza giovane che lavora in un bar di corso Matteotti, vicino a uffici e aziende.
Come vi organizzate per far fronte all’invasione degli impiegati in pausa-pranzo?
Cominciamo a preparare verso le 11.30, facciamo appena in tempo a sparecchiare la colazione del mattino...
I primi ad arrivare sono i muratori e gli elettricisti, piccoli gruppetti: fin qui la situazione è ancora abbastanza tranquilla.
Poi, verso le 13, tocca agli impiegati: arrivano in massa, una vera invasione, dobbiamo incastrare i tavolini per far stare tutti!
Generalmente si fermano solo una ventina di minuti, ma per noi non finisce qui: alle 14:00 arrivano gli impiegati di banca e della Posta, e si ricomincia.... insomma, per qualche ora nel locale regna il caos!
La clientela è sempre la stessa: li conosciamo quasi uno per uno...
Cosa mangiano e cosa fanno mentre mangiano?
Ognuno ha le proprie preferenze che cambiano a seconda delle stagioni, poi c’è chi mangia di più e chi di meno.
Alla fine, per accontentare tutti, dobbiamo preparare piatti personalizzati!
Alcuni si lamentano per la lentezza: hanno fretta, devono rientrare in ufficio... poi, in realtà, scambiano volentieri qualche parola! Chiacchiera con noi soprattutto chi mangia da solo: il giornale viene sfogliato velocemente, non è una buona compagnia, non quanto noi! Alcuni, soprattutto i giovani, si fermano al bancone e non la smettono più di parlare... e intanto noi dobbiamo prendere ordinazioni, sparecchiare tavoli, ecc.
Ci vogliono nervi d’acciaio per sopravvivere all' "orda" degli impiegati, cercando di fare in modo che la loro pausa pranzo sia gradevole!

Chi mangia mentre si lavora:
la signora Maty
, lavora da 30 anni in una ditta vicino a corso Vittorio.
Dove mangia abitualmente?
Per la pausa pranzo, ho cercato un posto dove sentirmi a casa... e per fortuna l’ho trovato!
È un locale casalingo, l’ambiente è umano: la padrona del bar cucina personalmente ogni portata e invita i clienti a mangiare, descrivendo ogni piatto e mostrandosi disponibile a cambiarlo a seconda dei diversi gusti!
È un posto che non fa immagine e io mi trovo a mio agio.
Ci vado con una mia collega e mentre mangiamo parliamo di tutto: dalle cose più banali al senso della vita... ma cerchiamo di evitare l’argomento lavoro, altrimenti che pausa sarebbe?!
Alcuni miei colleghi durante la pausa vanno in palestra o dall’estetista.
Altri prendono il tram e vanno da Pastarito o al cinese.
Tutti, comunque, dobbiamo lasciare i locali verso le 14:30. È significativo osservare le persone che rimangono, quelli che possono usare il tempo con molta più libertà!

Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
Per comunicazioni relative a questa pagina: informa.giovani@comune.torino.it
Homepage Informagiovani: www.comune.torino.it/infogio/