Seleziona la lingua Versione Italiana English Version Versione Francese Versione Spagnola Versione Tedesca
Itinerari - Via Garibaldi -Torinesità
APPARIRE... LE STREGHE A TORINO

Passeggiate per il centro e la sensazione è quella di essere sempre osservati, vi voltate... nessuno. Sorridete e proseguite.
Ma il disagio, la sensazione di non esser soli continua. Da un portone vi sorride beffarda l’effigie del diavolo, dalle vetrine occhi di bambola vi osservano, dalla soglia di una dimora un gatto nero...

Affrettate il passo e vi ritrovate proprio lì, leggete bene, Piazza Statuto.
Ricca di luci e di ombre, le percepite.
Vi dicono che a guardare in alto potreste imbattervi nell’astrolabio posto in cima al piccolo obelisco, il punto di passaggio del 45° parallelo, quello della "magia nera".
Gli altri due vertici a Londra e San Francisco. E allora meglio abbassare lo sguardo, facendo attenzione però ai tombini: uno di essi è la porta degli inferi...

Ma dove "diavolo" siete finiti?!
Potete chiedere a chiunque qua intorno: sanno qualcosa di quest’alone magico che vi stordisce come un’interferenza?
Lo gnorri farà finta di nulla, i panni sporchi si lavano in casa; il logorroico aspettava solo la vostra domanda e inizierà a raccontarvi storie di maghi, misteri e strane tradizioni che esistono da tempi remoti...

I RITI PROPIZIATORI

Torino è ricca di tradizioni antiche, molte delle quali legate alla notte del 24 giugno, quando si festeggia San Giovanni patrono.

Si narra, infatti, che, proprio a ridosso del solstizio d'estate, le streghe celebrassero i loro rituali.

Il canto e la danza davanti al fuoco avrebbero dovuto tener lontani gli spiriti maligni, mentre le fiamme avrebbero rivelato futuro, amore e fortuna. La preparazione di pozioni magiche, filtri e incantesimi, avveniva proprio nel periodo in cui i principi attivi di queste piante erano massimamente efficaci. Così, tra i fiori cari a San Giovanni ci sarebbe la verbena, che protegge dai fulmini, conosciuta anche come "erba della croce", perché protegge dalle malattie, o "erba della doppia vista", perché l'infuso facilita la visione di realtà altrimenti nascoste. A ogni rito la sua pianta, infatti. E a ogni rito la sua formula. Eccone alcune, così come vanno pronunciate.

Parola di strega.

LA CRESCITA

Ebbene ragazzine d’Italia... che ci fate con quei vecchi pupazzi ancora tra le mani? E basta: li-be-ra-te-ve-ne! È ora di diventare donne. Bruciate quest’effigie di malasorte ed avversità! Usate la verbena, che vi toglie il malocchio.

LE FATTURE

Ora donne, avete fatto un bel fuoco?! Dico: l’avete fatto?
E allora pigliate quella capra di vostro marito, o un qualsiasi altro capo di bestiame, e fatelo passare attraverso il fumo.
Per allontanare le malattie e liberarvi da qualsiasi fattura possano jettarvi.

LA SALUTE

E che dire di questo colorito spento e bianchiccio da regine dei fornelli?
Macché! Intrecciate fascine a mò di cerchi e lanciateli per le colline ballando e cantando per propiziarvi la benevolenza del sole: vedrete che tintarella!!

LA FORTUNA

Ora donne, volete scacciare i mali per l’ennesima volta?
E allora girate tre, dico tre, volte attorno alla cenere rimasta dai falò e passatevela su capelli e corpo.

LA BELLEZZA

Donne seguaci dell’erboristeria, basta spendere soldi in tisane e creme! Volete essere belle?
E allora approfittate delle portentose erbe del 24 giugno! Acqua di San Giovanni: foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino.

Le avete colte? Si? E allora mettetele in un bacino, lasciatele fuori tutta la notte e al mattino lavatevi via la bruttezza!

LA VISTA

Non siete solo brutte, ma anche borgne (cieche)?
Applicate la rugiada fresca di questa mattina: manterrà buona la vista

GLI ANIMALI

Se invece siete dei rudi contadini, fate come i nostri nonni: raccogliete 24 spighe di grano e per ogni mazzolino di 3 spighe di grano marcio che butterete nel fiume i vostri animali e il vostro raccolto saranno al sicuro dalle malattie!

L'AMORE

E ancora, siete ragazze da marito disperate perché vostra madre vi vuol far sposare il vicino di casa? E allora la vostra strega vi aiuta!

Prendete 3 fave: una sbucciata, una intera e un’altra rotta solo nella parte superiore e mettetele sotto il cuscino. Al mattino prendetene una, a caso. Quella intera porterà buona sorte e ricchezza; quella sbucciata e quella rotta... riprovate!

IL MATRIMONIO

Non avete le fave perché le uniche fave siete voi? E allora usate l’uovo di gallina bianca, che romperete la sera della vigilia versandone l’albume in un bicchiere o in un vaso pieno d’acqua. Mettetelo sulla finestra, lasciandolo esposto alla rugiada miracolosa del buon San Giovanni.

Non appena il sole si sarà levato (disvieve!), guardate che forma avrà preso il vostro albume nell’acqua per capire come sarà il vostro matrimonio!

IL TRADIMENTO

Fidanzate d’Italia, avete timore di non passare più dalla porta di casa? Le vostre corna saranno scongiurate se la mattina di San Giovanni ingurgiterete kilate di lumachine!
Per di più, le cornine delle lumache rappresentano un ciclo di crescita e decrescita della luna e tolgono anche i malanni. Tiè!

La notte di San Giovanni saprà così portarvi salute e fortuna. D’altro canto i suoi fuochi artificiali forse non sono che moderni falò per scacciare demoni, streghe e influssi malvagi.

Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
via delle Orfane 20, 10122 Torino Italia
Per comunicazioni relative a questa pagina: informa.giovani@comune.torino.it
Homepage Informagiovani: www.comune.torino.it/infogio/