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Itinerari - Via Po -Torinesità
LA CULTURA DEL XXXXEGGIO

È qualcosa che nella zona universitaria assorbe chiunque, una "non-attività" che da queste parti rende tutti molto indaffarati; ma per qualcuno è molto di più: uno stile, una filosofia di vita… insomma una vera e propria cultura!

CHE COSA?!!!

Fa rima con gorgheggio, ma non è parcheggio; se lo scrivi sul computer il correttore lo trasformerà in "pazzeggio"; non hai ancora indovinato?
Un ultimo indizio: comincia con la "c"...
Sì, hai capito bene, stiamo parlando proprio di quello! Il cazzeggio.
Il dizionario lo definisce più o meno così: "Dire o fare cose frivole, senza importanza".
In piemontese il verbo che esprime meglio il concetto è "Bamblinare".
Ma per capire che cos’è davvero il xxxxeggio, occorre uno studio sul campo, si deve andare dove il xxxxeggio diventa cultura: fai un giro nella zona universitaria per dare il tuo contributo al sapere accademico con una ricerca scientifica sull’argomento.
Osserva da vicino e cataloga gli esemplari protagonisti di questo costume, i luoghi e le mille e una modalità di praticarlo.

CHI: GLI ESEMPLARI CHE VI SI DEDICANO

palazzo nuovo Lo studente, il vero professionista
Dall’osservazione empirica risulta evidente: il vero professionista del cazzeggio è lo studente medio di Palazzo Nuovo.
L’universitario si dedica al cazzeggio con costanza, ogni volta che può e anche quando non può (a due giorni da un esame su 8000 pagine, ad esempio...).
Non solo professionista, ma autentico stacanovista del cazzeggio!

Il professore, “contagiato”
Il contatto diretto con gli studenti risulta spesso fatale per i professori più giovani o giovanili. Dopo la lezione, al ricevimento e nei casi più “estremi” al bar, le dissertazioni da cazzeggio coinvolgono anche i docenti che danno sfoggio delle loro abilità oratorie, tessendo discorsi molto sottili e arzigogolati.

Il gestore delle bancarelle di libri di via Po, forse
È un esemplare molto particolare: trascorre la sua giornata per metà seduto accanto alla bancarella, con lo sguardo apparentemente perso nel vuoto, e per l’altra metà spostando libri da un punto ad un altro del banco; l’ipotesi più attendibile è che il soggetto, da seduto, mediti dei complicati e rivoluzionari criteri per ordinare i testi, e, quando è in piedi, metta in atto questi criteri, dando vita a nuove cosmogonie della bancarella.

Dallo studio empirico ti renderai conto che gli esemplari dediti al cazzeggio sono numerosissimi e appartenenti a specie diverse; sembra quasi che nella zona universitaria il cazzeggio sia come il canto delle sirene, qualcosa che si sente nell’aria e si trasforma in una pulsione irresistibile:
nessuno, ma proprio nessuno riesce a sottrarvisi!

DOVE E COME: I LUOGHI E "LE MILLE E UNA" MODALITÀ DELLA PRATICA

Cazzeggio deambulante
È la modalità più tipica del cazzeggio ed è caratterizzata proprio dalla mancanza di una localizzazione: consiste nel trasferirsi da un luogo all’altro, da una sala studio a una biblioteca a un bar a un altro bar ancora...
Nella maggior parte dei casi, la giustificazione alla deambulazione è la difficile ricerca di un luogo che ispiri quella concentrazione zen necessaria per riuscire a studiare; ricerca che, alla fine della giornata, si rivelerà inevitabilmente fallita e il giorno successivo dovrà riprendere da capo.
Questo tipo di cazzeggio ha un nobile riferimento letterario: ricordi gli ignavi del girone dantesco?

Cazzeggio da biblioteca o da sala studio
Biblioteche e sale studio sono luoghi privilegiati per il cazzeggio: lo si pratica dentro, fuori, davanti e dietro.
Ovviamente, in biblioteca o in aula studio - lo dice il nome stesso - si va per studiare; ma in questi luoghi il cazzeggio si manifesta nella forma specifica della pausa da studio:
ci sono pause standard prefissate, come la pausa denominata "caffè e sigaretta", o la pausa "ho finito un capitolo", ma anche solo "un paragrafo", o, nei casi più estremi, "una frase"; poi ci sono le pause causa imprevisti, come ad esempio la pausa per salutare il compagno delle elementari che non vedi da una vita e chi poteva immaginare di incontrarlo qui, la pausa perché ti vibra il cellulare ed è la fidanzata che vuole sapere che cosa hai mangiato a pranzo e non puoi non risponderle...
Risultato: del tempo passato in biblioteca o in aula studio circa un quarto è dedicato effettivamente allo studio e... tutto il resto è cazzeggio!

Cazzeggio da caffè
È la modalità più intellettualoide - artistoide del cazzeggio.
Si fonda sull’antica arte dell’oratoria.
Le componenti imprescindibili sono un bar, un tavolo e un gruppo di studenti seduti intorno; possono rivelarsi fondamentali la notizia di un quotidiano, un libro, un film o un disco... generalmente questi elementi costituiscono lo spunto per avviare il dialogo; poi la conversazione passa impercettibilmente dal particolare al sempre più generale e, quasi senza che i soggetti coinvolti se ne accorgano, l’amena chiacchierata si trasforma in una dotta dissertazione sui massimi sistemi.
A questo punto è fatta: la conversazione è diventata irrimediabilmente interminabile!
E infatti non ci saranno conclusioni, ma il vantaggio è proprio questo: il dibattito è inesauribile e il cazzeggio da caffè si autoalimenta!

Cazzeggio sugli "scaloni"
A Palazzo Nuovo il cazzeggio in versione primavera-estate si localizza sui cosiddetti "scaloni", che delimitano il parcheggio dell’Università su via Sant’Ottavio e via Verdi.
Qui il cazzeggio assume molteplici forme: si smozzicano sigarette, si ride fragorosamente, si assiste e si partecipa a partite di pallone e a spettacoli di giocoleria, improvvisati nella strada utilizzando gli scaloni come platea.
Tutto questo sotto un sole spietato, che non concede un angolo d’ombra; il che spiega come mai alcuni studenti a partire dal mese di aprile esibiscano costantemente un’abbronzatura da crociera sul Nilo.

A questo punto, hai tutti gli elementi per uno studio approfondito sull’argomento, ma perché la conoscenza della materia sia veramente completa è il caso di sperimentare in prima persona: e allora , che tu sia studente o qualsiasi cosa d’altro, abbandonati al cazzeggio!

LE DEFINIZIONI DEI CULTORI

La voce più autorevole in materia di cazzeggio è senz’altro quella degli studenti di Palazzo Nuovo, i veri cultori.
E allora, per capire che cos’è il cazzeggio, niente di meglio che le definizioni degli universitari.

Alla domanda "Cazzeggio è... ?" rispondono:

Studenti di Lettere
"L’otium latino con l’aggiunta del vitium"
"L’inettitudine tipica da personaggi di Svevo: tanti viaggi mentali e poca azione"
"La sublimazione del comico aristotelico"

Studenti di Filosofia
"L’esperienza cognitiva della Perdita di Senso"
"Il Fenomeno dell’Idea di Abulia"

Studente di Scienze della Comunicazione
"Il significato è nulla, in confronto al significante..."

Studente del DAMS
"Due parti di noia e una di piacere, agitato, non mescolato"

Studente di Psicologia
"L’emersione delle pulsioni dell’inconscio frustrate"

Studente di Giurisprudenza
"L’oggetto del diritto è l’inadempimento del soggetto convenuto"

Studenti di Economia
"Massimizzare tempo e risorse impiegate per minimizzare i risultati ottenibili"

Ma una metadefinizione sembra offrire una buona sintesi: "cazzeggio è cercare di definire il cazzeggio"

Città di Torino, Settore Politiche Giovanili, Redazione Web Informagiovani
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