Guida a Torino - Intervista a Gabriele ferraris
PRIMO VERO
CONSIGLIO TORINESE:
LASCIARSI GUIDARE
DA TORINO SETTE!
Intervista a Gabriele Ferraris
Un approccio alla città di Torino non può
essere veramente completo senza avere
tra le mani Torino Sette: il settimanale
supplemento a La Stampa del venerdì.
È la
guida più utile del capoluogo piemontese,
registra gli eventi all’ombra della Mole ed è un vademecum indispensabile per gli
stessi torinesi.
Sempre presente nelle case
dei più giovani, riporta tutti gli appuntamenti
e rispecchia fedelmente la città nelle
sue transizioni.
Ne parliamo con il direttore
Gabriele Ferraris.
Come si spiega il successo di Torino
Sette?
"Torino Sette è come il pane: c’è ma umilmente.
Risponde alle necessità quotidiane
senza troppe false pretese ed è più facile e immediato di altri canali di informazione.
Poi, il momento è particolarmente propizio,
La Stampa vende sempre bene, ma il
venerdì di più... non azzardo conclusioni, la
consapevolezza è che queste cose funzionano
ciclicamente."
Quando nasce il giornale più amato dai
torinesi?
"
L’inizio è stato un po’ in sordina, piuttosto
modesto. Il 5 giugno 1987, Franco Pierini
ovvero il responsabile dei supplementi de
La Stampa, con l’occhio puntato alle esperienze
di Roma e Milano, decide di provare
anche a Torino.
Esce il primo numero di Torino Sette con gli
Eurhytmics in copertina.
La formula però è da subito diversa da
quella delle altre due città: i loro supplementi
erano più che altro dei manuali, questo è un vero giornale che si fa leggere.
Così ha funzionato."
E allora l’avventura comincia con un
percorso non proprio in discesa…
"Le difficoltà sono state parecchie e ci
sono ancora adesso, soprattutto nei mezzi
e nella rete di reperimento delle notizie.
A Torino manca ancora l’esperienza della
comunicazione e non ci sono veri intermediari
tra gli organizzatori degli eventi e i
media.
Tutto ruota più intorno al buonsenso che
alle strutture.
Inoltre i costi di pubblicazione sono molto
alti, quindi è necessario fare sempre molta
attenzione al budget."
Vista dalla redazione, avrà qualche
aspetto positivo questa "grigia città
post industriale"?
"Certo che sì. Il rapporto tra giornale e
città è di reciproca dipendenza.
Torino
Sette crede in questo "paesone" e cerca di
essere lo specchio realistico dei suoi movimenti;
allo stesso tempo è Torino a fornirgli
l’energia e gli stimoli necessari.
Perché
in fondo la città ha davvero delle doti: è
riuscita a superare momenti difficili e bui,
sta cercando di sganciarsi dal cordone
ombelicale della Fiat; attrae turisti e artisti;
c’è fermento, c’è musica e c’è divertimento.
E poi ci sono i Murazzi, un unicum per
la vita notturna: una sera ero a fare l’aperitivo
al The Beach con De Gregori e Papalia
e mi ricordo com’erano stupiti per questo
lungo fiume di persone e locali così caratteristico
perché scorre parallelo al Po.
Intorno in molti si stanno accorgendo che
oltre allo stabilimento di Mirafiori esiste altro,
dovremmo iniziare anche noi abitanti."
Siamo disattenti, allora?
"Ci muoviamo inconsapevoli del patrimonio
che possediamo e quindi siamo restii a
valorizzarlo.
Non siamo riusciti a crescere
in maniera organica.
In un certo senso ci
sono ancora troppi torinesi legati al passato,
troppi "bogianen"; i vecchi vincoli degli
orari di fabbrica rischiano di far avvitare la
città su se stessa.
I giovani stanno tentando
di liberarsi da una "finta eredità".
Assistiamo ad una cesura netta tra il destino
di Torino e quello dei suoi abitanti.
Sembra che procedano su binari differenti
al momento."
Il futuro allora non si presenta molto
roseo...
"Tutt’altro. Una volta che si comprenderà
quanto sia necessario puntare su eventi e
turismo, le cose gireranno benissimo per
tutti.
Ma si sa che le fasi di transizione,
come quella che ora Torino sta attraversando,
non sono mai facili e disseminano
sempre parecchi feriti lungo la strada.
In fin
dei conti, però, è anche bello così: fa piacere
sentir dire in giro che chi ce la fa qui,
poi può farcela davvero ovunque!"
Il Progetto Ragazzi del 2006 ringrazia
Gabriele Ferraris per i corsi di giornalismo
e gli stage presso Torino Sette utili a formare
la redazione della guida.