Ultimo aggiornamento 22/10/2007
Domande sul lavoro e studio all'estero per stranieri in Italia


Cosa deve fare un laureato extracomunitario in ingegneria edile per poter lavorare in Italia ?
L'esercizio della professione di ingegnere edile in Italia è successiva al superamento di un esame di stato per l'abilitazione all'esercizio della professione. Questo esame si sostiene presso le Università in Italia. Per prima cosa è però necessario far equiparare il titolo di studio universitario conseguito all'estero. La domanda va fatta ai Rettori delle Università, che devono decidere entro 90 giorni dalla data del ricevimento della richiesta. Spesso succede che le Università non riconoscano la laurea, ma solo una parte degli esami. In questo caso l'Università può concedere all'interessato una abbreviazione di corso con la convalida parziale degli studi compiuti all'estero e l'obbligo di sostenere alcuni esami integrativi, prima di sostenere l'esame di laurea.
Alla domanda scritta da presentare presso l'Università si dovranno allegare i seguenti documenti:
  • diploma dell'istruzione secondaria straniera che consente l'accesso all'Università nel paese di provenienza (in originale);
  • titolo di studio di cui si richiede il riconoscimento (in originale);
  • certificazione accademica relativa al periodo formativo effettuato in cui risultino le materie, votazioni riportate, date, ecc;
  • programma di ognuna delle materie.

Tutti i documenti devono essere tradotti e legalizzati dalla rappresentanza italiana nel Paese d'origine del richiedente. Occorre anche una marca da bollo da 14,62 euro.
La commissione accademica universitaria potrà:

  • dichiarare l'equiparazione a tutti gli effetti del titolo straniero;
  • dichiarare la convalida di alcuni esami e richiedere di sostenere altri esami e/o la stesura della tesi.

Una cittadina non comunitaria che si trova in Italia per motivi di studio, può dopo la laurea iscriversi ad un corso di laurea specialistica prima che gli scada il permesso di soggiorno e rinnovare il soggiorno per tale motivo?
Si, ma il corso di laurea specialistica deve essere il proseguimento del percorso di studi iniziato. Può essere richiesta la proroga del permesso di soggiorno fino alla fine degli studi post-universitari ma si deve avere la disponibilità dell'alloggio e dei mezzi di sostentamento. Nel caso si intenda iscriversi a una laurea specialistica che non prosegue il percorso di studi iniziato, occorre rientrare nel Paese d'origine e richiedere nuovamente il visto per studi all'Ambasciata italiana.

Come posso far riconoscere la laurea in medicina conseguita all'estero (in un paese non comunitario)?
Per il riconoscimento di un titolo accademico conseguito all'estero si deve inviare una domanda di riconoscimento al Rettore dell'Università italiana dove sia presente un corso di laurea in Medicina.
Per fare questo è richiesto l'invio dei seguenti documenti:

  • titolo di laurea, tradotto in italiano e legalizzato, cioè autenticato dall'Ambasciata italiana nel Paese d'origine;
  • titolo finale di scuola secondaria superiore, tradotto in italiano e legalizzato, cioè autenticato dall'Ambasciata italiana nel Paese d'origine;
  • certificato in originale con dettaglio dei corsi seguiti e degli esami sostenuti, tradotto in italiano e legalizzato, cioè autenticato dall'Ambasciata italiana nel Paese d'origine;
  • programma di studio di tutte le discipline del curriculum, tradotto in italiano e legalizzato, cioè autenticato dall'Ambasciata italiana nel Paese d'origine;
  • dichiarazione di valore dei titoli, rilasciata dall'Ambasciata o dal Consolato italiano nel Paese d'origine;
  • fotografie autenticate;
  • marca da bollo da 14,62 euro.

Si consiglia prima di iniziare questa procedura di verificare direttamente se le Autorità consolari italiane nel Paese d'origine hanno messo in atto procedure di semplificazione della documentazione che abbiamo elencato, magari con recenti accordi ancora sconosciuti.

Un laureato in medicina, non comunitario, residente in Italia, può accedere alle scuole di specializzazione dell'università? Ci sono limitazioni?
Si, si può iscrivere. No, non ci sono limitazioni. Una volta si potevano iscrivere solamente i beneficiari di una borsa di studio, mentre non poteva farlo chi, invece, provvedeva a mantenersi per conto proprio, lavorando ed essendo già regolarmente soggiornante in Italia. Con l'entrata in vigore della legge n. 271 del 12 novembre 2004 non ci sono più limitazioni.

Mia sorella vive in Albania ed ha un diploma di Infermiera professionale conseguito là. - Vorrei sapere cosa deve fare per riconoscere il suo diploma e venire a lavorare in Italia come infermiera.

La figura dell'infermiere professionale è molto richiesta dalle strutture sanitarie pubbliche e private italiane, in quanto l'offerta “interna” del mercato del lavoro non riesce a soddisfare il fabbisogno.
Per questo motivo la normativa attuale (Testo Unico delle leggi sull'immigrazione e Regolamento di attuazione) ha dato la possibilità a questa categoria di lavoratori di entrare in Italia dall'estero, evitando il limite delle quote di ingresso annuali.
Sappi che per poter lavorare come infermiere professionale in Italia bisogna:

  • far riconoscere il titolo di studio infermieristico da parte del Ministero della Sanità;
  • iscriversi successivamente all'Albo professionale degli infermieri.

Senza questi due passaggi importanti tua sorella non può assolutamente lavorare e, nel caso lo faccia, esercita abusivamente la professione e commette un reato.
Nel caso di tua sorella, che vive in Albania, deve essere individuato un datore di lavoro in Italia intenzionato ad assumerla come infermiera. Una volta individuato tua sorella dovrà inviare tutta la documentazione necessaria per il riconoscimento, che dovrà essere tradotta e legalizzata presso la competente rappresentanza consolare italiana, e che consiste nel:

  • diploma di infermiere professionale,
  • l'intero programma di studi, con l'indicazione del monte-ore di ciascuna materia, per ogni anno di corso.

E' il datore di lavoro che presenta la richiesta di riconoscimento del titolo di studio al Ministero della Sanità.
Se invece tua sorella fosse già qui in Italia, con un regolare permesso di soggiorno, potrebbe presentare lei stessa la domanda al Ministero della Salute – Direzione Generale delle Risorse Umane e delle Professioni Sanitarie - Ufficio IV – Piazzale dell'Industria 20 - 00144 Roma (sul sito del Ministero c'è la modulistica da utilizzare).
Allo scopo di semplificare la procedura per il riconoscimento dei titoli (che è identica anche per tutte le altre professioni cosiddette “parasanitarie”, quali logopedista, odontotecnico, ostetrico, ottico, tecnico di radiologia, fisioterapista, ecc.) il Ministero della Sanità ha demandato l'istruttoria delle pratiche direttamente agli uffici di alcune regioni, che hanno dato la disponibilità al riguardo (es. Piemonte, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano).

Per il Piemonte puoi fare riferimento a:
Regione Piemonte
Corso Regina Margherita 153/bis 10122 - Torino
Pasqua Cirillo - Dirigente settore organizzazione personale e formazione
tel 011.4322353 fax 011.4323005
pasqua.cirillo@regione.piemonte.it
A seguito del riconoscimento del titolo di studio e del rilascio del permesso di soggiorno in Italia da parte della Questura, il percorso si conclude con l'iscrizione all'Albo professionale, previa verifica, a cura del competente ordine professionale, della conoscenza della lingua italiana e delle speciali disposizioni che regolano l'esercizio professionale in Italia. Per iscriversi all'Albo professionale tua sorella potrà cercare la sede provinciale dell'IPASVI – Federazione Nazionale dei Collegi Infermieristici.
Sappi che la richiesta di autorizzazione all'assunzione dall'estero di infermieri extracomunitari può essere presentata anche da società di lavoro ex interinali, come previsto dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 52 del 25.10.02.