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Ditelo a dARIA


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Messaggio di Raffy del 01/07/08
cara dottoressa ho un problema che vorrei sottoporre vorrei dimostrare al mio ragazzo che lui è stato il primo uomo della mia vita e di conseguenza e grazie a lui che non sono più vergine....... Io sono sicura di me stessa e di avergli detto tutta la verità ma se lui ha dei dubbi al riguardo non c'e qualche esame o visita che lo puo stabilire, inquanto amo tanto il mio ragazzo e non voglio perderlo spero in una risposta positiva e nel suo aiuto grazie mille
ragazza disperata

Cara Raffy, è una domanda ben strana perchè quando una ragazza è vergine di solito il suo primo ragazzo se ne accorge, ci sono delle conseguenze anche fisiche come può essere una perdita di sangue. Ma può succedere a volte che la membrana che si lacera nel primo rapporto sessuale sia stata già un po' lacerata (per esempio dall'uso di assorbenti interni, anche se piccoli, o da altri eventi) e quindi i sintomi non siano così evidenti.
Credo che la cosa migliore sia recarvi incìsieme in un consultorio e farvi spiegare ben bene le cose di persona da un ginecologo. Tra l'altro potrebbe essere molto utile anche per altre esigenze, per esempio gli anticoncezionali. Questo nel merito del problema.
Poi ci sono altri risvolti: per esempio, perchè per il tuo ragazzo è così fondamentale che tu fossi vergine, al punto di rischiare di perderlo? E' lui ad avere dei dubbi, e perchè? Ci sono un sacco di domande che la tua lettera fa venire in mente, certamente cose da approfondire che riguardano il vostro rapporto più in generale e che si "condensano" nella questione verginità.
E' il caso di rifletterci e di parlarne con lui...
Un caro saluto.
Eleonora

Messaggio di Lauretta del 01/07/08
ciau sono una ragazza (a quanto mi dicono) molto carina però x la mia età vorrei avere un ragazzo!!!!! mi piace un ragazzo e anke molto però gli piace già da 3 anni alla mia migliore amica e io non so più che fare aiutoooooooooo!!!!

uhmmmmm.... situazione assai spinosa e difficile da trattare, soprattutto a 12 anni quando si ha poca esperienza in queste cose delicate... Vediamo, intanto potremmo postare sul forum per vedere cosa ne pensano gli altri ragazzi, il parere dei coetanei può essere molto interessante. Per quel che mi riguarda mi viene in mente solo una cosa: provare a parlarne con la tua amica? in quanto a cosa succederà, magari dipende anche dal ragazzo, non credi? :)
un caro saluto
Eleonora

Messaggio di Maia del 26/06/08
ciao ho 16 anni e voglio andarmene di casa.. cosa posso fare?.. però voglio andarmene seriamente. voglio stare in un'altro posto xk a casa mia rischio di diventare pazza.. ho veramente bisogno di aiuto.. non voglio stare a casa mia ma non voglio neanche perdere gli studi e non voglio k nessuno cerchi di convincermi a rimanere..
vi prego rispondete

Cara Maia, il tuo messaggio è molto indicativo: con così poche informazioni, scrivendo a un sito e a persone che non hai mai visto, ti aspetti di avere una soluzione a un problema così grande... forse stai considerando poco la realtà?
Vediamo. Andare via di casa quando si è minorenni non è consentito dalla legge, a meno che non ci siano motivi molto ma molto gravi, quali: violenze, abusi, maltrattamenti fisici e psicologici. Una cosa che i servizi sociali solamente possono valutare conoscendo molto bene la situazione. Quindi, a meno che non si voglia scappare perdendo tutto quello che si ha (come bene dici tu), e correndo comunque il rischio di essere ripescati dai carabinieri, si tratta di valutare bene.
La tua situazione rientra in quelle cose che ho citato? Vanno informati subito i servizi sociali di zona, recandosi sul posto o andando dai carabinieri a fare una denuncia. Di solito è meglio vedere se c'è qualche adulto che può capire e aiutare in questo difficile passo. Se invece non ci sono le condizioni di gravità che citavo, non vuol dire che si stia bene e non ci sia nulla da fare, ma sostanzialmente bisogna cercare di affrontare il problema e risolverlo dall'interno, in casa. Non per convincerti a restare, ma come unica possibilità.
La cosa miglire sarebbe avere qualcuno di adulto e magari fuori dalla famiglia con cui parlarne: per esempio a volte a scuola c'è lo psicologo. Oppure c'è qualche insegnante più sensibile e attento che ascolta volentieri. Oppure c'è qualche amico di famiglia, qualche parente, qualche sacerdote o animatore, qualcuno insomma che tu senti adatto e che possa consigliarti e ascoltari, per trovare insieme le soluzioni migliori. Andare via di casa vuol dire sapere/potere cavarsela da soli e non è facile a 16 anni, di solito.
Credo che tu, prima di tutto, abbia bisogno di un adulto con cui confrontarti che ti aiuti a valutare, a capire e poi a decidere. Prova a cercare, ok?
Un caro abbraccio.
Eleonora

Messaggio di X del 17/06/08
ciao sono X e ho quasi 14 anni e ho un problema cioè io sono fidanzata da più di un anno con un uomo che però è il padre della mia amica che ha 38 anni. lui è sempre stato dolce con me, mi ha sempre amato e mi ha sempre aspettato perchè prima di darci il primo vero bacio ha aspettato 4 mesi e abbiamo fatto l'amore dopo un anno. Ora mia sorella ha scoperto tutto e vuole dirlo a tutti se non lo lascio perchè ha detto che queste cose non si fanno perchè lui ha approfittato di me. Ma non è così perchè sono io ad avere fatto tutto, perchè a lui lo amavo, era divorziato e sono stata io a farmi avanti e lui mi ama e io lo amo e non mi interessa che è molto più grande di me. Come devo fare per convincere mia sorella a lasciarci in pace?

Cara X , ho tolto il tuo nome per mantenere l'anonimato che in questa situazione mi sembra quanto mai importante. Che dire... è una situazione davvero difficile e molto ma molto delicata. Una differenza di età così grande è molto "ingombrante", soprattutto quando si hanno 14 anni: perchè 24 anni sono molti, sempre, ma indubbiamente una cosa è quando si è entrambi adulti e un'altra quando uno dei due è così giovane. Lo sai che anche la legge non lo consente e lui potrebbe avere dei guai molto grandi? Tu non lo sai, forse, ma lui sì... ed è lui - essendo un uomo adulto - ad avere più responsabilità. Naturalmente non sono in grado di dire se "si è approfittato di te", il fatto che abbia fatto tu il primo passo non vuol dire però che lui sia stato passivo, non credi? Colpisce molto il fatto che potrebbe essere tuo padre, tranquillamente. Capisco l'amore, ma devo dire che capisco anche tua sorella e quello che fa più pensare è che tu non sembri renderti conto della delicatezza della situazione, il che è molto preoccupante. Mi chiedo: cosa cerca una ragazza così giovane da un uomo così tanto più grande? e ancor di più: cosa cerca un uomo adulto da una persona che per forza (vista l'età) fa una vita tanto diversa dalla sua? Di cosa parlate, cosa vi scambiate, è un rapporto alla pari oppure come si configura? Quando tutto è cominciato avevi 12 anni, è un po' sconcertante, non credi? Ma se tu non lo credi, non riesci a capire come le persone che lo vengono a sapere possano essere molto, ma molto preoccupate, allora la cosa è davvero preoccupante! Insomma, se vi amate tanto perchè tenerlo nascosto? Se non c'è nulla di strano, inquietante, discutibile, perchè non si deve sapere? L'amore vero non ha paura di affrontare l'avversità del mondo se non c'è nulla di sbagliato. E' lui che ti ha invitata a tenere tutto segreto? E' su questo che ti invito a riflettere, soprattutto: se siamo sicuri di non fare nulla di male non dobbiamo vergognarci e siamo in grado di sostenere le nostre ragioni, soprattutto quando si hanno 38 anni e non 14.
Mi piacerebbe sapere come procede, se ti va scrivimi anche nella casella di posta di ARIA (aria@comune.torino.it) per uno scambio più approfondito tra noi.
Un caro abbraccio
Eleonora.

Messaggio di Lu del 14/06/08
ciao sono Lu, scrivo qui perche sono una ragazza che è sempre stata molto testarda cocciuta sin da piccola, tutto cio che volevo dovevo ottenerlo per forza e quando spesso mi si diceva un 'NO' erano capricci, urli e pianti a non finire. Adesso che ormai sono cresciuta questa testardaggine in me è peggiorata e ne sono consapevole ma vorrei fare qualcosa, perchè mi porta spesso a litigi con gli amici ma soprattutto con il mio ragazzo.
ormai dai miei genitori ho la piena libertà quindi i conflitti che si venivano a creare anni fa a causa di questo mio difetto caratteriale, fortunatamente sono cessati... ma nei rapporti al di fuori spesso è un problema,come posso fare per migliorare sotto questo aspetto? Grazie vi ringrazio molto..

Cara Lu, il tuo messaggio dovrebbe essere letto da molti genitori che spesso hanno il problema di come gestire i "no" e i conseguenti tentativi dei figli di farli diventare "sì". Diciamo che il meccanismo più probabile è quello che se un "no" diventa quasi sempre un "sì", i bambini (poi ragazzi) imparano, ovviamente, che basta insistere per ottenere, e questo è molto più distruttivo di quanto sembri a prima vista. Infatti il danno maggiore si rivela quando si cresce, quando sono gli altri a formulare i "no" che in questo caso però non diventano "sì" come succedeva con i genitori. Ed è difficile accettarli perchè non si è sviluppato quello che può chiamarsi "capacità di tollerare le frustrazioni", dote assai importante visto che la vita presenta spesso frustrazioni, o quanto meno necessità di mediazione tra i nostri bisogni e quelli altrui, tra i desideri e le possibilità e soprattutto tra l'ottenere ciò che si vuole e il percorso per ottenerlo. Ci si abitua a pensare che tutto arrivi senza lavoro e senza patteggiamenti, cosa che è lontanissima dalla realtà della vita autonoma e adulta. Si tratterebbe quindi di un problema educativo, e non di un tratto caratteriale, direi anche abbastanza diffuso per tanti motivi sui quali ora non mi dilungo. Può darsi che la tua storia sia un po' diversa da questo che sto descrivendo, ma in ogni caso c'è da chiedersi: come mai non hai imparato nel tempo che non si può avere tutto con un battere di piedi? E' una domanda importante, perchè può darti indicazioni per il futuro.
Che fare ora? ahimè, non molto. Nel senso che non sei condannata a stare così per sempre, ma dovrai imparare quello che fin'ora non hai avuto modo di sviluppare: la capacità adulta di vivere con gli altri e di costruire la tua vita. E' come se fossi rimasta un po' bimba (si parla infatti di "egocentrismo infantile") perchè invece di spingerti a camminare per conquistare le tue cose, non è scattata la spinta necessaria ad "alzarti". Niente di irreparabile: si impara. Solo che si impara con un po' più di fatica e di sofferenza. Saranno gli altri a "convincerti" che è necessario cambiare per poter vivere e relazionarsi con soddisfazione, perchè constaterai che il mondo esterno "non ci sta", e ti lascia sola.
Un tema su cui riflettere: quando quel che si pensa un bene si volge in male... e magari viceversa.
Un caro abbraccio
Eleonora.

Messaggio di Lisa del 11/06/08
ciao sono lisa.. sto con il mio ragazzo da piu di due anni, quindi il nostro rapporto è gia molto confidenziale, è capitato che in un abituale rapporto sessuale finito non nel migliore dei modi a causa sua, per essere piu chiara: lui ha finito prima che finissi io, è una cosa normale subito dopo prendersela con lui? cosa dovrei fare?
io mi sono arrabbiata molto perche mi sono sentita quasi un oggetto, poi da li la situazione è degenerata trasformando il tutto in un vero e propio litigio, a qui x dirvi che quando sono molto arrabbiata divento aggressiva, ma solo dopo, da sola rifletto e mi pento della mia aggressività nei suoi confronti, in piu la mia arrabbiatura provoca in me reazioni come pensare ad una ripicca, anche se non lo farei mai, e insulti pesanti nei suoi confronti che però non penso veramente, vorrei dei consigli per cambiare sotto questo aspetto..

Be', Lisa, mi sembra che ti rispondi da sola... stai forse esagerando con una forma di egocentrismo? Certo dipende da quanto senti che lui si preoccupa anche del tuo benessere, che insieme a te cerca i modi e i tempi migliori per entrambi.
Ma INSIEME a te! diversamente rischia di essere usato lui come oggetto di "prestazioni" sessuali! e questo - tra l'altro - non è positivo perchè può generare ansia da prestazione e successivo peggioramento del rapporto.
Fare bene l'amore è un percorso a due, che si impara con pazienza, passione e un pizzico di leggera auto-ironia: l'importante non è che vada sempre e subito tutto bene, ma che si cerchi e si provi insieme. La complicità nel cercare il modo migliore per la coppia crea già da sè quell'intesa che fa funzionare tutto al meglio. E qualche "caduta" è sempre da mettere in conto - da parte di entrambi - senza troppi drammi.
Ricordiamo che l'amore si fa in due e se non funziona la responsabilità e SEMPRE di entrambi.
Che ognuno sia disposto a prendersi la sua parte per cercare di migliorarsi per amore dell'altro e di sè.
Un caro abbraccio
Eleonora.

Messaggio di Rose del 11/06/08
Ciao sono una ragazza di quasi 18 anni (quest'anno li compio) e volevo chiederti una cosa: come posso fare a conoscere nuove persone? Sono una ragazza seria e vorrei conoscere persone serie come me,(tutti infatti mi dicono che sono piu' matura della mia eta').
Il problema e' che non ho mai voluto frequentare ragazzi o ragazze diversi da me, in quanto non mi ci sarei trovata bene, questo lo so perche' spesso ho potuto ascoltare i loro discorsi e li ho trovati il piu' delle volte banali, in quanto trattano prevalentemente di sesso e io non ho voglia di incontrare delle persone solo per parlare di questo, ma di qualcosa di piu' serio. Capisci cosa intendo? Io credo di si.
Comunque come potrei conoscere gente piu' matura?
Grazie
ciao

Cara Rose, la tua è una tipica domanda da forum: ti invito a formularla nel nostro forum dove spero che molti ragazzi vorranno risponderti con le loro esperienze e suggerimenti.
Da parte mia posso dirti che quando si vuole conoscere persone nuove e diverse dal proprio "solito" è bene ... andarsele a cercare! Spesso da giovani si pensa che le amicizie arrivino da sole, perchè dalla nascita si è stati - spesso - circondati da bambini, poi da ragazzi che soprattutto a scuola si incontrano e diventano il proprio gruppo di riferimento.
Ma questo "dato per scontato" è solo relativo a quel momento e a quell'epoca, e on sempre ci corrisponde. Le amicizie vanno cercate e coltivate, non sempre sono date senza "lavoro". Quindi: quali sono i luoghi dove potresti incontrare persone con cui trovarti bene?
Ci sono evidentemente tentativi da fare, di solito a partire da qualche interesse/passione da coltivare che permetta di farlo con altra gente: gruppi di volontariato, sportivi, culturali, quello che c'è ma che abbia in comune con noi la passione per qualcosa, la propensione e l'interesse per qualcosa.
Facendo insieme qualcosa di importante per noi si creano legami che diventano facilmente amicizie, e molto belle.
Guarda dentro di te per scoprire cosa ami, e intorno a te per scoprire con chi puoi condividere le tue passioni.
Un caro saluto.
Eleonora.

Messaggio di Anonima del 3/06/08
Ho 14 anni e sono una ragazza seria, ma che si fa mille problemi. Alcune persone mi hanno detto apertamente che sono brutta...E tutte le mie amiche hanno già avuto almeno un ragazzo, mentre io no... .Quando mi trovo in presenza di un ragazzo qualunque provo ansia, e ho paura, inizialmente non capivo cosa mi spaventasse, poi ho ipotizzato che mi viene paura perchè temo mi venga ripetuto che sono brutta, ma non sono sicura.
Io credo che il fisico non fa di un ragazzo o una ragazza una bella persona... Perchè se una donna è bellissima fisicamente ma non ha niente nella testa, non se ne farà mai niente del suo fisico; però, siccome i ragazzi guardano solo il fisico nelle donne, sento che non troverò mai un ragazzo...E mi dispiace un casino...Eppure non capisco cosa non va in me: sono magra, castana, occhi bruni,e ho un gobbetta sul naso...Forse è quella che mi da una brutta impressione...mi sento una stupida ragazzina oca a scrivere qua, ma sto male...E vorrei solo un consiglio...

Cara Anonima, non sentirti una stupida ragazzina, questi tormenti appartengono a molte ragazze e non solo così giovani. Spesso vanno avanti finchè la persona non trova il modo di comprendere come rapportarsi con se stessa e con gli altri, trovando un equilibrio tra le proprie possibilità e le "richieste" del mondo.
Prima di tutto sarebbe da chiarire se certe affermazioni su di te sono oggettive o magari un po' "cattivelle", o anche solo troppo generiche: a volte si dice "brutta" ma significa non troppo simpatica, non proprio fatta come le modelle della TV, magari "scolorita" da troppa timidezza o timore: guardati con serenità e vedi di capire come sei veramente, perchè se tu non ti vedi brutta (a parte qualche difetto, ma chi non ne ha?), se riscontri che sei gradevole anche senza essere una "mozzafiato", puoi vedere se c'è qualcosa che puoi migliorare nel tuo aspetto, magari nella cura che metti nel tuo corpo, nei tuoi abiti, nella pettinatura, ecc.
Hai iniziato il messaggio dicendo che sei una ragazza "seria": ecco, a volte succede che valorizzarsi, curarsi, rendersi più carine venga giudicato "poco serio" da certa cultura, ma bisogna distinguere tra cura e volgarità, e non sempre è facile.
Diciamo che tutte le ragazze "fanno le prove" finchè non trovano il proprio stile personale, che poi è quello che ci sta meglio addosso senza dover ricopiare dagli altri. Fai le prove anche tu, fatti aiutare da qualche amica gentile e fidata, da qualche ragazza più grande, che non metta sarcasmo e invidia nei tuoi tentativi di trovare il tuo modo di porti, di stare e di essere.
E questa è la prima cosa, importante, perchè curarsi di noi stessi dà dei risultati e questi risultati ci rafforzano e ci consolano rendendoci più contenti, più luminosi, e infine più belli davvero. Perchè, come tu bene comprendi, la bellezza nasce da dentro, è quella luce di serenità e di apertura che ci fa piacevoli e attrae gli altri, facendo del tutto dimenticare le gobbette del naso e cose del genere, persino da parte di quei ragazzi che tu dici "guardano solo il fisico delle donne".
Eppure non è proprio così. E' vero che più si è giovani più si guarda alle cose più semplici e immediate come l'apparenza. Ma persino i ragazzi più dediti all'apparenza, quando si mettono con una ragazza poi sentono il bisogno di qualcosa di più che un bel corpo, è naturale. Anche per le ragazze è così: un bel ragazzo può colpire per il suo fisico, ma se poi quando apre bocca ti casca il cuore, oppure non sa trattarti ed essere gradevole, non basta. E allo stesso modo un ragazzo (o ragazza) simpatico, sereno, gioiso e sinceramente interessato agli altri attrae anche se non è un adone. Anzi, direi che a parità si finisce sempre per preferire - prima o poi - le qualità delle persona al fisico, perchè il fisico può dare piacere allo sguardo e al contatto, ma infine è con la persona che si sta.
Prova a pensare quali sono le cose che ti piacciono in ragazzo e coltivale in te. Questo farà avvicinare quei ragazzi (ed anche quelle amiche) che condividono i tuoi valori e quindi, alla fine dei conti, quelli con cui puoi stare con più armonia perche simili a te. Resta il fatto che occuparsi del nostro corpo è importante, che sia sano e armonioso il più possibile, ma senza farne un'ossessione che abbruttisce l'anima. Perchè il corpo è la casa del cuore, ed averne cura e rispetto fa stare meglio anche il suo abitante.
Un abbraccio forte
Eleonora

Messaggio di Ste del 23/05/08
salve sono stefania, sto vivendo un periodo mlt brutto e difficile x me..i miei genitori mi ignorano e disprezzano... vogliono andare a vivere a roma (io sn di napoli) ma io sn fidanzata da 2 anni e mezzo in kasa cn un ragazzo ke lavora a napoli e nn puo lasciare il suo lavoro, loro ignorano ogni mia scelta, xche dikono che tanto non konto xche sono pikkola, mi diconono tante parole e mi disprezzano.
a me molte volte mi vengono crisi e loro non kapiskono mi ignorano e se str..... di tutto ho provato mlt volte il suicidio perche pensavo ke era inutile vivere.
ho la testa a pezzi e soffro tnt..ho parlato cn loro ma continuano a nn kapire. nn so piu ke fare. e per di piu si stanno mettendo anke kontro il mio ragazzo (l hanno smp voluto bene e accolto e viceversa) e io nn vgl che la famiglia si divide e si odiano..non so piu ke fare aiutatemi..
ma esiste qualke legge,qualcosa che dice che bisogno chiedere il consenso ai figli anche se minorenni prima di fare un passo come quello di trasferirsi x nn far subire al ragazzo/a un trauma psikologico, per favore aiutatemi nn so ke fare i miei genitori nn mi ascoltano,i generale nn solo su questo...aiutatemiiiiii

Cara Ste, innanzi tutto per te - ma per ripeterlo a tutti - è bene non usare nei messaggi il linguaggio abbreviato tipico degli sms, è di faticosa lettura e questo infastidisce molto!
Per quanto riguarda quello che mi chiedi, credo che sia abbastanza frequente che quando si cominica a diventare grandi ci siano divergenze di opinione con i genitori, anche gravi.
La legge prevede che finchè si è minorenni siano i genitori a decidere per i ragazzi, ed anche se i figli sono maggiorenni possono cambiare residenza perchè sono loro i capi-famiglia.
Ma il buon senso e l'opportunità di dialogo con i figli suggerisce di tener conto del loro parere e delle loro esigenze ed opinioni, anche se tener conto non significa subordinarsi solo alle necessità dei figli, ma decidere per il bene di tutta la famiglia. Però, anche i figli devono tener conto del parere e dei bisogni dei genitori!
E' proprio un segno di maturità cercare di risolvere le esigenze di tutti, e quando si deve scegliere comprendere che si è scelto per le necessità maggiori. Finchè questo non succede significa che non c'è molta maturità, al di là dell'età che si ha. Non possiamo sapere nei dettagli che cosa spinge i tuoi genitori a trasferirsi, e il fatto che tu non lo dica forse indica che non vuoi tenerne conto neppure un pochino: quindi, se tu non tieni conto di loro, come puoi pretendere che loro tengano conto di te?
Comunque Roma e Napoli non sono poi così lontane e forse, anzichè fare un'opposizione tanto feroce, potresti patteggiare con loro un modo per poter continuare a vedere il tuo ragazzo, visto che era loro simpatico e lo accettavano.
Capisco che non sarebbe più così comodo, ma a qualcosa bisogna rinunciare un po' tutti, se ci sono delle scelte necessarie da fare. Patteggiare non è mai una cosa facile da fare, per nessuno, neppure da grandi e tanto meno da giovanissimi quando la visione delle cose e delle necessità della famiglia può essere non proprio completa.
A mio parere sarebbe opportuno che ti sforzassi di capire le loro ragioni, non per essere del tutto d'accordo ma per tenerne conto. Forse così sarà più facile per loro tener conto delle tue e arrivare a una mediazione soddisfacente per tutti.
un caro saluto
Eleonora

Messaggio di Solito del 10/05/08
ciao Sto troppo male!! i miei si sono separati ho 17 amo la vita, le donne, il mare ma dopo la separazione dei miei tutto mi va male!!! dentro di me c'è qualcosa che mi dice di lasciare la scuola, non voglio andarci piu!! voglio stare solo pensare e riflettere con la mia testa!!
ho provato a dirlo a tutti e due i miei ma le loro reazioni sono state orrende e violente!! a scuola sono andato per queste ultime settimane obbligato!!non so come dirglielo ai miei in manierA definitiva!! vogliO staccare la spina!! partire per l'estate e dimenticare e pensare ciò che è giusto per me!!! parlare è facile agire è difficile!!
aspetto consigli!!

Caro Solito, questo genere di eventi sono molto duri, lo capisco, e difficili da "digerire". Portano spesso scompensi un po' in tutti i campi della vita. E quindi viene la voglia di mettersi in un angolino a smaltire il dolore e lo smarrimento e ripensare alla propria vita e a cosa farne per cambiare.
Tuttavia questo voler abbandonare tutto non è sempre la cosa migliore da fare: intanto si butta via un anno di scuola che poi andrà recuperato se si decide di continuare.
E poi a volte è un modo inconsapevole di "farla pagare" (in questo caso ai genitori) su qualcosa che si sa che loro sentono come importante, così come loro ci hanno "feriti" su qualcosa a cui tenevamo (in questo caso l'armonia, l'unione della famiglia). Almeno, potrebbe essere così, pensaci un po'.
Perchè se così fosse è vero che i genitori ci stanno male, ma infine il danno è per te! Capisco invece che certi eventi possono mettere in confusione più in generale e lasciare smarriti, e quindi sono occasione per ripensare a tutto quello che ci concerne. Ma anche in questo caso non è "staccando la spina" in un momento così delicato dell'anno che si risolve tutto. Puoi staccare la spina quest'estate, terminando l'anno, e darti il tempo per pensare non solo a cosa vuoi abbandonare (tipo la scuola) ma anche con cosa la vuoi sostituire: perchè questo mi sembra assai importante, diversamente è solo un vuoto che si crea che rischia di essere ancora più doloroso e dannoso.
Un caro augurio!
Eleonora
Messaggio di Sabry del 06/05/08
Salve sono Sabry... ho 14 anni e vivo a Napoli... all'età di 7-8 anni ho perso mio padre... colpa di una malattia ai polmoni provocata dal fumo... mia mamma è molto presa dal lavoro, poiché siamo 3 figli ed è l'unica a lavorare.... mio fratello più grande ha 19 anni... il più piccolo 12... mia nonna materna vive con noi... dell'altra nonna me ne ero dimenticata l'esistenza... ho un cane a cui sono molto affezionata... odio la falsità... litigo spesso con mia madre.. non mi vuole credere... e ho deciso di andarmene per qualche giorno via da qualche parte... mi sono scocciata... la odio!
Ho una vita di merda e ho deciso di mettere fine a questa opera di teatro... perché mi sono scocciata di recitare e fingere per andare avanti e per non far vedere che soffro e sto morendo dentro... vorrei qualcuno che mi ascolti e che mi aiuti a superare questa situazione... poi ci si mette anche il mio ex... vabbè quella questione non è importante... c'è di peggio... per favore AIUTAMI...
grazie...

Ciao Sabry, stai diventando grande... cambiano tante cose, nascono nuove esigenze, desideri e dolori. A questa fase difficile dell'adolescenza che ci accomuna tutti (quella in cui non si è più bambini ma non ancora adulti) si aggiunge la tua situazione familiare, la perdita di una persona così importante com'è il padre, anche e soprattutto a questa età. Un padre dà sicurezza, aiuta a capire il mondo, dà elementi di confronto per conoscere il mondo maschile (cosa tanto importante per una ragazza), fa sentire protetti e sostenuti nel difficile compito di crescere. Non importa se è un padre "così così" (nessuno è perfetto, ma questo si scopre sempre dopo), il fatto che ci sia è importante.
Questa mancanza che ti è toccato di vivere non è senza conseguenze, sia perché tua mamma si deve dare da fare il doppio per portare avanti la famiglia (e lo credo che possa essere spesso stanca e nervosa, poco disposta a dialogare), sia perché ti priva di un sostegno fondamentale.
E quindi è con questo che bisogna fare i conti, e non è poco. Hai necessità di tirare fuori tutta la tua grinta e tutte le tue capacità, cosa che certamente avrai fatto finora. Capita di passare dei momenti bui, capita a tutti, e in quei periodi viene davvero voglia di scappare via, magari di farla finita, succede. Non consola molto dire che poi passano, capisco, però è anche vero. Ma non passano così, solo col tempo. Passano se sappiamo affrontarli e magari cambiare un po' della nostra vita, dei nostri rapporti. Per esempio: perché devi recitare e fingere, e non far vedere che soffri? Forse hai pensato che questo fosse un modo per non pesare sui tuoi, per essere accettata dagli amici, per far vedere che sei forte... non so.
Però non è bene fingere, dopo un po' che si fa è come se qualcosa ci scoppiasse dentro, non possiamo ingoiare tanto dolore senza danno.
Io sono certa che invece chi ti vuole bene potrebbe capire ed anche accettarti così, e quindi aiutarti. Un amico grande, la tua stessa mamma (invece di urlare e litigare, provare a dirle quanto stai male, per esempio), un animatore della parrocchia se la frequenti, un insegnante particolarmente sensibile e attento, lo psicologo della scuola (se c'è), insomma non posso dire chi, perché non ti conosco, ma la sostanza è: chiedere aiuto a qualche persona grande che possa ascoltarti e parlarti. Magari è da cercare, magari non ci hai mai pensato con attenzione a chi potrebbe essere. Quando siamo molto giovani pensiamo che essere forti significhi non piangere mai, non sentirsi mai male, non avere mai paura o debolezza. Poi si impara a capire che invece chi si mostra forte è in realtà molto debole perché deve nascondersi, e il vero forte può mostrare le sue ferite perché sa che non lo sommergeranno.
Così come il vero coraggioso non è quello che non ha mai paura, ma quello che nonostante la paura va avanti anche se gli tremano le gambe. Pensaci. Pensiamoci tutti, che spesso anche i grandi se lo dimenticano.
Un abbraccio grande.
Eleonora