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Ditelo a dARIA



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Messaggio dagli operatori di Aria del 17/12/08
Aria chiude per le vacanze dal 22 al 6 gennaio, e quindi i messaggi che arriveranno in questo periodo avranno un ritardo nelle risposte. Ne approfittiamo per fare a tutti gli auguri più belli per queste feste: che siano serene, piacevoli e piene di doni, di ogni tipo! Da parte di tutti noi, un abbraccio
Eleonora

Messaggio di Ciccio del 7/10/08
ho paura della gente
ho paura di vivere
voglio solo morire e andarmene da questo mondo
mi sono rotto le palle!!!
voglio farla finita

Un grido disperato più che un messaggio, questo di Ciccio.
Uno stato d'animo che incontriamo spesso nei ragazzi adolescenti che "mutano la loro pelle" e sono nudi e smarriti, e fa male.
Ma quando è un giovane di 23 anni a parlare così? Che affida a una rubrica, come un messaggio in bottiglia, il suo grido che è forse un appello, l'attesa forse di una risposta che possa ridare un po' di luce, un po' di speranza?
Non è facile, caro Ciccio, non c'è molto da dire quando ci si sente così.
Avere paura di vivere, della gente, del futuro succede quando ci si sente fragili e disarmati, e questo tocca a tutti, prima o poi, ed anche più volte. Coloro ai quali sembra non succedere mai, che sono tutti d'un pezzo, vanno spesso in pezzi più in là, al primo problema, come le cose troppo rigide che non si possono flettere ed adattare. Questa è un'epoca di recessione, economica, culturale, sociale, in cui è doppiamene difficile e carico d'ansia fare la propria vita e costruirsi un futuro, e di questo ne risentiamo tutti. E' certo un'epoca di declino e di trambusto, quello che sembrava valere e funzionare segna il passo e restano residui esasperati di modi di vivere e di pensare che sembrano ormai grotteschi nella loro palese falsità e negatività.
Ma una fase di caduta prelude sempre a una nuova nascita, a un cambiamento radicale che ci tocca tutti ed è duro e carico di paura. Ma forse, se siamo qui adesso, possiamo provare a giocare questo gioco che ci troviamo sul tavolo, spesso sconosciuto, nel quale sembra più di perdere che di vincere, complesso e pericoloso. Forse dobbiamo imparare cose nuove, inventare nuovi assetti, vivere nuove vite, tutti, come umanità intera e giù giù, come popoli, fino ad arrivare ai singoli individui.
Certo il cambiamento, le soluzioni mondiali non sono alla portata del singolo, però il singolo è infine un tassellino di un insieme, e per quanto minuto ha il suo valore e la sua incidenza. Se poi tanti tassellini si mettono insieme, cercando una loro dimensione nuova, allora già l'incidenza si vede. E se tanti insiemi si uniscono in uno più grande... così si arriva alla totalità.
Quindi, che posso dirti, alla luce di tutto questo: un consiglio, per quanto io non ami distribuirne. Cerca quelli come te. Guardati bene intorno, con attenzione, oltre l'apparenza, e sicuramente (ci scommetto tutto) individuerai altri ragazzi che vivono e sentono come te. La "gente" non esiste, è un modo di dire. Esistono persone diverse, con modi e pensieri differenti, che vivono ognuno un mondo particolare; ci appaiono a volte una massa compatta ed estranea perchè non riusciamo ad avvicinarci abbastanza da notare i varchi, i vuoti e i pieni, le particolarità e quindi le similitudini con noi. Avvicinati quindi, con l'idea di scoprire e vedere, individua i tuoi simili e provate a restare in contatto, a parlarvi, a sostenervi, a cercare insieme.
Nessun uomo è un'isola - diceva un grande scrittore - siamo esseri sociali e se gli altri ci fanno paura è perchè ci sentiamo troppo diversi e troppo giudicati, non perchè non ne abbiamo bisogno o non possiamo relazionarci.
Quindi bisogna cercare il simile.
Questo può essere un bel compito da darsi, prima di dare forfait.
E forse vale per tutti noi, sempre.
un forte abbraccio
Eleonora

Messaggio di Violina del 3/10/08
ciao a tutti, avrei bisogno di alcuni consigli da una persona più grande di me...
dunque sono una ragazza molto timida e introversa... nell'ultimo anno la mia vita è cambiata tantissimo... ho iniziato la scorsa estate a fare un pò di dieta... ero 1 e 60 e pesavo 50 kg... ma la piccola dieta si è trasformata in una e vera e propria fissazione... mangiavo sempre meno perchè volevo diventare sempre più magra.. e questo mi faceva sentire bene e forte... poi ho iniziato ad alternare momenti in cui mi abbuffavo fino rivomitare tutto... è un anno che vado avanti così... e ho bisogno di aiuto... non ditemi di dirlo ai miei genitori e andare con loro da una specialista, perchè non lo farò mai... o meglio vorrei andare da qualcuno per farmi aiutare ma da sola... nessuno deve sapere... rispondetemi al più presto...

Cara Violina, viviamo un po' chiusi in noi stessi e ci confidiamo con difficoltà e quindi spesso ignoriamo che tante (ma proprio tante) persone hanno lo stesso problema e magari reagiscono con gli stessi comportamenti alla fine distruttivi che non risolvono neppure il problema per cui sono nati.
Allo stesso modo ci vergognamo, pensiamo che nessuno possa capirci (tanto meno i genitori) nè possa aiutarci. Ma non è così, solo che finchè non riusciamo a superare paura, vergogna e scoraggiamento non lo possiamo verificare.
Questa è la prima osservazione che mi viene in mente a leggere la tua storia, simile a tante altre storie in cui diverse ragazze (ma anche ragazzi) finiscono per restare intrappolate: un senso di inadeguatezza, di difficoltà e di malessere che sembra "risolversi" occupandosi di controllare e formare il proprio corpo secondo degli standard più di moda passeggera che altro. Nei vari decenni ci convincono di essere "giuste" se siamo formose (anni '50), se siamo snelle (anni '60) se siamo magrissime (anni '70) se siamo magre con il seno piccolo (anni 80) se siamo magre con il seno grosso (anni 2000), se siamo con i fianchi larghi e il resto piccolo (il 1700) se siamo abbondanti con seno minuscolo (il 1600) e così via, e scusate se ho sbagliato qualche data, ma la storia funziona davvero così.
E così tutte le nostre insicurezze, difficoltà e interrogativi sembrano potersi magicamente risolvere in base alle misure della moda del momento che riusciamo a raggiungere, assolutamente incoraggiate e fustigate dall'ambiente intorno a noi.
Chissà perchè la cultura se la prende sempre tanto con il corpo delle donne, ed ora anche degli uomini. Oppure si entra in un'altra misteriosa trappola dove "sparire" diventando sempre più magre, oltre ogni moda, sembra possa far sparire quel tarlo, quel dolore, quella inquetudine cattiva che ci si sente dentro. Col risultato di farla crescere sempre più, ed è la trappola dell'anoressia.
Ma a che serve questo mini trattato di psico-sociologia? A dirti che il tuo malessere ha altre radici, e il fatto di mettere la soluzione nelle misure corporee (con tutte le conseguenze del caso, tipo la bulimia) non fa che aggravarlo, di fatto.
Ora tu comprendi, dopo esserti invischiata un po' (spero non molto!) in quel circolo pericoloso, che hai bisogno di aiuto. Ma ti contraddici da sola perchè affermi che "nessuno deve sapere", ma ci scrivi perchè senti di aver bisogno di qualcun altro, e che sia adulto, e com'è possibile se hai 16 anni e vivi con i tuoi? Come la mettiamo?
Ed è proprio così che funziona, un grande conflitto interno tra quello che vogliamo e che ci serve e quel che riusciamo a fare, una lotta sempre più violenta che può (come in tutte le guerre) condurre alla distruzione e basta, senza che nessuno vinca realmente su qualcun altro. Ci vuole coraggio, un grande coraggio per rompere questi circoli viziosi che ci annientano.
Come il coraggio di scrivere qui, ed anche il coraggio di cercare l'aiuto che ci è possibile in quel momento, magari fuori dalla famiglia. Ma come? Non è facile e per una giovane ragazza di 16 anni avere la conoscenza dei posti in cui si può andare, di chi può ascoltare e fare, al di fuori della famiglia, di solito non si sa neppure il nome del proprio medico di base.... quindi dipende da cosa c'è nella città dove vivi, tenendo conto che spesso alcuni ospedali hanno un reparto dedicato ai disturbi alimentari. Oppure che a scuola a volte c'è uno spazio d'ascolto psicologico a cui ci si può rivolgere, oppure c'è un insegnante particolarmente simpatico e attento con cui - chissà - magari si può tentare.
Hai già capito che hai bisogno di un adulto. Escludere i genitori è la prima cosa che viene in mente, ma varrebbe la pena di valutare bene perchè lo si fa e se davvero non sarebbe la soluzione più facile e sicura: infine sono lì apposta, se no perchè si fanno i figli?
un abbraccio forte
Eleonora

Messaggio di S@ry del 23/09/08
Salve, ho 15 anni. questo per me è un periodo un pò particolare perchè sono in una fase della vita dove tutto sembra difficile. io so che molti che io considero "problemi" in realtà non lo sono ... ma c'è una cosa che per me è difficile affrontare...io non ho amici, sì è vero a scuola sono molto popolare e ho stretto legami con tutti, qualcuno anche più confidenziale, ma niente di più. forse è anche colpa mia perchè tendo a non legarmi troppo alle persone visto che ho avuto troppe delusioni da persone che consideravo "amiche". il fatto è che anche se sono simpatica a tutti nessuno sembra interessato a diventare mio amico. ho tanta paura di restare sola anche perchè non si può tornare piu' indietro e l'adolescenza la vivi una volta sola. è normale che una ragazza alla mia età non abbia amiche?

Può succedere a tutti di avere un periodo difficile, anche nelle amicizie. Credo che la risposta te la sia data da sola quando dici "forse è anche colpa mia perchè tendo a non legarmi troppo alle persone visto che ho avuto troppe delusioni da persone che consideravo amiche". Quando viviamo delle delusioni è normale difendersi rinchiudendosi un pò. Tuttavia non è mai questa la soluzione: dopo essersi leccati un pò le ferite è bene ricominciare, cercando di capire cosa è successo e perchè ed eventualmente quale responsabilità possiamo avere anche noi nelle relazioni che sono andate male. Diversamente rinunciamo a vivere e questo - prima o poi - genera un forte disagio. E quindi, cara S., vedi quando ti senti pronta per virare un pò anche tu e rimetterti in gioco.
un caro saluto
Eleonora

Messaggio di Niki del 19/09/08
ciao..siamo io e G, frequentiamo il liceo classico delle lingue straniere da ormai un anno..e ci siamo rese conto di non riuscire più a sopportare il greco..abbiamo perso la motivazione che ci spingeva all'inizio della quarta ginnasio..e siamo stanche di passare i pomeriggi sui libri e non avere una vita sociale rispettabile...però allo stesso tempo ci piace l'ambiente scolastico e ci dispiacerebbe lasciare tutte le altre materie...cosa potremmo fare???????
aiutateci

Cari Niki, non è facile rispondere alla vostra domanda in modo risolutivo. Credo che vadano un po' considerate tante possibilità, e il corso di studi che si è scelto nel suo complesso.
Non è possibile che ci piaccia tutto, in nessuna situazione, e quindi va visto cosa per ciascuno è più importante, e prima di tutto non èè detto che per G. e per P. sia la stessa cosa!
Pensateci, ognuno ha le sue esigenze. La scuola non si dovrebbe scegliere per questa o per quella materia, soprattutto dalle superiori in poi, anche se è comprensibile che venga di farlo. Si dovrebbe valutare se ci piace la sua impostazione nel complesso, e a cosa può servirici nel futuro. Il resto è conseguenza.
Allo stesso modo non è per i compagni che va scelta, anche se è importante, e vivere tante ore bene o male fa la sua bella differenza, anche a livello di resa scolastica.
Si può anche valutare di cambiare istituo e non tipo di studi, ma se tutto il resto va abbastanza bene, direi che si può cercare di farsi piacere un po' di più "l'odiato greco", cercando dei motivi più ampi: è una lingua "morta" da cui deriva molto delle lingue "vive"; ha un suono affascinante e insegna come mutano le espressioni umane nella storia; corrisponde a una civiltà che è la nostra radice e le nostre fondamenta, è un po' come conoscere se stessi attraverso le storie dei nonni; fa tanto figo dire a una ragazza (o a un ragazzo) "quanto mi piaci" in greco o dedicarle una poesia di Saffo... insomma, ciascuno ci trovi i suoi motivi, a pensarci bene ce ne sono sempre, e può essere anche un gioco "a chi riesce a trovarne di più".
Giusto, se non altro, per indorare la pillola.
E' incredibile quanto le cose accettate, anzichè osteggiate e rifiutate, possano rivelarsi per questo più gradite e quindi più facili, attenuando così il problema della vita sociale troppo penalizzata.
un abbraccio
Eleonora

Messaggio di Piccolina del 10/09/08
Vorrei utilizzare la pillola anticoncezionale devo per forza avere la richesta del medico?

Ciao Piccolina, è una domanda a cui non so rispondere con certezza, la prassi può variare da città a città. A Torino ci sono i consultori familiari che si occupano di contraccezione, e vi si può accedere per informazioni e necessità con un semplice appuntamento.
Solitamente ci sono infermieri, ginecologi e psicologi disponibili anche a discutere sui metodi e sull'opportunità di usare questo o quel sistema, secondo le necessità di ogni persona.
Credo che i consultori siano una realtà diffusa, quindi ti inviterei a metterti in contato col tuo consultorio di zona: può essere anche l'occasione per una chiacchierata molto istruttiva.
Ciao!
Eleonora

Messaggio di Cri-cri del 26/08/08
qualche mese fa ho scoperto che mio padre tradisce mia madre io pensavo di essere la sola a saperlo invece parlandone con mia mamma con la quale ho un bel rapporto ho scoperto che anche lei sapeva tutto e sopportava da un bel po'.
presa dalla rabbia ho affrontato mio padre e lui ha ammesso tutto. qualche tempo dopo tramite persone di fiducia sono venuta a conoscenza di altre cose e che mio padre si vantava di aver avuto altre storie con i suoi amici; non so se potete capire ma da quel giorno odio profondamente mio padre e non gli rivolgo la parola nè un minimo sguardo.
lui comunque continua lo stesso a tornare tardi la sera e a fregarsene di noi evidentemente non ha capito la lezione.
cosa mi consigliate è normale provare questo rancore?

Cara Cri, che posso dirti?
Intanto che la tua reazione mi sembra più che normale, ma questo non penso che ti consoli più di tanto. Quello che è successo è aver "sbirciato dalla finestra" una zona della vita adulta dei tuoi genitori che non conoscevi e che, a dire il vero, riguarda solo loro, per certi versi.
Che "equilibri" trova una coppia non è dato a nessuno giudicare. Ma possiamo far tesoro dell'esperienza altrui per regolare la nostra, per poterci dire "io non farei così", oppure "posso provare a capire". Capire non vuol dire giustificare, anche se spesso diamo all'espressione "ti capisco" un significato di complicità.
Sei abbastanza grande per aver bisogno e possibilità di capire. Non è detto però che i tuoi genitori siano disposti a confidarsi così tanto da spiegarsi davvero. Puoi provare a chiedere di più, ma non è detto che troverai risposte soddisfacenti, è una questione troppo privata a intima. Quello che possiamo fare in queste circostanze è pensare che non abbiamo gli elementi di giudizio, anche se crediamo di conoscere le persone che ci stanno vicino, e che forse ci sono dei motivi che non sappiamo o non possiamo comprendere davvero.
A rigor di logica, il rapporto di coppia riguarda solo i tuoi genitori e come lo gestiscono non dovrebbe coinvolgerti. Certo non è così facile, eppure è vero.
Invece le ricadute che si hanno nel rapporto con te, quelle sì che ti riguardano, e su quello sarebbe opportuno aprire un dialogo.
Avrai mille domande che ti sorgono: oltre la rabbia e il pudore, puoi provare a formularle, chissà che non sia utile per tutti.
Un carissimo abbraccio
Eleonora Arduino - Psicologa di ARIA

Messaggio della redazione del 26/08/08
Bentrovati a tutti!
Spero che abbiate passato un'ottima estate e che i suoi benefici si prolunghino ancora per molto.
Riprendiamo con costanza la nostra rubrica, con un messaggio accorato.
Per giustizia (è quello arrivato prima degli altri) iniziamo così, ma avrei preferito un inizio meno shoccante...
Eleonora

Messaggio per Vania e per tutti del 31/07/08
Vi ricordo che se volete essere certi di avere una risposta, dovete inserire un indirizzo e-mail per eventuali messaggi in privato: non possiamo - infatti - pubblicare tutto! Ciao ciao
Eleonora

Messaggio di Ceci del 29/07/08
ciao angelofdark, mi chiamo ceci e ho quattordici anni come te. Un po di tempo fa scrissi anche io qui a dARIA perchè mi sentivo brutta e non accettata per i miei difetti. Voglio solo dirti che non esiste il bello o il brutto: le persone sono fatte da un cervello SOLO da un cervello, e il corpo, non è che un involucro che lo racchiude per distinguerle tra la gente; morale: non è l'aspetto fisico che fa una bella persona, e forse la tua amica lo sa. I sentimenti che provi sono profondi e ribelli e non si daranno pace finche non li tirerai fuori, perciò, se è una ragazza che vedi e frequenti spesso, ti dico subito che prima o poi verranno fuori... E sarà un momento meraviglioso per te. Non ti illudere, ma non la dimenticare, e continua a dimostrarle quanto le vuoi bene, il resto verrà da se. Volevo troppo scriverlo, e spero che ti aiuti! Ciao

Ecco un argomento che sarebbe da Forum, cioè con la possibilità per i ragazzi di rispondersi a vicenda. Per cui lo riporto qui ma anche nel forum dove potete trovarlo qui:
http://www.aris.it/phpBB2/viewtopic.php?p=729#729
Sarebbe bello sentire anche altri pareri ed esperienze, ci proviamo?
Eleonora

Messaggio di Angelofdark del 24/07/08
io ho un bruttissimo problema fin da piccolo ho avuto un bruttissimo problema non venivo considerato da nessuno son passati degli anni e ora ho 14 anni ma il problema è rimasto cosa dovrei fare x farmi accettare? poi c'è anche una ragazza a cui mi vorrei dedicare in particolare si chiama M. ma nn ci riesco x via della mia timidezza un altro dei miei tanti problemi che faccio? la amo troppo!! è l'unica che mi aiuta sempre mi ascolta e non mi giudica x quel che sono

Ciao! conosci la favola del brutto anatroccolo? Di solito si racconta ai bambini, ma temo che tu possa non ricordarla ora che sei più grande, magari preso da tante altre "storie" che si vedono in TV o nei videogiochi...
insomma, comincio a invecchiare, mi viene da dire "ai miei tempi..."! :D
Diciamo che le favole di un certo tipo sono metafore della vita, non solo storielle più o meno divertenti, e quindi raccomando a genitori e adulti in genere di non trascurare di raccontarle ai bambini, perchè saranno spesso la loro guida per capire meglio se stessi e il mondo.
A scanso di errori, la ricordo in breve: un anatroccolo di una covata era molto infelice perchè diverso dagli altri fratellini: nero, più grosso, sgraziato. Tutti lo prendevano in giro e per quanto la mamma cercasse di consolarlo e di coccolarlo, in fondo anche lei pensava "ma che razza di figlio mi è venuto? è davvero sgradevole!". Naturalmente non glielo diceva, anzi cercava di compensare col suo amore comunque grande, ma in fondo al cuore dava un po' ragione a tutti gli altri che lo vedevano strano e brutto, e il piccolo lo sentiva e ne soffriva moltissimo.
Lui cercava comunque di fare amicizia, ma così goffo e spaventato dall'ipotesi di essere respinto, diventava impacciato e incupito e quindi non veniva voglia di avvicinarlo. Tutti tendevano a scansarlo oppure, per non ferirlo troppo, lo ignoravano dedicandosi ad amici giudicati più belli e interessanti. Solo una paperella, molto graziosa e molto saggia, forse perchè anche lei aveva avuto qualche dispiacere in più degli altri e lo capiva, gli stava vicino comunque e lo accettava per com'era, perchè aveva capito che dentro di lui c'era bellezza, sensibilità, dolcezza e generosità, doti bellissime che compensano qualsiasi difetto fisico per chi ha occhi per vedere. Ma purtroppo, non sono in molti ad avere questi occhi, e quindi il brutto anatroccolo soffriva comunque anche se, ovviamente, si era molto innamorato di questa paperella così gentile e acuta.
Passavano le settimane, e il brutto anatroccolo non aveva il coraggio di farsi avanti con la paperella, aveva paura ed era intimidito, non riusciva ad avere fiducia nella sua gentilezza e quindi si privava comunque della sua compagnia. La paperella, un po' ferita, visto che lui non si avvicinava, smise di pensarci e si fece nuovi amici. E così il brutto anatroccolo passò una stagione intera solo e ancora più triste. Ma un giorno d'estate, dopo molto tempo, nuotando tutto solo nel laghetto osò guardare la sua immagine riflessa (da tempo non si guardava più allo specchio per non avere la tentazione di sputarsi in un occhio) e cosa vide? Eh, cosa vide, lo sapete?
Ma un bellissimo cignooooooooooooooo!!!!!!!!!
Allora corse dalla paperella e le disse, emozionatissimo "Hai visto come sono diventato bello? Adesso vuoi stare con me?" Ma la paperella rispose "quando eri bruttino io vedevo la bellezza del tuo cuore e avrei voluto stare con te. Ma adesso che sei così bello forse troverai una papera alla tua altezza, io non ne sono degna..." e piangendo se ne andò.
E così l'ex brutto anatroccolo/ ora bellisimo cigno, capì che avrebbe certo trovato altre papere, anzi altre "cigne", ma ogni lasciata è persa e la sua amica dei giorni bui era lontana da lui per sempre. (insomma, per sempre... diciamo che avrebbe dovuto faticare 10 volte tanto per convincerla)
Vabbè, l'ho un po' adattata alla situazione, ma regge benissimo anche così!
Meditiamo....
Bacioni
Eleonora

Messaggio di Debby3 del 23/07/08
sono fidanzata da due anni, ma il mio ragazzo in quest'ultimo periodo è cambiato a causa di un suo amico che lo influenza troppo..
come posso fare per farlo ritornare quello di una volta?

domanda da 100.000 euro! impossibile saperlo, tanto meno senza avere alcuna informazione su di voi e sulla vostra storia. Cosa vuol dire "cambiato"? in che senso? Sei tu troppo possessiva oppure è davvero esagerato lui? In cosa viene influenzato? Cosa vuol dire "quello di una volta"? Tutti cambiamo, è giusto, bisogna valutare cosa si perde ma anche cosa si acquista... insomma, le domande sono molte.
Così, d'impulso, mi viene da rispondere: parlatene. Almeno ci sarà la possibilità di chiarirsi meglio le idee e cercare di risolvere insieme un problema, come si fa in una coppia che si ama: ogni problema dell'uno o dell'altro è visto come un problema di entrambi. Se poi questo non è possibile... be', c'è da ripensare più in generale sulla qualità del rapporto che avete creato.
Se poi parlarne non bastasse, cerca qualcuno un po' più esperto e al di sopra delle parti, con cui confidarti: un genitore, uno zio, un amico di famigia, lo psicolgoo della scuola (se c'è), insomma qualcuno che abbia più esperienza con cui poter riflettere insieme, cosa sicuramente utile.
un salutissimo!
Eleonora

Messaggio di K del 17/07/08
Salve,
mi chiamo K, e ho 20 anni.
Sono un ragazzo omosessuale fidanzato da 2 anni e mezzo con un'altro ragazzo.
Siamo sempre stati bene insieme, siamo 2 persone molto sincere l'una con l'altra, e possiamo dire chiaramente di amarci.
Lui da circa un'anno è mezzo sta svolgendo il suo hobby, che è fare il dj.
Da quando è arrivata questa cosa, io sono diventato 100 volte più geloso, e non sopporto che lui faccia questo mestiere. Mi infastidisco, per non dire che divento furibondo quando lui mi dice che deve suonare per qualche occasione, e quando leggo o sento da qualche parte che si parla di lui da dj a me viene una sensazione di stretta fortissima allo stomaco, come se qualcuno me lo stia portando via.
Io ho cercato in tutti i modi di accettare questa cosa, e per un po di tempo, dopo esserci lasciati per circa 20 giorni, ci sono pure riuscito.
Ma i problemi stanno riaffiorendo molto velocemente.
Io sono del parere che per me il fatto che lui faccia il dj sia solo una cosa che porta via del tempo a noi 2, dato anche il fatto che spesso e volentieri possiamo vederci 2 volte a settimana, se va bene pure 3.
Ho avuto un'infanzia un po difficile, e sono una persona che ha molto bisogno di affetto, di attenzioni e di una persona costantemente presente. Il fatto che lui si "faccia pubblicità" o semplicemente menzioni in un qualsiasi modo e in qualsiasi luogo (fisico o su internet) che fa il dj a me fa impazzire.
Per me è cose se quelle frasi stiano lentamente levando del tempo a noi 2. Lui ha provato di tutto, cerca di fare di tutto per farmi stare tranquillo, ma per me la situazione non cambia.
Sono sicuro di amarlo e di volere stare con lui.. ma veramente non so + a chi rivolgermi.
La frase che tutti i miei amici dicono sempre è "Devi lasciargli fare quello che vuole, è la sua passione, non puoi spezzargli un sogno cosi!".
A dirsi è molto semplice, ma farlo..
C'è anche da dire che io faccio la drag queen, e nonostante questo a lui non vada a genio, me lo fa fare e mi incoraggia (a volte però anche lui sbaglia eh!!se no sembro io il diavolo e lui l'angelo!).
Io nn so + che fare, e se non troviamo una soluzione, l'unica via d'uscita è la separazione, questa volta definitiva. Adesso, quello che chiedo a lei è: ma secondo lei sono io che sto diventando pazzo, sono solo troppo geloso??la prego mi dia una mano, altrimenti non so veramente che fare, siete la mia ultima spiaggia!
Le auguro una buona serata

Caro K (ho lasciato solo l'inziiale, un po' di anonimato è norma per noi) non nascondo il timore che pubblicare questo tuo messaggio possa disturbare qualcuno che ancora (e ahimè sono molti) ha dei pregiudizi e del rifiuto per le persone omosessuali.
Eppure è un messaggio molto vivo e bello, dove non si tratta più di omo e etero, ma di paura e gelosia, di bisogno di affetto e di presenza, di libertà e del difficile equilibrio che ogni coppia deve trovare tra essere "io" ed essere "noi", cose insomma che ci riguardano tutti, come persone, al di là del sesso, dell'orientamento sessuale, della razza e della cultura. Insomma, sono i nostri temi interiori universali, e perciò molto importanti.
Ovviamente i tuoi amici hanno ragione, e tu lo sai. Eppure il tuo compagno ti dà l'impressione di capirti, di cercare di aiutarti, di compensare i tuoi timori quando siete insieme, da soli o con amici, oppure - come si suol dire - "gira il coltello nella piaga"? Perchè questo diventa fondamentale. Di solito si può essere più o meno gelosi, a seconda delle proprie esperienze e problemi personali, ma come l'altro si comporta ha una grande rilevanza.
Certo lui ha una passione che tende a sollecitare le gelosie, quindi il punto diventa come la gestisce, come tiene conto dei tuoi sentimenti e delle tue ferite, infine quanto ti ama. Ma non nel senso che dovrebbe rinunciare, ma come dimostra di rispettare i tuoi sentimenti pur senza rinunciare alla sua passione tanto grande. Se ribalti la situazione, credo che puoi capire meglio. Pensa se tu facessi qualcosa che a lui crea problemi, come ti comporteresti? Pensa se fosse tanto importante per te, ma anche lui lo è? Mettersi nei panni degli altri di solito è una tecnica che risponde a molte domande con semplicità. Ovviamente lo stesso discorso vale per l'altro polo della coppia, cioè per te: come tieni conto di lui senza tradire te stesso?
E' una domanda che non ha una risposta immediata e breve, la si costruisce pian piano e spesso con grande fatica e sofferenza. Possiamo vederla anche così: siete di fronte a un importante problema di coppia, un tipo di problema che - seppure con forme diverse - devono affrontare assolutamente tutte le coppie, prima o poi, e cioè il rapporto tra libertà e legame, tra me e l'altro, tra essere io e essere noi contemporaneamente e non in alternativa.
Forse il problema principe di tutte le coppie.
E' bello pensare che lo affronterete e lo risolverete insieme, con prove ed errori, fino a trovare la vostra soluzione, quella unica per ciascuna coppia sulla quale nessuno ha il diritto di sindacare.
E' bello per due che si amano pensare di stare costruendo insieme, con impegno e in bellezza, il proprio rapporto, non credi? Non mollare, l'amore vero è una cosa preziosa e rara.
Facciamo il tifo per voi!
un caro abbraccio
Eleonora

Messaggio di Nonsochefare del 10/07/08
Salve, innanzitutto la ringrazio di ascoltarmi e voglio dirle che sta facendo una cosa veramente meravigliosa ad ascoltare le turbe adolescenziari di tutti noi.
Io vorrei chiederle aiuto, perchè una mia amica, mi ha confidato che durante una masturbazione, si è penetrata con un dito di qualche centimetro, e solo dopo, ha letto su un giornalino che l'imene, non era in profondità di sette centimetri come lei pensava, ma appena all'inizio della vagina, quindi, sostiene di aver perso la verginità anche se non ha sentito alcun dolore.
Questo fatto la turba moltissimo, ed è disperata; io non so proprio come aiutarla, e mi dispiace tantissimo, perchè è una delle mie migliori amiche, mi può dare un consiglio lei perfavore? grazie mille...!

Grazie per i complimenti! le turbe adolescenziali sono molto gradite per me, eppoi non sono sempre così diverse dalla turbe degli adulti! magari in un certo senso, ma non del tutto. Veniamo a voi. Quello che mi dispiace un po' quando leggo di queste domande è che i ragazzi abbiano bisogno di scrivere a un servizio/sito di ascolto psicologico e non riescano/possano rivolgersi al consultorio di zona, a un adulto, a una persona competente in materia che ispiri sufficiente fiducia e confidenza.
Mi chiedo sempre: è perchè ci si vergogna? E' perchè non ci sono questi adulti o questi servizi sono visti come difficili da contattare? Fa pensare, qualsiasi sia la risposta e dovrebbe far riflettere soprattutto noi adulti. Comunque... l'imene è senza dubbio all'inizio del canale vaginale, e quindi qualsiasi penetrazione forte può lacerarlo. Anche alcune cose come per esempio l'uso di assorbenti interni (per quanto piccoli) può dilatarlo, essendo relativametne elastico (se la pressione è dolce e l'oggetto abbastanza piccolo) o lacerarlo, e non è detto che ci si accorga sempre di questo fatto, dipende come si è agito, per quanto tempo e quanto traumatica è stata la penetrazione. E' una questione puramente meccanica, pensa - tanto per fare un esempio - al velo di panna che si crea quando si fa bollire il latte: se si usa uno spillo sottile può anche passare, ma viene lacerato da qualcosa di più forte. (carino il paragone che mi è venuto...:)
Quindi anche in questo caso bisogna vedere cosa intende la tua amica: non sempre la masturbazione prevede una penetrazione e non sempre un dito è sufficiente per lacerare l'imene, dipende da cosa e come si fa. La cosa migliore sarebbe andare al consultorio, esprimere il proprio dubbio e timore, e una visita della ginecologa può chiarire tutto, dando anche la giusta informazione anche per la futura vita sessuale. Magari puoi accompagnarla per darle coraggio e sarà utile anche a te.
I consultori dovrebbero garantire segreto e anonimato anche a persone minorenni. Per trovare l'indirizzo e il modo di accesso potete chiedere a qualche adulto con cui avete confidenza (genitori, una zia, un amico grande, un insegnante sensibile, lo psicologo dalla scuola, un'animatrice simpatica in parrocchia... ecc. ecc...) Se poi fosse davvero successo, si tratta di riflettere un po': perchè è così importante? Molte ragazze sarebbero contente di essersi evitate traumi più forti al momento del primo rapporto sessuale, altre vivono una specie di retaggio culturale per cui temono di essere giudicate "leggere" o non credute dal futuro fidanzato. Ma questo mette in campo un discorso molto lungo e articolato sulla sessualità, sulla libertà, sul significato della verginità e soprattutto sul diritto delle donne a vivere serenamente la propria sessualità senza pregiudizi e pressioni esterne.
C'è di che parlarne...
un caro saluto
Eleonora Arduino - Psicologa di ARIA

Messaggio di Raffy del 01/07/08
cara dottoressa ho un problema che vorrei sottoporre vorrei dimostrare al mio ragazzo che lui è stato il primo uomo della mia vita e di conseguenza e grazie a lui che non sono più vergine....... Io sono sicura di me stessa e di avergli detto tutta la verità ma se lui ha dei dubbi al riguardo non c'e qualche esame o visita che lo puo stabilire, inquanto amo tanto il mio ragazzo e non voglio perderlo spero in una risposta positiva e nel suo aiuto grazie mille
ragazza disperata

Cara Raffy, è una domanda ben strana perchè quando una ragazza è vergine di solito il suo primo ragazzo se ne accorge, ci sono delle conseguenze anche fisiche come può essere una perdita di sangue. Ma può succedere a volte che la membrana che si lacera nel primo rapporto sessuale sia stata già un po' lacerata (per esempio dall'uso di assorbenti interni, anche se piccoli, o da altri eventi) e quindi i sintomi non siano così evidenti.
Credo che la cosa migliore sia recarvi incìsieme in un consultorio e farvi spiegare ben bene le cose di persona da un ginecologo. Tra l'altro potrebbe essere molto utile anche per altre esigenze, per esempio gli anticoncezionali. Questo nel merito del problema.
Poi ci sono altri risvolti: per esempio, perchè per il tuo ragazzo è così fondamentale che tu fossi vergine, al punto di rischiare di perderlo? E' lui ad avere dei dubbi, e perchè? Ci sono un sacco di domande che la tua lettera fa venire in mente, certamente cose da approfondire che riguardano il vostro rapporto più in generale e che si "condensano" nella questione verginità.
E' il caso di rifletterci e di parlarne con lui...
Un caro saluto.
Eleonora

Messaggio di Lauretta del 01/07/08
ciau sono una ragazza (a quanto mi dicono) molto carina però x la mia età vorrei avere un ragazzo!!!!! mi piace un ragazzo e anke molto però gli piace già da 3 anni alla mia migliore amica e io non so più che fare aiutoooooooooo!!!!

uhmmmmm.... situazione assai spinosa e difficile da trattare, soprattutto a 12 anni quando si ha poca esperienza in queste cose delicate... Vediamo, intanto potremmo postare sul forum per vedere cosa ne pensano gli altri ragazzi, il parere dei coetanei può essere molto interessante. Per quel che mi riguarda mi viene in mente solo una cosa: provare a parlarne con la tua amica? in quanto a cosa succederà, magari dipende anche dal ragazzo, non credi? :)
un caro saluto
Eleonora