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Aria - spazio d'ascolto per adolescenti e giovani



Ditelo a dARIA - archivio messaggi di marzo - aprile 2008


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Messaggio di Laura84 del 29/04/08
Eccomi qua... ho 24 anni e da 5 mesi ho conosciuto una persona splendida... dal primo giorno che l'ho visto ho sempre detto che lui sarebbe l'uomo della mia vita... tutto procede nel migliore dei modi siamo una coppia perfetta fino a due settimana fa... quando lui comincia ad avere mille paure sulla vita e sul suo futuro (premetto che lui è un ex calciatore, fermo da un anno per un infortunio, ora sta riprendendo). e fin qui nessun problema... io gli sto vicino, gli faccio capire che tutto andrà bene e che nn si deve preoccupare di nulla...?
Una settimana fa però... mi sono accorta di essere incinta... e le sue paure sono aumentate... ha paura di non farcela economicamente, ha paura che il nostro rapporto non sia ancora maturo per una situazione del genere... allo stesso tempo però ha paura che se io nn dovessi tenere il bambino lui se ne potrebbe pentire e non poco!!!
Come mi devo comportare??
Io questo pupetto lo voglio so che sarà difficile... ma nn riuscirei proprio a rinunciare a lui... però nn voglio decidere da sola!!

Sai che cosa strana... quando ho letto l'ultima tua frase, ho pensato che il pupetto a cui ti riferivi fosse il tuo fidanzato! :))))) che strano... o no? è un lapsus, fatto da me, e forse indica che il tuo lui può essere un po' giovane, un po' immaturo almeno per fare scelte di tanta portata? E del resto, 5 mesi non sono un po' pochi per decidere di "fare famiglia"? Certo c'è feeling e amore se la tentazione di farlo c'è per entrambi, e visto che non avete fatto di tutto per evitare una gravidanza: non doveva essere poi così "indesiderata". Tuttavia tra i sogni e i desideri ci può essere molta differenza e quando ci si trova nelle circostanze pratiche la scelta può risultare assai problematica. Può darsi che lui si preoccupi troppo. Ma può essere che tu ti preoccupi troppo poco? Che dai troppo per scontato che tutto andrà bene solo perchè lo desideri? A volta capita che scambiamo i nostri sogni per la realtà e quindi le nasate poi sono dolorose. D'altro canto i sogni possono (e devono!) realizzarsi, ma non è bene ignorare che per farlo occorre un percorso, un vero lavoro, una costruzione coi suoi tempi e modi e fasi, piena di problemi e insidie. Importante esserne consapevoli e attrezzarsi adeguatamente per affrontarli.
Carissimi auguri!
Eleonora
Messaggio di Alessiocp87 del 29/04/08
Salve questa è la mia storia: io sono un ragazzo di 20 anni fidanzato da 1 anno e mezzo. Io da 6+ mesi ho crisi all'interno di me. Prima iniziate con ossessioni che non l'amavo piu, dopo con le ossessioni di essere gay e ora con le ossessioni di non amarla piu e appunto lo lasciata perche quando stavo con lei stavo male. Premetto che io vorrei restare con lei però non ci riesco, non so mi scoccio etc, c'è stato un periodo che lei mi ha lasciato e io stavo letterarmente morendo non vedendola piu accanto a me. Mo siamo tornati assieme e io non sto ben e l'ho lasciata per stare bene ma allo stesso tempo vorrei tornarci per stare bene con lei e non essere infelice e essere felice con lei. Mi dareste un consiglio sto depresso...

Be', Alessio, mi sembra che forse stai confondendo il bisogno di affetto, di vicinanza, di contatto e di amore con l'essere davvero innamorato di lei. Perchè se ti manca quando non c'è ma non stai bene quando c'è, sembra proprio che quello che cerchi è l'Amore (naturale, lo cerchiamo tutti...) ma non Lei! Riflettici, perchè è facile confondere le due cose, veramente facilissimo e non solo per te..
Un caro abbraccio
Eleonora
Messaggio di Palla del 29/04/08
Salve sono un ragazzo di 16 anni oramai quasi 17, devo dire che ho avuto una vita molto vuota e sinceramente mi chiedo perchè devo andare avanti, ho pochi amici, vado a poche feste, non ho la ragazza e se devo dire la verità non ho amiche solo ora inizio a conoscere qualcuna ma niente di che. Sono circondato la gente che vive perfettamente e sinceramente non se lo merita. Non sembro proprio uno di 17 anni, risulto sempre il più debole di tutti, nn sono bravo in niente e devo dire che nn sono neanche molto intelligente, insomma non servo a niente. vorrei spiegato se è utile continuare così o farla finita, vi aspetto.?

Bè, se stai iniziando a conoscerne qualcuna, (anche se è "niente di che") è sempre un inizio, non credi?
Non è poi così raro sentirsi una vera schifezza a 17 anni. Alzi la mano chi non l'ha mai provato. Si cambia, si cresce, ci si confronta tanto ma tanto, ma proprio troppo... cioè si fa fatica a capire che ogni persona è diversa, che il bello sta proprio lì e magari si cerca di essere e di fare le cose "che sono giuste" che "fanno figo" ma magari non ci appartengono proprio, e allora facciamo sempre la figura di chi non è al posto suo, come quando i bambini si vestono da grandi o i grandi da bambini: stona. Non è subito facile capire che la vita serve a diventare quello che già siamo, con le nostre carateristiche e capacità che a 17 anni non sono sempre chiare e nette e comprensibili, sono tutte da scoprire e molte ancora da definire e potenziare. Sarebbe bello se vivessimo in un mondo dove i bambini e i ragazzi fossero aiutati a scoprire chi sono, valutati sempre bene per quel che sono (perchè ogni qualità è utile e importante) e poi sostenuti a crescere nella loro originalità. Ma non è così. E quindi molti soffrono di un senso di inadeguatezza che magari è solo originalità, si giudicano stupidi e inetti e finiscono per diventarlo a forza di crederci. Ma uno stupido non sa di esserlo, se no non sarebbe stupido, giusto? e uno che crede di non servire a niente, forse servirebbe a qualcosa di molto speciale, che non è da tutti, solo che è il primo a non saperlo ancora. I geni, le persone speciali, finchè non hanno capito di essere speciali, si sono sentiti tutti disadattati e inutili. Che sia il tuo caso? Non lo escluderei... prova a seguire il tuo cuore, quello che ti suggerisce, a scoprire le tue inclinazioni, le tua capacità, i tuoi punti di forza. Chissà che non succeda qualcosa di importante!.
Saluti cari
Eleonora
Messaggio di Eli e Briciolanero del 22/04/08
Metto insieme due messaggi provenienti da due mamme, perchè è interessante leggerli insieme:

ELY: vorrei chiedere come mai mia figlia che ha 12 anni ogni mattina prima di andare a scuola mi vomita. non so se devo portarla dal medico oppure aspettare. è in piena fase adolescenziale e manifesta molto spesso nervosismo, insicurezza e talvolta svogliatezza. Come aiutarla?

BRICIOLANERO: salve questa è la prima volta che scrivo e capisco che la mia età è un pò fuori luogo in questo spazio riservato ai ragazzi ma è proprio di una ragazza che ti voglio parlare, e precisamente di mia figlia che ha 15 anni. Bene lei a scuola non mi ha mai dato problemi, ma ultimamente a non rende più come prima e non perchè non studia, ma perchè è troppo impegnata nei compiti in classe ad aiutare le sue amiche anche se tutto ciò le si ritorce contro prendendo lei voti bassi e le sue amiche voti alti e quando io l'ho rimproverata e le ho detto che nei successivi compiti avrebbe dovuto recuperare lei era preoccupata solo del fatto che se avesse preso nuovamente un brutto voto io mi sarei arrabbiata. Quindi ho capito che lei non studia per se stessa ma per me, cosa devo fare dove ho sbagliato? Come posso farle capire che lei non si deve annullare per le amiche? Spero mi risponderai presto ciao da una mamma disperata.

vediamo un po' , alcune osservazioni e poi alcuni tentativi di risposta.
La prima osservazione è che i genitori si preoccupano prevalentemente della scuola. Questo di solito addolora moltissimo i ragazzi che non si sentono capiti nella totalità della loro vita. E' vero che la scuola è il "lavoro" dei ragazzi, che è importante per il futuro e occupa gran parte della loro giornata; ma la vita è ampia anche per loro, e come per noi adulti non c'è solo il lavoro, per loro non c'è solo la scuola. Direi di più: anche per noi adulti il lavoro è un luogo dove accadono tante cose, dove si svolgono questioni personali e relazionali, dove si sperimentano vari temi e, come per noi "lavoro" non vuol dire solo cosa produco e quanto guadagno, per loro "scuola" non vuol dire solo quanto studio e che voti prendo.
Può sembrare un'osservazione scontata, ma se riflettiamo bene forse non lo è poi così tanto, e possiamo - a partire da questa - generare relazioni migliori con i figli. Preoccuparsi solo di quanto i figli studiano e quanto rendono, equivarrebbe alla situazione in cui nostro marito/moglie ci chiedesse solo cosa abbiamo prodotto e quanto abbiamo guadagnato: cose senz'altro importanti, anch'esse da monitorare, ma non le sole che contano. Anzi.
Pensiamo a quanti racconti abbiamo sempre bisogno di dire intorno al rapporto con i capi (gli insegnanti), con i colleghi (i compagni), con le persone esterne che eventualmente contattiamo (gli altri compagni fuori classe), e così via. Facciamo delle analogie.
L'analogia tra la nostra vita da adolescenti e la loro è importante, ma ancora di più tra la nostra vita attuale e la loro. Certo ci sono differenze (analogia, non uguaglianza!), ma anche tante similitudini e questo ci può aiutare a capire, a vedere e di conseguenza anche ad aiutare. Può anche arricchire moltissimo il dialogo con i figli.
Immaginate una madre/padre che si avvicina al figlio e dice "sai, ho pensato che questo che fai con le tue compagne/amiche equivale a quando cercavo di conquistarmi l'approvazione dei miei colleghi perchè mi sentivo un po' tagliata fuori. E' corretto?" Se fosse corretto, allora si andrebbe avanti a valutare insieme come conquistarsi l'amore dei compagni senza penalizzarsi troppo: sarebbe un aiuto sostanziale, concreto e non un generico rimprovero, preoccupato solo del rendimento. (vedi messaggio di Briciolanero)
Ho condotto un gruppo di genitori tempo fa, solo su questo metodo analogico di affrontare i problemi, e vi assicuro che i risultati sono sorprendenti: per quanto semplice è un mezzo utilissimo. Provare, convinti del fatto che c'è sempre un'analogia possibile, siamo tutti esseri umani anche se a diversi stadi di sviluppo.
E così potrete rispondere almeno al 50% delle vostre domande. Per il resto, in modo necessariamente generico, posso dire questo:
- per ely: andare dal medico è sempre un buon primo passo, per assicurarsi che tutto sia a posto fisicamente. Tuttavia se la cosa accade solo prima di andare a scuola, il messaggio del corpo è evidente (come lei stessa ha notato) . L'adolescenza non è una malattia, è un passaggio che spesso fa manifestare "sintomi" simili ma che hanno SEMPRE, SEMPRE una ragione validissima per la persona che li vive: cerchiamo di capire che temi sua figlia adolescente sta vivendo, prima di tutto. Anche qui l'analogia può aiutare.
- per Briciolanero: mi sembra più che naturale che sua figlia, a questa età, non studi per puro piacere, capita molto raramente il contrario, e solo a chi ha avuto insegnanti e genitori così illuminati da riuscire a far amare la conoscenza di per sè: raro. Altrettanto normale che comprenda solo relativamente che serve a se stessa: il futuro da adulta è ancora un po' troppo lontano per poterlo "sentire sulla pelle" oltre che "pensare" e se non si sente, il pensiero facilmente diventa labile. Diciamo che una buona "alleanza" del tipo "ok, io sono mamma e ti aiuto a capire cosa serve a te. Tu ti fidi e mi segui" è il più realistico. Perciò ne consegue che le difficoltà vengono affrontate in modo diverso. Diciamo, per riassumere, che non possiamo pensarli così grandi da avere motivazioni da adulti, e poi così piccoli da dover essere ancora diretti: è un po' troppo contraddittorio!
Anche a lei darei la stessa indicazione: provi a capire con sua figlia come fare, cercando di salvare però TUTTE le esigenze, anche e soprattutto quelle relazionali, che sono più di ogni altre "vive e brucianti" sulla "pelle" di sua figlia. Anche perchè la situazione è assai strana: se sua figlia è in grado di essere così brava da aiutare gli altri, come mai poi non rende? Tutto da scoprire e inventare insieme.
Insomma, per concludere: proviamo a partire dal presupposto che i ragazzi hanno le loro ragioni, magari non sanno equilibrare tutte le necessità, ma questo non significa che hanno solo "sciocchezze" o peggio, per la testa. Partiamo da lì. A cambiare idea c'è sempre tempo! :)
un caro saluto ad entrambe
Eleonora Arduino - psicologa di ARIAa
Messaggio di P@ del 18/04/08
ciao... sono una ragazza di 17anni... Premetto che so di affrontare un periodo critico dell'adolescenza e so che tutto può essere superato. Ma da un po' di tempo non riesco più a trovare un senso in quello che faccio, faccio le cose quasi come fossi costretta e non ne capisco il motivo anche uscire con gli amici il sabato sera è diventato noioso, nonostante io sia molto legata a loro e loro a me. Ho affrontato molte cose negli anni passati, una bocciatura a scuola che ha comportato un cambio radicale nella mia vita, ma ora sento di aver perso tutti gli stimoli nello studio, nelle amicizie nella mia vita in generale. Molto spesso mi sento triste, sola e non trovo una spiegazione a tutto questo. Non so neanche come affrontare questo periodo insensato. grazie per l'ascolto.

Ciao P@, credo che moltissimi ragazzi della tua età potranno ritrovarsi nello stato d'animo che descrivi. Il fatto che sia comune al periodo dell'adolescenza e della prima giovinezza non significa che sia una cosa poco importante o facile, anzi. Sono gli anni in cui si cambia molto (e tu stessa lo rilevi) e quando si cambia, tutto quello che pensavamo, vivevamo, sapevamo va in crisi e decade. E prima che si formi un'altra configurazione di vita e di rapporti si vive questo vuoto, questa insoddisfazione e questa inquietudine che così bene descrivi: è naturale. E' come la notte che prelude il nuovo giorno, è come l'autunno in cui le vecchie foglie cadono per lasciare il posto alle nuove. Verrà primavera e i fiori nuovi non saranno come i vecchi. Anche se a volte sembra, non c'è mai una cosa uguale a quella di prima.
E' anche come andare in un posto nuovo e sconosciuto: prima di capire i riferimenti, come funziona, cosa possiamo trarne nel bene e nel male, passa un po' di tempo di smarrimento.
Ma questo non significa che stiamo lì ad aspettare qualche magia. E' vero che la primavera sembra arrivare da sè, ma gli alberi e la terra non smettono mai di "lavorare", di cercare linfa, di prepararsi per quell'evento. E così anche noi. Quindi, che fare? Intanto che cerchi di accettare uno stato d'animo per forza penoso, puoi "guardarti in giro" come si fa quando si arriva in un posto nuovo e non c'è nessuna agenzia di viaggi che ti ha organizzato tutto. Come un esploratore che deve scoprire le cose da sè: certo è difficile, ma può essere anche esaltante, molto stimolante e prima o poi è certamente molto gratificante.
Guarda il "territorio nuovo" che attraversi, con curiosità e intelligenza, e tieni conto che questo territorio nuovo è anche dentro di te, non solo fuori: quali nuovi bisogni, sogni, desideri, progetti stai maturando pian piano? Saranno ancora informi, ma giorno per giorno si definiscono di più. Cerca i tuoi "nuovi luoghi e modi" e coltivali come una pianticella: con amore e con delicatezza, proteggendola e cercando di scoprire cosa desidera e di cosa ha bisogno. Quella pianta nuova sei tu e presto fiorirai e sarà uno splendido fiore. Ma ci vuole anche tanta pazienza... :)
un abbraccio!
Eleonora
Messaggio di Innominato del 11/04/08
Salve... sono un ragazzo di 19 anni e da un pò di anni ho un problema che non riesco a risolvere...
Sono un ragazzo piuttosto timido che inoltre non dimostra gli anni che ha... infatti sembro più "piccolo" e purtroppo non vengo considerato al pari, dai miei coetanei e non solo...
Sono alto circa 1.76 e sono un pò più magro di quanto dovrei essere (specifico che sono in salute, non ho problemi di anoressia o che sia chiaro...) e ho un pò quell'aria da sfigatello che unita alla mia timidezza mi rende difficili i rapporti con gli altri...
Quando vado in giro mi sento continuamente osservato e penso alle risate che si fa la gente quando mi guarda... a volte esco perfino prima dall'Università per poter prendere l'autobus dove ci sono meno persone...
A me questa cosa fa star male parecchio... ho sentito che potrei pure avere un ritardo fisiologico dello sviluppo però non ho assolutamente ne il fisico ne l'aspetto da ventenne...
Quindi sentendomi così mi chiudo spesso... non amo uscire proprio per paura di vedere gli altri e quando lo faccio parlo molto poco...tendo quasi a "nascondermi"...
Con i miei non posso parlarne perchè non capiscono... io faccio sempre finta di non aver problemi però non so più che fare... se potete darmi una mano ve ne sarei grato...
Vi ringrazio del tempo dedicatomi... un saluto

Caro Innominato, parli di possibile ritardo fisiologico nello sviluppo però la tua altezza non direbbe così! Non tutti superano il metro e ottanta, e tu comunque ci sei vicino. Forse il fisico molto esile può dare l'impressione di maggiore giovinezza, e capisco benissimo che possa essere un problema vissuto come penoso, in un mondo che sembra molto concentrato sull'aspetto esteriore. Così come capisco bene che un'esortazione del tipo "vai in palestra, fai qualche sport che rinforza e potenzia (come il nuoto)" e cose del genere sono soluzioni molto facili a dirsi, che spesso però si scontrano con uno scoraggiamento, un senso di impotenza e di mortificazione che derivano più dallo stato della nostra psiche che del nostro corpo. E tuttavia queste soluzioni vanno tenute presente, perchè per quanto più difficile di quanto possa apparire hanno la loro utilità e in certe situazioni hanno risolto gran parte del problema.
Ma qui cerchiamo di occuparci delle reazioni emotive, delle condizioni psichiche e di come queste influenzano la nostra vita. Come se la cava ciascuno di noi in questa distanza che sempre c'è tra quello che siamo e quello che ci sembra di dover essere, perchè più apprezzato, più valorizzato? Diciamo che ce la caviamo un po' tutti come te: con i nostri scoramenti e dolori che spesso ci fanno sanguinare, ma anche con la ricerca che ci porta a conoscerci come persone uniche, a vedere le nostre qualità e puntare su quelle. Per quanto possa sembrare una frase fatta, "affascinante anche se bruttino" può essere proprio vero, ma dobbiamo crederci noi per primi e riuscire a coltivare e mostrare la nostra bellezza, più che tentare di nascondere la nostra "bruttezza", col risultato spesso peggiore del male.
Un saggio disse "siamo quello che mangiamo". Possiamo senz'altro aggiungere "siamo quello che pensiamo di noi stessi". C'è di che riflettere attentamente.
Un abbraccio
Eleonora
Messaggio di Noncicapisco del 1/04/08
Ciao.. èla prima volta che entro in questo sito e sento il bisogno di scrivere... Ho 19 anni i miei genitori sono separati da 5 anni anni ormai... vivo con entrambi... divido le mie giornate... pomeriggio con papà, sera con la mamma... con mio padre ho un atteggiamento di completa indifferenza, il nostro rapporto è pari a zero. evitiamo ogni tipo di conflitto. Mia madre lavora 10 ore al giorno la sera torna a casa stressata dal lavoro e finiamo per litigare per cavolate. Ho costruito dei muri nei loro confronti... anche quando mia madre mi parla lo fa con aggressivita, per provocarmi... io non rispondo, non parlo e mi tengo tutto dentro... sento di avere dei sentimenti repressi che faccio molta fatica a tirare fuori... non sempre ci riesco... sono mesi che questa situazione va avanti... sono apatica, non sento le emozioni con il cuore... ciò si ripercuote nell'atteggiamento anche con gli amici più cari... se continuo così finiro per perdere tutti... ha qualche consiglio?
la rigrazio molto.

Ciao Noncicapisco (ma che bel nick, molto evocativo!). Così, d'istinto, ho la sensazione che questa separazione non sia mai stata tanto digerita, forse da nessuno in famiglia, e soprattutto da te. Mi sbaglio? Non è un'intuizione molto originale, le separazioni per quanto ormai molto comuni non sono mai passaggi facili da superare. Mi chiedo perchè ci sia così poco dialogo, perchè questi muri, perchè questa impossibilità di tirare fuori quello che hai dentro. E' un po' un problema, perchè le emozioni represse sono come lo zucchero caramellato, che se non viene riscaldato dai rapporti, si solidifica, si cristallizza, rende tutto appiccicoso e "duro" , fa uno strato impermeabile sul quale tutto scorre via senza possibilità di penetrare e si soffoca. Mi sembra ti stia succedendo questo, e non è solo triste è anche un pochino pericoloso per la salute mentale. Non è che rischi di diventare pazza, intendiamoci! :D intendo con salute mentale un certo equilibrio, la possibilità di , amare, arrabbiarsi e fare pace, urlare e sussurrare, piangere e ridere, insomma vivere ed essere quello che siamo e manifestarlo nei modi e con le persone che vogliamo. Invece qui è come avere una cappa scura addosso che pesa e che soffoca. Tua madre forse ti provoca perchè non trova un altro modo di penetrare questa cortina solida, tuo padre... non so, sarebbe necessario avere più informazioni sulla tua vita, ma qui non possiamo addentrarci più di tanto.
Un consiglio? be'.. chi frequenta questo sito sa che i consigli sono armi affilate e spesso a doppio taglio, "roba" delicata da maneggiare con molta cura. Un "consiglietto" può essere: è tempo di uscire da questo guscio bigio. Come? non so... ma cominciare a pensarci può far trovare le soluzioni.
un abbraccio forte
Eleonora
Messaggio di Tetta del 1/04/08
ciao sono tetta, il mio grande problema è 1 ragazzo ke mi piace follemente da cinque anni! Ci siamo conosciuti tramite amici poi ho saputo ke gli piacevo però lui a me no. Poi è stato il contrario però lui si era fidanzato e io ho fatto di tutto per riconquistarlo e lui ci stava però una sera abbiamo litigato e non ci siamo più parlati per un anno! Due anni fa alcune ragazze lo hanno telefonato anonimo dandogli il mio nuovo numero così lui si è fatto sentire! Lui poi mi ha chiesto di sentirci e uscire perchè la ragazza era in vacanza io però ho rifiutato! Lui continuava a dire che voleva lasciarla ma non voleva farla star male! Poi io l'anno scorso gli ho detto che gli volevo ancora bene e lui ha detto lo stesso però la sua vita per il momento è accanto a lei! Poi mi hanno detto che lui si vede con un'altra ragazza anche stando con lei! Io ci sto malissimo, voglio dimenticarlo e poi lui anche se vede che parlo con un ragazzo mi guarda male! Come devo fare? Dammi un consiglio ti prego!!

Cara Tetta, mi sembra che la tua storia così piena di tira e molla possa essere anche coinvolgente e quindi è per questo che non è ancora finita? Certo può succedere che - soprattutto quando si è così giovani come voi due - si abbia anche bisogno di esperienze, di provare con diversi rapporti, di capire come vanno le cose dentro e fuori di noi e quindi possono esserci confusioni, sovrapposizioni di rapporti, e tutte quelle cose che descrivi così bene.
Il punto è: ti sta bene in fondo così? perchè un consiglio (che è sempre difficile comunque da dare) ha senso in relazione ad aver chiaro a cosa si vuole arrivare. Quindi un consiglio per cosa? Per mettervi insieme in modo più tranquillo? per stare meno male? (ma stai poi così male?), per non perdere mai la sua attenzione e tu la sua? perchè mi sembra che tutto questo comportamento di entrambi, infine, serva proprio a questo: a matenere vivo un legame negli anni, che perdura anche se non ci si "compromette" mai troppo, nè tu nè lui. E se questo ti va bene, allora ... va bene così! :)
un carissimo saluto
Eleonora
Messaggio di Yesenia del 28/03/08
Salve a tutti, ho tanta difficoltà a studiare eppure non ho mai avuto problemi, come mai?

Bisogna riconoscere a Ysenia il dono della sintesi! :) però forse un po' troppo sintetica, come si fa a risponderti senza nessuna informazione? Si possono fare solo ipotesi, e sono tante, quale scegliere? Allora, altrettanto sinteticamente ti mando uno stimolo, e poi lavoraci tu: cosa c'è di diverso oggi, in cui si manifestano le difficoltà, da quando non le avevi? E intendo in tutti i campi della tua vita, non solo nello studio. Perchè non siamo fatti a "pezzettini" separati, ma ogni parte di noi influenza le altre: la mente, le emozioni, il corpo sono sempre parti di un tutto e ciascuna ha il potere di agire sulle altre, in una rete ampia di connessioni. Quindi, prova a risponderti e forse più o meno facilmente troverai anche la soluzione. Come la matematica ci insegna, anche la vita psichica può funzionare:
- i dati (qual è il problema, e cosa succede);
- le ipotesi (quale soluzione posso provare);
- la tesi (come avvio un processo e con quali passaggi).
Forse un po' troppo pragmatico, ma aiuta a cominciare a fare chiarezza.
Un caro augurio!
Eleonora
Messaggio di Erica11 del 13/03/08
Ciao... io ho un problema e non so come risolverlo. Ho paura di essermi cacciata in una situazione strana. Devo assolutamente avere il parere di un adulto... di questo problema non ne ho parlato con nessuno perche mi vergogno. Anche ad altre ragazze che conosco è successa la stessa cosa, però ora che sta accadendo a me la vedo come un dramma. Mi piace un ragazzo piu piccolo. Il problema è che io ho ormai 16 anni... e lui 12. E' ridicolo lo so, però non ci posso fare niente. Per la sua età sembra anche piu grande, sia fisicamente che di testa e io fisicamente sembro piu piccola... però... mi sento stupida.
Io non vorrei mai fidanzarmi con lui, perche so che sarebbe impossibile... però mi piace... è tanto grave?? perche mi succede una cosa del genere??
Vi prego rispondete al piu presto perchè sto impazzendo.


Cara Erica, capisco che possa sembrare strano, ma il detto "l'amore non ha età" è quanto di più saggio in tema d'amore si sia mai detto: non ha età nel senso che coglie a tutte le età, sia giovanissime che avanzatissime. E non ha età nel senso che non conosce tutte quelle differenze "artificiose" che solo noi umani sappiamo costruire: le differenze che riteniamo fondamentali e che spesso non lo sono per nulla, cioè l'età, il sesso, la posizione sociale, la cultura... siamo persone e ci si incontra come persone e non come etichette.
C'è però da dire che, conoscendosi, possono venire fuori differenze più sostanziali che prima non si vedevano, e anche disarmonie che prima non si immaginavano: ma conoscendosi, non prima.
Quindi stai tranquilla e vedi che succede. Puoi magare cercare di conoscerlo, frequentarlo, e capire se ti piace proprio lui o l'idea di lui che ti sei fatta, il che è anche una cosa che succede. Non sempre noi umani abbiamo lo sguardo così profondo da vedere oltre le apparenze.
ciao!