Messaggio di Innominato del 11/04/08
Salve... sono un ragazzo di 19 anni e da un pò di anni ho
un problema che non riesco a risolvere...
Sono un ragazzo piuttosto timido che inoltre non dimostra gli anni
che ha... infatti sembro più "piccolo" e purtroppo
non vengo considerato al pari, dai miei coetanei e non solo...
Sono alto circa 1.76 e sono un pò più magro di quanto
dovrei essere (specifico che sono in salute, non ho problemi di
anoressia o che sia chiaro...) e ho un pò quell'aria da sfigatello
che unita alla mia timidezza mi rende difficili i rapporti con gli
altri...
Quando vado in giro mi sento continuamente osservato e penso alle
risate che si fa la gente quando mi guarda... a volte esco perfino
prima dall'Università per poter prendere l'autobus dove ci
sono meno persone...
A me questa cosa fa star male parecchio... ho sentito che potrei
pure avere un ritardo fisiologico dello sviluppo però non
ho assolutamente ne il fisico ne l'aspetto da ventenne...
Quindi sentendomi così mi chiudo spesso... non amo uscire
proprio per paura di vedere gli altri e quando lo faccio parlo molto
poco...tendo quasi a "nascondermi"...
Con i miei non posso parlarne perchè non capiscono... io
faccio sempre finta di non aver problemi però non so più
che fare... se potete darmi una mano ve ne sarei grato...
Vi ringrazio del tempo dedicatomi... un saluto
Caro Innominato, parli di possibile ritardo fisiologico nello
sviluppo però
la tua altezza non direbbe così! Non tutti superano il metro
e ottanta, e tu comunque
ci sei vicino. Forse il fisico molto esile può dare l'impressione
di maggiore giovinezza,
e capisco benissimo che possa essere un problema vissuto come penoso,
in un mondo che
sembra molto concentrato sull'aspetto esteriore. Così come
capisco bene che un'esortazione
del tipo "vai in palestra, fai qualche sport che rinforza e
potenzia (come il nuoto)" e
cose del genere sono soluzioni molto facili a dirsi, che spesso
però si scontrano con uno
scoraggiamento, un senso di impotenza e di mortificazione che derivano
più dallo stato della
nostra psiche che del nostro corpo. E tuttavia queste soluzioni
vanno tenute presente, perchè
per quanto più difficile di quanto possa apparire hanno la
loro utilità e in certe situazioni
hanno risolto gran parte del problema.
Ma qui cerchiamo di occuparci delle reazioni emotive, delle condizioni
psichiche e di come
queste influenzano la nostra vita. Come se la cava ciascuno di noi
in questa distanza che
sempre c'è tra quello che siamo e quello che ci sembra di
dover essere, perchè più apprezzato,
più valorizzato? Diciamo che ce la caviamo un po' tutti come
te: con i nostri scoramenti e dolori
che spesso ci fanno sanguinare, ma anche con la ricerca che ci porta
a conoscerci come persone
uniche, a vedere le nostre qualità e puntare su quelle. Per
quanto possa sembrare una frase fatta,
"affascinante anche se bruttino" può essere proprio
vero, ma dobbiamo crederci noi per primi e
riuscire a coltivare e mostrare la nostra bellezza, più che
tentare di nascondere la nostra
"bruttezza", col risultato spesso peggiore del male.
Un saggio disse "siamo quello che mangiamo". Possiamo
senz'altro aggiungere "siamo quello che
pensiamo di noi stessi". C'è di che riflettere attentamente.
Un abbraccio
Eleonora