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Aria - spazio d'ascolto per adolescenti e giovani



Ditelo a dARIA - archivio messaggi di gennaio - febbraio 2008


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Messaggio di Tear del 28/02/08
Ho gli occhi velati, forse non ce la faccio a scrivere ma qualcosa mi sta spingendo a farlo perché ho bisogno di aiuto. Il passato si aggrappa al presente ed ha artigli affilati mi graffia. Io mi odio, non ho autostima e tutto quello che mi circonda mi deprime. Il mio passato non mi ricorda belle cose, sono sempre stata messa in disparte da tutti e sono stata schiacciata dalla superiorità delle mie sorelle.
A scuola i 7 non bastano a mia madre perché mia sorella era migliore di me, e vedo nei suoi occhi la delusione ma parte prima da tutto da me, anche per me... io sono un niente io non valgo, non ho valore.
Sono derisa da molti a scuola, mi prendono in giro, mi chiamano i miei compagni di classe e mi dicono brutte parole.
La scuola è troppo pesante piango quotidianamente di fronte alle versioni di greco, ogni giorno devo fare sempre le stesse cose pesanti devo svegliarmi presto tornare tardi e stare sui libri per molto e poi i risultati non cambiano, cerco di cambiare metodo ma non ci riesco mollo, soffro di disturbi. A volte per la disperazione vomito, ho qualcosa dentro che mi soffoca e questo malessere non mi aiuta ad andare avanti.
Provo a parlarne con le amiche, ma loro non mi ascoltano oggi cercavo di parlarne con una mia amica di classe ma mentre l'hanno chiamata si è voltata e mi ha lasciata da sola. Le mie amiche non riescono ad aiutarmi, pensano io esageri ma giuro non è così. Io sto male sto male dentro. Piango ogni giorno, anche oggi... Mamma mi chiedeva cosa avessi ero sbiancata ma io non riesco a parlare, mi lacrimano gli occhi.
Ho provato ad uscire per comprare un libro, sono andata dalla mia amica e lei mi aiuta a rimandare i problemi non ad affrontarli, non voglio incolparla anzi io la amo perché cerca di fare il possibile per me.
Cammino sempre a testa china.
Non riesco a ridere seriamente e sento che questa cosa è grave a 14 anni perché sono gli anni più belli ed io ho speranza perché la vita è bella ma io non riesco ad andare avanti.
Sono in un incubo, la mattina non vorrei svegliarmi, se solo qualcuno mi faccia capire che mi vuole bene, io grido aiuto ma nessuno mi ascolta. Perché sono triste sempre, vorrei qualcuno con cui scoppiare.
Un giorno ne parlai con mia madre mentre vomitavo lei piangeva era triste per me e anche io piangevo con lei, senzo freddo nel mio cuore.Troppo freddo.
Ogni amico migliore amico che io abbia avuto mi ha lasciata perché si stancava di me mi lasciavano per la popolarità ma io ho molti amici tanti amici mi conoscono, ma nessuno lo è spiritualmente.
Non penso che l'amicizia esista in base alle mie esperienze, ma forse se esiste la stessa parola dovrebbe esistere. Ma io cedo. Cado. Vorrei appoggio. Vorrei un abbraccio. Un sorriso che mi conforti.
Se penso a domani penso ad un buco, nero.
Domani io riderò con i compagni, poi tornerò a casa e piangerò.
Vorrei farcela. Ma non ce la faccio.


Ciao piccola... mi dispiace tanto sentirti così... ne sento diverse di ragazze che mi parlano come mi parli tu, ma ogni volta è una pena nel cuore, un dispiacere profondo. Forse come quello della tua mamma quando ti vede soffrire tanto.
14 anni non sono quella meraviglia che tutti gli adulti dicono, scordandosi di quanto erano duri e difficili anche per loro. E non vale metterla sui beni, sulle cose materiali che ora ci sono a un tempo non c'erano, e allora sì che si aveva ragione di stare male... le cose materiali sono bellissime, ma non hanno mai garantito la felicità di per sè, infatti si vedono persone senza quasi nulla col volto pieno di gioia, ed altre con tante cose che invece si tormentano. I ricordi si trasformano e di fronte alle nuove difficoltà quelle di prima sembrano niente, e meno male! Tuttavia quando le si vive non sono affatto leggere. Non sono affatto gli anni più belli. Hanno la loro bellezza, diversa da quella della successiva giovinezza e dell'età adulta, ma hanno i loro dolori spesso grandissimi e disperanti. Non a caso c'è un'alta percentuale di suicidi tra i ragazzi, non a caso c'è un aumento dei disturbi d'ansia, degli attacchi di panico, dell'infelicità e della deprssione. Non è affatto un caso, non c'è un virus che fa epidemia, c'è un modo di vivere che, forse, va rivisto. E certo c'è un'età difficile, difficilissima come l'adolescenza, adesso ce ne rendiamo conto e non a caso sorgono centri d' ascolto e iniziative per affrontare i problemi di quest'ètà, come ARIA.
Il fatto che "poi passa" (ma come? a che prezzo? e sempre?) crescendo, non significa che si debba esere lasciati soli a vivere tali angosce, spesso laceranti. Se poi, per qualche motivo, le amicizie non riescono ad essere quel conforto e quel luogo di comunicazione che tanto aiuta in questi casi, allora la situazione può diventare addirittura tragica.
E perciò ti dico, mia cara "lacrima": forse puoi trovare aiuto. Non so di dove sei, ma se Torino (ed ARIA) sono troppo lontane, cerca uno psicologo a scuola, un centro, qualcosa del genere. Fatti aiutare dai tuoi a trovare il luogo giusto: non è bene che tu sia lasciata così sola ad affrontare una crisi che sta diventando troppo pesante.
un abbraccio forte forte
Eleonora.
Messaggio di Ida del 28/02/08
Ciao sono Ida e ho 13 anni. Non so con chi parlare di questa cosa perciò spero che almeno tu puoi aiutarmi. La settimana scorsa sabato sera stavamo soli io e mio fratello che ha 23 anni e vedevamo un bellissimo film d'amore. Io ho inziato a commuovermi e lui mi ha abbracciata e coccolata ma poi mi ha baciata. E' stato bellissimo e ci siamo baciati per tanto tempo fino a quando non sono tornati i miei. E' stato il mio primo bacio in assoluto. Il giorno successivo siamo rimasti soli e ne abbiamo parlato e ci siamo detti che ci è piaciuto un casino a tutti e due e abbiamo deciso di continuare. Ci siamo baciati tutti i giorni. Poi oggi mi ha detto se mi poteva toccare il seno e io ho detto di sì e lui mentre mi baciava mi ha infilato la mano sotto il maglione e nel reggiseno e mi è piaciuto tantissimo anche questo. In poche parole mi piace questa cosa e non mi sento in colpa ma vorrei capire una persona grande che ne pensa.


Ciao Ida, non è il caso di scandalizzarsi per il fatto in sè, capita che tra vicini, conoscenti, a volte persino parenti si facciano le prime esperienze, anche se la nostra morale vorrebbe che almeno tra fratelli ci fosse un freno più forte. Si chiama "incesto", e seppure in certe civiltà e in certe epoche era abbastanza normale (ma soprattutto per salvaguardare una "purezza" della razza) adesso è considerato non corretto (anche perchè le "razze pure" sono più deboli geneticamente e si causano pasticci). La cosa che più mi inqueta, devo confidarti, non è tanto l'episodio in sè, ma la differenza di età che c'è tra di voi: come mai un ragazzo di 23 anni non trova una ragazza fuori dalla famiglia per le sue affettuosità? 10 anni sono tanti, nelle questioni sessuali (perchè di questo si tratta, anche se non siete andati oltre i primi approcci) , e può sembrare facilmente che un ragazzo grande si approfitti di sua sorella, nel senso che tu sei consenziente, è vero, ma ancora così giovane... Il fatto che possa piacere, che possa generare piacere non è strano, il corpo risponde se non ci sono molti freni mentali. Ma l'opportunità di questo... be', mi lascia davvero molto ma molto perplessa e temo che possa causare qualche difficoltà a livello psicologico e del tuo sviluppo affettivo, in seguito soprattutto, visto che sei così giovane.
Per esempio ogni essere umano che è dotato di normale affettività, presto collega le esperienze fisiche all'amore e quindi anche ad una certa esclusività: cosa succederà, in seguito? Che diventerete gelosi l'uno dell'altra impedendo il normale sviluppo delle relazioni amorose all'esterno della famiglia? Oppure che lui troverà finalmente una ragazza a cui dedicarsi e tu si sentirai tradita, e proprio da tuo fratello che - come gli altri della famiglia - dovrebbe essere una persona su cui contare, che non ci farà mai del male? Non so... pensaci. Magari se vuoi, scrivimi in privato ad aria e continuiamo a parlarne un po'.
un caro abbraccio
Eleonora.
Messaggio di Ele del 20/02/08
Scusa se mi rivolgo in quest'aria dedicata agli adolescenti, ma sono molto preoccupata e indirettamente aiutando me aiuti lei, che ha solo 13 anni ma mi fa preoccupare per un ragazzo che frequenta.
Il ragazzo ha 15 anni, fuma, è il classico bullo, fa "sega" a scuola, infatti è ripetente, ed ha un educazione tutt'altro che buona.
Mia figlia dice di essere innamorata, e anche se cerco di capire quello che prova, immedesimandomi in quanto la mia adolescenza è stata piena di costrizioni da parte dei miei genitori, non riesco a fare altro che arrabbiarmi con lei.
Mia figlia è sempre stata molto rispettosa, brava a scuola, abbastanza attenta al linguaggio.
Le ho sempre permesso di uscire qualche pomeriggio a settimana per andare in piazzetta a stare con gli amici, noi viviamo in una cittadina vicino Roma, ma ora non riesco più a mandarla perchè già so che uscirebbe con il ragazzo.
Che posso fare?
Grazie
Ele.


Salve Ele, in realtà ARIA si è sempre curata dei genitori e dei loro problemi di rapporto con i ragazzi, e quindi il tuo messaggio non è fuori luogo. Purtroppo il Centro d'ascolto ha dovuto chiudere lo spazio per gli adulti/educatori (genitori, insegnanti, educatori) che prima aveva - per i tagli di bilancio - ma manteniamo questo piccolo filo qui, sulla rubrica e sul forum.
Allora.
Facciamo solo qualche ipotesi, perchè sarebbe necessario ben altro approfondimento per dire qualcosa di sensato. Tuttavia può essere utile lo stesso, almeno come stimolo.
Capita speso che con l'adolescenza i ragazzi si "rivoltino come calzini", cioè se prima erano tutti bravi e quieti, poi si danno alla trasgressione (anche più sfrenata), e viceversa. Devo dire che il "viceversa" è più raro... :) ... comunque. Fanno cioè nuove eperienze di modi di essere alternativi a se stessi, diversi insomma, anche perchè spesso da bimbi essere "tanto bravi a scuola e tanto saggi" era il loro modo di aver imparato molto bene la lezione dei genitori, interpretandola per compiacerli, per essere adeguati alle richieste che sentono arrivare da loro. Il processo invece di crescita, e quindi di autonomia, spinge a "contestare" più o meno fortemente questo stato di cose, sperimentandosi in altre parti. Da qui modi di vestire, modi di fare, compagnie frequentate, capovolgimenti di risultati, e così via: "non lo riconosco più" è la frase più ricorrente tra i genitori, in questa fase.
Di solito poi le cose si calmano, si regolano, si equilibrano man mano che i ragazzi trovano la propria identità originale, uscendo da tutte le "dipendenze": dal gruppo, dagli amici, dalle proprie stesse spinte interiori contraddittorie. E diventano grandi. Ma è un processo, e ci vuole pazienza e una sorta di "equilibrismo" da parte dei genitori per evitare che incorrano in guai seri ma nello stesso tempo possano sperimentare e sperimentarsi.
Forse tua figlia è attratta dal suo "opposto": un ragazzo tutto il contrario di quello che lei è stata fino ad ora E' come rincorrere l'altra parte di sè, e questo genera l'innamoramento. Ma di solito poi si fanno i conti con la realtà, e quello che era "il massimo del desiderabile" diventa molto diverso, quando si cominciano a patire sulla propria pelle le conseguenze di un certo tipo di vita e di frequentazioni. Quindi è un processo che non va ostacolato, ma seguito sì. Nè credo che tua figlia vorrebbe essere semplicemente lasciata completamente libera e a se stessa, anche se queste possono sembrare le sue richieste.
Quindi non resta che patteggiare, esprimendo sempre le proprie opinioni in merito ma lasciando un certo margine di autonomia. Un certo margine, ripeto. I patti in adolescenza sono all'ordine del giorno: vengono continuamente fatti, disattesi e rifatti, ma non c'è altro modo. Uscire una volta alla settimana, ma non sempre e non di sera. Essere accompagnati nei posti più delicati e non andare da soli. E soprattutto conoscere gli amici (e il ragazzo) che frequenta: invitarlo a casa, parlargli, verificare. Discutere con lei le tue opinioni in merito, senza impedirle di frequentarlo (che genererebbe solo bugie e ribellione ben presto) ma senza consentire a tutto quanto richiesto. Insomma tutte quelle cose che ti sembrano sensate (i miei solo solo esempi) e che ti senti di mettere in atto con una certa tranquillità per te e per lei. Una forma di controllo sempre più "a distanza" ma mai assente, che diventerà sempre minore quanto tua figlia crescerà e ti sembrerà davvero in grado di muoversi da sola: che, però - questo bisogna ricordarlo, e spesso i genitori lo dimenticano - non vuol dire "allo stesso modo di come piace a me". Perchè sono persone diverse e hanno il diritto di fare scelte diverse. Ma quando è tempo.
Messaggio di Sas del 14/02/08
parlare... da dove comincio?
non lo so nemmeno io, so solo che quando sono sola,quando torno a casa piango,piango,piango.
HO delle crisi vere e proprie e non riesco a fermarmi sembra quasi che quando capiti la felicità non riesca a goderla mi prende l'ansia e se ci penso penso proprio al concetto di felicità mi sembra lontano.
Ho bisogno di appoggio, di amicizie vere, di affetto.
Due anni fa io stavo bene avevo una comitiva ero felice felicissima, ed ero disorientata per un ragazzo... ma poi tutto è crollato sono restata sola e sono cambiata perché dopo numerose situazioni dove sono restata sola, mi sono chiusa in me stessa ho cambiato personalità, ho cambiato tutto di me quasi che l'inconscio lo volesse.
Quando sto con gli altri però ho delle maschere non capisco chi io sia realmente perché rido anche se sono triste dentro. Mi manca tutto di quel periodo lontano anche se devo godere i momenti di ora non devo guardarmi indietro ma non ce la faccio.
Quando guardo lui io cedo, quando penso a quei tempi piango e sto male e non posso recuperare niente.
Mi sono chiusa perché non mi fido di nessuno, sono spenta sono triste e vorrei piangere.
vorrei qualcuno da abbracciare da stringere e con le lacrime agli occhi che mi possa ascoltare, ho provato a chiedere aiuto, ma nessuno sembra ascoltarmi non mi capiscono molti mi dicono che non devo demoralizzarmi per la mia età ma io ci sto male, perché tutti quelli delal mia età dovrebbero star bene? Forse perché vedono che con loro sono solare, ma non capisco perché ho una maschera,sono inscicura. mi mancano tutti i miei amici,mi manco io com'ero e vorrei essere quella di un tempo ma non capisco. Vorrei farmi aiutare da persone specializzate spero solo che questo dia buoni frutti. Ora mi sento sola, abbandonata anche da me stessa perché non mi capisco, sono ansiosa. MI ODIO.


Ciao Sas, qualcosa di particolare deve essere successo, perchè lo stato d'animo che descrivi infondo è normale quando finisce una storia, quando si cambia ambiente e amicizie, ma due anni sono troppi per restare in questo stato, soprattutto a 15 anni... una cosa mi ha colpito: non tanto che è andata male con un ragazzo (a chi non è successo?) ma che questo ha fatto rompere con tutti. La crisi più grande mi sembra possa essere con gli amici, e questo spiegherebbe perchè li hai persi ed anche perchè non riesci a crearti un nuovo gruppo. Non mi sembra corretto fare ipotesi, ma una cosa possiamo usarla come spunto di riflessione: spesso il "torto" non sta da una sola parte, anzi potrei dire che non sta mai tutto da una parte... non per colpevolizzarti, sia chiaro! ma per riuscire a capire bene cosa è successo e come superarlo e come renderlo un'utile esperienza per il futuro.
Mi sembra una buona idea cercare un "aiuto specializzato", direi soprattutto un aiuto esterno, non tanto perchè tu sia "sbagliata e da riparare" ma perchè a volte uno sguardo diverso da quello dei familiari e dei conoscenti può essere molto utile per capirci meglio e a trovare le risorse in noi stessi (e negli altri) per rinascere.
Coraggio, Sas! Io non credo che a 15 anni non ci sia motivo di soffrire, anzi, è uno dei periodi più difficili e pieni di insidie che attraversiamo nella nostra vita, ed è proprio per questo che sempre più nascono centri di ascolto per adolescenti. Col tempo si presenteranno altri problemi, anche pesanti, ma questo smarrimento, questa confusione, questa ricerca dolorosa di sè e del proprio modo di essere e relazionarsi appartiene tutta a questa età, e non è per nulla facile. Proprio per nulla.
Un caro abbraccio, ti metto sul forum, ok? Nell'argomento "amore e amicizia". Chissà che altri ragazzi non abbiano suggerimenti da darti.
Eleonora
Messaggio di Ica del 12/02/08
Ciao,
Ti scrivo perchè ho notato qualcosa che mi ha fatto paura e preoccupare nello stesso momento. Mi sono trasferita... un anno fa ed è stato l'anno più difficile della mia vita. Litigavo sempre con mia madre e con il suo compagno. Non sono mai stata così infelice. Ma sono riuscita ad andare avanti e adesso sto bene qui... o almeno così credevo.
I miei amici sono spariti... solo pochi sono rimasti al mio fianco, il mio italiano sta peggiorando e ormai sono entrata nella "routine" di tutti i giorni.
Ma non è questo il problema, l'altra sera mi stavo facendo la piastra, stavo benissimo fino a quando sono scoppiata a piangere. Mi ripetevo: "nn ce la faccio più, basta sono stanca!"
in quel momento ho pensato che forse la morte era la cosa migliore ma l'unica cosa ke mi ha fermato è il fatto che non ho abbastanza panadol (un medicinale tipo moment) per farmi fuori.
Ho smesso di piangere e mi sono lavata la faccia. Due secondi dopo ero diversa: ho ricominciato a farmi la piastra e a dirmi "quanto sei stupida".
Che cosa mi sta succedendo?? Ho paura!! Ho seriamente paura che se mi ricapita una cosa del genere possa veramente farmi male da sola! Non lo so è difficile da spiegare... era come se nn fossi io..ma lo ero! perchè mi sono accorta del cambiamento! non so se mi spiego... forse non mi accadrà più ma ho solo bisogno di sapere che cosa mi sta succedendo.
grazie!


Ciao Ica, ho tolto alcune parole che potevano farti riconoscere, mi è sembrato più corretto.
Allora. Ti sta succedendo che uno stress forte come il fatto di aver cambito così tanto la tua vita, aggiunto al fatto che si cresce e si cambia tanto alla tua età, diventa un sovraccarico emozionale che in certi momenti ci dà l'idea di non potercela fare più. Ma proprio più. E' come se si fosse fatto il pieno.
Poi, il fatto stesso di pensare seriamente a come far finire tutto è come una valvola di sfogo emotivo, e la parte più solida di noi riprende il "comando" e dice "ma sei tutta fuori". Succede. La cosa che sconcerta forse di più è che succede quando tutto sembra stare andando al suo posto, si sta meglio e si è più sereni. Sono effetti "ritardati" e succedono particolarmente quando nella nostra vita ci sono delle perdite: di persone (come dei lutti), di amicizie, di luoghi (come un cambio di nazione), insomma di qualcosa.
Si potrebbe dire che finchè litigavi e piangevi e ti arrabbiavi le tue emozioni avevano uno sfogo più grande e potevano fluire via.
Non mi preoccuparei di questo, non credo proprio che tu possa passare dal pensiero all'azione, ma solo se tieni sempre ben presente che questi momenti sono comunque dei segnali di due cose: l'una, quella che dicevo, di uno stress che deve essere lasciato uscire, senza darci troppo peso; l'altra di qualcosa che ancora non va proprio bene, magari ci si sta adattando con coraggio ma si avrebbe ancora bisogno di qualcosa. Allora si può ceracre di guardare al futuro, cercando cosa può darci conforto e vitalità, senza troppo fermarsi su quel che si è perduto. Ma ci vuole tempo e pazienza, e spesso è proprio con noi stessi che abbiamo meno pazienza e bontà.
Metto il tuo messaggio anche sul forum, così anche altri ragazzi possono dirti la loro opinione
Un abbraccio forte forte!
Eleonora
Messaggio di NikaNikaNika del 31/01/08
Ciao,
Ti ringrazio innanzitutto perchè anche quando sembra di non poter parlare con nessuno, con Te si può parlare.
Ti scrivo perchè l'altro giorno ho avuto un rapporto completo e non protetto con un ragazzo, entrambi eravamo vergini e quinid lui è "venuto" subito, adesso mi sono arrivate le mestruazioni ma un poco intense e con macchie scure.
Sò che dovevamo prendere precauzioni e sò anche che così si rischia di prendere malattie oltre che rimanere incinte.
L'ho detto alla mia matrigna e lei mi ha detto di andarmene di casa...bello, eh?
Comunque adesso sono andata a stare da lui che vive solo ed ha 18 anni, lui dice che anche se sono incinta lui sarebbe contento e se devo essere sincera con lui al mio fianco neanche a me la cosa spaventa...quello che mi chiedo è...cosa devo fare viste le perdite?
C'è un modo per costringere la mia matrigna a tenermi a casa con lei almeno finchè non mi sarò sistemata un pò meglio?
Mio padre è perennemente via per lavoro...


Cara Nika, credo che ci siano un po' di cose molto importanti da fare: innanzi tutto hai 14 anni ed essendo minorenne non puoi essere mandata via di casa, da nessuno. Se questo accade puoi rivolgerti ai servizi sociali, o anche ai carabinieri che sapranno quali passi fare. Ma tuo padre, è così irraggiungibile? Non riesci a parlare con lui?
Per quel che riguarda il tuo ragazzo, capisco che tu possa trovarti bene e sentirti al sicuro, ma forse è un po' presto per "fare famiglia" non credi? perchè c'è ancora molto da vivere e da fare prima di sentirsi pronti, quindi al di là del fatto che tu sia o meno incinta, potreste pensare di usare precauzioni in futuro, non credi?
Infine, per i problemi fisici che indichi sarebbe opportuno sentire SUBITO un consultorio di zona, se non sia dov'è puoi chiedere alla ASL del luogo in cui risiedi, al tuo medico di base, ad un'insegnante al limite, ad un adulto insomma che ti possa aiutare a fare la ricerca giusta.
Se sei di Torino, chima qui ad ARIA e possiamo aiutarti anche noi! Fammi comunque sapere, ok?
un abbraccio forte forte (e molto preoccupato)
Eleonora
Messaggio di Pantera del 22/01/08
ciao...sono una ragazza di 15 anni..visto che aiuti le persone dando una risposta vorrei chiederti se anche a me dai una mano...il mio problema è la mia vita..non so perchè vedo tutto quello che trascorro nuovamente ogni giorno...per esempio oggi mentre mi facevo i ricci a casa i miei genitori dovevano andare alla scala e perciò stavano decidendo cosa indossare...mia mamma è entrata 20volte a,penso anche di più,a chiedermi un parere...ad un certo punto mi sembra di aver già passato un giorno identico e così mi sono messa alla prova...dicendomi a me stessa quello che avrebbe deciso di indossare alla fine....infatti avevo ragione...non so cosa mi stia succedendo...anche perchè non è la prima volta!!!!!!!!!!ti prego cosa devo fare???sei l'unica a sapere....aspetto una risposta...grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ciao Pantera (un nick molto... pacifico! :), poni una questione molto particolare. Dall'episodio che hai citato, si potrebbe dedurre che tua mamma si rivolge spesso a te ed ha un carattere forse un p' ansioso, è così? perchè le persone ansiose sono anceh ripetittive e quindi non ci sarebbe neiente di strano se tu avessi "indovinato" quale sarebbe stata la sua scelta finale, conoscendola. La nostra mente ha delel capacità intuitive e sintetitche che la nostra ragione cosciente può ignorare. E' una dote che può tornare molto utile, per esempio quando si tratta di fare delle scelte per le quali non riusciamo a decidere, sommersi da pro e contro diversi e molte alternative possibili. Quando la ragione non arriva, l'intuito è prezioso. Quindi si tratterebbe di ripensare bene alle circostanze in cui questi casi si verificano e potresti scoprire che non c'è niente di paranormale, semplicemente hai una dote in campo intuitivo. Con l'intuito sono state fatte le grandi scoperte, prese le decisioni più giuste: la mente assembla velocemente tante informazioni, anche quelle che on abbiamo coscienza di avere, e porge un risultato. Cosa devi fare? Nulla! utilizza la tua capacità quando ti serve, e stai tranquilla.
Sappiamo molte più cose di quelle che "sappiamo di sapere".
E altrettante non ne sappiamo... nè su di noi, nè sul nostro cervello, nè sull'umanità, nè sul mondo. Come disse Shakesperare: "ci sono più cose in cielo e in terra, di quante possa conoscerne la tua filosofia."
Un abbraccio
Eleonora
Messaggio di Denise del 16/01/08

bhe visto che siamo in argomento volevo dire anche io una cosa al riguardo. mi chiamo denise e ho 15 anni e mezzo quasi 16, e credo che la questione bisex e lesbo sia molto semplice. io credo che tutti nasciamo bisex, e che poi ognuno sceglie come coltivare questa natura infatti se ci notate molte ragazze etero dicono "e davvero bella quell'attrice" o cantante che sia e lo stesso vale per i ragazzi. con cio non dico che queste persone sono lesbiche o gay ma che comunque un pochino del bisex ce l'anno altrimenti non gli piacerebbero. infatti con quale criterio nascerebbe gente gay e gente etero senza possibilita di scelta? dio ci ha creato tutti uguali o meglio con caratteristiche diverse ovvio ma non ci ha suddiviso in gay e in etero.(parlo da cattolica). quindi basta con le indiscriminazioni verso quelli che scelgono la natura lesbo o gay perche sono persone come noi. non so se l'avete gia visto ma vi consiglio il film "imagine me & you" guardatelo e capirete cio che intendo dire.


Una tesi interessante, tuttavia ho qualcosa da obiettare, ed esprimo la mia opinione personale, non una verità assoluta.
Intanto, dire "guarda che bella quell'attrice" non vuol dire necessariemente provare attrazione sessuale e/o affettiva per lei. Può essere semplicemente una questione estetica, una considerazione che si fa confrontandosi con lei, un'ammirazione asessuata, insomma. Il termine Bisex comporta la sessualità, cioè l'attrazione che si prova in termini sessuali e/o affettivi per una persona del proprio sesso ed anche per persone dell'altro sesso, diversa dall'amicizia. Se non si riesce a capire di cosa sto parlando, forse significa che ancora non si sono provate delle vere attrazioni sessuali e amorose, quindi non si riesce a distinguere, facendo un po' di confusione. Anche se il confine può essere molto sottile e problematico definirlo.
Un'altra cosa che mi lascia in dubbio è il termine "scelta": non credo proprio che si scelga di essere omosessuali o bisessuali, non abbiamo il potere di comandare ai nostri sentimenti e alle nostre inclinazioni. Si può scegliere di vivere esperienze omosessuali per motivi diversi, ma essere omossessuali non si sceglie. Se così fosse moltissimi sceglierebbero di non esserlo, visto le sofferenze e i disagi che questa condizione - purtroppo - ancora comporta.
In quanto alla questione bisex , è molto controversa. Molti sostengono che i bisex siano omosessuali "mascherati", e forse a volte è così. Personalmente ho incontrato persone che non sono bisex anche se si comportano come tali, altre che sono state sempre etero e si ritrovano con un trasporto omosessuale mai provato prima, altre ancora che effettivamente provano attrazioni e sentimenti amorosi indifferentemente per i due sessi. Insomma, come dire che non ne sappiamo quasi nulla, e quindi quanto più ci scambiamo opinioni ed esperienze, con l'intento di capire e di scoprire, prive di pre-giudizi e di critica, tanto meglio è per tutti.
Eleonora

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Messaggio di Redazione di Aria del 16/01/08
Messaggio per Denise e Anonima93:

Ciao Denise, ciao Anonima93. ho messo i vostri messaggi sul forum: venite nell'argomento "Tu che ne dici?", Anonima93 nell'argomento "Amore e Amicizia". Mi sembra che siano temi che possono avere un grande contributo dal parere di altri ragazzi
Leggete, riflettete, postate. Grazie!
Eleonora
Messaggio di Atlanta92 del 15/01/08
Ciao, sono Atalanta2.Ho quasi 18 anni, e vorrei conoscere nuove persone, in quanto ho solo due amiche che frequento,perche' le altre sono lontane. Comunque, il punto e' che a causa degli impegni scolastici,trovo pochissimo tempo per dedicarmi a me stessa, quindi non potrei fare alcun tipo di attivita' pomeridiana, o almeno per quest'anno! Inoltre, vorrei avere un ragazzo... Quando esco, mi notano, solo che non so come comportarmi.In pratica, vorrei conoscere nuove persone e poi magari trovare un ragazzo. Grazie mille,bye.


Per i miracoli ci stiamo attrezzando...
Scusa, At, ma la battuta era irresistibile visto il tono del tuo messaggio! Non c'è molto da risponderti se non con una banalità: cerca il tuo modo, secondo la tua vita, nessuno può fornirtelo bell'è fatto. Ma forse non è così tanto una banalità...
ciao!
Eleonora
Messaggio di Sissi del 15/01/08
scoprire alcune cose su noi stessi
a volte fa crescere
a volte non cambia nt
il 70% dei casi xo fa male
la prima cosa che fai e porti delle domande
ma senza avere risposte
e capisci ke forse in primis sei tu a non conoscerti
a volte credi possa risolversi
ma il 70% dei casi rimane dentro di te
non riesci a dormire
provocando anke rabbia
o nei peggiori dei casi puo portare anke a non mangiare
non esiste soluzione
e la natura
ti ribelli
ma non cambierai nulla
l'unica cosa ke puoi fare e rassegnarti
e vivere accettando qst nuovo problema
la tua vita non sara piu la stessa
xke d'ora in poi associerai ogni cosa a qst
le preoccupazioni aumenteranno
ma e qst la vita
a volte fa skifo
a volte e bella
ma il 70% delle volte e come ce la costruiamo noi.


Che dire... c'è poco da commentare a questo messaggio che è come una poesia, scandita anche nel suo ritmo. Peccato per le "qst" , "xke" e mancanze di accenti, da sms, che rovinino l'atmosfera... Non riesco proprio ad abituarmici!
Nel merito io penso che ci siano domande "veloci" e domande "lente". Quelle veloci sono facili e hanno una risposta pressochè immediata. Quelle lente invece hanno risposte complesse, che si precisano e si articolano magari per tutta la vita, offrendo man mano le risposte che servono a quella fase di vita, e con fatica.
Domande veloci sono del tipo "cosa mangerò stasera?", e possono essere anche molto angosciose, se ci sono problemi in merito. domande lente sono del tipo "perchè sono nato? che ci faccio qui?" e quelle sono lunghe lunghe, ed ogni età e fase ha la sua risposta che concorre alla risposta finale. Le domande veloci servono a vivere passo passo la nostra quotidianeità, le domande lente servono a dare senso e scopo alla nostra intera vita. Come ce la caviamo nella gestione di queste domande indica il nostro grado di adattametno alla realtà e di capacità di governarla, anzichè subirla. Infondo anche questo è un modo di descrivere l'avventura di vivere e crescere.
Un abbraccio ai cercatori e agli interroganti, cioè, infine, a tutti.
Eleonora
Messaggio di Redazione di ARIA del 15/01/08
Messaggio per TUTTI:

Come già precisato, non è possbile pubblicare tutti i vostri messaggi, quindi se volete comuque una risposta è necessario indicare un indirizzo e-mail FUNZIONANTE. Se poi volete insistere per la pubblicazione, magari riuscite pure a convincerci, però dovete ripetere la domanda: non è possibile ricordarsi a memoria tutte le e-mail!
Infine, vi ricordo che il servizio è dedicato ai ragazzi tra i 14 e sotto i 25 anni, quindi non possiamo rispondere a chi ha superato questo limite, soprattutto se ci pone questioni evidentemente proprie di problematiche più adulte (mi rivolgo in questo caso al messaggio di codastu che non abbiamo pubblicato, anch'esso privo di e-mail personale).
Grazie per l'attenzione!
Eleonora
Messaggio di Dada del 11/01/08
ciao, avrei una domanda da fare; perchè le persone che sono bisex oppure gay devono parlarne con qualcuno venendo considerate malate? in una frase di un film viene detto questo: "lesbica? io non sono lesbica sono solo pauline innamorata di tory!" questo io lo interpreto che l'amore non ha differenze di sesso, perchè le persone che trovano il loro grande amore per caso in una persona del loro stesso sesso, si definiscono malate? questa e una cosa che non mi va giu, non e importante il sesso l'importante e che sia amore, o sbaglio? non e forse l'amore la cosa piu importante? e allora perche negarla a persone che sono veramente innamorate ma di una persona dello stesso sesso? io non lo trovo giusto, e questa cosa rende difficile il rapporto con amici e parenti perchè viene definita una anormalita o meglio una malattia. io penso che l'amore è amore e che al cuor non si comanda. spero mi risponderete al piu presto per capire un po meglio la situazione. grazie dell'attenzione.


Vedi, dada, non tutti per fortuna definiscono questa condizione una malattia. E' vero che, per molti motivi sui quali è troppo lungo dilungarsi, c'è una recrudescenza di questa posizione oggi in Italia. Ma in altri paesi (e in molti luoghi anche italiani) non è affatto così: l'omosessualità non è una malattia, persino l'organizzazione mondiale della sanità l'ha riconosciuto, cambiando la dicitura nel DSM ("Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali", riconosciuto a livello mondiale), che una volta la definiva, appunto, una specie di malattia.
E' naturale che il modo di intendere questa condizione cambi nel tempo, secondo i pregiudizi, i giudizi e la cultura dominante. Personalmente appartengo all'area di chi non la ritiene una malattia, ma sono consapevole che non per tutti è così, e per questo la condizione di identità sessuale diversa da quella etero è ancora così difficile da vivere. In molti paesi si ammettono legalmente i matrimoni gay ( e quindi che malattia è?) in altri no: chi ha ragione? Come si può decidere chi ha ragione, e chi lo decide?
Quindi penso che ogni persona sa dentro di sè come si sente e cos'è naurale per se stessa; e gli altri... be', forse un po' di rispetto e di "assenza di giudizio" farebbero un sacco bene all'umanità, in questo come in altri campi, soprattutto quando si tratta della vita privata e di qualcosa vissuta in modo da non far male a nessuno, anzi manifesta l'amore, comunque, in forme molteplici e profonde.
un abbraccio
Eleonora
Messaggio di Sofia del 11/01/08
salve a tutti... avevo bisogno di parlarne con qualcuno solo che non sapevo con chi... e allora eccomi qui... dunque il mio non lo definirei un problema.. pero ammetto che mi spaventa... il punto e che ho scoperto da poco di essere bisex... si insomma oltre che per i ragazzi provo sentimenti piu forti di un'amicizia anche verso le ragazze... e cio mi preoccupa... fortunatamente verso le mie amiche non provo niente... però ho paura che piu avanti possa capitare qualcosa con qualche altra ragazza... ora ho una relzione con un ragazzo che amo... però continuo a pensare all'altro lato di me... e ho paura... che posso fare?? vi prego rispondetemi al piu presto ciao


Ciao Sofia, molte ragazze e ragazzi delal tua età (14 anni o giù di lì) mi scrivono cose del genere e a tutti non posso che risopndere: si vedrà... inutile fasciarsi al testa prima di romperla! Non che essere bisex sia uan disgrazia come rompersi la testa, ma mi rendo conto che possa creare ansie e problemi, visto come ancora la nostra società reagisce di fronte a queste cose. Venendo a te, come dissi a molti, soprattutto a 14 anni si può dire che l'identità sessuale sia in formazione e le cose che si provano possono essere molto confuse, perchè la sessualità adulta sta sbocciando e si manifesta in molti modi. Si tratetrebbe di vedere cosa sono queste "cose che provi", ma naturalmente non è possibile farlo via e-mail, bisognerebbe parlarne a voce. Se puoi, fai un salto qui ad ARIA; se no, direi di lasciare scorrere il tempo, riflettendo ed osservandoti, e soprattutto vivendo i tuoi amori nel presente: le paure per il futuro sono comprensibili, ma assolutamente inutili, non credi? E queto vale per tutti i campi delal nsotra vita. Non ci resta che vivere oggi, goderci le cose belel che abbiamo senza rovinarle con paure inutili, fare del nostro meglio ed essere onesti con noi stessi e con gli altri: il resto si crea e si definisce passo passo.
un forte abbraccio
Eleonora
Messaggio di Black Cloud del 08/01/07
io avrei bisogno di un consiglio.Sto insieme con la mia ragazza da 4 mesi e le cose andrebbero bene se non fosse per un particolare...ultimamente lei sembra avere dei problemi che la rendono un po' instabile di umore...il fatto è che non so che problemi siano ! Lei me ne parla, ma sempre in maniera vaga..lo fa perché non le piace mostrarsi debole oppure perché non vuole sentire le solite frasi fatte del tipo "si dai, tutto si sistemerà!" (cosa che io comunque evito di fare in generale)..io allora cerco sempre di deviare l'attenzione su argomenti più piacevoli o comunque di distrarla, ma sento come se non facessi abbastanza e ho paura che questo possa influenzare il nostro rapporto..lei non è mai stata una gran romanticona, ma è diventata molto più fredda che in precedenza ! Se si può avere qualche consiglio, ne sarei felice...grazie !!


Credo che parlare dei proprio problemi sia fondamentale, però quando ci si trova a rimescolare sempre le stesse cose, può essere sano non insistere e cercare qualche compensazione più lieta, più risolutiva. Questo non significa che i problemi si risolvano da soli, però... e quindi l'umore della tua ragazza è comprensibile, anche se si tratterebbe di vedere insieme cosa si può fare, oltre che parlarne. Il punto fondamentale però è questa vaghezza a cui ti riferisci, che lascia smarriti anche di fronte alla ricerca del comportamento più adatto: quale infatti può essere se non si sa a cosa applicarlo? La confidenza in un rapporto può anche avere i suoi tempi e non essere immediata, ma se non arriva è un problema. C'è anche da dire che quando una persona ci racconta i suoi problemi, non sempre vuole un consiglio per risolverli, può essere che la nostra ansia (perchè ci identifichiamo, perchè vogliamo il suo bene) ci spinga a diventare grandi dispensatori di presunte verità (o di frasi di banale consolazione), mentre invece la persona avrebbe bisogno, magari, di essere semplicemente abbracciata, ricevere un po' di conforto e sentire una "spalla forte" cui appoggiarsi un momento, da cui trarre il coraggio per proseguire. E basta. Pochi, grandi, veri amici e veri amori, sanno mettere in atto questo comportamento apparentemente semplicissimo ma molto difficile, perchè comporta mettere da parte tutto di noi e dedicarci totalmente a un semplice gesto d'affetto. Se poi la persona ci richiede un consiglio, esplicitamente, è diverso, e allora si può aprire più che un "ufficio consulenza", uno scambio, un bel dialogo da cui entrambi hanno tutto da imparare e nessuno ha da insegnare. Se riconosci in te la possibilità di muoverti così con la tua ragazza, prova: credo che a breve la vedrai aprirsi come un fiorellino al sole, perchè le darai quella luce, semplice, buona, nutriente, di cui - infine - solamente abbiamo bisogno: che qualcuno ci ami per come siamo, e basta.
ciao!
Eleonora
Messaggio di Giuly del 08/01/08
Ciao Aria! Sono contenta dell'esistenza di questo sito...
Il mio problema è questo: da ottobre ho cambiato scuola mantanendo lo stesso tipo perchè non mi trovavo piu bene con la classe e il mio limite di sopportazione era finito. Ora nella nuova scuola mi trovo bene con le altre compagne ma è molto piu pesante a livello scolastico e i professori pretondono molto di piu... Cosi, non essendo abituata a tutto cio sono diventata stressata e mi sono rinchiusa nello studio... Ora dopo 3 mesi mi rendo conto di aver fatto un grande sbaglio ma ormai non posso che continuare ad andare avanti cosi...
Un altra cosa: mi sento sempre sola nonostante abbia qualche amica e nonostante cerco di dare la mia serenità e disponibilità verso loro... Ho perso la comitiva con la quale sono uscita per un anno e solo ora mi sto rendendo conto che forse quelli non erano amici veri... E poi ho paura di non riuscire a trovare la mia anima gemella, magari anche per sempre.
Sono sempre nervosa e triste anche se so di essere una ragazza molto fortunata...
Aiutami a capire


Ciao Giuly, buon anno a te e a tutti! Ecco... direi che ogni tipo di trasformazione profonda porta un periodo di sbandamento, di timori, di fragilità: è normale. Hai fatto una scelta coraggiosa e difficile cambiando scuola, per quanto tu fossi arrivata al limite è sempre un terremoto che mina le sicurezze. Quindi non c'è da stupirsi per il tuo stato d'animo e per i tuoi comportamenti.
E' sicuro che un po' per volta troverai un nuovo equilibrio con lo studio e con le amicizie, e questo rasserenerà la tua vita in modo più complessivo, tanto che anche l'amore ne trarrà beneficio e sarai più disponibile e ricettiva per fare posto a un ragazzo. Ti auguro che arrivi presto quello "giusto", tuttavia anche lì non bisogna scoraggiarsi se ci vorrà un po' di tempo e un po' di storie prime di stabilizzarsi: sono tutte esperienze che ci fanno crescere, ci maturano e ci rendono più adatti per vivere le cose diversamente impegnative dell'età adulta. Purtroppo viviamo immersi in un modo di vedere la vita che rifiuta come sbagliato e anormale ogni momento di sconforto, di difficoltà, di crisi, interpretandole come una mancanza della persona, come un segnale di inadeguatezza. Ma non è così! Non sarà mai detto abbastanza: la crisi, la fragilità, le difficoltà e i fallimenti sono la via attraverso la quale cresciamo, impariamo e ci rafforziamo.
Tutto conferma questa affermazione: le malattie dell'infanzia che rendono forte il sistema immunitario, le cadute nello sport che ci insegnano come non cadere più, i brutti voti a scuola che ci fanno capire come prenderne di buoni, ed anche (e non ultimi) i periodi bui che ci fanno apprezzare la luce e ci insegnano come perseguirla, ognuno per sè e a suo modo. Certo non è facile rallegrarsi perchè si sta male o si è in difficoltà, ciascuno vorrebbe non soffrire, è naturale! Eppure si dovrebbe proprio ringraziare gli ostacoli per gli insegnamenti preziosi che ci danno. Chissà, forse un tempo futuro, quando le persone la smetteranno di seguire falsi ideali di sè e capiranno questa semplice verità che ogni cosa intorno a noi ci dichiara, si farà davvero festa e si applaudirà quando cadiamo, proprio come ora si fa quando cade un bambino che impara a camminare: lo si consola, certo, lo si aiuta, ma sostanzialmente si sorride perchè si sa che quel suo passo falso gli permetterà di farne cento di migliori. Pensa alla possibilità di dare, con affetto, a te stessa il tempo per ritrovarti.
Un abbraccio forte forte
Eleonora