Messaggio di Elisa del 26/10/07
ciao...
mi chiamo elisa, ho 16 anni e ho un problema che non mi abbandona...
sono sempre stata molto timida e riservata fin da bambina, ma questa timidezza negli ultimi anni mi ha portata sempre di più a chiudermi esageratamente in me stessa. mi sono creata una sorta di maschera dietro la quale nascondermi, non riuscendo così ad essere me stessa e ad esprimere quello che veramente provo...
sono rinchiusa in questa muta che io stessa mi sono costruita e non riesco a uscirne.
ma ho davvero bisogno di uscire.
da un anno circa ho iniziato, all'inizio quasi senza rendermene conto, a farmi male...per poi iniziare a tagliarmi...vedere quel sangue, così rosso, così vero..mi da quel senso di tranquillità, di sfogo...mi fa sentire viva..mi fa sentire me stessa, senza più nessuna maschera, senza nessuna recita.
ora mi rendo conto che tagliarmi non può certo a aiutarmi ad essere felice...vorrei smettere..
ma per quanto mi illuda di riuscirci, arriva sempre il momento in cui tutto mi crolla di nuovo addosso, in cui ho bisogno di urlare ma non posso, ho bisogno di piangere ma non ci riesco, ho bisgono di un abbraccio ma anche questo non c'è....così mi rimangono solo più la lamette e gli aghi.
non ce la faccio più...non riesco più a vivere questa doppia vita...a nascondere i tagli..inventarmi incidenti vari per le cicatrici...far finta di essere quella che non sono...e forse mai potrò essere..
mia cara Elisa, è così autentica, così accorata e vera la tua lettera! E mi fa pensare a quella Elisa che c'è dietro la maschera di cui parli, è quell'Elisa vera che ci parla qui, che si confida, che esprime il suo dolore e il suo disagio come - forse - la maschera di Elisa non riesce a fare. Non è affatto facile uscire da questa necessità/dolore del portare una maschera, e sembra sia quella maschera che cerchi di strappare quando ti strappi la pelle. Ma le maschere si creano per qualche necessità, giusto? Ci dev'essere stato, ci dev'essere ancora qualche motivo che non conosciamo, che forse neppure tu conosci bene che a un certo punto ti ha reso necessario crearti una maschera. Ora capisci che "il rimedio è peggiore del male" ed è così. Bisognerebbe capire di più, l'origine di questa necessità di mascherarsi sta forse nei tuoi rapporti, nelle tue amicizie, nella tua famiglia? A volte le maschere nascono in un certo momento della vita in cui si sono rese necessarie e poi rimangono lì, appiccicate senza che ce ne accorgiamo, e allora non ci resta che strapparle, ma strapparle fa male... e così si avviano i processi di cui parli così bene e con tanta chiarezza.
Questa chiarezza mi fa pensare che potresti avere la capacità di andare più a fondo sulle origini del tuo malessere, trovarne i motivi e allora poter valutare se e come si possono lascaire andar via le maschere soffocanti senza dovere per questo togliersi la pelle, che anch'essa è una difesa, ma una difesa buona che gli altri possono accarezzare e avvicinare, se glielo permettiamo.
Cara Elisa... forse avresti bisogno di essere aiutata un po' a trovare la strada per risolvere tutto questo, è davvero difficile fare tutto da soli. Se ti va, scrivimi alla mail eleonora.arduino@comune.torino.it così cerchiamo insieme delle possibili risorse per uscirne fuori.
Spero che lo farai, ti aspetto
Eleonora