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Aria - spazio d'ascolto per adolescenti e giovani



Ditelo a dARIA - archivio messaggi di marzo - aprile 2007


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Messaggio di Redazione di Aria del 20/04/07
Messaggio per TUTTI:

Per problemi tecnici, è possibile che si verifichi un rallentamento nelle risposte ai vostri messaggi. Vi chiediamo di avere un pò di pazienza, il servizio riprenderà normalmente ai primi di maggio.
Ciao !
da Eleonora di ARIA
Messaggio di Mora del 19/04/07
è normale che mi piaccia un ragazzo(se così lo si vuol chiamare)che ha tre anni in meno di me?? Io non capisco cosa mi stia succedendo...credi sia normale?


Cara Mora, credo che le persone siano così come sono ( e piacciono o non piacciono di conseguenza), indipendentemente dall'età anagrafica, che a volte non corrisponde all'età effettiva, alla maturità quindi della persona stessa. Si può essere più maturi o meno, rispetto alla media dei proprio coetanei e di conseguenza essere attratti da persone più grandi o meno, o attrarre a propria volta persone di età differenti.
Quando si è molto adulti si può essere attratti dalla giovinezza, perchè si sente che ci sta sfuggendo. Quando si è molto giovani si può essere attratti dalla maturità, perchè è quello a cui stiamo aspirando. Quando si hanno 17 anni si può essere attratti da un ragazzo di 15 perchè crescere spaventa, oppure perchè il ragazzo è molto più maturo della media della sua età... dipende.
A volte una persona ha "quel certo non so che" che ci attira molto, indipendentemente da altri lati del carattere e del modo di pensare e comportarsi, e forse quest'ultima cosa è - con maggio re probabilità - quello che ti sta accadendo, soprattutto se conosci poco questo ragazzo. Può darsi che conoscendolo meglio scopriresti che per altri versi non ti sta così bene (tre anni a questa età sono effettivamente abbastanza). Oppure no, bisogna vedere. Sostanzialmente non mi farei dei problemi a priori, semmai si verificherà nel tempo. Diciamo che è tutto normale quello che ci accade, può essere meno corretto il modo di gestirlo... ma va visto situazione per situazione.
un caro saluto
Eleonora
Messaggio di Angela del 17/04/07
avete presente cosa vuol dire avere il perenne magone in gola??averne avvolte il motivo e a volte no??il nn capire perche nn sie mai felici?e il nn riuscire a guarare avanti anche se 1000 persone vogliono tirarti su ma per te è inutile?il sentirsi soli e la cosa piu' brutta.


Una domanda da forum... e in effetti è lì che la "giro", perchè mi sembra una domanda per tutti.
Eleonora
Messaggio di Alexandrina del 16/04/07
Ciao ho quasi 20 anni e da qualche giorno mi frequento con un ragazzo che ha 3 anni in meno di me...La mia idea e chè se si stà bene con una persona l'età non conta!!...Cosa ne pensi a riguardo??..l'unico problema e che ha mia madre la cosa nn va molto bene...come posso fare con lei??
grazie aspetto una risposta!!
baci!!!


Be', posso dire che sono d'accordo, l'età PUO' non contare, dipende certamente dalle persone e dalle situazioni. Una differenza di tre anni può essere molta o poca alla tua età, da più grandi credo che si attenui fino a scomparire, e per questo penso che tua mamma possa avere qualche dubbio, anche giustificato. Rispetto a lei troverei sensato riflettere su quanto ha da dirti, rassicurarla che ne terrai conto ma penso sia utile ribadire (con dolcezza, perchè tutto questa preoccupazione è frutto senz'altro di amore per te) che farai da sola le tue scelte affettive, perchè è giusto così e ormai è anche tempo. Se il conflitto non si alza ai limiti dell'incomunicabilità, potrebbe essere utilissimo sentire comunque il parere di un'altra persona, più grande, che ti vuuole bene. Se però è un "pressing" sfibrante, falle presente che hai bisogno di serenità anche per valutare quello che ti dice. Infine, sei ormai una giovane donna e quindi puoi considerare l'idea che possa esserci una differenza di vedute, e dal proprio punto di vista ciascuno ha le sue ragioni: abituarsi a gestire il disaccordo nel modo migliore è una questione davvero importante, secondo me.
Un carissimo augurio!
Eleonora
Messaggio di Spoke del 16/04/07
eccomi a distanza di tempo... Ho scritto qui il 09/03 e dopo aver ricevuto la risposta ho trovato il coraggio di chiamare il centro... beh sono venuta da voi circa 4 o 5 volte.. la prima volta credevo di essere la cascata del niagara per quanto ho pianto parlando con qualcuno che ha voglia di ascoltarti ma soprattutto non ti critica... E' stato bellissimo e continua ad esserlo... quando varco quella soglia mi sembra di lasciare il mondo alle spalle e non mi sento più sola, tutte le brutte cose che faccio mi sembrano solo un amaro ricordo... quando si esce poi è terribile però vivi quasi serena aspettando con ansia il prossimo incontro... Beh Grazie!!! Ora i miei enormi problemi non si sono ancora risolti e chissà quando finiranno perchè ogni volta succede qualcosa di nuovo che ti distrugge ma sto imparando ad avere pazienza ed ad affrontarli uno alla volta così come arrivano... Vi saluto e vi ringrazio ancora... Un bacio...


Oggi è il giorno del ringraziamento, è già il secondo messaggio positivo... wow! Be', sono proprio contenta, sì sì.
Un abbraccione
Eleonora
Messaggio di Ica del 16/04/07
ciao! sono la ragazza che si vedeva troppo magra, volevo solo dirvi grazie, mi hai aiutato tanto eleonora! grazie al tuo consiglio ora ho un'alimentazione regolare e giusta per il mio corpo! grazie di cuore! ;)


Sono sempre assai stupefatta quando così poco (come un messaggio) riesce a realizzare così tanto... Sono contenta! Spero che tu sappia perseverare e tener d'occhio la questione, che può essere infida e pronta a ripresentarsi. Tuttavia, vivi anche serena e con spontaneità! diciamo una pesata al mese, tanto per vedere come butta.:)
ciao ciao
Eleonora
Messaggio di Armani85 del 12/04/07
2 mesi fa la mia ragazza usci incinta,a me mi cadde il mondo addosso,mentre lei era feliccissiama,i sensi di responsabilita mi affogarona,e lei non voleva capire,io gli dicevo che era troppo piccola per privarsi di tante cose a16 anni,e per farglielo capire o dovuto fare il freddo non considerandola piu,addirittura dicendoli di non amarla piu...ma capii di aver sbagliato, e gli chiesi scusa,lei mi perdono,ma dopo 2 giorni decise di togliersi il bimbo, perche non mi amava,piu............sono stato 25 giorni ad improrarla,ma niente a deciso che la sua vita non doveva essere questa,io la amo ancora nonostante a abortito ,cosa posso fare?devo rassegnarmi? aiutami


Ci sono stati su questa rubrica altri messaggi proprio su questo tema molto delicato e importante. Quando si dice che 16 anni forse sono un po' pochini per fare un bambino, è che si tiene conto di qualcosa che tu racconti molto bene: un giorno si è molto convinti di una cosa, un altro cambia tutto in modo radicale. E' nomale, fa parte del percorso di crescita, si impara moltissimo ogni giorno, ogni momento e ogni sentimento sono un'esperienza nuova e molto influente. Fin qui tutto bene. Il problema è che, mentre il mondo intorno a noi può cambiare altrettanto, un bambino invece rimane e non si può "chiudere" con lui come si può fare con un ragazzo o con la scuola, o tutto il resto. Perciò diventa importantissimo usare almeno degli anticoncezionali sicuri, ed è questa la domanda principale da farsi, almeno per il futuro: perchè non ho usato le precauzioni adatte? Certo, "può succedere" ma se sappiamo quanto sia importante facciamo talmente tanti sforzi che non succede.
Questo volevo sottolineare, come prolungamento del discorso utile a tutti.
Venendo a te. Da certe frasi che dici sembra che tu "le voglia bene nonostante abbia abortito": perchè, non doveva farlo? Non era quello che anche tu desideravi visto che non ti sentivi pronto per mettere su famiglia (e lo posso capire)? Capisco che è materia assai delicata, ci possono essere convinzioni morali e religiose che lo rendono problematico, tuttavia ciascuno - credo - deve fare le sue scelte in base alla sua situazione e a quello che si sente, tanto più che la legge italiana lo consente e quindi la decisione è lasciata alla coscienza di ciascuno. E' sempre un evento difficile da affrontare, questo sì, e doloroso. Anche difficile da affrontare serenamente in coppia perchè non è detto che la si pensi allo stesso modo e allora ci vuole molta maturità e molto amore per superare l'evento. Non so se ci hai già provato, ma potresti cercare di spiegare alla tua ragazza come ti sei sentito, come ti senti, anzichè solamente implorarla di tornare insieme. E riflettere meglio insieme su come sono andate le cose e su quale sia stata la scelta più gusta. Personalmente credo che non si possa costringere nessuno a fare cose che non desidera, sia in un senso che nell'altro. Prendersi le proprie responsabilità è giusto, ma penso significhi cercare di affrontare e risolvere insieme il problema che si è creato, non necessariamente dare ragione all'uno o all'altro. Se la tua ragazza ha deciso di abortire, forse significa che non voleva solo un bambino, ma una famiglia con te. E siccome tu non eri d'accordo, non ha voluto fare la ragazza madre. Del resto nessuno potrebbe non riconoscerti il diritto di non sentirti pronto per una famiglia, rimane semmai il solito interrogativo: perchè non ci avete pensato prima? Non è una domdanda retorica, è proprio sincera: perchè non ci si pensa prima? Forse su questo punto va discusso meglio il senso di responsabilità, e lo dico per il futuro. Sul presente, non si deve perdere energie a cercare il colpevole, ma cercare di mettere insieme, ancora una volta, i vostri due punti di vista: se non ci riuscite, forse non siete ancora attrezzati per un rapporto serio, da adulti, al di là delle piacevoli esperienze - necessariamente più leggere - che si hanno da ragazzi. C'è da dire che è certamente un'esperienza che fa crescere, dolorosamente, come spesso capita per le esperienze più importanti.
un abbraccio
Eleonora
Messaggio di Step del 10/04/07
ciao!!!sono un ragazzo di 17 anni(ancora vergine)che è fidanzato con una ragazza di 18(ank lei vergine)che dopo 2 anni ancora nn riescono ad avere rapporti...inizialmente4 ad avere una specie di bolcco era lei ora sono io..in piu io lavoro e studio quindi nn ho molto tempo..mi sento inferiore agli altri che gia hanno avuto esperienze mentre io ho fatto di tutto ma nn qllo..voi sapete come aiutarmi???grazie


Ciao Step, il tuo nick ricorda "tre metri sopra il cielo", è per quello che l'hai scelto? Ed è quello il tuo ideale? perchè lo step del film (e libro) era uno che "ci dava dentro", e se hai scelto quello come ideale può darsi che pretendi un po' troppo da te stesso... non nel senso che non potresti eguagliare step, ma nel senso che le cose si fanno gradualmente e si imparano passo passo. Nel film non viene raccontato il lungo percorso di Step da ragazzino timido e vessato a giovane "duro dal cuore di panna" rispettato dagli uomini e rincorso dalle donne.... chissà.
Venendo a te, non mi pare una cosa da pazzi essere vergini a 17 anni, forse non si usa più tanto ma non è che ne hai 37. Forse è proprio la preoccupazione che ti sta bloccando e magari anche la tensione verso un "dover essere" alla Step. Quella che in termini tecnici viene chiamata "ansia da prestazione". Diciamo che ci sono due cose che si possono fare, entrambe: l'una è "giocare" con la tua ragazza, senza troppe preoccupazioni di cosa, come, dove e perchè, scoprendosi reciprocamente e lasciando che accada da sè: approccio molto dolce, utile anche per rendere la sua prima volta più serena, istruttivo e fonte di tenerezza e intimità. L'altra è rivolgersi a un consultorio di zona dove un/una ginecologo/a potrà entrare meglio nel merito dei particolari di quello che ti accade e di come si svolge il vostro rapporto. Una chiacchierata sempre molto fruttuosa che i ragazzi raramente si ricordano di poter fare liberamente (è gratuito e libero per tutti) , con un sacco di vantaggi anche per un discorso più allargato sulla sessualità: per esempio contraccezione, ricerca dell'armonia di coppia, informazione su tanti aspetti fisici e psicologici dell'argomento. Bellissimo da fare insieme alla tua ragazza in modo da usufruirne entrambi e tirare fuori con più facilità timori e dubbi che possono stare in fondo al cuore. Da sfruttare assolutamente!
Auguroni
Eleonora
Messaggio di Ele del 06/04/07
......sono una mamma di una "bambina" di 12 anni. volevo sapere se e fino a che punto è giusto fare la "mamma amica" con la propria figlia. Se tua figlia ti viene a raccontare che ha dato il primo bacio, ti fa leggere sms sul cellulare che non sono molto consoni alla sua età (richiesta di rapporti sessuali), oltre a cercare di farle capire tutte le problematiche e le conseguenze di certe cose, cosa fare?
Premetto che abito in un paese, che le coetanee di mia figlia escono qualche pomeriggio a settimana, vanno al cinema e quindi di conseguenze ho dovuto adeguarmi al gruppo, permetterglielo anche a lei. Premetto ancora che io ho avuto un'educazione abbastanza rigida, ho "vissuto " poco la mia vita, ho avuto poche esperienze e non vorrei che mia figlia avesse con i genitori il rapporto che ho avuto io (segreti, cose fatte di nascosto, ecc).
Non conosco tutti gli amici di mia figlia, so che alcune ragazze fumano e altre sono molto leggere, ho provato a dirle di non frequentarLe ma facendo parte di un gruppo non si possono escludere più di tanto.
Cosa fare??????????????Aiutoooooo!!!!!!
Grazie
Ele


Eh sì.... angoscia d'obbligo per madre attenta... cara Ele, come ti capisco... Non credo che sia un bene fare la "mamma amica", ma dipende cosa si intende per questo. Se amica vuol dire "alla pari" e quindi mi faccio la fantasia, in questo caso, delle reazioni che possono avere le sue amichette, magari di incoraggiamento e di leggerezza, allora non sarei d'accordo. Ma se "mamma amica" significa saper ascoltare senza correre subito ai giudizi, alle regole, alle "prediche", allora sì, direi che è opportuno e ormai necessario. Ma questo non significa che si "abdica" al proprio ruolo. Mi sembra che in realtà lei lo stia facendo, sottolienando a sua figlia le implicazioni della cosa.
In quanto all'adeguamento alle compagne, anche questo è un equilibrio difficile: non è necessario essere identici agli altri genitori se non si è d'accordo, i figli protesteranno ma impareranno che esistono nel mondo anceh modi diversi di pensare e che bisogna gestirli e confrontarsi. Nello stesso tempo però una mamma attenta come lei non può trascurare il aftto che non è bene fare dei propri figli degli emarginati sociali in nome delle nostre paure. Credo che la confidenza vada mantenuta, e troppa rigidità rischia di farla decadere (cioè, in pratica, si va verso la bugia) il che sarebbe molto peggio. Un occhio attento a chi la ragazza frequenta, a conoscere anche personalmente (in modo non invadente, magari facendoli venira casa in qualche festicciola, insistendo in questo: non è ancora bene, credo, che lei non conosca tutti gli amici di sua figlia, anche solo di vista) , creare una rete tra genitori che si scambiano i compiti di sostegno e che si parlano e si sostengono, insomma una rete di protezione ma non di soffocamento, è certo la stragegia migliore. Anche qualche proibizione netta quando esiste un pericolo reale e verificato, vista ancora la giovane età. Per il resto si incrociano le dita e si prega, si passano le notti insonni e ci si sfoga col proprio marito, sperando che non sia più ansioso di noi. E soprattutto si ha fiducia che un buon rapporto, una buona educazione e una figlia intelligente e sveglia infine danno i loro frutti e iragazzi riescano a "navigare" in mezzo ai pericoli con una buona abilità.
Carissimi auguri!
Eleonora Arduino - psicologa di ARIA
Messaggio di Any del 06/04/07
è giusto seguire giornalmente i compiti di una figlia di 12 anni, controllandone i compiti e ascoltando la lezione per permetterle di acquistare una maggiore proprietà di linguaggio?
grazie
una mamma


Cara Any, la risposta non può che essere "dipende": dalla figlia, dalla mamma, da chi la segue e perchè, da come la vive la ragazzina e la famiglia in generale, dalla necessità o meno e dagli obiettivi che si vogliono raggiungere e perchè lo si vuole. Quindi, come vede, non è possibile rispondere senza conoscere un po' la storia e il contesto. Credo che la sua domanda rientri in quella serie di interrogativi educativi che i genitori si pongono, spesso in modo angoscioso, nello svolgimento del proprio ruolo, motivi per il quale ARIA prevedeva uno spazio di consultazione e scambio per gli adulti/educatori, genitori prima di tutto. Purtroppo questo spazio è ora chiuso per motivi di restrizioni di bilancio, si può provare a vedere se esistono altre risorse in merito, ma è necessario sapere in che città lei si trova. Per esempio a Torino esistono anche le scuole che a volte fanno consuenza ai genitori. Ecco, un consiglio potrebbe essere quello di parlarne comunque con gli insegnanti, per valutare insieme la necessità di un controllo così assiduo come la sua lettera fa supporre.
Un caro saluto
Eleonora Arduino - psicologa di ARIA
Messaggio di Scorpione85 del 06/04/07
salve,
ho 21 anni e mi assale un dubbio esistenziale.
non so più cosa mi piace e cosa no, cioè, da poco mi sono trasferita in una nuova città perchè convinta di voler intraprendere una carriera artistica nell'ambito della danza, lasciando la mia città dove conducevo una semplice vita universitaria.
da poco ho subito un'operazione che mi costringe al riposo per almeno un mese e in questo tempo mi sento angosciata, sono entrata in crisi, non so più se ho fatto la scelta giusta o se è stato tutto troppo affrettato, la danza in me c'è sempre stata, ma ogni volta ho sempre lasciato per paura di competere e perchè non mi sentivo in grado. in più da quando avevo 17 anni ho iniziato a non accettare il mio fisico, e di lì è iniziata la bulimia, non vomitavo per compensare, ma facevo dello sport in modo smodato. ho realizzato di avere questo problema solo l'anno scorso e a settembre sono entrata in terapia. dopo il primo mese di terapia il disturbo sembrava svanito, per due mesi, poi però si è ripresentato sotto le vesti del being eating disorder, di cui sono vittima soprattutto in questo periodo in cui sono costretta al riposo. mi sono chiusa nella mia solitudine e nei dubbi sulla mia carriera. cosa mi consiglia? e poi perchè il sintomo si è ripresentato?significa che la terapi a sta fallendo? grazie


Innazitutto stai continuando la terapia con costanza? Perchè capita che al primo miglioramento si allenti o addirittura si smetta. Invece è importante consolidare, perchè questi miglioramenti con ricadute sono normali in una terapia che invece sta funzionando. Altra domanda sarebbe: che tipo di terapia? Domanda a volte difficile perchè le scuole di pensiero sono tante ed è difficile orientarsi. Per qualche chiamento vedi le FAQ qui: [link] - (forum di Pagine Blu degli psicologi italiani - consulenza psicologica).
Perchè esistono a grandissime linee, due aree terapeutiche: quella cognitivo-comportamenale e dirivati e quella psicodinamica, con varie articolazioni. La prima dà spesso risultati immediati ma ricadute facili, è più breve ma non sempre sufficiente. La seconda è più lunga e incerta, ma va di più alla radice del problema. E' un'affermazione molto schematica a discutibile da parte degli "addetti ai lavori", ma naturalmente non posso qui addentrarmi in particolari più ampi. Puoi consultare la tua terapeuta per avere maggiori spiegazioni e decidere con lei il da farsi? Mi sembrerebbe un'ottima soluzione.
Un caro augurio
Eleonora
Messaggio di Elisa del 03/04/07
Ciao a tutti. non so il perchè sto scrivendo qui, forse solo per sfogarmi, chissà. Dopo ventidue anni di matrimonio, i miei genitori stanno divorziando: Mio padre si è messo con mia zia (cognata di mia madre) e da lei ora aspetta una figlia che nascerà ad aprile.
Ovviamente ora abita con lei e con sua figlia (indi mia cugina) 13enne. (tutto ciò nel giro di 6 mesi)
avevamo un negozio di alimentari, ma per tutto questo casino, l'hanno venduto, ed entro giugno dobbiamo andare via.
Mia madre e i parenti materni mi odiano letteralmente e per me non hanno testo nella mia vita. non mi vogliono con loro ed io non voglio loro.
Mio padre non ha spazio per me, sono già in tre e presto saranno in 4 appunto. io mi trovo a distanza di neanche 3 mesi, a trovarmi un lavoro ed un appartamento. Senza contare che dovrei portarmi gli animali altrimenti li sopprimono (una gatta e vabbè un pesce e due tartarughine) Ho mandato decine di curriculum, fatto decine di colloqui ma niente. onestamente?! non so più dove sbattere la testa...
Senza contare che ho problemi di salute e una forma d'asma dovuta all'ansia che è iniziata circa 3 anni fa. (infatti sto accellerando le visite mediche, proprio perchè così le pagano loro e non io in un futuro)
insomma, l'unica cosa che mi servirebbe sarebbe proprio un lavoro. che nervi! A presto e scusate la lettera prolissa.
Elisa


Credo che l'idea di essere ascoltati con partecipazione ma senza alcun tipo di giudizio, possa essere quello che ti spinge a scriverci, perchè l'ascolto è un bisogno che tutti abbiamo, al di là di sentirci fornire soluzioni e consigli. Anche tu sai che non possiamo fare molto per te in senso pratico, ma qualche spunto di riflessione magari può servire, e soprattutto serve un po' sentire qualcuno vicino in un momento tanto tragico. Capita in effetti a tutti, prima o poi, di dover affrontare una situazione particolarmente tragica, è uan cosa strana ma in effetti a pensarci pare proprio così. Chissà perchè. Alcuni dicono che i grandi ostacoli sono grandi occasioni per imparare qualcosa di importante, ma certo non è un pensiero consolante in questo momento, temo.
La situazione di cui parli è, ovviamente, molto delicata e difficile. Mi colpisce molto l'affermazione per cui tua madre e i suoi parenti "ti odiano". Mi chiedo com'è possibile, cosa può essere successo tra voi. E si tratta proprio di "odio" o di una situazione di conflitto che magari dura da tantissimo tempo ed è molto "cristallizzata"? Perchè certamente possiamo essere vittime di ingiustizie, tuttavia a ben guardare c'è sempre qualcosa che possiamo fare per migliorare la situazione. Ammesso che vogliamo migliorarla. Solo che non è certo facile trovare "quel modo", che possa aiutare a alleggerire le tensioni senza farci succubi e senza rinunciare a quello che senitamo importante e magari è all'origine del conflitto. A volte è proprio un lavoro di alta mediazione tra noi e gli altri, degno di un ambasciatore. Immagino che in questi frangenti sia ancora più difficile affrontare il problema con tua madre, e può darsi che si tratti di avere un po' di pazienza e non rendere il conflitto ancora più aspro, cercando un modo più dolce e graduale di mettere tutti un po' più d'accordo.
Mi chiedo anche quanto tu abbia la possibilità di approfodnire questi discorsi con qualcuno, magari più grande ed esperto, che ti accompagni a transitare questo momento così duro. Sarebbe una grande risorsa: un parente con cui stai bene, un prete che ti ispiri fiducia, un insegnante attento, un amico grande...
bisognerebbe pensarci su, con la domanda precisa: "a chi posso chiedere aiuto, consiglio, conforto"? Perchè tutto diventa più facile se non si è soli.
Eleonora
Messaggio di Pa85 del 03/04/07
ciao,
sono una ragazza di 21 anni e sono in crisi...
fino a dicembre la mia vita era a bologna, tra studio e università, filosofia alla quale sono iscritta.. poi sono stata in messico, un viaggio già programmato di 1mese e questa vacanza ha sconvolto la mia vita e le mie certezze... io ho sempre amato la danza e a più riprese ho sempre frequentato delle scuole che puntualmente, per mie insicurezze, lasciavo...era come se la competizione e il confronto con gli altri mi angosciassero troppo e mi facevano mollare tutto, in più crescevo e pensavo che ormai non avevo più l'età di sfondare.
in messico ho conosciuto vari ragazzi in quest'ambito, sono andata a fare il training con loro e ho scoperto la danza acrobatica, innamorandomene..mi chiesero anche di rimanere in messico con loro e entrare a far parte della loro compagnia, ma non sentendomi stabile dentro di me e avendo l'università decisi di tornare.
una volta in italia, dopo 2 settimane chiusa in casa depressa tra il dubbio logorante di non perdere quest'opportunità e dunque tornare in messico, ho deciso per la scelta più equilibrata, trovare qui in italia una scuola di acrobatica e provare. a bologna non trovai nulla di interessante, così ho fatto le valige e mi sono trasferita a roma, nel giro di 2 settimane.
ora abito lì e la mia vita è andare al corso tre volte a settimana e studiare per andare a dare gli esami a distanza.. da un mese però sono tornata a casa dei miei genitori e sono stata in letargo a non fare assolutamente nulla attendendo che arrivasse la fine del mese in cui avrei dovuto operarmi..cominciavano ad insorgere dubbi su ciò che sto facendo, su ciò che voglio fare nella vita, sull'aver fatto tutto troppo in fretta, sull'università...insomma sono nel pallone, non so cosa voglio fare! e mi deprimo. oggi tolgo i punti, da domani potrei tornare a casa a roma, ma è come se non mi andasse ti tornare nel mondo, in più non so se ciò che sto facendo è quello che voglio davvero. come fare?
grazie


Ciao Pa, credo che tu stia cominciando a verificare che seguire una passione non è sempre bello ed entusiasmante, ma ha i suoi momenti di dubbio, di ripensamento e di fatica, anche enormi. Personalmente penso che sia un bene seguire le proprie passioni quando si manifestanco così fortemente, perchè infine siamo in questa vita per cosa? Si può dire che siamo qui per diventare quel che siamo? e cosa siamo, come lo capiamo se non attraverso le nostre passioni? Viviamo in un mondo dove, per molti motivi, è abbastanza raro che qualcuno lavori in un ambito che lo appassiona, crediamo di dover usare criteri più "ragionevoli" e "di buon senso" per fare le nostre scelte, ed è anche vero. Sicchè se la scelta invece nasce dal cuore, a volte si scontra con la testa. Ma infine neppure questo è un male, perchè ci spinge ad integrare le due intelligenze che più ci fanno uomini: quella della testa e quella del cuore. Quella del corpo è altrettanto dignitosa e ci accumano con le altre creature di questa terra.
Quindi, la tua passione entra in crisi, ma da questa crisi potrebbe uscire molto più rafforzata e consapevole, raffinata nei metodi e nei modi di esprimersi. Avrei fiducia in questo, dandoti il tempo di vivere questi interrogativi dentro di te, finchè tu stessa non troverai una risposta. Non siamo educati a vivere le crisi come un'occasione, di solito le pensiamo come un disastro, eppure non c'è nulla che nasca di bello e forte se non da una "crisi", anche dolorosa: persino il seme che dorme "entra in crisi" e si risveglia e deve bucare la dura terra, che per lui deve essere un'impresa da pazzi.
Tu entri un po' in letargo, il che corrisponde invece a un bisogno di "rientare dentro", magari per riflettere e ascoltare. Non è un momento in cui ci si debba agitare a cercare soluzioni, credo si debba affrontare "le notti dei nosti cicli" stando dove si è, continuando le nostre attività, ma lasciando che la mente riposi e mantenga la tensione della domanda "qual è la mia strada"? La risposta non arriverà da ragionamenti o consigli, seppure possono essere utili, come una sorta di "nutrimento" del semino di cui parlavo. Arriva da qualcosa che improvvisamente si accende, come una luce. Ma non dobbiamo contrastare questa luce con ansie mentali e atteggiamenti interventisti. E' come una contemplazione, non deve essere disturbata, è la contemplazione di noi stessi. E' la radice universale della preghiera, al di là di quale confessione la caldeggi. Insomma, è un'arte che non è così facile come a dirsi e si impara, ma mettersi in quest'ottica è il primo passo.
Per farti un esempio, mi immagino che tu starai in questo stato angoscioso per un po', chiedendoti continamente "cosa devo fare?"; infine accadrà qualcosa: sentirai una frase, incontrerai una persona, coglierai un'occasione, ecc. e improvvisamente ti sembrerà di sentirti dare la risposta. O semplicemente ti sveglierai una mattina (di solito è la notte che accadono le cose interiori più importanti) e scoprirari che non te lo chiedi più perchè nel frattempo, quasi senza accorgerti, avrai fatto delle scelte, anche piccole, ma risolutive. E quando avrai 50/60 anni sarà bello ricostruire con la mente il tuo percorso e vederlo finalmente in tutta la sua bellezza e tortuosità, anche nelle sue cadute, come dalla cima di una montagna si vede l'intero sentiero e le sue svolte che a percorrrerle parevano ingannevoli. Non può sbagliare troppo chi segue la strada che il cuore gli suggerisce, perchè è la sua e quindi come può essere sbagliata?
A me sembra proprio che sia così.
Ti abbraccio.
Eleonora
Messaggio di Redazione di Aria del 02/04/07

Messaggio per Kikka:

Ciao, ci hai scritto un messaggio sui tuoi rapporti col tuo ragazzo 18enne, dovresti sciverci in privato, con una e-mail cui possiamo risponderti, perchè è necessario avere altre informazioni per soddisfare la tua domanda.
Scrivi quindi a aria@comune.torino.it ; ti aspettiamo!
Eleonora

Messaggio di Jessica del 30/03/07
buon giorno sono una ragazza di 16 anni e con il mio ragazzo abbiamo deciso di fare un banbino... infatti proprio 3 giorni fa lui mi e' venuto dentro e fino a qui sono contenta! ancora non faccio il test di gravidanza e quindi la mia paura non e' che sono incinta la mia paura e che lo perdo xke' mi dicono che c'e' molta probabilita' di perdere un banbino nella prima gravidanza! cosa devo fare?


Credo che anche altre persone ti abbiano detto la stessa cosa che sto per dirti: non ti sembra un po' presto? Non so quanti anni abbia il tuo ragazzo, se lavora o meno, se è sicuro di essere in grado di starti vicino a crescere un figlio.
Certamente ti renderai conto che ci vogliono molte cose per allevare un figlio: disponibilità economica, dedizione, tempo per lui e un tipo di vita adatta a un figlio, soprattutto quando è piccolo. Quindi pochissimo tempo per gli amici, per se stessi, per fare altre esperienze. Persino studiare è molto problematico perchè allevare un bambino è molto impegnativo anche a livello di preoccupazioni, di "testa" insomma. A meno che tu non voglia farlo e poi lasciarlo allevare a qualcun altro... però non credo, sarebbe strano che una ragazza voglia fare un figlio come si compra un giocattolo, tanto per vedere com'è, che quando stufa poi si lascia lì o si regala a qualcun altro.
E lui è d'accordo a dedicare la sua vita a te e al bambino, come tu a lui e a vostro figlio? Se non siete davvero convinti avendo riflettutto su tutto, ci sono molti metodi anticoncezionali che un consultorio di zona può consigliarvi facilmente.
Penso siano domande molto importanti. Se hai già le risposte, possiamo parlare anche della tua domanda. Non mi risulta che ci sia molta probabilità di perdere un bambino alla prima gravidanza, non so dove tu abbia ricavto questa informazione. Dovrebbe - in teoria - essere invece molto facile... persino troppo...
un caro augurio
Eleonora
Messaggio di Cucciola 04 del 30/03/07
ciao, sono una ragazza che fa la terza media mi sono innamorata di un mio compagno di classe ci siamo messi insieme per 5 volte e tutte le volte l'ho lasciato io tranne una cioè questa...lui mi guarda sempre in classe ma dice che mi ha lasciato per un'altra ...nn so piu che fare perke io lo amo troppo!!!!!!!!!!aiutatemi........


Scusa, ma perchè se lo ami tanto l'hai lasciato un sacco di volte? Non è che ora ti sembra di amarlo solo perchè il tuo orgoglio è ferito? Non so, qualsiasi sia il motivo, forse il ragazzo si è scocciato di essere lasciato in continuazione, a te non succederebbe?
Ecco, quando c'è qualche dubbio o interrogativo a volte è davvero utile pernsare "cosa farei/penserei/proverei io al suo posto?" e così si capiscono un sacco di cose ciao! :)
Eleonora
Messaggio di Sissyna del 29/03/07
ciao che bello questo sito..non sapevo esistesse..lo trovato x caso..e ora voglio scrivere anche io! Da anni soffro di crisi di ansia pesanti ho fatto cure a base di farmaci ma non posso andare avanti anni..la nota positiva è stata la terapeuta solo che veniva a costarmi molto e non lavorando non ho potuto continuare.Ora ho trovato aiuto nell'omeopatia e mi sto trovando bene solo che io ho gia' un carattere chiuso di mio e sono 3 anni che convivo con il mio ragazzo e di solito uno dice non hai conosciuto nessuno con cui parlare?purtroppo gente ne ho conosciuto ma non mi trovo xchè hanno i soldi fanno l'universita'..non trovo un punto di incontro x un discorso..quindi mi ritrovo spesso e volentieri chiusa in casa! Mi piacerebbe a tornare a fare un ciclo da una psicologa che mi aiutassi a superare un paio di eventi della mia vita molto pesanti e ora che ho il tempo x andare alla sedute purtroppo non ho i soldi..come posso fare?attendo una risp appena possibile ..
ps. mi sta aiutando anche un life-coach via internet ma non è il massimo come aiuto!


Ohilà, e cosa sarebbe il "life-coach"? confesso, ho una certa antipatia per queste terminologie xenofile ... un counseling online? questione assai controversa, ancora tutta da studiare e soprattutto regolamentare, onde evitare abusi e una certa forma di frode nei confronti dell'utenza.
In ogni caso, frode a parte, è ovvio che due chiacchiere via e-mail o via chat possono essere utili, ma una terapia è proprio un'altra cosa. Non approfondisco, in materia mi permetto di suggerire alcune FAQ e discussioni su un forum di psicologia che seguo che possono risultare interessanti per chi avesse di queste curiosità: [link]
Venendo a te. Qui ad ARIA stiamo avviando un gruppo per ragazzi dai 18 ai 24 anni che hanno problemi di ansia anche forte (fino all'attacco di panico) , solitamente accompagnati da problemi di autositma, ma non solo. E' un'opportunità che puoi cogliere se ti è comodo raggiungerci: informazioni maggiori qui, e telefonandoci.
Poi c'è l'ASL che a volte offre opportunità di essere seguiti a livello psicologico, almeno per un periodo, di solito col pagamento di un ticket: bisogna rivolgersi alla propria ASL di zona. Sempre a Torino ci sono centri che offrono terapia a costi contenuti per persone con problemi economici (soprattutto giovani disoccupato o sotto-occupati). Insomma, qualche risorsa c'è, ma bisogna avere la determinazione di cercarla e di volerla davvero: non è sempre facile, ma possibile.
Auguroni!
Eleonora
Messaggio di Piccola del 22/03/07
ciao eleonora la scorsa volta ti ho scritto dicendoti che avevo utilizzato l'assorbente interno e avevo il dubbio di aver perso la verginità e tu mi hai risposto che l'imene potrebbe essersi lacerato un po e che questo non è un problema poi così grave..ma adesso ti domando se il mio futuro ragazzo mi dovesse domandare se sono vergine e io gli direi di si e magari durante il rapporto si dovrrebbe accorgere di qualcosa ..io cosa gli dovrei dire? secondo te mi crederebbe se gli dicessi la verità?
aspetto una tua risposta.
ciao
PS: questo è un bellissimo sito


cara Piccola, a te come ad altri porgo l'invito a scrivere alla e-mail di ARIA (aria@comune.torino.it) per approfondimenti sulle proprie domande. Però ti rispondo qui, perchè la cosa è rimasta in effetti un po' sospesa. Allora... dipende da quanto l'imene si è lacerato (se è così), per esserne certa dovresti farti vedere da una ginecologa magari al consultorio di zona, dove fanno visite anche a ragazze molto giovani in assoluta riservatezza e delicatezza. Forse sarebbe una buona idea per sciogliere anche altri dubbi e domande che puoi avere intorno a queste cose, di solito il personale dei consultori è molto disponibile e contento di dare informazioni soprattutto ai giovani.
In quanto al tuo futuro ragazzo: be', dipende dal ragazzo, ovviamente, e dal rapporto di fiducia che potrà esserci, oltre che dalle tue condizioni fisiche che, appunto, vanno meglio appurate. D'istinto, però, mi viene da dire: perchè non dovrebbe crederti? forse c'è qualche domanda più profonda, più ampia dietro a queste che poni qui, e quindi a maggior ragione una visita al consultorio di zona ti aiuterebbe a farle venire fuori e trovare la giusta risposta per te. Oppure anche un salto qui da noi ad ARIA, se sei "a tiro".
un abbraccio
Eleonora
Messaggio di Redazione di Aria del 20/03/07

Messaggio per TUTTI - notizia sul Forum di Aria:

Onde evitare di ripetermi ossessivamente invitando a scrivere sul forum (oramai sono diventata una specie di barzelletta e i miei colleghi mi chiamano "forumgirl"... pensa te...) ho pensato di mettere d'ufficio alcuni messaggi che mi sembrano più stimolanti per una discussione tra i ragazzi (e magari anche con l'intervento dei genitori) direttamente sul forum.
Ognuno può quindi andare anche lì e leggere le risposte che altri (oltre me) hanno voluto dare. Per leggere non c'è bisogno di registarsi, invece per rispondere sì. Spero che non ci sia nulla in contrario su questa inizitiva, casomai fatemelo sapere.
ciao ciao
Eleonora

Messaggio di Sissy del 20/03/07
Ciao a tutti sn Sissy.... oggi mi sn rivolta a questo sito xkè ho 1 problema. Sto insieme al mio ragazzo da 5 mesi e lo amo da impazzire però i miei genitori quando parlo loro di ragazzi dicono che ancora sono troppo piccola per pensarci perchè ho 13 anni..... però mi dicono anche che per loro la cosa più importante è la sincerità in qualsiasi circostanza......... io vorrei dire loro di D.(il mio ragazzo) però non sò come fare...come prendere il discorso....!!!!!!!!!!! vi prego, aiutatemi!!! èimportantissimo per me!!!!!! Per favore rispondetemi il prima possibile!!!!!!!


Ciao Sissy, capisco molto bene i tuoi genitori e i timori che possano avere. Credo, però, che se apri un dialogo con loro, spiegando meglio i tuoi sentimenti, e chiedendo di essere aiutata a vivere bene questo momento anzichè reprimerlo, potrebbero capirti. E' difficile per i genitori avere il distacco necessario per rendersi pienamente conto del grado di crescita e di maturità dei loro figli! c'è da dire che il momento giusto per l'amore non si può definire, che i ragazzi sono più precoci man mano che si succedono le generazioni, e che si è pronti... quando succede! :)
Non ti scoraggiare, parlane meglio con loro, che ti aiutino a fare le scelte giuste, ma non rinunciando bensì "governando". Se vuoi puoi scrivere questo messaggio anche sul forum, farlo magari leggere ai tuoi così potrebbe essere più facile aprire un confronto approfondito. E' sempre bello essere innamorati e reprimere i sentimenti serve solo a farli esplodere di più.
Auguroni!
Eleonora
Messaggio di Ica del 20/03/07
ciao! ho un grosso problema. ho 14 anni (quasi 15) e nn ho mai avuto problemi cn il mio corpo, ho sempre pensato ke fossi carina fino a quando un giorno, a scuola, la mia prof di italiano se ne esce dicendomi ke sembro anoressica, ke sono troppo magra. ha anche detto ke ai maschi non piacciono le ragazze troppo magre. ora son diventata super fissata con il mio corpo, sto facendo di tutto per ingrassare, anche se non mi pare di essere così magra...peso 50 chili ma sono alta. ho bisogno di sicurezza e devo sapere se veramente ai ragazzi non piacciono le ragazze magre. mangio tanto ma non mi sembra di ingrassare...AIUTOOOOO!


Oh ecco.. sei una su mille che ha il problema di essere magra, di solito tutte si sentono troppo grasse... be', almeno sei salva dai problemi alimentari.
Innanzi tutto c'è da dire che devi ancora completare il percorso di crescita corporea, che del tutto si conclude intorno ai 21 anni, quindi puoi cambiare ancora molto. I ragazzi potrebbero rispondere meglio alla tua domanda (perchè non chiedi a loro? qualche amico, parente, tuo padre...il benedetto FORUM) , comunque io credo che ai ragazzi piacciano le ragazze carine e soprattuto simpatiche e con un certo "non so che" che le rende interessanti: qualche chilo in più o in meno, non fa molta differenzza.
Infine ti sconsiglio caldamente di forzare la tua alimentazione: consigliati con i tuoi genitori (che sanno cosa mangi, suppongo) per essere certa che sia adeguata (è molto pericoloso soprattutto a questa età creare scompensi alimentari) e poi lascia che sia il tuo corpo ad essere quello che è. Non siamo tutti uguali, neppure fisicamente, ed è proprio questo il bello dell'umanità. Siamo tutti unici, non c'è uno stampino, e arriverà (se non c'è già) un ragazzo che vorrà PROPRIO PROPRIO TE, così come sei, esatto esatto.
Un abbraccio
Eleonora
Messaggio di LiciaChicca del 20/03/07
quando si capisce se sei innamorato di una persona?


Che bella domanda! sarebbe bello poter sentire tante risposte, tante quante le persone che ci leggono. Ora faccio una forzatura e la metto io sul forum (mi sento un po' ossessiva, con tutti questiinviti al forum...:)
Personalmente direi: quando ti batte forte il cuore se lo vedi, ti manca e lo pensi ogni momento, vorresti stare vicino alui, anche senza fare nulla, solo per il piacere di stare lì. e soprattutto quando vorresti che fosse felice, indipendentemente da quanto sei falice tu. Ma questo è amore, per l'innamoramento forse basta fermarsi alle frasi precedenti. Giusto? :)
E a che età si può essere innamorati? (questa l'aggiungo io visto che abbiao ricevuto varie e-mail di ragazzi dtra i 12 e i 13 anni). Risposta: quando succede. Mi ricordo che mi sono innamorata perdutamente a 11 anni, epassavo le giornate (oltre che pensare a lui) a chiedermi "ma si può essere innamorati a 11 anni?" . Non lo sapevo, ma adesso potrei dire "ebbene sì, si può, eccome".
Se invece la tua domadna è "quando si capisce che L'ALTRO è innamorato di me", allora si potrebeb aprire, appunto, un bel confronto sul forum (a dàgliela.. ma è una mania...)
bacioni
Eleonora
Messaggio di Manuelbn del 20/03/07
ciao o 17 anni e vivo a benevento o letto alcune lettere e mi anno colpito 2 lettere in particolare nn faccio nomi per evitare incomprensione: un ragazzo scrive sono gay e sono sposato e fra un po avro un figlio chiedi agliuto perche tu nn sai quello ke fai tu se ci stai ancora con la tua sposa e perke ne sei innamorato tu nn ti devi lascire andare da altre trasgressioni essere gay e un vizio paragonabile a una sigaretta invece di pensare agli uomini pensa al cuore della tua ragazza e ai sentimente che provi per lei essere gay e un modo per sfuggire al mondo tu il mondo lo devi conquistare ai tante porte aperte davanti a te ogni attimo della tua vita vivilo con lei ti garantisco che riteoverai la voglia di avere una ragazza che ti ama e che ti fa stare bene corregiti e capirai da solo le cose belle della vita


Caro Manuel, certamente ciascuno ha il pieno diritto alle sue opinioni, e quindi mi permetto di dissentire: essere gay non è un vizio, e neppure una malattia. Avere rapporti omosessuali può essere una divertente trasgressione, ma è un altro discorso, infatti si usa il termine "gay" per definire un modo di essere che IMPLICA rapporti omosessuali, ma non è solo questo. Un termine diverso da "etrosessuale": due "etichette povere e misere che non possono certo descrivere un mondo.
La condizione gay è ancora molto complessa, emarginante e spesso dolorosissima, e in buon parte lo è proprio perchè sono - purtroppo - ancora diffusi molti pregiudizi e opinioni negative, modi di pensare riduttivi (come, scusa se te lo dico, quelle che tu hai espresso) che a volte nascono più dal fatto di non conoscere questo "mondo" (passatemi il termine) che altro. Il tuo messaggio mi spinge a fornirti un invito, che può essere anche uno stimolo per tutti: avvicinati a queste persone, cerca di capire perchè, come mai, cosa succede loro, che vita, che pensieri, che esperienze vivono. Chi è da tempo emarginato e giudicato, facilmente è portato a nascondersi, a reprimersi, a fare scelte di cui poi si pente, a negare persino a se stesso la sua condizione. Ignorare è sempre stato il più grande motore dell'emarginazione, del pregiudizio persino della persecuzione di tutte le cosiddette "minoranze: di razza, di sesso, di condizione.
Un bel dibattito per il forum.. (è un po' scarso di interventi il forum, forse non interessa abbastanza?)
ciao ciao
Eleonora
Messaggio di Ultimosole del 14/03/07
Ciao a tutti.. data la mia età non dovrei forse rivolgermi a Voi ma essendo un ex frequentatore del centro (forse uno tra i primi..) spero abbiate la clemenza di ascoltarmi e magari rispondermi.. :-)
Non saprei proprio da dove cominciare.. Ci sono due punti fondamentali che rappresentano questo mio momento esistenziale molto complicato:
1- La gravidanza della mia ragazza
2- La mia omosessualità
Insomma, capite immediatamente che non è una cosa semplice.. o almeno per me non lo è..
Lei è una ragazza presente nella mia vita da tanti anni.. a distanza di tanto tempo credo sia stata l'unica costante sicura della mia vita in mezzo a una serie infinita di storie gay che ho sempre interrotto, dandomi la giustificazione che non erano compatibili con quello che volevo..
Ma quello che voglio.. so cosa sia realmente? Odio riportare nella mia vita tutte le instabili dinamiche emotive provenienti dalla mia famiglia eppure, a tutt'oggi, vedo che ciò che è stata, ed è tutt'ora, la storia della mia famiglia crea ancora degli squilibri nella mia vita..
Insomma, senza perdere il punto focale della mia lettera, non so cosa devo fare.. Avevo deciso una volta per tutte di lasciare la mia ragazza perchè non potevo più continuare a vivere una doppia vita, pur lei sapendo tutta la mia storia.. ed è arrivata la notizia: nonostante la pillola lei è rimasta gravida! Ora.. Sono contro l'aborto perchè non sento di avere il diritto di decidere a priori di interrompere la vita di un embrione.. ma posso permettermi di mettere comunque al mondo una creatura pur sapendo di non potergli garantire la mia relazione con sua madre? E sentirmi un giorno giudicato da lui perchè omosessuale? Non lo so.. La mia ragazza (non so quanto lo sia ancora ma è così che la posso definire..) dice che accetta tutto di me e sa benissimo che anche in futuro la mia omosessualità.. (o forse bisessualità) si presenterà comunque e lei sarà pronta a volermi bene sinceramente e incondizionatamente.. nonostante tutto.. e che io sarò uno stupido se vorrò buttare via tu tto.. Insomma.. sono molto confuso! E non tocchiamo il tasto della nostra condizione economica.. Anni a inseguire un sogno che oggi ci ha lasciato solo ancora tante speranze e, purtroppo, troppi pochi risultati economici..
Capisco che solo in una lettera non si possa comprendere tutto.. ma a volte perdersi in troppe parole non serve.. Intanto questa è la situazione.. che posso fare? Spero in una risposta.. Intanto saluto Eleonora che mi ha seguito per tanto tempo..
A presto..


Ciao, carissimo. Mi ricordo benissimo di te ed ogni tanto mi sono chiesta come stai e cosa fai... ed ora ci ritroviamo in un momento davvero delicato. Che dire... mi viene in mente un'altra storia, una famiglia con due figli in cui il padre si è scoperto gay ed ha una relazione molto profonda con un uomo, ma continua a vivere in famiglia, senza menzogne e con molta delicatezza da parte di tutti. Fa il padre con devozione ed equilibrio, è molto attento e profondamente amico della donna che ha sposato.
Certo non è facile, non è stato facile per nessuno e non lo è tutt'ora, ma hanno trovato un loro equilibrio e con rispetto e buona volontà lo portano avanti. In un'altra storia invece, la ragazza che diceva "ti accetto come sei" non ha poi retto ed è stato un disastro per tutti. In una terza la famiglia si è costituita con un uomo e due donne, ha i suoi problemi, diversi da quelli di una famiglia "canonica", ma li affronta e li risolve con molto amore. Che dire. Non stiamo parla ndo di "pruderie" trasgressive come spesso si vuole attribuire a questo genere di cose. Stiamo parlando di amore, di amori "diversi" da quelli a cui siamo stati educati e abituati che si portano avanti con coraggio, con fatica, spesso con scoraggiameto e disperazione, a volte con tragici fallimenti, a volte con meravigliose soluzioni, "strane" e creative.
Mi rendo conto che questi discorsi possono scandalizzare, che molte persone li troverebbero immorali, e una parte della nostra nazione è oggi in sommossa di fronte alla legge sui DICO, e un'altra parte invece affronta coraggiosamente un tema che non è minore solo perchè sommerso e spesso taciuto. Mi rendo conto che molti adulti inorridiranno (se ci leggono) pensando che questi temi li affrontiamo qui, in una rubrica dedicata a ragazzi anche motlo giovani. Ma mettersi le mani sugli occhi non ha mai giovato a nessuno, e i ragazzi pensano, guardano, sentono e si interrogano profondamente, molto più di quanto gli adulti di media si accorgano. E hanno bisogno di chiarezza e di coraggio, di risposte e del nostro metterci in gioco, come adulti. Con umiltà, perchè nessuno può vantare di sapere cos'è giusto e cosa no per tutti, ma senza nasconderci o tacere, seppure per pudore o per imbarazzo. E quindi, mio caro ultimosole, dopo l'ultimo sole c'è la notte ma poi c'è di nuovo il giorno, e sono certa che troverai la tua soluzione.
Qualsiasi essa sia non mi pare facile, ma credo fermamente che per vivere "giusto" ci voglia coraggio, e quindi non è mai per paura che possiamo fare le nostre scelte. Tra parentesi, spero che l'anno in cui tuo figlio potrebbe avere l'età della ragione, sia un anno in cui più nessuno venga giudicato perchè omosessuale, o in qualche modo "diverso".
Naturalmente, è solo la mia modesta opinione.
un abbraccio forte forte
Eleonora
Messaggio di Alex del 12/03/07
sono un ragazzo di 17 anni...e ho un problema...penso di soffrire di attacchi di ansia....a volte ho dei giramenti di testa e il battito cardiaco aumenta ...il dottore dice che è una cosa normale dell'adolescente ..ma nn ci credo...e ogni volta che mi succede ho paura di uscire di casa...che devo fare???è un bel sito questo...grazie


Grazie a te per i complimenti! Allora, non ha torto il tuo medico dicendo che in adolescenza i timori e le incertezze sono tante e quindi può succedere di sentirsi così. Tuttavia non è male cominciare ad affrontare le proprie reazioni emotive per cercare di renderle meno "aggressive". Dipende anche da quanto, come e quando ti capita... e in che modo ti limita... insomma, un malessere, uno stato d'animo negativo può essere normale, fa parte della vita, soprattutto normale se riusciamo subito a capire da cosa deriva. Se invece ci prende "così" senza motivo apparente, allora varrebbe la pena di capirne di più. Non certo di prendere farmaci che servono solo a sedare il sintomo (a meno che non sia strettamente necessario), ma di cercare un po' le cause ed anche magari le strategie per "ammorbidire" queste reazioni, in modo che non diano troppo fastidioe impariamo a gestirle.
Quindi si tratta di riflettere un po', magari con l'aiuto di un adulto che ti è più vicino, genitori, fratelli, amici, insegnanti... lo psicologo della scuola... il centro ARIA se sei di Torino... il forum dei ragazzi qui sul nostro sito... insomma: parlarne e cercare. Non fa male, non ha effetti collaterali come i farmaci e può essere davvero risolutivo.
Qui ad ARIA sta nascendo un gruppo per i ragazzi che hanno di questi problemi (vedi pagina info), un altro modo di condividere e cercare soluzioni insieme.
auguroni!
Eleonora
Messaggio di Lucy del 10/03/07
sono e. e ho 17 anni, io non riesco mai a studiare e così avere buoni voti a scula ! aiutatemi per favore!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


A periodi mi chiedo con più attenzione: "ma chissà cosa pensano i ragazzi che ci scrivono di noi? chissà come pensano che possiamo aiutarli?" perchè davvero questo tipo di messaggi (e non sono pochi) lascia molto perplessi: come posso sapere come aiutarti, cara Lucy? facendo qualche ipotesi generica sui motivi per cui non riesci a prendere bei voti a scuola? ad esempio:
- studi? se no, la domanda si sposta: perchè non studi? se sì, la domanda diventa: cosa ti ostacola? - da quamto tempo non vai bene a scuola?
- c'è qualcosa nella tua vita che ti distrae?
- cosa vuol dire "bei voti": voti sufficienti? voti pieni? se sono solo scarsi perchè hai bisogno che siano pieni?
Insomma, di fronte a questi messaggi mi chiedo sempre se i ragazzi pensano, per caso, che siamo delle specie di maghi che hanno una soluzione in mano, naturalmente uguale per tutti. Il che mi inquieta perchè, a parte il fatto che - ovviamente - non è così, fa pensare che si sentano davvero tanto piccoli e sprovveduti, se ritengano che un problema che li assilla abbia una soluzione così facile che però non hanno ancora trovato: come dire, la soluzione è facile, sono io che sono minorato. Ohibò.
In questo caso non posso che consigliare il gruppo su "autostima ed emozioni" che sta per aprirsi ad ARIA (vedi calendAria)...
Secondo me, se ci pensi un po', alle cause intendo, magari scopri di non essere poi così inabile, carissima Lucy.
Ciao!
Eleonora
Messaggio di Spoke del 09/03/07
La vità è uno schifo... Non riesco più a vivere... Fino a tre anni fa ero la ragazza ribelle, poco lucida, che non rispettava le regole, che si tagliava le caviglie ma che comunque andava bene a scuola.. ora per una promessa fatta al nonno prima che se ne andasse.. gioco a pallavolo nella speranza di sfogarmi un pò lì e proprio mentre stavo per rinunciare e smettere di vivere, perchè ho spesso istinti suicidi, entrano nella mia vita 2 persone: la prima s è appena laureata in pscilogia e cerca in tutti i modi di aiutarmi a superare la crisi, la seconda è un'amica in cui mi rispecchio o meglio vedo la persona di tre anni fa... Ke fare per superare la crisi?????? Aiuto sono disperata!!!!!!


Cara Spoke, intuisco che tu abbia promesso al nonno di comportarti "meglio" (secondo i canoni degli adulti) e adesso mi sembra che ti trovi in una situazione per cui non sono cambiate la cause del tuo comportamento, ma devi limitare gli effetti, col risultato di essere ancora più compressa e a disagio.
Se fosse così, si capirebbe perchè "stai esplodendo", perchè non si è ancora riusciti (ma qualcuno si è posto il problema?) ad andare a vedere insieme a te quali sono i motivi, (psicologici, di relazione, di situazione... non lo posso sapere) che determinano il tuo modo di sentirti, di pensare e di conseguenza anche di agire. E certo allora si capirebbe come mai ti senti con una gran voglia di morire, come se questo atto potesse risolvere, spazzando via tutto in un amen. Il che è pure vero se non fosse che non riusciamo tanto a pensare che sia giusto rinunciare alla vita, alle occasioni, alle persone, alle tante cose anche belle che ti aspettano ancora (hai solo 15 anni!) solo perchè non ci si è ancora occupati delle cause del tuo malessere... non che il fatto che ti tagliassi le caviglie era un gran bene, indicava comunque qualcosa già piuttosto seria.
E allora... che si fa? Non so di dove sei, se di Torino puoi fare un salto qui ad ARIA per parlarne meglio, mi sembra una situazione che ha bisogno di un po' di lavoro, di un po' di riflessione, anche solo per capire meglio. Se non puoi venire qui, spesso le scuole hanno uno psicologo con cui cominciare ad affrontare il problema e trovare le risorse. Oppure puoi provare a parlare con i tuoi genitori? La cosa non sarà così facile come a dirla... insomma, qualcuno con cui poter parlare appofonditamente e che ti aiuti è indispensabile: non rinchiuderti nel tuo male!
Spero che troverai presto il modo, e mi piacerebbe avere poi tue notizie.
ciao!
Eleonora
Messaggio di Piccola Incosciente del 09/03/07
ciao volevo chiederti una cosa...
(premettendo che sono una ragazza vergine)l'altro giorno ho usato un assorbente interno e ho sentito dolore quindi l'ho tolto subito pensando di poter aver rotto l'imene e quindi di non essere più vergine...è possibile?
aspetto una tua risposta
un saluto....
piccola incosciente.


Non sei certo la prima che ha questo tipo di esperienza! è possibile che l'imene si sia se non del tutto lacerato, un po' sì. Ma non ne farei un dramma, non credi? Per quale motivo dovrebbe essere così grave? Forse questa risposta un po' provocatoria potrebbe aprire una discussione interessante, magari sul nostro forum...
un abbraccio!
Ciao
Eleonora
Messaggio di Pacchianella del 06/03/07
Sono una ragazza di 16anni e sto insieme al mio ragazzo da 2anni e 3mesi lui ha 18anni e sto insieme a lui di nascosto ai miei genitori perchè non vogliono che stiamo insieme. Adesso io voglio andarmene di casa x andare a vivere con lui vorrei sapere se io vado a vivere con il mio ragazzo i miei genitori o i carabinieri possono fare qualcosa x portarmi via anche se io confermo che sono consensiente e dico a loro che voglio stare con lui? possono portarmi via contro la mia volontà? se è possibile avere una risposta al più presto è urgentissimo Grazie mille


Un nick così pacioso per una situazione così drammatica, colpisce.
Chissà perchè i tuoi genitori non vogliono? A volta capita che i genitori siano spaventati soprattutto quando si tratta delle prime storie serie: francamente prima di scappare di casa cercherei di capire come risolvere questo conflitto, come riuscire a convincere i tuoi che non corri rischi e che sei davvero innamorata. Peraltro cercare di risolvere il conflitto è una prova di maturità e quindi anche i tuoi dovrebbero saperla apprezzare e tranquillizzarsi un po'.
Ma poi, non corri rischi? si tratta di un "bravo ragazzo", oppure di una persona che può spaventare un genitore? Perchè se questo invece fosse, capirei anche i tuoi genitori... anche se i genitori spesso non sanno che una proibizione così severa porta inevitabilmente a far crescere il conflitto e ottiene l'effetto contrario. Oppure i tuoi genitori non volevano 2 anni fa perchè eri troppo piccola? magari adesso le cose sarebbero diverse! E se poteste contrattare un modo di frequentarvi che vada bene anche ai tuoi? Ti dico questo anche perchè, in effetti, essendo tu minorenne, anche se consenziente, puoi essere riportata a casa dai carabinieri. Ma poi, carabinieri a parte, come sarebbe la vostra vita, così giovani e penso non in grado di mantenervi da soli? E lui, cosa ne pensa? insomma le domande sono tante, e forse quella dei carabinieri è proprio l'ultima... facci sapere, ok? anche in privato.
un abbraccio
eleonora
Messaggio di Soso del 02/03/07
io vorrei che quelli della mia scuola mi volessero ma non tutti qualcuno giusto per provare la sensazione...beh spero che mi darete qualche consiglio per diventare più carina


allora... ciao soso. dunque... domanda difficile senza conoscerti... non sei carina o non sei simpatica? perchè più carina si fa in fretta, qualche consiglio delle amiche, della mamma, della zia, insomma di chi ti vuole bene e ne sa un po' di più. Più simpatica è un pochino più difficile: è un cosa strana, succede per esempio che se una si sente poco carina diventa burbera e scostante e allora diventa anche antipatica e si crea un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Infatti, per quanto l'aspetto fisico conti, quando una persona è simpatica è come se si illuminasse da dentro ed è davvero più bella. Se è contenta, se sta bene, sorride dal cuore e gli occhi diventano luminosi, si camina con più grazia e leggerezza e se c'è qualche difettuccio fisico si vede moooooolto meno: prova a rifletterci, dovrai per forza vedere che è proprio così. Non c'è un confine netto tra il nostro corpo e la nostra mente, le nostre emozioni e stati d'animo. Quindi possiamo, forse dobbiamo, sempre "lavorare" su due fronti: occuparci del nostro corpo è giusto, valorizzarlo e curarlo è importante. Ma dobbiamo anche occuparci di cosa pensiamo, di cosa sentiamo e come viviamo le emozioni e i pensieri, le nostre relazioni con gli altri, perchè le due cose si influenzano e siamo fatti di entrambe. Non farlo sarebbe come .. che ne so...a scuola preoccuparci di come vanno i compiti scritti e non le interrogazioni orali, o viceversa: sono due cose che si completano a vicenda. E così il nostro corpo e la nostra mente, il nostro modo di muoverci e il nostro modo di avvicinare gli altri, presentarsi e relazionarsi, due cose che vanno strettamente insieme.
Ciao!
Eleonora
Messaggio di Jago del 02/03/07
Sono un ragazzo di 19 anni, e mi sono innamorato di una ragazza che purtroppo è fidanzata. lei sta bene con me, me l'ha detto più volte, ma, anche quando le ho detto cosa provo per lei non sono riuscito a farle dire con chiarezza cosa prova lei per me. in parte questo è dovuto anche al fatto che stando con il ragazzo attuale non riesce a pensare a me che come un "amico" con cui stare bene. adesso però credo che stia per lasciare il suo ragazzo... noi ci vediamo tutti i giorni all'università, e per me ogni sera è una sofferenza, perchè lei non è con me e so che è con lui...
Vorrei chiarirmi una volta per tutte, dicendole che se non prova altro per me che un'amicizia io non posso stare così tanto con lei, perchè mi fa solo un gran male dopo, quando lei non c'è. Però non riesco a dirle queste cose, perchè in fondo sto davvero bene quando sono con lei, e non so se riuscirei a fare a meno di quelle 5 ore al giorno in cui la vedo.
Pensavo di aspettare che lasciasse il suo ragazzo, e facendole capire ancor meglio di adesso quanto le voglio bene, provare a riproporle il discorso, e vedere se ha cambiato opinione su di noi.
Ad ogni modo ho bisogno di un consiglio su cosa fare, perchè ogni giorno sto peggio e passo i pomeriggi e le serate a pensare a lei invece che a studiare.
Grazie in anticipo!


Mi chiedo cosa ti risponderebbero i ragazzi sul forum... :) ma penso che possa essere opinione comune che se le parli chiaramente è meglio, e se definisci il tuo rapporto, evitandola se ti fa soffrire, è un bene. Tuttavia non è facile, infatti dici che non ci riesci... ma, purtroppo, non riuscire a rimunciare a qualcosa per un bene maggiore non cambia il fatto che sia l'unica possibilità. Qual è il male minore? in che modo puoi recuperare la tua vita e il tuo tempo? Definire con chiarezza è difficile, perchè può chiudere porte che vorremmo fossero aperte, ma infine aiuta ad accettare le realtà, anche se con sofferenza, e a procedere.
Auguroni!
Eleonora
Messaggio di Disperata del 01/03/07
un mese fa sono andata ad una festa e li ho conosciuto un ragazzo,abbiamo parlato scherzato e abbiamo bevuto un po troppo e alla fine siamo andati a letto a baciarci e non andare oltre, ma io dopo non ho capito niente di quello che è successo.
L'indomani l'ho chiamato ma lui mi ha detto che non mi voleva rivedere che era stato solo un passa tempo per lui,io gli ho chiesto se avevamo fatto l'amore e lui mi ha detto di no.
Ma adesso non so se credergli oppure no.
Non so se sono vergine...come faccio a saperlo?


Cara Disperata, se ti ricordi di esservi baciati e non oltre, non penso che tu possa non essere più vergine. Direi che, soprattutto visto che non avevi mai fatto l'amore prima, avresti dovuto accorgertene, a meno di essere così ubriaca da non ricordare neppure la sua faccia, e ancora... con il primo rapporto quasi sempre si prova un po' di dolore perchè "essere vergini" per una ragazza significa che la membrana che c'è all'apertura vaginale (che si chiama imene) è integra e quindi quando c'è una penetrazione viene lacerata, spesso fa un po' male e si nota del sangue... insomma, un po' difficile che una non se ne accorga, per quanto sia un po' alticcia. Bisogna però anche dire che se ci sono state delle azioni precedenti (ad esempio, molte ragazze usano gli assorbenti interni, magari piccolini, anche se sono vergini) può darsi che l'imene sia stato già un po' lacerato e quindi si sente meno.
In ogni caso in ogni città dovrebbero esistere i consultori familiari che fanno prevenzione ed educazione sessuale: lì ci sono ginecologi che visitano gratuitamente a cui puoi rivolgerti per chiarire il tuo dubbio e per un'eventuale controllo, senza timore: sono certamente abituati ad affrontare necessità e situazioni di ogni tipo e solitamente sono ben lieti di aiutare una ragazza giovane, mantenendo il segreto e la riservatezza. Se vuoi una mano a trovare il tuo consultorio, scrivici una mail in privato dicendoci di che città sei e insieme troviamo la soluzione.
Un caro saluto
Eleonora