Ditelo a dARIA - archivio messaggi di marzo - aprile 2006
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Messaggio di Nuvola del 27/04/06
Ma non è possibile che si dica che sempre che la buona volontà aiuti la
gente quando poi intorno a noi (ed è inutile avere del falso ottimismo) non
ci sono altro che ingiustizie dovute a raccomandazioni. viene voglia di
gettare la spugna! non ci si puo'piu' creare un futuro senza delle basi
economiche anche se si ha esperienza e si ha studiato!
Raccolgo questo grido di dolore e di rabbia di Nuvola anche se ha 28 anni ed
è quindi oltre il limite di età dei ragazzi che utilizzano il nostro Centro.
Mi è sembrato opportuno perchè sicuramente è molto diffuso questo stado
d'animo in un periodo economico così difficile, di recessione e di crisi,
dove vengono a mancare i presupposti e le condizioni che hanno
caratterizzato la vita lavorativa e le possibilità della generazione
precedente.
Sarebbe necessario un nuovo orientamento, nuove informazioni, perchè le cose
non vanno più come gli stessi genitori (e a volte gli insegnanti) credono, e
questo è un problema perchè sono loro gli adulti che si trovano a
indirizzare, consigliare e spesso premere sui ragazzi per il bene del loro
futuro. E' sicuramente un'epoca in cui non si può immaginarsi con il posto
fisso, dove l'elasticità e la mutevolezza sono imperanti, dove i tempi di
assestamento si dilatano spesso in modo angoscioso e frequentemente si deve
accettare un livello economico di vita che "torna indietro", è meno agiato
di quello della famiglia di origine.
Imprenditività e creatività diventano elementi fondamentali, ed è
importantissimo riuscire ad adattarsi a svolgere professioni nuove e diverse
da quelle per le quali si è studiato. Molto difficile orientarsi, molto
facile scoraggiarsi.
Eppure la buona volontà rimane una dotazione fondamentale, anche se spesso,
è vero, non basta. E' bene farsi consigliare dai servizi quali i Centri per
l'impiego, gli orientatori messi a disposizione dagli enti pubblici, le
Camere di Commercio, che molto spesso offrono incontri, seminari, consulenza
per chi ha bisogno di avere informazioni e indirizzi più sicuri.
Utilizzare
anche progetti specifici - come l'iniziativa "Giovani e Idee"
(http://www.comune.torino.it/infogio/idee/cose.htm) del Comune di Torino -
può essere utile come stimolo a progettarsi. Pensare anche alla propria
formazione post laurea o diploma è un'altro elemento da tenere molto
d'occhio.
E infine.... come disse Aragorn prima della battaglia del fosso di Elm
(visto il Signore degli Anelli?) ".....C'è sempre una speranza".
Un caldissimo abbraccio e tutta la mia comprensione
Eleonora
Messaggio di Clér del 19/04/06
ciao...
mi kiamo ..... e ho 15 anni, da un po' fumo e bevo e non ce la faccio + con
la mia vita, tutti mi fanno soffrire e io deludo molto i miei genitori, la
scuola va male...insomma, la mia vita sta andando a rotoli e non riesco a
reagire. i miei genitori e i miei fratelli mi opprimo, mi sento soffocare da
quando avevo 11 anni penso ad una fuga o ad un suicidio e questo nn mi
sembra normale...help me please!!!
Ciao Clér, un messaggio davvero angosciante il tuo...
Noi tutti sappiamo che intorno ai 14-16 anni succedono spesso cose
difficili, fuori e dentro di noi: si cambia, si cresce, si hanno timori e
desideri nuovi, si ha bisogno di sicurezza ma anche di autonomia, in un modo
che non sempre riesce a trovare un equilibrio. Si ha voglia e bisogno di
fare nuove esperienze e magari poi si esagera e ci si spaventa, o si resta
presi dentro un "giro" da cui è difficile uscire anche se si vorrebbe. E
quindi capitano più facilmente situazioni di sofferenza, di contrasto, di
incomprensione, specialmente con i genitori, ma non solo.
Non so, cara Clér, cosa stia succedendo in particolare a te, mi verrebbero
tante domande da farti ma non è certo qui, così pubblicamente, che possiamo
entrare nel merito di questioni così personali e delicate.
Mi sembra di capire che, in ogni caso, hai una gran voglia di uscire da
questa situazione, la fuga o il suicidio inteso come "fuga definitiva",
andare via per sempre, forse dalla sofferenza. Perchè tutti ti fanno
soffrire? Ancora non ho risposta, e non so se tutto parte dai cambiamenti
interiori ed esteriori che porta la crescita, di cui parlavo prima, o di
cose più antiche, di situazioni più complesse... insomma, Clér, chissà se
sei così vicina da poterci magari scambiare due chiacchiere di persona? Gli
orari di ARIA li trovi in questo stesso sito.
Un abbraccio forte forte
Eleonora
Messaggio di Dark del 18/04/06
mi chiamo D. e mi sento prigioniera in una vita che non mi appartiene. da
una parte provo sicurezza nelle mura familiari dall'altra vorrei fuggire. da
2 mesi vivo la mia prima storia importante e i miei continuano a fare di
tutto per impedirmi di vederlo...questo mi rende molto triste perchè ho
sempre pensato di avere dei genitori fantastici...è ridicolo...devo
inventarmi scuse ridicole per vederlo..ciò che più mi perseguita è il loro
giudizio...sto diventando sempre piu impertinente e il nostro rapporto
peggiora di giorno in giorno..sto pensando seriamente di andarmene...
Ciao Dark. Non è per dire le solite banalità, ma in un certo momento della
nostra vita, quando si comincia a diventare adulti, è davvero normale
provare sentimenti così contraddittori: bisogno di sicurezza e bisogno di
libertà, desiderio di protezione e desiderio di autonomia. Alcune parti di
noi "spingono" per andare oltre il conosciuto, altre resistono e si
vorrebbero ranniccchiare, è doloroso e faticoso, ma succede proprio a tutti,
fa parte del percorso. Piano piano poi ci si attesta, si sperimenta, ci si
rafforza e tutto questo cambia in meglio. Ci saranno altre fasi, altre
fatiche, ma queste non più o non più così.
E' un'epoca la tua (16 anni) in cui tante cose diventano difficili, si è
ancora "piccoli" eppure già "grandi" ed anche per i genitori è più complesso
valutare, capire, sentire, avere fiducia e sicurezza. Temono che i figli
possano incontrare pericoli ancora troppo grandi per loro, ma quanto grandi
e come fare spesso non è facile da valutare. Quindi conflitti,
incomprensioni, anche errori da entrambe le parti sono quasi inevitabili.
Non so se questo spiega un po' quello che ti succede. Non so perchè i tuoi
non vogliono farti frequentare questo tuo amore (per loro troppo grande?
troppo piccolo? troppo strano? troppo precoce? chissà...) ma certo ci
dev'essere qualcosa che temono per te. Se fin'ora sono stati dei genitori
"fantastici" come dici tu, ci dev'essere qualcosa che li preoccupa oltre
misura, che magari tu non condividi ma che li mette in ansia.
Credo sia importante che i genitori si mettano nei panni dei figli che
crescono e capiscano le loro esigenze, ma forse un pochino anche i figli
possono cercare di vedere le cose dal loro punto di vista, e più sono
davvero cresciuti più possono farlo davvero. Così, mettendosi nei panni
l'uno dell'altro, ci si può parlare meglio ed anche finire per mettersi
d'accordo. E' faticoso, sì, ma quasi mai impossibile, bisogna provarci con
tanta pazienza però. E magari farsi aiutare da un centro come il nostro: da
noi vengono tanti ragazzi e genitori con problemi del genere e di solito (a
quanto ci dicono) lo trovano utile.
Un abbraccio forte forte
Eleonora
Messaggio di Princess'06 del 11/04/06
ciao!!!!sono una ragazza di quasi 15 anni...kon un problema non
grande ma piuttosto turbante...il fatto è che molte mie amiche lo hanno già
fatto e io ancora no... non mi danno sicurezza,dicono che è molto dolorosa
una prima volta e io non so proprio cosa fare.....aiutatemi!!!!rispondetemi
al più presto....j.
Cara J. , la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo la tua mail è
che da che mondo è mondo i maschi e le femmine hanno rapporti sessuali che
peraltro garantiscono la continuità della specie. Ti è mai capitato di
pensare che se la cosa fosse stata così dolorosa forse la nostra
specie......Penso comunque che se il rapporto sessuale avviene all'interno
di una relazione affettiva e amorosa, quello che può sembrare un problema
può essere superato in una dimensione di scambio e di aiuto reciproco.
Comunque, se hai piacere di avere delle informazioni più specifiche, puoi
fare riferimento ai consultori presenti in tutte le ASL della città, oppure
puoi venire di persona qui ad ARIA, puoi telefonarci, oppure se credi puoi
scriverci ancora.
Un affettuoso abbraccio
Anna, una psicologa di ARIA
Messaggio di Principessa del 22/03/06
Ed eccomi di nuovo qui.. a parlare con voi.. oggi vorrei raccontare
qualcosa di me.. che forse nessuno sa.. che è il mio Amore x le donne.. (unadonna in questo momento)
Beh.. inizialmente da piccolina non nutrivo molta simpatia x il genere
femminile..
Durante l'adolescenza poi le prime amichette.. ma c'era una cosa che mi
"sconvolgeva" . La notte sognavo sempre una donna.. non credo di averla mai
vista in volto.. lei mi baciava.. accarezzava..
Al risveglio da una parte ero stranita( perché pensavo che le donne non
potessero piacermi) e dall'altra eccitata..
Ho continuato a sognarla fino a qualche anno fa,quando un po' per gioco un
po' per curiosità ho conosciuto il mondo di internet,in una chat ho
conosciuto I. una donna fantastica.. 15anni più grande sposata con figli.
Dopo qualche mese di chiacchiere virtuali,messaggini e telefonate ci siamo
incontrate.. sono stati 3 giorni meravigliosi.. non avrei mai pensato di
potermi innamorare di lei prima nel mondo virtuale e poi in quello reale..
Ci vediamo poco un po' per i suoi impegni familiari un po' perché non abita
esattamente dietro l'angolo.. e difficile.. ma sto davvero MOLTO bene con
lei!!!!
Un bacio a tutti
Ciao, il tema che metti qui nel nostro piatto comune è spesso delicato e
tenuto segreto. Molti ragazzi e ragazze provano sentimenti ed attrazioni per
persone del proprio sesso, ancora pochi ne parlano liberamente. Eppure qui
ad ARIA incontriamo queste storie di vita e cerchiamo insieme di capire se e
quanto provochino inquietudini, problemi, difficoltà più grandi o diverse
rispetto alle storie etorosessuali.
Non ci dici molto dei tuoi vissuti, ci racconti solo quello che è successo,
e quindi non mi sento di commentare in nessun modo, se non così: qualsiasi
cosa si viva, se si tratta di amore e non si fa male a nessuno, bisognerebbe
viverla come ogni altra esperienza della vita: con curiosità, con rispetto,
con attenzione. A volte queste vicende provocano sofferenza in qualcuno:
genitori, amici che non riescono ad accettare, per esempio, ma questo deriva
da un modo problematico di vedere queste cose, e quindi non è il "far del
male" a cui mi riferisco. Ma sappiamo che ancora questi argomenti suscitano
in molti scherno, rifiuto, addirittura condanna, e quindi può essere
difficile e delicato parlarne liberamente. Noi siamo qui, per tutti. E tutti
hanno spazio e rispetto da noi. Quindi se c'è qualcosa di più che vuoi
dirci - anche in forma privata - saremo contenti di esserti utile.
Ospiteremo anche i messaggi che altri vorranno eventualmente scriverci in
merito, ma ricordiamo che purtroppo non possiamo pubblicare più di due o tre
mail della stessa persona.
In ogni caso: stai MOLTO bene con lei: cosa c'è di più bello?
Un bacione grande anche a te
Eleonora
Messaggio di Principessa del 14/03/06
Ciao.. è la prima volta che passo di qui..
Non è la stessa Principessa cui ho risposto prima, lo so perchè dal
form leggo il nome e l'età che non coincidono. Mi fa pensare,
però, un messaggio così breve: ci vuoi ancora dire qualcosa?
Oppure no, solo un delicato saluto
a cui mi fa molto piacere rispondere.
Ciao, Principessa è una cosa lieta incontrarti qui, comunque.
Anche in silenzio.
Eleonora
Messaggio di Principessa del 14/03/06
... Ciao a tutti..
eh si... chi l'avrebbe mai detto.. io che scrivo a "voi" beh.. si..perchè
molto tempo fà al "centro aria" io ci sono stata..(mi aveva mandato
un'altra psicologa,non so se posso fare pubblicità...ahahah) ricordo molto
bene il colloquio con Eleonora..alla fine della seduta di disse che forse
era il caso che io tornassi dalla mia prima psicologa... :-))
Ripensandoci mi viene da ridere..ma allora rimasi MOOOOLTO male!!!
Ciao Principessa, mi dispiace molto che tu ci sia rimasta male! Il fatto è
che quando si è seguiti da uno psicologo è spesso molto dannoso cambiare
perchè si perde il filo del proprio lavoro e bisogna ricominciare da capo.
Inoltre se si è seguiti da altri servizi ci sono altre questioni. E' forse
bene che io riassuma la mia risposta, sia per te, sia per altri che si
possano trovare nella stessa situazione.
Oltre al fatto che cambiare psicologo è quasi sempre una scelta negativa,
ARIA come precisiamo sempre, non è un luogo di terapie psicologiche: quello
che possiamo offrire è una consulenza, un percorso di riflessione per
affrontare i dubbi, i problemi, insomma le crisi naturali e le difficoltà
che normalmente si incontrano nei momenti di crescita. Infatti ci occupiamo
di un'età in cui i cambiamenti e le progettazioni di vita sono all'ordine
del giorno.
Come il nostro, esistono in Torino altri centri analoghi che svolgono una
funzione simile, oppure esistono le ASL che seguono persone in difficoltà
anche della tua età. Spesso hanno delle risorse limitate, a volte richiedono
il pagamento di un ticket, tuttavia noi non possiamo sostituirci a loro.
Anche noi inviamo o ri-inviamo alle ASL le persone che ci sembra abbiano
bisogno proprio di una terapia.
Le ASL e gli altri servizi a volte non hanno ben presente quello che noi
possiamo offrire in base alle scelte dell'Assessorato Politiche Giovanili
cui facciamo capo, e quindi succedono questi "pellegrinaggi", da un luogo
all'altro, da un servizio all'altro che sarebbe giusto poter evitare.
Sappiamo bene che quello che offriamo non è tutto quello di cui ci sarebbe
bisogno, ma è già tanto così, non sono molti i comuni d'Italia in cui esiste
un centro come questo che purtuttavia ha i suoi limiti.
A parte questo, spero davvero che infine tu abbia trovato l'accompagnamento
di cui senti la necessità e che ti trovi bene, come spero che cresca negli
altri servizi l'attenzione e l'investimento per seguire gli adolescenti e i
giovani in modo adatto alle loro esigenze, anche economiche.
Un caro saluto
Eleonora
Messaggio di Joey del 13/03/06
Cara dottoressa, le ho scritto tempo fa dicendole di avvertire un dolore al seno destro usando reggiseni imbottiti. Due settimane fa sono stata dal medico che mi ha visitato il seno, dato che mi era venuta anche una piccola ciste sotto il capezzolo, e ha detto che non dovrebbe essere niente, ma che per sicurezza preferiva farmi fare un'ecografia. In che cosa consiste questa visita? E secondo te, devo preoccuparmi??
Ciao, sono Cinzia, una collega di Eleonora, che oggi non è in servizio e allora ti rispondo brevemente io.
L'esame a cui ti sottoporrai non è affatto doloroso. Spalmeranno del gel sul tuo seno e con un piccolo apparecchio, simile ad un microfono, esploreranno dall'esterno il seno interessato
Apparirà sullo schermo una specie di fotografia dell'interno del seno che i medici interpreteranno per stabilire se sia il caso o meno di andare avanti con altri esami.
Puoi quindi affrontare questa rsperienza con tranqullità perchè non è un esame invasivo
Spero di esserti stata utile.
Facci sapere e in bocca al lupo,
Cinzia
Messaggio di Angela del 06/03/06
CIAO
vi ho gia scritto la scorsa settimana è a risposto alla mia lettera Aldo.
Volevo solo dirti che le tue parole mi sono servite tantissimo non pensavo
neanche di avere una risposta, perchè credevo che le mie paure fossero
non poi così gravi rispetto ad altre...devo dire che non appena ho letto
la risposta ho provato un certo solievo nel sentire che non sono l'unica
ad avere questo tipo di problemi..
Ero gia venuta da voi perchè non avevo passato un bel periodo tanto che
un pò per un motivo ed un pò per un altro mi semtivo talmente sotto
pressione che sono svenuta; credevo di essermi tirata su ma ora sento di
star a trattenere talmente tanto che ho paura di ripetere l'episodio...
vorrei dire tante cose che ho dentro ma sono talmente tante e incasinate
che non saprei come ordinarle e poi ho la sensazione che se le raccontassi
finirei per banalizzarle e farle sembrare delle ragazzate...comunque se
per voi non è un probl il fatto che sono già venuta vorrei ritornare..
Grazie mille.
Ciao Angela.
Sentire di esserti stato utile è una gioia vera per me.
Tutto ciò che abbiamo dentro è importante e deve trovare il modo per
convivere con il resto. E condividere è un modo per far vivere e,
alle volte, trovare il giusto posto per le speranze, le delusioni,
le gioie, i ricordi, le sensazioni, le emozioni.
Per andare avanti.
Certo che puoi tornare!!!
Anzi, ARIA è proprio così: una persona può venire, poi non venire
per un po', poi tornare quando sente di aver di nuovo bisogno di
riflettere con qualcuno di noi su quello che le sta capitando.
Quindi telefona pure e fissa un appuntamento.
A presto.
Aldo
Messaggio di Angela del 03/03/06
Vi spiego la mia situazione sono una ragazza di 20anni che da quando e' nata ha fatto sempre la cosa giusta seguito le regole rispettato gli orari diplomata con 95/100 ecc..ad un certo punto mi son iscrita all'universita' e le cose non sono andate come speravo cosi' ho dovuto dire a mio padre che avrei mollato l'universita'. Non ha avuto reazioni particolari ma conoscendolo ho letto nei suoi occhi delusione, inutile dire che sono stata malissimo non solo perche' ho deluso lui ma anche perche' ho deluso me stessa.
Pur frequentando l'univer ho sempre cercato di lavorare e se non l'ho lasciata prima e' perche' non vedevo prospettive di lavoro di fatti le materie non mi appassionavano.
Ora ho l'enorme paura di non trovare lavoro di essere una fallita ho proprio una grande paura di non realizzare nulla di buono..inoltre non ho molte conoscenze e forse l'univer era una scusa per veder gente ma ora....come faro'?ho propio paura di restar sola e di aver fatto l'errore piu' grande della mia vita'..ripeto pero' le materie non mi appass!!
Ciao, sono Aldo.
Le scelte di vita sono sempre difficili e si lasciano dietro spesso delle perplessità rispetto alle alternative che si sono abbandonate.
Io personalmente ho faticato e cambiato parecchio prima di trovare la mia strada. E nemmeno adesso sono sicuro che sia quella definitiva :-)
Se non senti nessuna passione per le materie che studiavi all'Università mi sembra saggio aver abbandonato una strada per te senza prospettive.
Del resto la qualificazione professionale è importante e allora dovresti capire se nn hai più voglia di studiare in generale o se quei particolari studi non ti interessavano.
Fino all'università hai seguito un percorso che sembrava nn prevedere alternative: era tutto chiaro.
Ora forse devi confrontarti con te stessa e cercare di capire chi davvero sei.
Il disorientamento rispetto a questa situazione, certamente inaspettata, può manifestarsi con un senso di delusione.
Ma può essere anche l'inizio di una scoperta e di una ricerca.
Rispetto alla paura di essere sola: se scopri in te degli interessi e li segui probabilmente ciò ti darà modo di conoscere delle persone e di ritenervi reciprocamente graditi, non fosse altro che per il fatto che condividete degli interessi.
So quanto sia difficile districarsi nei momenti di difficoltà.
Se lo ritieni utile, puoi venire qui a ARIA a parlarne. Ti dò il telefono: 011-8126637.
Noi ti aspettiamo.
Aldo
* Daria è un marchio registrato di MTV Networks.