Messaggio di Ametista del 01/02/05
Non è originale, no, non lo è affatto. sono lesbica. abbastanza tranquilla,
per la verità. lesbica, e allora?
amare le donne da donna non mi disturba affatto.
è molto peggio starsene qui da soli, in questo buco di posto, dove quel 10%
millantato dalle statistiche non trova spazio, o forse soltanto voce.
io non parlo, ma non per vergogna.
per convenienza.
le mie amiche lo sanno, la coordinatrice del centro in cui lavoro lo sa, mia
mamma lo sa. insomma, le persone importanti ne sono a conoscenza e tanto basta.
o basterebbe.
ma forse non è appiccicandoti un adesivo fluorescente in fronte che incontri
qualcuno simile a te. e allora cosa devi fare?
che devi fare se lavori tra le donne, frequenti solo donne e sono tutte
disperatamente eterosessuali?
tu sei sempre quella che si prende la cotta per la persona sbagliata.
che anzichè riuscire a dimenticare quell'unica storia sbagliata, conclusa da
due anni, ci si aggrappa freneticamente, senza badare al ridicolo e alla
sofferenza, perchè non ha mai, mai avuto altro nè altro si profila
all'orizzonte.
l'ennesimo grande fallimento, dopo, o insieme, a una carriera universitaria
mai portata a termine, a un lavoro in parte amato ma soffocante ed
estenuante, sicuramente da cambiare.
hai tanto tempo davanti, mi dicono.
ma comincio ad averne anche tanto dietro.
e non so bene che farne.
come conciliare il tutto.
dove recuperare le energie necessarie a scegliere una strada che mi porti
lontano, o almeno da qualche parte.
il mio cervello si limita a un quieto ronzio, a verificare che le funzioni
di base siano espletate.
ma tutto il resto?
sono troppo vecchia per scrivere?
No, cara Ametista, non sei troppo vecchia per scrivere.
Non lo saresti neppure se avessi 90 anni. In ogni caso sei "dentro" la
fascia d'età di cui si occupa ARIA.
Che buffa cosa, dire "sei dentro" a qualcuno che si sente tanto "fuori".
"Sei dentro" è un'espressione molto in voga tra i ragazzi - almeno lo era
fino a qualche anno fa, ma poi le mode... E quanto sarà una "moda", cioè
qualcosa che passa col tempo, il modo di viversi lesbica o il modo che "la
gente" ha di considerare le lesbiche? Speriamo, almeno, che sia una moda, e
di quelle che passano presto. Termine duro, lesbica, si usa quasi con
provocazione. Gay sembra più... come dire... "educato". Inutile ricordare la
meravigliosa isola di Lesbo, sa di mielosa pacca sulle spalle. Di troppo
dire che "gay" viene riferito soprattuto agli omosessuali maschi. Anche su
questo, quanto ci sarebbe da dire...
Non mi sembra, a leggerti, che la questione "lesbica" sia la cosa che più ti
addolora. Mi sembra come una specie di "aura", un vapore che circonda tutto,
e che pure aggiunge la sua dose di sofferenza non indifferente. Per esempio,
gli amori, gli incontri, la loro possibilità.
Ci sono cose che non sono giuste, eppure non sembra di poterci fare molto -
o nulla - per risolverle: la fame nel mondo, un certo modo di fare politica,
i ghetti di ogni genere e sorte... che resta da fare? Adattarsi?
Forse ciascuno di noi trova il suo modo di adattarsi a tante ingiustizie,
difficoltà, carenze e impossibilità, di ogni genere e sorte. Ciascuno ha la
sua dose.
E quindi? Non so... forse l'adesivo no, ma la proposta, la possibilità di
proporsi... chissà. E chissà come. Sarebbe tutto da discutere.
Mah... non lo so... non ho risposte e non credo che neppure te le
aspettassi. Ma una mano, tra tutti, ce la possiamo dare? Uno spazio per
pensare insieme, ce lo possiamo regalare? Sennò, in attesa che le "mode" di
tutti i tempi possano essere spazzate via, cos'altro ci può aiutare?
Ti abbraccio,
Eleonora