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Aria - spazio d'ascolto per adolescenti e giovani



Ditelo a dARIA - archivio messaggi di novembre - dicembre 2004


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Messaggio di Atmo del 10/11/04
Volevo ringraziare della vostra risposta.
Sono sempre più convinto di venire a trovarvi,perchè con le vostre parole avete fatto centro ai quesiti che ogni giorno mi pongo:come la vivo la mia bisessualità nei confronti degli amici,della famiglia?
Bè,la risposta è semplice ma anche crudele:è un segreto. Non lo sa nessuno. Solo una mia cara amica,con la quale mi confido...ma il suo aiuto non è il massimo, anche perchè da parte sua c'è attrazione fisica nei miei confronti,e quindi cerca sempre di farmi"cambiare idea".
Vivere l'esperienza bisessuale è emozionante ma allo stesso tempo sconvolgente, perchè si provano emozioni e sensazioni totalmente diverse dalle sensazioni che si provano nella sfera sessuale etero.
Non voglio assolutamente discriminare sensazioni ed emozioni delle persone eterosessuali,anche se la maggior parte delle persone lo fa nei confronti dei gay.
Il discorso comunque è molto ampio e soggettivo,quindi vorrei davvero parlarne a voce con voi.
Aspetto notizie.
Ciao.


Sono molto lieta di esserti stata un po' utile. Ti ricordo quindi che nella pagina "info" trovi i nostri orari e numero di telefono: puoi anche chiedere di me, se credi, ma non è indispensabile. Naturalmente non possiamo proseguire il dialogo in questa pagina, ma è possibile scriverci per una risposta privata all'indirizzo aria@comune.torino.it oppure eleonora.arduino@comune.torino.it, segnalando il nick "atmo" che hai usato per questi messaggi.
A presto!
Eleonora
Messaggio di Atmo del 09/11/04
E' la prima volta che mi trovo a scrivere a persone che forse potrebbero aiutarmi o darmi dei consigli.
Da due anni ho scoperto di essere bisessuale, sono attratto sia dai ragazzi che dalle ragazze nello stesso identico modo. Posso volere bene, amare un ragazzo come posso farlo anche con una ragazza.
Sono convinto che questo provocherà in chi legge una convinzione su di me di una persona che nn è capace a decidere quale sia la cosa giusta.
Possiamo amare indistintamente dal sesso di appartenenza?Cosa mi ha portato a provare sentimenti e attrazione sia fisica che psicologica nei confronti dei ragazzi?
Spero in una vostra risposta...e sono sicuro che nn sono il solo a pormi queste domande. In tutti noi è presente una componente bisessuale...che prima o poi può uscire allo scoperto. E secondo me è un bene!
Un abbraccio e ringrazio per avermi dedicato questo spazio, anche se piccolo, di sfogo.


Caro Atmo, qualche esperto di cui non ricodo il nome diceva che non c'è niente di più personale e variegato che l'ambito della sessualità. Ed io aggiungerei, di più misterioso. I motivi per cui si può provare attrazione e amore (nota che mi riferisco sia all'aspetto puramente fisico che a quello afffettivo) per una persona del proprio o dell'altro sesso, sono davvero molto... personali, appunto. Quindi non si possono tirare conclusioni affrettate e non è corretto inchiodare in categorie precostituite nessuno. Certamente l'incontrare "il doppio" (le persone del proprio sesso) e incontrare "l'altro" (le persone dell'altro sesso) sono due esperienze molto diverse e ugualmente ricche di implicazioni e di bellezza. Questo per quel che riguarda la cosiddetta "bisessualità", ma non è il solo modo, diverso dall'etorosessualità...
Del resto, c'è da considerare che man mano che gli orizzonti mentali si ampliano, che le culture si incontrano, man mano insomma che entrano in crisi modi di pensare e vedere che si ritenevano inamovibili e la circolazine di esperienze cresce, ciascuno di noi - anche nel suo piccolo - scopre possibilità, anche psichiche, nuove. Che poi, magari, così nuove non sono neppure, se si guarda alla storia.
Detto ciò, però, tu come stai? Perchè provare certi desideri può anche inquietare, mettere in qualche modo in crisi, creare problemi insomma, per motivi personali e culturali, di immagine e di identità. Questa credo sia la domanda più importante: come la vivi tu? come te la cavi nelle tue relazioni amorose, amicali, sociali, familiari? Del resto è un interrogativo valido per ogni genere di tema che ci riguardi...
Ti abbraccio affettuosamente e ti ricordo che noi siamo qui ad ARIA, anche per approfondimenti più personali.
Eleonora
Messaggio di Lena del 05/11/04
Ringrazio per la risposta...incontrarsi di persona...li si va già più sul complicato...ho paura di ammettere anche con me stessa quello che sto diventando...l'ho scritto qui per la prima volta...in fondo a volte è facile crearsi una vita parallela in cui non si è soli...non so se sono pronta a rinunciarci...a farne a meno...
In fondo avrei tutto per essere felice mi fanno notare quando provo a far sentire che non lo sono ci si chiede perchè...e allora il erhcè lo invento...ma so che in realtà sono smeplicemente giù di morale...in realtà non so a cosa sono dovute le crisi d'ansia...so che i opprimono il petto...mi impediscono di respirare...e mi metto a piangere...ma il motivo non lo so spiegare...mi chiedono perchè piango...come posso rispondere non lo so...


Se vuoi possiamo continuare a parlarne qui, finché forse troveremo il modo e il momento di incontrarci. Perché alle volte solo poter stare con il proprio dolore e con la presenza di un altro mette in moto misteriosi processi dentro di noi. Qualche motivo del tuo malessere già lo accennavi nella lettera precedente: il lavoro che non sta bene con quello che sei, il ricorso agli ansiolitici, una famiglia forse un po' particolare, la fantasia che diventa non più tanto un motore per costruire progetti ma una sorta di rifugio (almeno così mi pare di aver capito, se mi sbaglio scusami).Parlo di malessere perché le difficoltà della vita, ancorché dolorose, non sono una malattia. Spesso sono accompagnate, queste difficoltà, da scarso amore per noi, da parte degi altri e da parte di noi stessi. E volersi bene vuol dire anche accettarsi, sapersi guardare e specchiare negli altri (beh, non in tutti :-)! ).
Ti auguro un buon fine settimana.
Un abbraccio.
ALdo
Messaggio di Frens del 02/11/04
Vorrei almeno una parola di conforto.sos.
Mio padre ,65 anni ,ha l'amante gia' da piu' di 30 anni ed è audioleso come mia madre. Lei lo sa e litigano spesso. Io non capivo il perche' ultimamente, di un malessere strano, ci doveva essere qualcos'altro, e adesso inizio a sospettarlo.
ultimamente ho fatto dei conti in famiglia e nn capivo perche siamo stati sempre poveri, con in banca una cifra bassa, non so dove va' a finire circa la meta' dello stipendio d entrambi, visto che non va in banca, secondo i miei calcoli, gia' da tanto tempo. Datemi un consiglio anche perche' mia madre non reagisce e io ho paura di mio padre.


Caro Frens,
capisco come tu ti possa sentire... quando si scoprono certi fatti o situazioni della propria famiglia così delicate e magari ignorate per anni, è sempre un impatto molto doloroso. Molto spesso, da bambini, si ha un'immagine dei propri genitori un po' idealizzata: si pensa che siano quasi perfetti, o che dovrebbero esserlo. Invece sono umani, con tutti i problemi e i difetti di noi tutti esseri umani. Anche se comprensibile, giudicare e condannare non è giusto. Nel tuo caso, non so quanto sia possibile parlare a tuo padre francamente, come si dice "da uomo a uomo", certamente per farlo con successo bisognerebbe potersi accostare con comprensione, o quanto meno con la volontà sincera di capire, di sapere la verità, la sua verità. E così per tua madre. Questo potrebbe aiutare te, ma non certo risolvere o cambiare una situazione che loro hanno creato con le loro scelte, discutibili magari, ma loro proprie, da adulti, alle quali infine hanno diritto. Ci sono alcune domande che sorgono nel leggerti, ma forse sarebbe bene poterti rispondere in privato per approfondire. Quindi, se credi, puoi scrivermi all'indirizzo eleonora.arduino@comune.torino.it per una risposta più accurata.
Con simpatia
Eleonora
Messaggio di Marco del 02/11/04
Ciao!
sono un visitatore di vecchia data di Aria. Sono venuto nel 1995/96 perchè non riuscivo ad accettare la mia omosessualità. Ad ARIA ho trovato un ambiente protetto e accogliente dove ho potuto effettuare un percorso, a volte doloroso, non solo di accettazione ma anche di fierezza della mia condizione. Oggi sono un ragazzo sereno, che ha trovato il coraggio di vivere senza nascondersi. Sono persino riuscito a dirlo ai miei genitori, cosa che non avrei mai creduto possibile.
Scrivo per incoraggiare tutti gli adolescenti in difficoltà, che hanno bisogno di qualcuno con cui discutere e confidarsi, a superare i loro timori e varcare la soglia di ARIA. Non ve ne pentirete.
Coraggio!


Marco Ci ha fatto molto piacere il tuo messaggio, Marco, sia perchè così abbiamo modo di verificare che il nostro lavoro insieme ai ragazzi è veramente utile (e non sempre è possibile questa verifica), sia perchè hai sentito il bisogno di lanciare un incoraggiamento ai tanti ragazzi e ragazze che si trovano in difficoltà, anche per problemi simili ai tuoi. Noi siamo qui, li aspettiamo tutti con piacere...
Affettuosamente
Eleonora