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Le prime notizie relative al borgo San Donato risalgono al 1536, quando le truppe francesi devastarono l’abitato e distrussero la chiesetta. La via San Donato fu intitolata al santo nel 1835: l’appellativo sostituì il precedente "strada del Martinetto" (dai magli o martinetti, azionati dall’acqua del canale della Pellerina).
Il borgo, pur essendo esterno alle mura, godeva di una posizione privilegiata, trovandosi sulla strada reale di Francia. Vi si sviluppò un sistema di irrigazione degli orti particolarmente efficace.
Più tardi si diffuse l’industria alimentare: Bosio e Caratsch fondarono la prima fabbrica di birra e P.P. Caffarel, nel 1826, rimodernava un laboratorio di cioccolato famoso ancora oggi. Fiorì anche l’artigianato, grazie al canale di Torino, che forniva energia di facile impiego per cardare stoffe e lane, per la produzione di maiolica e per numerosi piccoli opifici.
Esisteva infine un’altra zona, quella del Bruciacuore, a metà di via San Donato, abitata dalla popolazione più povera del quartiere. Qui avevano sede due importanti concerie: la Martinolo e la Fiorio. Verso la fine del secolo XIX il quartiere si estese intorno a corso Francia e via Cibrario - con alcuni notevoli esempi di edifici in stile Liberty - e fu aperto corso Regina Margherita.
Oltre il borgo San Donato si sviluppò la borgata Campidoglio. La sua nascita è strettamente legata alla storia della cinta daziaria del 1853. Il tracciato segnava la forma della Città con un grande muro con aperture (barriere) e strutture per l’attività daziaria: piazza Bernini, che era la barriera di Francia, ne è un esempio. Le prime borgate a ridosso della cinta cominciarono a svilupparsi verso il 1880: tra queste, quella del Campidoglio, sorta su un territorio rurale e originata da un piano privato di lottizzazione. Il nome della borgata pare derivi dai Campi del signor Doglio.
A ovest del borgo Campidoglio si trova il quartiere Parella, nato da cascine sorte dalla trasformazione di precedenti strutture agricole medievali. Con il piano regolatore del 1908 la Città di Torino sancì un ulteriore sviluppo urbanistico verso ovest e qui vennero tracciate vie di grande scorrimento. Nel 1911 fu eretta la nuova cinta daziaria che, da piazza Massaua fino alla barriera di Pianezza, tracciava i confini del nascente quartiere. Diverse le denominazioni delle aree di questa zona: Tesoriera, per l’esistenza della lussuosa villa settecentesca e del parco; Lionetto; Basse di Dora; Pellerina; Porta Rossa. Il toponimo Parella, a unificare tutta questa vasta area, comparve negli atti del Comune solo nel 1930: conserva la memoria dell’antico casato dei Marchesi San Martino di Parella, primi proprietari dell’omonima cascina.