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Politica Urbanistica

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Il Forum è chiuso!

Sono riportati, in sola lettura, i messaggi relativi ai contenuti del documento "Indirizzi di politica urbanistica", liberamente scaricabile dal sito internet http://www.comune.torino.it/indirizzipoliticaurbanistica/.

|Spedito da Assessorato all'Urbanistica

Inviato il lunedì 30 giugno 2008 - 16:30

Attraverso il presente Forum intendiamo mettere a disposizione un canale di comunicazione volto a raccogliere riflessioni, commenti, richieste di chiarimento in merito al documento "Indirizzi di politica urbanistica", approvato dalla Giunta comunale lo scorso 10 giugno, ed ai temi da esso sollevati.
Il dibattito all'interno del Forum sarà affiancato da momenti di discussione aperta che saranno variamente attivati sul territorio cittadino.
Ritengo che tale fase di consultazione pubblica possa esplicarsi nel corso indicativamente dei prossimi 4 mesi, al termine dei quali, a partire dalle sollecitazioni pervenute in merito ai vari argomenti di discussione, sarà predisposto il documento finale da sottoporre all'approvazione del Consiglio Comunale.
Sarà mia cura, laddove emergano maggiori sollecitazioni, intervenire a mia volta nel Forum, anche se auspico che venga percepito, in primo luogo, come uno strumento di "messa in rete" di tutti i cittadini interessati a prendere parte ad un dibattito che spero ricco e proficuo.

L'Assessore all'Urbanistica
Mario Viano

Spedito da Giangi

Inviato il mercoledì 02 luglio 2008 - 12:52

San Mauro Torinese essendo l'unica cittadina della prima cintura di Torino sprovvista di un sistema di trasporto efficiente su rotaia (ed anche ecologico), mi chiedevo quali siano i progetti futuri in campo, dal momento che la seconda linea di metropolitana terminerà nella stazione Rebaudengo, senza toccare minimamente la città che può contare su 20.000 abitanti e in continua espansione, ed è anche sede di un importante polo industriale del Pescarito dove ad esempio trova posto la sede delle cartiere Burgo.
Dal momento che probabilmente la linea di metropolitana toccherà altri punti (anche se già ampiamente serviti da ferrovie), non si potrebbe essere in grado di costruire una linea anche metro-tramviaria protetta che possa anche raccogliere utenza dalla collina, dai quartieri a nord est di Torino e dalla S.S.11 (proveniente dal Chivassese) e dalla zona di Castiglione T.se –Baldissero - Gassino che giungerà al ex scalo Vanchiglia, futuro movicentro cittadino.

Perciò pensiamo che sia arrivato il momento di investire anche se pur in maniera contenuta verso quest’area, sfruttando anche infrastrutture di prossima realizzazione.
La linea inoltre grazie alla sua morfologia sarà utile al trasporto dei turisti durante il 2011 e dopo, in quanto transiterebbe nelle immediate vicinanze della futura esposizione floreale e paesaggistica del parco Arrivore-Meisino, e raccoglierebbe numerosa utenza: dalle zone del Chivassese, in quanto la linea interscambierebbe la SS.11 in molti punti; da San Mauro Torinese dove vi sarebbe il capolinea; dalla zona di Borgata Rosa – Sassi; dalla collina e da Pino T.se, e dalla zona Barca-Bertolla - Pescarito - Pragranda (in espansione abitativa) in più dai comuni di Gassino, Castiglione e San Raffaele Cimena che potrebbero interscambiare a Sambuy.

Il percorso che interscambierebbe anche la M2 (collegamento con stazione Rebaudengo, ferrovia per l’ aereoporto) a Vanchiglia, si manifesterebbe quindi come una pratica e veloce porta di ingresso alla città, nella quale si potrebbe instradare come una comunissima linea di tramvia sotterranea/protetta, anche grazie al futuro tunnel tramviario sotto il centro cittadino (asse XX settembre – Roma – Porta Nuova), o come una tramvia protetta comune raggiungendo Porta Susa.
I costi di questo collegamento sarebbero anche contenuti dal momento che i tratti in superficie sarebbero parecchi e non bisognerebbe sottopassare alcun fiume.


Le zone del San Maurese (e comuni limitrofi)purtroppo, essendo sprovviste di un polo scolastico di grado superiore gravano su Torino, generando e garantendo continuamente molta utenza, la quale non può più essere soddisfatta dalle linee bus interurbane.

Perciò chiedo gentilmente che venga presa in considerazione l'ipotesi di costruzione di una breve tratta di metropolitana leggera a basso impatto che partendo dallo scalo Vanchiglia (ma con possibilità di espansione verso Porta Susa) prima di giungere alla ex manifattura tabacchi, sottopassi il viale Regio Parco e parte della annessa area verde della Colletta, per poi, tramite la costruzione di una passerella (a due piani) ad uso pedonale al piano superiore e ferroviario al piano inferiore, superare il Fiume Po (nell'area che in futuro vedrà la costruzione del tunnel della SS. 11) e entrare nel Parco del Meisino, dove passerà in un breve tratto sotterraneo per poi, una volta affiancato il viale Agudio riuscire e con un percorso a raso raggiungere il ponte diga, che opportunamente allargato, con la costruzuione di un "ponte affiancato", potrà ospitare la coppia di binari e raggiungere senza alcun impiccio (passando per i terreni destinati alla superstrada e non edificati-bili), raggiungere starda San Mauro, da qui in sotterranea sarà facile raggiungere il centro abitato e affiancando il Ponte XI settembre terminare nella zona Sambuy.
Ovviamente si potrà anche creare una diramazione che oltrepassata strada San Mauro giunga all’ Autoporto Pescarito e la nuova Laguna Verde in progetto a Settimo – San Mauro (area ex Pirelli).

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 03 luglio 2008 - 7:49

quando spariranno i parcheggi da via roma e zona centrale da cui si parla ormai da mesi?
quando finalmente avremo anche a torino linee tramviarie con effettiva priorità semaforica (vedi esempi in francia)?

|Spedito da metamizolo

Inviato il mercoledì 02 luglio 2008 - 23:09

Ottima la proposta della linea metropolitana-tranviaria per la zona di San Mauro.
Io, in quanto studente, mi permetto di evidenziare come continuino a non essere servite le maggiori sedi universitarie: la linea 2 potrebbe facilmente passare dall'Ex Italgas di corso Regina Margherita (nelle vicinanze sorgerà anche la Cittadella del Cinema), futura sede di Giurisprudenza e Scienze Politiche, e soprattutto da Palazzo Nuovo, sede di Lettere e Filosofia, vicino al quale ci sarebbero anche Piazza Vittorio e la Mole.
Semplicemente, invece che attraversare il Regio Parco la metro potrebbe passare la Dora più ad est per fare una fermata in corso Regina e una in via Verdi, per poi proseguire lungo via Po raggiungendo il precedente percorso da Piazza Castello in poi incrociando, tra l'altro, il Politecnico.
Mi chiedevo inoltre se non si potesse far passare anche più vicina allo stadio, sarebbe perfetto convogliare i tifosi direttamente dai treni...
saluti, Daniele Consoli

|Spedito da vb

Inviato il giovedì 03 luglio 2008 - 11:26

Buongiorno,
vorrei innanzi tutto ringraziare per l'opportunità di dialogo, sperando che sia un dialogo vero, con la presenza fissa dell'Assessore o dei suoi collaboratori a commentare qui sopra le opinioni dei cittadini e alimentare le discussioni.
Il documento è molto interessante, anche se ovviamente un po' aulico: ciò che interessa ai cittadini è capire dove passerà la metro o come si risolveranno i problemi di traffico.
Per questo motivo vorrei cominciare da una esigenza specifica: i collegamenti con l'aeroporto di Caselle, un aeroporto che è fortemente limitato rispetto alla crescita e al ruolo di stimolo che potrebbe avere per il territorio, anche per via della difficoltà di raggiungerlo in maniera comoda ed economica (l'argomento tra l'altro riscuote sempre grande attenzione sui blog torinesi).
Le attuali alternative al mezzo privato sono veramente pessime, non c'è bisogno di dilungarsi. Nel lungo termine va bene la ferrovia interrata, anche se ci si chiede il perchè dello spreco dei lavori del 1990; ma nel frattempo? Mentre ci compiacciamo dei bei piani aulici, non si potrebbe cominciare a metter su in due settimane e con poca spesa una linea di bus no-stop da Porta Nuova / Porta Susa (o in alternativa da M1 Marche, integrandosi così con la metro ed evitando il traffico) via tangenziale e superstrada ogni 15-20 minuti, come in qualsiasi media città europea? Troppo facile? Un attentato agli utili (privati) del costosissimo multipiano Sagat? :-)
Segnalo anche che la decisione di abbattere la sopraelevata di corso Grosseto è totalmente scriteriata, s'è vista la devastazione portata dall'abbattimento di quella di corso Mortara (mezza città spaccata in due, anni di vita persi dai torinesi in coda, brutture cementizie per allargare il ponte di via Stradella, ecc.) e forse non è il caso di compiere per la seconda volta lo stesso errore: va bene disincentivare l'auto, ma comunque l'auto non può sparire, quello è il principale asse di circonvallazione interna della città e distruggere una delle poche infrastrutture di velocizzazione del traffico che già abbiamo mi pare onestamente demenziale.
Spero di poter avere qualche risposta in merito.
Grazie,

|Spedito da RoRo

Inviato il giovedì 03 luglio 2008 - 12:43

Come premessa, vorrei dire che la situazione viaria di Torino è abbastanza “disastrosa” sia nel capoluogo che in periferia.
Bisogna anche considerare che per come è strutturata sul territorio la città, risolvere i problemi di viabilità è abbastanza facile.

Il concetto base che deve essere la partenza di ogni ragionamento è che i mezzi di trasporto (auto, autobus, moto, ecc.) sono stati inventati, concepiti e hanno la funzione di spostare le persone. Il diritto della gente di muoversi liberamente è sacrosanto!
Ma oggi questo diritto stà diventando costosissimo, (vedi costi di Auto, Benzina, Assicurazioni, ecc.) e tragicamente lento (eccesso di traffico e code perenni).
Alternative ? mezzi pubblici (ma anche loro sono lenti e scomodi e fanno la loro bella parte di inquinamento) o bicicletta (potrebbe andare bene per corti tragitti e con la quantità di traffico presente si rischia la vita).
Quindi ? Le vetture ferme in coda nel traffico non fanno la loro funzione di movimentare le persone e soprattutto inquinano!
Secondo me due sono le strade da intraprendere per questi problemi.

La prima è mettere in condizione i mezzi di potersi muovere nel modo più veloce possibile, quindi cercare di eliminare le cause del blocco, cioè incroci e semafori e alto traffico. Come fare?
Gli incroci si eliminano con sottopassi o sopraelevate che servano a velocizzare i flussi (non come il sottopasso di c.so Regina che è un imbuto da 2 corsie a 1 e serve solo a creare ingorgo con conseguente camera a gas in pieno centro), devono essere delle piccole autostrade cittadine per spostarsi velocemente dal centro verso la periferia.
Per i semafori la soluzione sono le rotonde. Grandissima invenzione che deve essere sfruttata in ogni posto possibile, ce ne sono già alcune anche in grossi incroci (vale sempre il principio che mezzo fermo consuma, inquina e fa perdere tempo).
Per quanto riguarda la viabilità esterna alla città, cioè la Tangenziale, è chiaro a tutti tranne a chi dovrebbe fare qualcosa che quella attuale è assolutamente inadeguata a sopportare il carico di traffico, necessita della quarta corsia almeno nel tratto tra Rivoli e Borgaro, ma soprattutto necessita del collegamento di “chiusura” a Est, cioè quello già in progetto e in fase di costruzione, tra l’autostrada TO-MI all’altezza di Brandizzo e l’autostrada TO-Piacenza con nuovo ponte sul Po. Questo è l’unico modo per distribuire il traffico della tangenziale e alleviare lo snodo di Rivoli.
Il problema dell’alto traffico si riduce solamente dando una valida, efficiente e competitiva alternativa al mezzo privato. Cioè il mezzo pubblico. E qui siamo al secondo punto.

Siccome una delle soluzioni al traffico è dare un servizio pubblico veloce, puntuale, sicuro ed economico, le soluzioni sono:
il Treno per gli spostamenti extraurbani, ma al momento c’è molto da lavorare su questo argomento, e la Metropolitana per quanto riguarda la città. Ma quella stupenda interrata in costruzione, non quella “leggera” di superficie che non da valore aggiunto.
Costa certo, ma andare sottoterra è l’unico modo per dare un servizio come chiede la gente. Torino su questo argomento è indietro di decenni, ma ora si deve recuperare il tempo perduto e fare delle linee che colleghino il centro cittadino con la periferia e quindi permettano a chi deve entrare in Torino per lavoro di lasciare la propria auto alle porte della città.
Questo è anche un sostanzioso aiuto alla riduzione dell’inquinamento. La Metro non inquina e neanche le vetture che NON entrano in città di conseguenza non inquinano.
Purtroppo la situazione attuale della Metro in Torino è monca. Abbiamo una linea 1 che è lontana ad essere completata e si parla già della linea 2, da ottimizzare come tracciato e con la chicca di farla in “esterno” sul c.so Orbassano per ridurre i costi !!! Ma come si fa anche solo a pensare a una soluzione del genere per un’opera che durerà centinaia di anni per risparmiare un po’ di soldi?
La linea 1 così com’è serve solamente a quei pochi fortunati che c’è l’hanno sottocasa! È assolutamente incompleta, perché deve andare fino a oltre Rivoli a nord (per prendere tutto il bacino di utenza della valle di Susa) e deve andare fino a Moncalieri dalla parte opposta (mentre ora si fermerà in P.za Bengasi).
Tornando al discorso di prima, vince ed è utilizzato, chi riesce a dare il servizio migliore e più competitivo, cioè bisogna invogliare la gente a lasciare la macchina e a prendere la Metro perchè è meglio !

È anche vero che una volta ultimate queste opere rimane “intasata” la zona “collinare” che costeggia il fiume Po, che va da Gassino a Sassi con un’unica strada da percorrere e proseguendo sul c.so Casale fino a Moncalieri, tutta questa fascia è attualmente ingolfata di traffico. Le soluzioni sono quelle descritte.
Grazie dell’opportunità e
Saluti

|Spedito da mquemque

Inviato il giovedì 03 luglio 2008 - 14:20

Restando in tema Università, trovo assurdo che il polo universitario di Grugliasco, che già ora ospita due intere Facoltà (Agraria e Veterinaria) e che in futuro accoglierà anche tutti i corsi di laurea dell'area scientifica, non abbia beneficiato di un'apposita fermata della linea 1 della metro..
All'estero interventi urbanistici di così grande peso per una città, come un polo universitario, non vengono sviluppati senza tenere in massimo conto l'aspetto logistico!

Spedito da nicola back

Inviato il giovedì 03 luglio 2008 - 18:56

Trovo entusiasmante l'idea di servire una volta per tutte San Mauro T.se, e abitando a Gassino , il quale è messo ancora peggio riuscirei benissimo ad arrivare a San Mauro dove lascerei la macchina e salirei sulla metropolitana per arrivare in poco tempo a Torino, la linea essendo in buona parte sotterranea e cmq priva di attraversamenti sarebbe anche veloce....
Purtroppo come ben sappiamo la zona precollinare non verrà mai presa in considerazione a favore di comuni già ben serviti escludendoci continuamente da opportunità del genere!!!

|Spedito da mara

Inviato il mercoledì 09 luglio 2008 - 9:16

Esprimo le mie perplessità sul passante di Corso Marche. Abito a pochi metri dal punto dove dovrebbero intersecarsi ferrovia, autostrade e quant'altro. Ma noi residenti dovremmo pensare di cambiare casa? E i disagi e oneri economici del residenti chi li valuta? E' allucinante pensare di avere un tale movimento sia nel sottosuolo che in superficie. Neanche chi abita a ridosso della tangenziale ha una tale concentrazione di linee. Spero che venga effettuata una scelta diversa.Ringrazio per l'opportunità di esprimere in questo forum il mio disappunto

|Spedito da ROBERTSTER

Inviato il mercoledì 09 luglio 2008 - 12:53

via botticelli-piazza derna.
siamo a circa 10' dal centro storico, i mezzi pubblici sono efficenti; il problema e'che da via botticelli verso l'autostrada e' considerata zona industriale ,per me e' assurdo e penso unico in italia.
2° punto, sempre in via botticelli negli stabilimenti ex alfa romeo da circa 20 anni non e'
ancora stato fatto nulla, sono in un degrado vergognoso e si sono, in questi anni, gia' trovati
due cadaveri(omicidi)all'interno dei medesimi.ho
parlato con l'allora presidente della sesta circoscrizione dott.ssa Artesio,la quale mi assicurava che a breve sarebbe venuta una coop,sono trascorsi anni e non e'venuto nessuno
assurdo! all'interno e' un rifugio a volte di clandestini prostitute etcc...in oltre e'nelle immediate adiacenze del parco della colletta che unito al mesino e'il piu'grande parco d'europa
di questo ne patisce tutta la popolazione residente, rendendo il quartiere sempre piu' degradato.
mi affido al suo buon senso, ripeto i mezzi pubblici, la metropolitana, l'ospedale g.bosco, il proseguimento autostradale to-mi,il raccordo con le tangenziali etcc..e'ottimo manca solo un po' piu'di attenzione!!!
grazie

Spedito da Wolly

Inviato il mercoledì 09 luglio 2008 - 17:27

Quali progetti per la zona Madonna di Campagna / Borgo Vittoria? Se la zona é abbastanza ben servita dalle linee 52 e 10 per contro é difficile spostarsi sull'asse Est-Ovest (ad esempio da via Massari a Piazza Sofia (il 62 é una linea fantasma...).

Inoltre visto il crescere delle unita' abitative nella zona di via Gandino, via Ala di Stura occorrerebbe favorire l'apertura di attivita' commerciali per evitare che la zona si trasformi in un dormitorio.

|Spedito da simone g.

Inviato il giovedì 10 luglio 2008 - 11:15

Mi chiedevo da quando, in una città come Torino, piena di verde e morfologicamente molto bella con i suoi fiumi e colline, si inizierà a costruire SOLO piste ciclabili, soprattutto nella zona centrale, obbligando così i turisti del centro (e non i residenti ovviamente)a giungere con mezzi pubblici, e lasciando soprattutto respirare la città.

Proposta: tutto il centro off limits (come a modena per esempio, nonostante abbia molto meno traffico), solo pedonabile o ciclabile da corso vittorio, corso bolzano, corso san maurizio, lungo po. incremento dei mezzi dalle zone maggiormente abitate come san paolo e barriera di milano o santa rita e grandi parcheggi un po' distanti dal centro come a milano (lampugnano, lambrate), cosicchè chi viene in centro può in macchina lasciando l'auto fuori dal centro e prendendo il pulmann, oppure può arrivare direttamente con i mezzi.

|Spedito da giò

Inviato il giovedì 10 luglio 2008 - 13:39

Il presidente della regione Piemonte Mercedes Bresso, nel giugno 2008 ha chiesto, attraverso i mezzi stampa, di dare avvio ad un forum di discussione, sulle proposte e indirizzi dei nuovi siti sanitari.
Pertanto ritengo doveroso interventire, facendo alcune considerazioni in merito ai progetti in itinere e quelli di prossima realizzazione, per ora in mano ai progettisti da lei incaricati.
L'esclusione del sito della zona Avio quale nuovo Centro per il Polo di Eccellenze, ritengo che sia stata una scelta sbagliata, dettata non dal buon senso ma da scelte meramente politiche.
I centri di salute, in special modo, un centro di eccellenza, la cui fruizione deve avvenire non solo da parte dei cittadini torinesi ma anche da parte di tutti i piemontesi, deve essere costruito, per convenienza economica, funzionale e temporale, in un luogo dove esistono già delle infrastrutture.
La zona dell'ex Avio al Lingotto, riunisce tutto senza costruire nulla di nuovo.
C'è la stazione ferroviaria che permette agli abitandi di fuori Torino, che non voglio utilizzare l'auto, di raggiungere agevolmente la zona, c'è la tangenziale per chi preferisce l'auto, una zona per i parcheggi pensando anche a quelli già esistenzi dell'Area Lingotto, 8 Gallery, e oggi quasi del tutto inutilizzati, e poi non ultima la metropolitana.
Cosa volere di più? C'è già tutto .. e poi molti centri di eccellenza vengono proprio costruiti vicino a ospedali che possono supportare eventuali emergenze
Ed è alla luce di quanto appena indicato che invito la presidente, a nome di molti cittadini torinesi e non, ad essere concreta nelle sue scelte, e non ipotetica, con un occhio di riguardo al portafoglio della Regione e l'altro al vero buon senso come vuole la Costituzione italiana.

|Spedito da maria

Inviato il venerdì 11 luglio 2008 - 10:16

Approfitto dell'occasione data per segnalare il degrado, la sporcizia, lo spaccio e quant'altro dovuto, a mio parere, dal trincerone di via Saint Bon in disuso da decenni.
Abito in via Giaveno 28 da 13 anni e posso testimoniare che la vecchia ferrovia attira soltanto spacciatori e drogati.
E' possibile sapere se c'è un progetto di risanamento?
grazie
Distinti saluti Maria Frattaruolo

|Spedito da CARLA

Inviato il venerdì 11 luglio 2008 - 12:22

OK PER LE PISTE CICLABILI IN CENTRO....FACCIAMO RESPIRARE LA CITTA'....MA NON DIMENTICHIAMO I RESIDENTI CHE HANNO NECESSITA' DI LASCIARE LA PROPRIA AUTO DA QUALCHE PARTE NON AVENDO GARAGE O POSTO AUTO A DISPOSIZIONE!!!
E' INUTILE PROPORRE DEI PARCHEGGI SOTTERRANEI A 80/140 EURO MENSILI...NON TUTTI POSSONO PERMETTERSI QUESTA NUOVA "TASSA".
D'ACCORDO QUINDI SULLA NECESSITA' DI UN CENTRO OFF LIMITS, PIU' BELLO E PIU' SANO, MA, RIPETO, NON DIMENTICHIAMO CHI CI VIVE ED HA "NECESSITA'" DI POTER POSTEGGIARE LA PROPRIA AUTO NEI PRESSI DI CASA, COME QUALSIVOGLIA ALTRO CITTADINO SUL TERRITORIO METROPOLITANO, SENZA DOVER PAGARE LE CIFRE SU ESPOSTE!!!!
GRAZIE PER L'ATTENZIONE.

|Spedito da alby_85

Inviato il sabato 12 luglio 2008 - 12:22

Un buongiorno a tutti i lettori e grazie per averci dato questa finestra di dialogo.
Mi domandavo se il progetto di cui si parla circa la seconda linea di metro sia inserito in una pianificazione lungimirante sui sistemi di trasporto cittadini o meno.
Il mio augurio è quello che se manca, presso gli uffici tecnici comunali, un piano diciamo quarantennale sul futuro sviluppo dei mezzi pubblici della nostra città e del suo interland, che si faccia.
Occorre, a mio giudizio, avere una visione di insieme su quali siano e quali saranno le necessità e lo sviluppo urbanistico di Torino, e dopo un'approfondita analisi pianificare un sistema organico complessivo che veda un'integrazione tra i vari mezzi di trasporto: passante, metro, mezzi di superficie e tutto il resto.
Trovo molto più intelligente prevedere, per esempio, sin da ora, un piano completo di (azzardo ma non troppo) 4 linee di metro che coprano la città in modo adeguato, e procedere alla realizzazione per gradi, per passi: magari si inizia tra 5 o 6 anni con la seconda, poi, dopo averne fatta una buona parte, passare alla terza e poi, ripetendo l'iter, alla quarta. Nessuno si scandalizzò quando a Milano, negli anni '50, si parlava di tre linee di metro, che poi, per step successivi, vennero realizzate, partendo dalla rossa e giungendo solo 30 anni dopo all'apertura della terza.
Spostando l'attenzione su Torino, mi domando cosa se ne farà del tunnel sotto via Stradella una volta che la ferrovia Torino Ceres verrà spostata sotto corso Grosseto. Sui vari forum si caldeggia che la M2 possa, dopo la stazione terminale di Rebaudengo, indirizzarsi verso Dora e tagliare la popolissima circoscrizone 5 proprio sui binari posti sotto via Stradella. Alcuni azzardano addirittura una M2 fino all'aeroporto Sandro Pertini, prendendo il posto della ferrovia Torino Ceres, rendendo così inutile il costosissimo tunnel sotto corso Grosseto. E' una proposta che ha il suo senso a mio giudizio, ma francamente non mi piace l'idea che per andare da Porta Nuova fino alla circoscrizione 5 si debba fare un percorso (Vanchiglia) a dir poco assurdo.
Insomma, il tutto a mio giudizo andrebbe ripensato, considerando il fatto che alla nostra città due metro non bastano e che almeno una terza andrà fatta...ma va deciso adesso dove passerà.
In tale ottica si avrà in futuro un sistema intelligente e funzionale, dove tutto è al posto giusto, evitando errori nati dalla scarsa lungimiranza che, a mio dire, caratterizza in genere la realizzazione di queste infrastutture nel nostro paese.
Grazie per l'attenzione.

|Spedito da marcobava

Inviato il lunedì 14 luglio 2008 - 15:20

LE EX AREE INDUSTRIALI DOVREBBERO ESSERE VINCOLATE A VERDE PUBBLICO PER ALMENO 3 RAGIONI:
1) INQUINAMENTO DEL TERRENO INCOMPATIBILE CON L'USO RESIDENZIALE
2) RESTITUIRE AI CITTADINI IN TERMINI DI USUFRIBILITA' CIO' CHE E' STATO LORO TOLTO DALLE DISECONOMIE ESTERNE IN TERMINI DI INQUINAMENTO INDUSTRALE
3) EVITANO SPECULAZIONI EDILIZIE ED INCREMENTI DI INDICI DI DENSITA'.

marcobava@email.it

Spedito da jekill49

Inviato il domenica 13 luglio 2008 - 2:03

Perche' ci sono zone di torino, vedi borgo San Paolo/Cit Turin, continumente "tartassate", ad esempio in via Bussoleno ci passano ripetutamente nella stessa giornata, dagli ausiliari del traffico a multare le auto in divieto di sosta, che poi di quei divieti ci sarebbe da discutere sembrano messi apposta per fare cassa!!!, ed altre, io prendo ad esempio via Luisa del Carretto in cui non ci mettono neppure neanche il naso, e pensare che l ci sono macchine posteggiate sugli scivoli sui marciapiedi e sulle poche strisce per non parlare degli angoli della vie, insomma tutti punti in cui gli addetti ai parcheggi non possono chiedere l'oblazione, e questa situazione va avanti per tutto il giorno ?!?!?

|Spedito da luigi

Inviato il lunedì 14 luglio 2008 - 15:26

Io vedo che in citt si fanno molte spese inutili compresa la creazione di piste ciclabili praticamente non frequentate da nessuno se non per portare a passeggio i cani. Spesso si pensa che se c'e' una cosa la gente la utilizzi in realta' non e' cosi. Torino non e' Modena, non e' Amsterdam dove poi e' anche vietato andare in bici sulle strade e si va solo sulle piste ciclabili, Torino e' una citta' di grandi estensioni dove tra l'altro c'e' molto pendolarismo dalla cintura e provincia e non si puo' pretendere che la gente al mattino usi la bici per andare a lavorare. Piuttosto si pensi a fare almeno altre 2 linee di metropolitana se non si vuole congestionare il traffico.

|Spedito da marcobava

Inviato il lunedì 14 luglio 2008 - 17:17

Sul tema uso della bicicletta vorrei fare tre considerazioni:
1) in centro ci saranno le piste ciclabili ma mancano i porta bici:
2) manca una normativa che consenta di percorrere in bici i marciapiedi a bassa velocita' dando la precedenza ai pedoni
3) mettere le piste ciclabili fra posteggio auto e marciapiede o con protezione di pali.
marcobava@email.it

|Spedito da sciurus

Inviato il mercoledì 16 luglio 2008 - 10:19

Premesso che l'arrogarsi il diritto ad usufruire dell'auto per andare in ogni luogo soprattutto a livello di attraversamento del centro urbano rappresenta una logica senza alcuna sostenibilità ambientale, rimane il fatto che nei decenni l'aver promosso una logica di flussi di persone e mezzi di carattere radiale convergente verso il centro cittadino, senza la realizzazione di centri direzionali esterni ha creato una grave congestione di traffico all'interno dell'antica cinta daziaria urbana.
Sul piano dei trasporti pubblici, analisi di flussi-passeggeri forse errate nel corso di molte Civiche Amministrazioni ha portato infatti -eccezion fatta per la mancanza di un'unica linea urbana che percorra sia i corso Moncalieri che Casale- ad un accettabile sviluppo di direttrici di trasporto nord-sud all'interno della città (vedasi la metropolitana leggera 4), trascurando l'asse est-ovest, che con l'eccezione della linea 1 metro non può contare di efficienti e frequenti linee di trasporto pubbliche che attraversino la città dall'area collinare alla cintura occidentale e viceversa.
Inoltre per quanto concerne il trasporto privato, in mancanza dell'ormai in fase progettuale tangenziale est,si è giunti in questi anni al collasso di traffico pure sulla cittadina direttrice nord sud, non essendoci quasi più vie in grado di by-passare il centro città.
In attesa di faraonici progetti, è a mio modo singolare la constatazione che mentre nelle città europee più avanzate quando si scelgono i percorsi di nuove linee metropolitane queste compiono numerose curve di galleria per servire più quartieri avendo infatti un proprio tracciato separato,e le linee di autobus urbane sono invece alquanto rettilinee sapendo di risentire del traffico privato, a Torino succede l'esatto opposto:
La metropolitana ora come ora serve solo i dimoranti su Corso Francia e Vittorio Emanuele II, mentre linee urbane come la 75 a nord e le 17 e 74 a sud, costringono i propri autisti a far da spola fra una zona residenziale e l'altra, fra un mercato rionale e l'altro, fra una scuola ed una fabbrica, dovendo servire a stento un pò tutte le utenze ad esse circostanti.

|Spedito da lèon

Inviato il mercoledì 16 luglio 2008 - 10:52

concordo con quanto scritto dal sig. Giò.
pensare di porre la futura "Cittadella della Salute" in quel di grugliasco è l'ennesima cattiva valutazione, sia dal pdv logistico, sia dal pdv...sanitario.
Ricordo a tutti e alla giunta Chiamparino, che in quella sede sorgerà, contro il volere dei cittadini, l'inceneritore del Gerbido, che genererà diossine, PCB, e particolato di varie dimensioni, che di sicuro non aiuterà le condizioni di salute dei degenti della futura Molinette II.
Anzi, alcune strutture verranno messe nel parco dell'inceneritore, per illudere meglio i cittadini, in palese violazione della tutela della salute sancita dalla C.I.

Concordo anche sulla necessità di servire l'aeroporto S.Pertini, a prescindere dal carico passeggeri e voli previsto in continua discesa, eventualmente con una linea metro o servizi alternativi (di superficie, a rotaie o gomme), e di servire l'asse al di là del Po (da chivasso a san mauro) già fortemente penalizzato dai trasporti in alternativa alla realizzazione della tangenziale est.

x quanto riguarda le piste ciclabili, molto deve essere fatto, anche per far decollare il progetto di bike sharing. chissà come mai la gara d'appalto è andata deserta? forse perchè con la nostra situazione di traffico, rischierebbe di essere un flop commerciale?

db - medico di medicina generale e continuità assistenziale

ps. spero nelle risposte della giunta o comunque nella creazione di uno spazio per ufficializzare delle proposte alternative dei cittadini alle circoscrizioni o al consiglio comunale.

|Spedito da marcobava

Inviato il mercoledì 16 luglio 2008 - 15:10

UN tema importante e determinante per l'impatto urbanistico dei nuovi edifici e' il tema del completamento urbanistico: il nuovo edificio deve essere della stessa tipologia di questo esistente. Non si puo' completare un capannone industriale altro 4 metri con un plazzo alto 35 metri!
www.marcobava.eu

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 17 luglio 2008 - 7:47

basta con i luoghi comuni!
la linea 4 non è una "metropolitana leggera" ma una semplice linea tramviaria vittima dei capricci del traffico e dei semafori.
gli inceneritori non sono dei dispensatori di inquinamento: andate a vedere le realizzazioni all'estero ma anche in alcune isole felici in italia

|Spedito da sciurus

Inviato il giovedì 17 luglio 2008 - 11:29

Senza voler prendere a tutti i costi le difese di tutte le scelte comunali in materia di piani del traffico, alcuni interventi precedenti sul forum denotano la miopia del viaggiatore sull'area torinese che non utilizza servizi che ridurrebbero il traffico e lo smog , come lasciare l'auto nei parcheggi di interscambio già attivi come quelli Caio Mario e Stazione Stura (quest'ultimo in multipiano e connesso alla stazione interrata della linea 4, che quindi tanto tramvia senza protezioni non mi sembra proprio), pur di non privarsi del mezzo privato per un solo istante lungo il proprio percorso.
Purtroppo il Prg crea anelli verdi collinari e la gente riempie i parchi di avanzi di pic-nic, purtroppo si parla di nuove infrastrutture e poi prosaicamente ad oggi la gente in salita su un mezzo pubblico non dà nemmeno precedenza a chi scende, si parla di piste ciclabili e poi un pedone, oltre a rischiare sulle zebrate pedonali per via degli automobilisti stile formula Indy, dovrebbe avere specchietti retrovisori cutanei per vedere il ciclista alle proprie spalle sopraggiungente su comuni marciapiedi...

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 17 luglio 2008 - 14:07

continuiamo a non capirci. il 4 è una normale tramvia protetta che non ha nulla a che vedere con una "metropolitana leggera" che dovrebbe, per lo meno, disporre della priorità a TUTTI i semafori (mai andati anche solo a lione ad esempio???) e non solo alle 2 rotonde di c.so giulio cesare (se, quando funzionano) + con quel buco nell'acqua della soluzione 5T che non prioritizza un bel nulla.

Spedito da liuk

Inviato il giovedì 17 luglio 2008 - 20:03

D'accordissimo!!!!il 4 è una tramvia alla stregua del 3!!!una metropolitana leggera e tutt'altra cosa probabilmente con il fantatunnel sotto il centro ci si potrebbe avvicinare a concepirla come metropolitana leggera, aggiungendo però dei semafori che diano assoluta priorità al mezzo!

|Spedito da Antonio

Inviato il giovedì 17 luglio 2008 - 21:55

Non capisco perché la futura linea 2 debba effettuare nella zona nord il percorso illustrato (non serve a nessuno una linea lungo il trincerone). Lo scopo della metropolitana dovrebbe essere quello di ridurre il traffico automobilistico, non quello di valorizzare zone della città semi-abbandonate. Perché non una linea che partendo da piazza Sofia percorra via Botticelli, i corsi Grosseto, Potenza, Lecce, Trapani (con interscambio linea 1 in piazza Rivoli), Siracusa, Orbassano e poi prosegua? Questo tracciato decongestionerebbe alcune zone critiche della città molto inquinate a causa del notevole traffico (per es. piazza Derna e Rebaudengo e i corsi citati) e servirebbe realmente ai cittadini. Già è stato commesso l’errore di non realizzare la linea 1 lungo l’asse Nord-Sud, quello lungo cui è sviluppata Torino, non mi sembra il caso di commetterne un’altro. Mi chiedo anche perché per la linea 1 non è previsto il passaggio dalla stazione lingotto, che ha un bacino di utenza sicuramente maggiore del polo fieristico, che ospita eventi per brevi periodi dell’anno; in nessuna città la metropolitana passa vicino ad una stazione ferroviaria senza prevedere una fermata.

|Spedito da sciurus

Inviato il venerdì 18 luglio 2008 - 10:07

Nuovi impianti di metropolitane leggere erano stati previsti in vecchi Piani come nella giunta-Novelli, di certo non più attualmente. Quantomeno esse danno maggior confort al passeggero rispetto alle tramvie tradizionali..
A partire dal Prg di Gregotti di inizio anni '90(spine 2 e 3) si è deciso invece di puntare sui boulevard di scorrimento alla Parigina come progettato nell'800 dall'urbanista Hausmann.
Tali viali, a partire da Corso mediterraneo e Lione fino, per adesso, a Corso Inghilterra lungo il Passante Ferroviario di eterna cantierizzazione, sono però costellati di gigantesche palificate per lampioni mio avviso troppo impattanti.
Tali pali bianchi sembrano delle attrezzature di cantieristica navale, e poco invogliano a rendere attraenti le zone già risanate da tali lavori.
Per quanto il Prg predichi certamente uniformità d'intervento, mi auguro che non tutti i ricoprimenti ferrovisri della città constino di palificate così abnormi, per quanto illuminanti aiuole abbellite dalle scelte artistiche dell'esperto olandese Rudy Fuchs (vedasi ad esempio le opere di Giuseppe Penone e dello scultore Mario Merz).

|Spedito da www.marcobava.eu

Inviato il venerdì 18 luglio 2008 - 11:56

Tornando alle realizzazioni civili su ex aree industriali credo sia comunque importante congelare ogni decisione di realizzazioni al termine di una riflessione che porti ad una votazione su una possibile delibera su:
1) INQUINAMENTO DEL TERRENO INCOMPATIBILE CON L'USO RESIDENZIALE
2) RESTITUIRE AI CITTADINI IN TERMINI DI USUFRIBILITA' CIO' CHE E' STATO LORO TOLTO DALLE DISECONOMIE ESTERNE IN TERMINI DI INQUINAMENTO INDUSTRALE
3) EVITANO SPECULAZIONI EDILIZIE ED INCREMENTI DI INDICI DI DENSITA'
INVECE SI STANNO DELIBERANDO INTERVENTI NUOVI INTERVENTI SU: SPINA 3 (EX VITALI) E MIRAFIORI AREE ACQUISITE DA COMUNE CON TNT.
www.marcobava.eu

Spedito da Assessorato all'Urbanistica

Inviato il venerdì 18 luglio 2008 - 15:42

La lettura dei messaggi inviati evidenzia, e la cosa è di sicuro interesse, l’attenzione al problema della mobilità cittadina ma anche metropolitana.
Le “linee di indirizzo” che abbiamo pubblicato e posto al centro della discussione nel presente forum sono fortemente caratterizzate dall’assunzione di questa tematica; molte delle scelte localizzative strategiche sono infatti definite in base al criterio dell’accessibilità garantita dal trasporto pubblico con il passante ferroviario, con l’asse di corso Marche e dalle linee di metropolitana, in particolare la 2 in progetto.
L’emergenza del problema ambientale legato al traffico soprattutto privato non è più eludibile e, come sottolineato da alcuni di voi, non semplicemente riconducibile alla diffusione dell’uso della bicicletta favorito dalla rete delle piste ciclabili o a pedonalizzazioni che sicuramente devono essere estese non solo nell’area centrale.
L’incremento e la razionalizzazione del trasporto pubblico su ferro travalica i confini comunali, la città di Torino è infatti “usata” da molte persone che si spostano dai comuni limitrofi quotidianamente per motivi di lavoro, di studio.
In questo senso l’Agenzia per la Mobilità metropolitana sta sviluppando il progetto di valorizzazione delle reti ferroviarie regionali che dovranno intensificare le frequenze dei passaggi, con un cadenzamento concentrato nelle fasce di punta.
Nei messaggi sono esplicitate in particolare le attuali difficoltà nella zona Nord Est, dei comuni pedecollinari che, in base alle previsioni del PRG vigente, dovranno in prospettiva essere serviti dal tunnel che, sottopassando il Po, raggiungerà lo Scalo Vanchiglia, ove sarà possibile interscambiare con la linea 2 della metropolitana per l’accesso al centro cittadino. La realizzazione della nuova linea di metropolitana dovrà farsi carico di intercettare anche questi flussi ed in fase di progetto e di definizione del soggetto attuatore potrebbe essere inserito anche questo intervento viabile.
Parallelamente si richiama l’importanza della facilità d’accesso con il mezzo pubblico quale elemento centrale per decidere la localizzazione di funzioni quali la Città della salute e l’Università. In questo caso l’asse di corso Marche avrà un ruolo centrale.

Questa non è che una prima e sintetica risposta, questi temi importanti dovranno certamente essere affrontati nei momenti di dialogo che si organizzeranno a partire da settembre.

L’Assessore all’Urbanistica
Mario Viano

|Spedito da Pinotto

Inviato il domenica 20 luglio 2008 - 18:41

Buongiorno, volevo parlare a proposito di Metropolitana, a parte che andrebbe completata la linea 1 in tempi rapidi chiedendo i fondi promessi a Roma, sia per il prolungamento a sud che quello ad ovest, prevedendo nel contempo un grande parcheggio d'interscambio (almeno 1000 posti a Cascine Vica) per non ripetere l'esperienza del Fermi (sempre pieno) già alle 8 di mattina dei giorni feriali.
Volevo porLe alcuni quesiti sulla linea 2:
Ai tempi in cui è stata realizzata la linea 1, a Porta Nuova era stata fatta una "predisposizione" ora leggiamo che li dovrebbe passsare il 4, onestamente credo che interrare il 4 sia oltre che costoso, inutile se rimane concepito come linea tramviaria, in centro non c'è lo spazio per fare fermate ravvicinate di tipo tramviario, mentre se fosse una linea metropolitana allora le cose cambiano perchè mediamente le fermate comprendono 2 o anche più fermate tradizionali di tram o bus.
Ad esempio non può replicare tutte quelle di via XX Settembre, peggio ancora al ritorno lungo le vie Milano e San Francesco d'assisi (l'unica possibile la vedrei in piazza Palazzo di Città). In virtù di questo, credo che quella predisposizione troverebbe il suo naturale utilizzo facendovi transitare la linea 2, oltretutto nell'ottica di una graduale chiusura del centro storico (dopo averlo ben servito di mezzi pubblici) parte del parcheggio sotto via Roma potrebbe essere utilizzato per allocarvi le stazioni (una in piazza CLN o San carlo e l'altra in piazza Castello, sfruttando come entrata/uscita la rampa sotto alla Torre Littoria.
Francamente non vedo l'utilità dell'interscambio alla fermata Re Umberto.

|Spedito da Pinotto

Inviato il lunedì 21 luglio 2008 - 13:50

Buongiorno, Le scrivo ancora per porLe un'altra questione in merito ai trasporti.
Leggo su un noto forum di torinesi molto competenti in materia (sono un loro affezionato lurker)che ci sono delle proposte alternative al passaggio della linea 2 a Re Umberto (come già Le avevo scritto l'ultima volta), oltre che da Porta Nuova c'è una proposta che pur servendo il Politecnico propende per l'interscambio totale delle 2 linee di metro con la stazione di Porta Susa.
Se come si vocifera, verranno ridotti di molto i treni a Porta Nuova perchè non approfittare dei cantieri aperti per valutare questa ipotesi e magari preparare al rustico l'eventuale stazione?
Sempre per approfittare dei lavori in corso, come scritto da un lettore su Specchio dei Tempi, si potrebbe prevedere (e mettere in opera i lavori) per portare la Metro2 fino a Dora FS anzichè fermarla a Rebaudengo. Almeno in quella zona sopportano i lavori tutto in una volta ma poi avrenno solo benefici e livello di mobilità urbana.
Se vuole separatamente le potrò fornire le coordinate per il forum, così potrà andarci a dare un'occhiatina. Non occorre iscriversi per leggere, troverà cose interessanti.

|Spedito da sciurus

Inviato il lunedì 21 luglio 2008 - 15:05

Il Piano Regolatore dovrebbe prevedere un'equa distribuzione di nuove opere nei diversi ambiti cittadini.
Per la tangenziale est sembra che la Valutazione di Impatto Ambientale sia stata bene accolta anche dai comuni interessati ai cantieri nel Chierese.
Non sono sicuro che invece il beneficio per l'asse dei Corsi Moncalieri e Casale sia poi così significativo a tale opera conclusa, laddove vi è molto traffico locale in quella zona, non di solo attraversamento veicolare nord sud.
Opere quale un nuovo sottopasso veicolare presso la Gran Madre non saprei se allevierebbero le code come invece non svolgono appieno la loro funzione in tal senso i recenti sottopassi delle Molinette, di P.zza Rivoli ed, ahilui in modo più grave data la sua ristrettezza di sede stradale, quello di Piazza della Repubblica.
Si dovrebbero stimare meglio (forse all'eccesso)i flussi di traffico prima di optare in questo modo per tali mini-sottopassi...

|Spedito da Pinotto

Inviato il lunedì 21 luglio 2008 - 16:32

A proposito di tunnel stradali, come suggerisce sciarus, ci sono speranze che prima o poi il tunnel di corso Spezia veda la luce aldilà della ferrovia? Se si, con che tempistiche? L'ho percorso una volta per vedere l'opera, è bello, ben illumininato, ma purtroppo così monco serve a poco, invece sarebbe veramente utile se arrivasse almeno in corso Sebastopoli.

Spedito da osservatore

Inviato il lunedì 21 luglio 2008 - 22:11

Ma quanti cambiamenti i questa bella Torino. Oggi il consiglio comunale dovrebbe avere licenziato la variante per la costruzione del grattacielo INTESA-SANPAOLO. E' possibile sapere quanto sarà effetivamente alto? In questi mesi ne abbiamo sentite di tutti i colori, ora che la variante è stata approvata diteci almeno quanto sarà alto e quando inizieranno e finiranno i lavori.

Spedito da Alex

Inviato il martedì 22 luglio 2008 - 10:41

Buongiorno a tutti. Metropolitana, passante ferroviario, linee tramviarie protette con priorità semaforica, ecc. Io sono un forte sostenitore di questi mezzi di trasporto e poi una città come Torino che vanta lunghi viali ordinati diventerebbe meglio di altre città europee. Certamente i soldi per realizzare queste opere non cascano dal cielo.

Ma io voglio fare un passo indietro: mentre si cercano i fondi e le giuste idee per tali realizzazione iniziamo con le cose più piccole.

Per esempio nelle ore di punta (credo 6-10 e 15-19) i mezzi pubblici dovrebbero avere una frequenza di passaggio di MASSIMO 5 minuti. E' scandaloso attendere anche 15 minuti un pullman come il 2 e tante altre linee che ognuno di noi può testimoniare. Se invece esci da lavoro e sai che il pullman o tram lo aspetti massimo 5 minuti sei incentivato a lasciare l'auto a casa. Col tempo se i mezzi pubblici si riempiono si comincia a tracciare una linea gialla lungo una corsia ed ecco pronta una corsia riservata.

Ecco che di conseguenza l'Agenzia per la Mobilità e tutti gli Enti coinvolti si sentono "obbligati" a trasformare le due linee gialle ai lati delle carreggiate in una corsia CENTRALE (ripeto CENTRALE e non laterale come la linea 10) riservata e con priorità semaforica come in molte città della Francia. Le linee della metropolitana col tempo arriveranno. Il torinese non fa mai il passo più lungo della gamba. Iniziamo a riempire i pullman così la GTT è costretta a mettere i passaggi ALMENO ogni 5 minuti e gli Enti si ritroveranno spiazzati e dovranno costruire le metropolitane più velocemente.

Diamo inizio alla RIVOLUZIONE TORINESE.

|Spedito da sciurus

Inviato il martedì 22 luglio 2008 - 12:11

In merito agli interventi urbanistici di grande portata, i residenti di Corso De Nicola si chiedono perchè il tanto faticato a farsi Parco di forma in pianta a Clessidra in zona ospedale Mauriziano rimanga per molti tratti una landa desolata, dopo appena 25 anni di lavori, i discepoli delle teorie urbanistiche si meravigliano della zigzagante recente nuova corsia gtt di corso Traiano a Mirafiori, laddove notoriamente i performanti mezzi pubblici autosnodati a trazione a metano possono permettersi il transito sulla corsia di marcia più veloce, mentre a Santa Rita grazie anche alla bocciatura di benedetti progetti di parcheggi pertinenziali da parte della Chiesa locale, in un quartiere saturo di traffico, dalle scorse Olimpiadi si è rinunciato al transito di C.so Sebastopoli nei pressi dello Stadio Olimpico.
Ben vengano le isole pedonali, un pò meno,come nel caso appena citato, i corsi che perdono i loro sbocchi naturali,e nel caso sia di quest'ultimo Corso che di quello intitolato alla città di Racconigi nel quartiere San Paolo ci si domanda se le più recenti scelte di Politiche urbanistiche prevedano ancora per il futuro l'installazione su tali assi di scorrimento dei Mercati Rionali nel viale e dell'imbottigliamento generale nei controviali, oppure se la collocazione delle vendite al dettaglio possa essere riconducibile alle normative europee (mercati al coperto in aree ben individuate)..

|Spedito da vaporoso

Inviato il martedì 22 luglio 2008 - 12:25

Buongiorno,
riguardo a problemi di sottopassi "monchi" nei vari PRG e Piani del Traffico, vi è il rischio che spesso la società Rete Ferroviaria Italiana non lasci scavare al di sotto dei propri binari, così si leggeva sulle cronache al proposito del sottopasso di corso Spezia, e così ho letto spesso relativamente alla Metro 1, sia ad un estremo del percorso (fra le stazioni Paradiso e Fermi nel comune di Collegno il percorso diventa parallelo e non secante la ferrovia), sia per la mancata interconnessione alla stazione FS Lingotto.
Quanto all'inutilità del sottopasso Spezia, esso quantomeno potrebbe alleggerire la pesante situazione di traffico diretto nelle domeniche soprattutto invernali al famoso centro commerciale ristrutturato dal famoso Arch. Piano.

Spedito da Giacomo88

Inviato il martedì 22 luglio 2008 - 20:53

Interessante articolo di ipotesi di 5 linee di metropolitana a costi zero riutilizzando infrastrutture già esistenti e inutilizzate

http://metrotram-sanmauro.blogspot.com/

Spedito da Osservatore

Inviato il mercoledì 23 luglio 2008 - 11:03

Buongiorno,
domandina da 1 milione di Euro.
Nella pianificazione urbanistica è stata prevista la tanto agognata linea 2 della Metropolitana di Torino. Condivisibile o no l'incrocio a Re Umberto con la linea 1, l'importante è che ci sia interconnesione, quello che resta oscuro ai più sono i tempi di realizzazione.
I problemi di traffico, inquinamento e salute dei cittadini non possono aspettare, la progettazione deve partire subito, i lavori al più presto, diciamo che in 5 anni a partire da adesso dovrebbe essere funzionante almeno nella sua configurazione cittadina, e dopo qualche anno (non troppi) arrivare nella prima e seconda cintura.
E' chiedere troppo?
La Regione, che normalmente finanzia tali opere, non può intervenire con una tassa di scopo in modo da avere i soldi per la sua realizzazione? Inquini? Paghi la realizzazione di opere pubbliche! Vuoi girare con catorci anteguerra per consegnare le merci? Bene paghi un tot di sovrattassa inquinamento che va in un fondo apposito, Idem con tasse autostradali e accise sui carburanti (anche se sono già cari)
Certezze sui tempi? Boh!
Grazie signor Assessore se vorrà dare una risposta pubblica.

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 24 luglio 2008 - 13:37

per carità! ancora tasse non mi sembra il caso. con tutti gli sprechi delle varie amministrazioni statali o parastatali di cui si sa (o non si sa), sarebbe meglio che i soldi venissero fuori da risparmi che è possibile senz'altro fare

Spedito da Marco

Inviato il domenica 27 luglio 2008 - 22:46

In concomitanza con i lavori del nuovo ponte sulla Dora in via Livorno, sotto la rotonda Orvieto/Mortara è prevista la realizzazione preliminare del mini tunnel ad una sola corsia per senso di marcia!

Tale mini tunnel è il proseguimento del più largo che arriva da corso Potenza (attualmente in costruzione) e che attraversando l'area Vitali condurrà a corso Vigevano mediante un futuro secondo tunnel.

Giungendo all'intersezione con via Orvieto, secondo i progetti, questo tunnel a due corsie per senso di marcia si dividerà tramutandosi in una strettoia.

Le corsie laterali (una per senso di marcia) saranno connesse alla viabilità a raso e le corsie centrali (una per senso di marcia!) proseguiranno sotto la rotonda Orvieto/Mortara.

Chiedo: non sarebbe opportuno proseguire sotto tale rotonda in modo omogeneo con tutte e quattro le corsie (due per senso di marcia) e prevedere semplici rampe laterali di ingresso e uscita?

Non oso immaginare l'effetto imbuto che altrimenti si verrà a creare là sotto con i rischi del caso!

Spedito da pendolare

Inviato il martedì 29 luglio 2008 - 9:51

Buongiorno, volevo chiedere al signor Assessore una cosa.
Quando è prevista l'apertura della fermata Zappata? Dove si trova esattamente la stazione fra il Mauriziano e largo Orbassano, passando sopra non si vede alcuna stazione. Ho notato un cartello all'angolo con via Tirreno lato caserme che indicava una specie di passo carrabile in discesa come "ZAPPATA"
Passando sotto col treno da Lingotto verso Porta Susa non si vede nulla.
Grazie signor assessore per la risposta.

|Spedito da frank

Inviato il martedì 29 luglio 2008 - 18:16

Abito a S.rita e con il riprendere del campionato di calcio il quartiere sarà invaso da auto e smog che chiaramente respiriamo noi. Invito l'assessore a venire quando la partita è terminata così si renderà conto del disagio e del traffico caotico.Perche non obbligate i tifosi ad adoperare i mezzi pubblici? grazie

|Spedito da ALE

Inviato il mercoledì 30 luglio 2008 - 7:19

Per quanto ne so la stazione Metro di Porta Nuova è stata costruita predendo un futuro interscambio con la linea 2, ora si decide di fare incrociare le due linee a Re Umberto, la quele non è predisposta. Che costo maggiore avrà questo cambiamento?

Spedito da linea17

Inviato il mercoledì 30 luglio 2008 - 13:15

La predisposizione a PN consiste semplicemente nelle paratie laterali di contenimento che vanno più in profondità rispetto alla stazione esistente. Lo "spreco" non sarebbe quindi scandaloso.
Però l'assessore e il Comune non hanno mai chiaramente spiegato perchè l'incrocio a Re Umberto sarebbe vantaggioso rispetto a Porta Nuova per numero di passeggeri, bacino di utenza ecc. ecc.

Una domanda: la società che il comune doveva costituire con le FFSS per il recupero e la valorizzazione delle aree ferroviarie dismesse dietro la stazione, che fine ha fatto? Non era un prerequisito per allungare il sottopasso di C.so Spezia?

ps
Vietare l'accesso a un intero quartiere ai tifosi sarebbe costosissimo e al massimo sposterebbe il problema nel quartiere a fianco. Ci vuole la M2 con fermate S.Rita e Filadelfia!

|Spedito da Ver

Inviato il mercoledì 30 luglio 2008 - 23:10

Nel documento si prende come esempio di buona riqualificazione delle sponde del fiume l'area Paracchi a ridosso della Dora , esempio per il futuro Parco Stura.
Si segnala invece che i cantieri risultanno bloccati da mesi, l'area, non ancora consegnata alla città, risulta in stato di abbandono e soprattutto manca un'adeguata informazione ai cittadini sulla conclusione dei lavori.
Sarebbe infine utile pensare ad un futuro per il Parco Dora con adeguati servizi ai cittadini.

|Spedito da Chiara

Inviato il giovedì 31 luglio 2008 - 16:44

Nel documento si cita l'area Paracchi quale esempio di recupero delle sponde fluviali onde replicarlo come buona pratica sul altre sponde...
Forse, pero', per Paracchi manca un piano attuativo in quanto al recupero non e' seguita la gestione, in termini di: manutenzione area (dopo 2 anni cantiere ancora aperto), sicurezza (circolazione di tossici e spacciatori). Per sintetizzare, nella realta' tutta Spina 3 - tanto promossa come esempio di recupero - e' un cantiere a cielo aperto e anche in questo piano urbanistico non vi e' menzione del recupero di edifici ex industriali fatiscenti.

Spedito da beppe

Inviato il domenica 03 agosto 2008 - 10:00

di ritorno da nizza, ho potuto finalmente provare il nuovo tram. invito i nostri assessori a fare un giro a nizza (anche la stagione è propizia). se si intende davvero rilanciare il trasporto pubblico e diminuire quello privato forse potreste trovare qualche idea. anche qui i semafori sono asserviti al passaggio dei tram che così non devono più fermarsi inutilmente. la tramvia corre in sede protetta e malgrado le proteste di commercianti e automobilisti (anche lì, tutto il mondo è paese) si è andati avanti pensando solo al trasporto pubblico a scapito di quello privato, il contrario di quanto accade qui dove le varie lobby di commercianti e automobilisti hanno sempre l'ultima parola. Eppure anche qui GTT ha presentato un dispositivo che con limitati costi di installazione potrebbe assicurare la priorità semaforica e quindi la velocizzazione dei mezzi, fattori che potrebbero senz'altro aiutare gli automobilisti a scegliere il mezzo pubblico e lasciare a casa l'auto. invece qui si continua a parlare di progetti faranonici che vedranno (se la vedranno) la luce tra molti anni. A proposito che fine hanno fatto i progetti dei 2 minitunnel su corso moncalieri?

|Spedito da Grande Puffo

Inviato il giovedì 07 agosto 2008 - 9:58

Si parla, giustamente, del progetto della seconda linea del metrò, ma, intanto, le periferie continuano ad essere danneggiate dalla mancanza di collegamenti veloci, anche su strada.

Per esempio il 57, che collega S. Mauro con il centro di Torino, costringe i pochi volenterosi che lo prendono ad un giro turistico per la Barriera di Milano. Non si potrebbe, almeno nelle ore di maggior traffico, istituire un “57 diretto”, che raggiunga il centro lungo via Bologna senza fermate intermedie fra piazza Sofia e corso XI Febbraio? Lo stesso discorso vale per le altre linee che arrivano da fuori città. E non si potrebbe istituire un “2 diretto” che faccia tutto il giro della città con un numero limitato di fermate?

Però c'entra poco con l'urbanistica, non si potrebbe istituire un "forum" sul trasporto pubblico?

Spedito da Vecchio Torinese

Inviato il martedì 19 agosto 2008 - 13:52

E' inspiegabile come l'interramento della Torino-Ceres non sia sfruttato per una linea di metropolitana, visto che l'abbandono del treno è dato per certo...
E pensare che chi lo progettò aveva già pensato anche alle fermate intermedie come quella di largo Giachino...
Scenari per una terza linea aiuterebbero a capire tali scelte...

|Spedito da Marco

Inviato il martedì 19 agosto 2008 - 20:42

Nel recente rifacimento dell'asse via Orvieto/via Livorno, si è persa l'occasione per incrementare la presenza di piste ciclabili in città.

Non è stato ritagliato uno spazio ciclabile nonostante la nuova ampiezza della via lo consenta, magari riducendo appena la larghezza degli spartitraffico o delle aiuole che in molti punti di via Livorno sono semplici sterrati o insiemi di sterpaglie secche nonostante il presunto impianto di irrigazione.

Credo che un piccolo investimento possa ancora permettere di realizzare una pista ciclabile nell'asse citato. A breve sarà utile per migliorare l'accessibilità dei cittadini verso i 450.000mq del nascente parco Dora.

Grazie

|Spedito da lore

Inviato il giovedì 21 agosto 2008 - 17:12

Pensando già a 3 linee di metropolitana invece che 2 si riuscirebbe a servire tutta la città, mentre con la configurazione attuale rimarrebbe tagliata fuori buona parte della città. A nord si possono utilizzare le ex trincee dello scalo vanchiglia e della ferrovia torino ceres mentre a sud una dovrebbe servire i siti olimpici e l'altra i quartieri san paolo e santa rita.
Cliccando il link si può vedere la planimetria
http://img299.imageshack.us/img299/1030/torinometrose1.jpg

Spedito da antonio

Inviato il lunedì 25 agosto 2008 - 11:27

concordo con lore...
anche l'agenzia metropolitana mobilità ha individuato lo scenario di riuso di torino-ceres come il migliore...
http://www.mtm.torino.it/05_mobilita/05c_piano_liea_2/piano_linea_2.html

si spederebbe il 20% rispetto ad una nuova linea scavata con tbm... perchè lo si è scartato???

la proposta delle tre linee andrebbe valutata seriamente...

|Spedito da www.marcobava.eu

Inviato il lunedì 25 agosto 2008 - 11:29

Un tema interrotto e quello del collegamento est-ovest della citta interrotto con l'abbattimento del sovrapasso di c.Mortara. Mancano 135 metri sopra la ferrovia per rimetterlo in funzione anche con un raccordo prefabbricato. Perche' la citta ignora da 2 anni queesta possibilita' scaturita dopo un sopraluogo con i tecnici del comune ? Costa troppo poco ?

|Spedito da anna

Inviato il lunedì 25 agosto 2008 - 11:47

In merito alle linee di metropolitana:

visto che la linea uno corre accanto alla ferrovia (ma il passante non poteva essere usato per gli stessi scopi), allora già che si svuota corso Grosseto per il treno, prepariamo al di sotto una galleria per la metro... poi agganciamo la torino ceres, giù fino a stazione dora, trincea di via cecchi (e riqualifichiamo la zona!) ed eccoci in centro con una terza linea a costo irrisorio!


si era parlato di prolungare la linea 3 tram fino a venaria... perchè non portare invece la linea tre della metro alla reggia?

per interscambio, abbandonare porta nuova è davvero incomprensibile: immaginate i turisti che tutti si aspettano a torino fare 1 (UNA) fermata di metro per dover poi cambiare con tutte le valigie

buona l'idea (che so condivisa da seri professori del Politecnico) di utilizzare i parcheggi di via Roma per il transito della metro, evitando un po' di scavi e sorprese archeologiche)

|Spedito da www.marcobava.eu

Inviato il mercoledì 27 agosto 2008 - 13:06

Altro tema su cui si fa spesso immagine sono le piste ciclabili, spesso realizzate con le sole striscie bianche o rosse, ma anche non manutenute sufficientemente da renderle utilizzabili E NON PERICOLOSE.

|Spedito da giuseppe.antonio

Inviato il sabato 30 agosto 2008 - 0:08

UN INTERESSANTE ARTICOLO COMPARSO IN LUGLIO SULLA POLITICA URBANISTICA DEL COMUNE


'''Chi disegna la nuova Torino?'''

da La voce del popolo - 06/07/08

Non godono di grande visibilità sui giornali cittadini, ma esistono e si moltiplicano gli osservatori che apertamente criticano la nuova politica urbanistica del Comune di Torino: revisione «soft> del Piano Regolatore, progetti ferroviari e di metropolitana in alcuni quartieri anziché altri, coivolgimento delle società immobiliari nelle scelte che riguardano il futuro. Roberto Gnavi, presidente di Italia Nostra, non risparmia critiche al recentissimo documento dell'assessore Viano «Indirizzi di politica urbanistica» e alla scelta di concentrare imponenti investimenti in zona Vanchiglia, rispetto ad altre zone della città. Secondo Gnavi gli indirizzi del Comune «sono un tentativo di dare una veste ideologica complessiva alle varianti urbanistiche che verranno introdotte in futuro su proposta degli investitori privati; il tentativo di rendere flessibile il Piano Regolatore, per farlo diventare più accogliente alle proposte economiche che provengono dai privati».

Non è ovviamente questa la spiegazione dell'assessore Viano, secondo il quale si sta cercando di restituire una «cornice politica» alle oltre 160 variano che dal 1995 ad oggi sono state applicate al Piano Regolatore di Torino e a quelle che si preannunciano per il fururo a partire dagli assi urbani della Spina centrale, del Po, di corso Marche e dello Scalo Vanchiglia. «Il Comune sta compiendo il grande sforzo di inquadrare il senso degli interventi che andremo a fare, sapendo che non è ancora stata varata la nuova legge urbanistica regionale, senza la quale non si può fare una vera revisione del Piano Regolatore». Abbiamo chiesto un parere tecnico all'architetto Giuseppe Abbate, docente di Urbanistica presso l'istituto universitario di architettura di Venezia. «Una vera riforma del Piano Regolatore di Torino - conferma il prof. Abbate - oggi non è possibile, in assenza di una riforma della legge urbanistica regionale, cui la Giunta Bresso comunque sta lavorando. La legge regionale (n. 56 del 1977) dev'essere cambiata perché applica ancora un modello di programmazione fondato sui "vincoli", mentre oggi serve una disciplina dello "sviluppo sostenibile", concertazione tra pubblico e privato, autonomia dei governi locali. È necessaria una nuova legge regionale, ma il ritardo si spiega anche col fatto che stiamo aspettando l'istituzione della Città metropolitana, che includerà tutti i comuni della cintura oltre a Torino, e che avrà il compito di pianificare e definire i modi dello sviluppo sociale, economico e ambientale.»

Ma in prospettiva è utile un nuovo Prg?
Il rifacimento totale del Piano Regolatore di Torino (cosa che lo stesso Viano esclude) appare inutile, dispersivo e inadeguato alla prospettiva di governare l'area metropolitana nei suo insieme. Correrebbe il rischio di configurare un eccesso di potere di Torino sugli altri comuni del territorio, eccesso del tutto arbitrario; né è realistico pensare che i "grandi problemi" dell'area metropolitana siano risolti solo dal capoluogo. Occorre davvero che la Regione si svegli e approvi velocemente la nuova legge urbanistica.

Quali rischi in questa fase di transizione?
Il rischio maggiore è quello della "deregolamentazione". Cioè che siano i grandi imprenditori, in accordo con la pubblica amministrazione, a pianificare la città senza che sia un piano complessivo, modificando a suon di varianti il Prg. Ultimamente si dimostra la tendenza a metter in campo progetti slegati tra loro e che non tengono conto delle esigenze del territorio (ad esempio i grattacieli della Regione o del Sanpaolo) e di affidare a questi processi di configurazione della città c'è il rischio di limitarsi a "mettere insieme" le iniziative che sono emerse o vanno emergendo a Torino, piuttosto che elaborare vere "strategie" di trasformazione urbanistica, con finalità ben definite e convenute con chiarezza. Fondare il governo della trasformazione territoriale su iniziative "messe insieme" non garantisce compatibilita e coerenza, né tanto meno un controllo degli effetti sul territorio.

Troppa improvvisazione?
Un tempo si dividevano le attività e le funzioni umane della città in "zone monofunzionali/omogenee" (anni '50-80), ma questo ha ghettizzato gH insediamenti, sia pur difendendo l'uso del territorio dalla speculazione edilizia. Che questa ghettizzazione vada in qualche modo superata, è da auspicare e per superarla occorre un nuovo Piano Regolatore. Nel documento di Viano sono presenti indirizzi possibili, ma non tali da controllare e contenere le casualità ed i conseguenti effetti negativi di essa. Uh esempio è la nuova "centralità" che si vuole assegnare alle stazioni ferroviarie (Porta Susa, Lingotto, Rebaudengo, ecc), come volano della città: tutto giusto, ma occore verificare se esistono altri interessi della popolazione e a questo proposito osservo che nel recente documento del Comune non si parla mai della gente, del bisogno di raccogliersi insieme. Si pensa che «istruire un agglomerato di servizi costituisca a priori un aumento della qualità di vita delle persone. Ma è sempre cosi?

L'assessore all'Urbanistìca ha spiegato di volersi muovere verso un «piano a maglie larghe», cioè più flessibile che abbracci l'intera area metropolitana...
Opportunamente Viano fa note che non servono più piani "disegnati" con schemi rigidi per il futuro, sempre meno prevedibile. Ma la rinunzia al "piano disegnato" non significa rinunziare ad una pianificazione. Questa oggi è da intendere come"codice", cioè come insieme di regole da osservare nelle trasformazioni che ci si troverà ad affrontare. Il piano regolatore del futuro dovrà insomma concentrarsi sul modo di gestire la trasformazione, sulle regole del gioco e sui processi, piuttosto che sul disegno ipotetico della città del futuro. Questo esempio esiste in Italia in regioni come la Toscana, l'Emilia Romagnia, l'Abruzzo.

In attesa dì una vera revisione del Piano Regolate cosa ha diritto di fare il Comune?
Aspettando che si sblocchino le questioni aperte (legge urbanistica, autorità metropolitana...), sembra possibile procedere con gli interventi di maggiore respiro, previsti dal Piano vigente o da varianti ad esso sull'Asse del Po, la Spina centrale, corso Marche, lo Scalo Vanchiglia, nonché con l'integrazione delle funzioni sociali di base. Ritengo che interventi di interesse locale in questi settori possano essere avviati purché conformi alle strategie del Piano vigente e purché non ne siano compromessi i piccoli interessi immobiliari eventualmente coinvolti (affittuari, proprietari d'abitazione, ecc). Tutto questo con un occhio di riguardo particolare alle fasce di popolazione debole, per le quali bisogna assolutamente prevedere case e servizi.

Quale Torino si profila, secondo lei, nel documento di «indirizzi» messi a punto dall'assessore Viano?
Intorno alle stazioni ferroviarie e agli altri luoghi cui si inrende riconoscere il ruolo di nuovi 'centri' della città cresceranno nuclei di edifici molto alti; e questi nuovi nuclei emergenti distribuiranno nella fascia semicentrale e nella periferia (ed oltre), slanciati verso il cielo, modificando sensibilmente il panorama della città.

Inarrestabile avanzata dei grattacieli?
Sì, ma non è questo il punto. Il problema è quello di individuare bene i nuovi "centri" della città, e non sbagliare questa valutazone perché sarebbe deleterio. Attorno ai nuovi centri si concentraranno servizi, funzioni, infrastrutture, ma servono anche luoghi di aggregazione popolare, piazze-mercato, dove la gente possa davvero convergere, ricca o non ricca, per svolgere le funzioni del quotidiano e per conoscersi. Un disegno della centralità torinese non può trascurare questa articolazione. Ih caso contrario, ancora una volta il risultato sarebbe una ghettizzazione; non più funzionale, ma sociale, tra chi si può permettere l'accesso alle nuove "zone centrali", per esempio attorno alle stazioni ed al Tribunale, e chi invece si deve accontentare delle "piazze-mercato" cosi come sono state consegnate dalla storia».

Questo problema si pone anche per il centro storico...
Certo. Anche in esso si tende ad una concentrazione di funzioni "rare" e costose, con sempre meno residenze se non per i più ricchi. Nel documento di Viano sembra di intendere un simile intento; ma siamo sicuri che sia condivisibile? Compete all'amministrazione comunale intervenire a garantire anche qui pluralità di ceti sociali e di funzioni a prezzi equi, investendo con programmi concertati (e cioè in collaborazione con privati proprietari, imprenditori, promotori finanziari) risorse che garantiscano la salvaguardia sia dei beni culturali che delle risorse sociali compresenti nel centro storico.

Gabriele Guccione

Spedito da beppe

Inviato il martedì 02 settembre 2008 - 11:24

il fatto è che qualunque cosa si faccia a torino, la mentalità "bogia nen" è sempre dura a cambiare ...

|Spedito da nadia

Inviato il martedì 02 settembre 2008 - 12:19

Buongiorno a tutti, vorrei segnalare la totale mancanza di mezzi pubblici che colleghino direttamente la zona PARELLA alla SPINA 3.
Attualmente per collegare le 2 zone occorre prendere almeno 2 mezzi pubblici, mentre ci sono 2 grossi corsi (appio Claudio e Mortara) che non vengono serviti da alcun mezzo e che potrebbero essere utilizzati evenutualmente per "allungare" la linea 28, spesso vuota perchè troppo breve.
A mio parere, creare un collegamento diretto fra le due zone sarebbe economicamente vantaggioso sia per accelerare lo sviluppo di spina 3 quanto per favorire gli utenti di Parella perchè permetterebbe di raggiungere più agevolemte una zona molto commerciale, dotata di diversi ipermercati,sede della Curia torinese e potenzialmente centro del nuovo terziario torinese.
E' per caso già stato previsto qualcosa in questo senso?
Ringrazio per l'attenzione e porgo i miei più cordiali saluti.
Nadia C.

Spedito da beppe

Inviato il mercoledì 03 settembre 2008 - 8:33

qualche tempo fa su un quotidiano vennero pubblicati i progetti di minitunnel in corso moncalieri (piazza gran madre e incrocio con corso fiume). visto che su tale asse viario code e traffico sono sempre presenti, quando finalmente si comincerà a fare qualcosa?

Spedito da m.c.b.

Inviato il domenica 07 settembre 2008 - 15:57

trovo lo sviluppo di questo nuovo piano urbanistico un ottima idea per rilanciare torino.
da vecchie zone ricreare nuovi poli attrattivi è quello che serve a questa città

i 3 assi (nord sud) sono progetti molto validi e dunque prioritari
come prioritara è una linea 2 della metro torinese la riqualificazione dell'area michelotti/granmadre e sempre in quell'area la costruzione del nuovo ponte e nfrastrutture attigue.

la realizzazione delle spine è stata molto validda in questi anni ache se si è caduti talvolta in architetture per me troppo "popolari"

per al futura spina 4 è da tener ben presente una riqualificazione di livello maggiore

per quanto il progetto della m2 lo trovo molto valido anche se la pecca del mancato interscabio con la stazione portanuova nn è da sottovalutare

vi ringrazio per questo spazio ove ogniuno possa esprimere consiederazioni sul futuro di torino

cordiali saluti

m.c.b.

Spedito da Vally

Inviato il lunedì 08 settembre 2008 - 8:33

Una piccola considerazione: Penso che molti cittadini vorrebbero possedere il cancellino virtuale della mostra "TO11 Biografia di una città" per eliminare realmente tutte le brutture vecchie e nuove di Torino. Pensi prima al progetto paesaggistico gentile Asessore Viano e poi a quello edilizio, solo così la nostra città potrà evolversi in maniera armoniosa,
senza traumi da grattacieli!

|Spedito da NADIA B

Inviato il mercoledì 10 settembre 2008 - 13:18

Perchè non porre l'attenzione sulla possibilità di una mobilità eco sostenibile attraverso l'uso di vere PISTE CICLABILI come ho visto a Copenhagen e a Berlino? in molti lascerebbero l'auto, renderebbero l'aria più respirabile, spendendo meno e facendo anche movimento che non guasta!Dopo essere stata nel nord Europa mi sembra impossibile non si adottino misure così ben funzionanti. Forse però nella città della FIAT suona male...

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 11 settembre 2008 - 8:08

bella idea, ma a torino resterà sempre un sogno. è una città costruita intorno all'auto. basta leggere sul principale giornale cittadino le proteste se vengono costruiti nuovi autovelox (giustamente, finalmente, evviva!!) mentre nessuno si accorge (nè fa nulla) della costante maleducazione degli automobilisti: doppie file, telefonini al volante, cinture??, velocità elevate, rossi bruciati. ma sto andando fuori tema. mi fermo qui.

|Spedito da clb

Inviato il sabato 13 settembre 2008 - 13:41

Assolutamente condivisibile l'idea della metropolitana verso San Mauro o Settimo, così tra l'altro,si farebbe finalmente qualcosa anche per il quartiere Barca-Bertolla dove vale il principio: "Cristo si è fermato a Eboli". Nel nostro caso "il Comune di Torino si è fermato alla Stura".
Per questo quartiere consideriamo il fatto di costruire servizi e non solo sempre case, per evitare di creare sacche di disagio sociale sempre più forte e non compensato da offerte culturali ed educative adeguate. Ricordiamo che nella scuola del quartiere metà degli allievi beneficia del buono scuola per famiglie al di sotto dei 10.000 € di reddito.
Infine: fare piste ciclabili deve essere una priorità! Non possiamo prenderci in giro sulle tematiche ambientali se non incentiviamo l'unico mezzo di trasporto ad impatto ambientale positivo (non zero se consideriamo il beneficio in termini di forma fisica per chi lo utilizza)

Spedito da ENRICA

Inviato il mercoledì 17 settembre 2008 - 15:18

Comprendo molto bene che ognuno di noi vorrebbe una stazione della metropolitana sotto casa per raggiungere nel minor tempo possibile il posto di lavoro o di studio. Dare la priorità ad una linea di metro 2 verso San Mauro mi pare al quanto una follia. Cosa c’è di tanto importante a San Mauro e zone limitrofe? Vediamo un po’:

1) Un bacino di utenza di 30 mila abitanti, considerando che San Mauro ha solo 17.000 residenti. Il numero dei residenti è puramente indicativo. Non tutti si muovono tutti i giorni.

2) Nessuna fabbrica o azienda importante

3) Nessun centro commerciale o di svago e di divertimento

4) Nessuna futura espansione territoriale in quanto il territorio è collinare

5) Nessuna attrazione turistica o museale.

Attualmente è servita dal 57 e dal 61 con frequenze nelle ore di punta di 8 e 9 minuti e da linee extraurbane con orari molto diluiti.

Cosa dovrebbero pretendere allora gli abitanti della zona nord-ovest Dora-Stradella-Venaria-Borgaro-Caselle? Una vecchia ferrovia che non avrà mai la capacità di un trasporto efficiente mancando lo spazio nel passante. Un treno al massimo ogni 20 minuti non risolve i problemi.
Tante linee di autobus e tram che alla fine si intasano tra di loro creando solo disservizio e inquinamento.

Ben venga a una linea di metro 2 verso la zona Dora Madonna di Campagna.

Solo nella zona Dora-Mortara si sono insediate molte aziende che attirano circa 3500 dipendendi certi 5 giorni su 7 e gravitano su due grandi centri commerciali oltre a nuove residenze. Venaria è in continua espansione non solo abitativa ma turistica con la sua Reggia. Nei primi sei mesi del 2008 è stato il secondo sito visitato in Italia e Caselle è sempre un aeroporto dove i passeggeri sono sempre in continua crescita. I turisti della Reggia e i passeggeri di Caselle sono una utenza certa, al contrario dei teorici residenti di un comune.

Sono pertanto molto favorevole che la linea M2 intercetti a nord la zona ovest verso Dora-Venaria-Caselle e non verso San Mauro. Inoltre trovo molto dispendioso e costoso l’interscambio a Re Umberto anziché a Porta Nuova.

Come ho letto in altri forum perchè a costo zero non si prolunga la M2 lungo la galleria esistente di via Stradella? Abbiamo una linea già fatta senza spendere un solo quattrino. La ferrovia non si può far passare verso Leinì o la superstrada dell'aeroporto?

Spedito da Giangi

Inviato il mercoledì 17 settembre 2008 - 19:23

Correggo solo una cosa: San Mauro ha una popolazione di quasi 20 mila abitanti...certo sono la metà di quelli di Venaria, ma c' da contare che la metropolitana a San Mauro servirebbe anche la collina e tutti quei paesi a valle di San Mauro!
Voglio ricordare poi che l'Autoporto Pescarito, sede di alcune delle piu importanti industrie torinesi, E' COMPLETAMENTE ALL' INTERNO DEL COMUNE DI SAN MAURO TORINESE COMPRESO IL CENTRO COMMERCIALE PANORAMA!!
Non è vero che San Mauro non è in espansione ed il grande polo della Pragranda ne è la conferma.

Spedito da Enrica

Inviato il giovedì 18 settembre 2008 - 14:52

Caro Giangi, ho capito che abiti a San Mauro ma è un pò esagerato pretendere un mezzo di trasporto ad alta frequentazione per una zona con una bassa densità di popolazione. San Mauro non raggiunge i 19 mila abitanti, Gassino 9.000 e Castiglione 6.000. Tutti gli altri comuni che gravitano intorno alla collina hanno cifre molto basse.
Inoltre non ci sono insediamenti turistici che attirano utenza vera in termini numerici e l'autoporto non alimenta utenza come un ospedale, università o strutture simili. Al contrario la zona nord-ovest sta scoppiando in fatto di mobilità, trasporti e viabilità e si arriva al collasso anche nel fine settimana. Sei stato alla Reggia? Hai preso un aereo al mattino e hai trovato subito un posto auto? Hai provato a rientrare a Torino al mattino verso le 7-8 dalle Valli di Lanzo e andare a Caselle verso le 17-18? La ferrovia non basta e non basterà in futuro. Ci vuole una metro solo per far fronte all’eccessiva richiesta di trasporto. Venaria è l’unica città fuori Torino che è già servita oggi da 3 linee di bus con autosnodati oltre ad una ferrovia. Non lo è San Mauro né altri comuni.
Cosa dobbiamo aggiungere? Altre linee di bus snodati o convertire in metro l'attuale ferrovia?

|Spedito da Stefano

Inviato il venerdì 19 settembre 2008 - 8:25

Inutile che mi aggiunga duplicando lamentele giá scritte da molti concittadini, in particolar modo nel nodo di piazza Rebaudengo (mercoledí 17 settembre, provenendo da via cigna ho impiegato 34 minuti per attraversare via Botticelli, dalle 18 e 10 alle 18 e 44, scoprendo al passaggio la presenza di CINQUE vigili urbani...
Mi piacerebbe peró leggere risposte alle domande e alle lamentele che vengono poste in questo forum.
Grazie
Stefano

Spedito da x Enrica

Inviato il venerdì 19 settembre 2008 - 13:52

Certo che Venaria merita per prima cosa una metro, MI HAI MAI SENTITO DIRE IL CONTRARIO?
Il fatto è che la metropolitana non ci potrà mai arrivare a Venaria, è semplice la ferrovia non sarà dismessa fino alla reggia ma solo fino alla stazione M. Di Campagna! questo vuol dire che Venaria sarà servita da una ferrovia che, se vengono migliorate le frequenze, potrebbe diventare una ottima ferrovia metropolitana che serva anche Caselle.
Il tuo ragionamento è giusto ma solo se la ferrovia verrebbe spostata altrove e non sotto c.so Grosseto saltando Venaria.
Se ciò accadrà mai, allora subito metro 2 a Venaria con il tracciato che sicuramente avrai letto su altri forum, ossia lungo la ex FTC, ma se ciò non sarà possibile in quanto l'amministrazione continuerà a volere la FTC sotto c.so Grosseto allora credo che la linea 2 debba diramarsi prima di arrivare al capolinea di Rebaudengo e raggiungere San Mauro.
Io non sto dicendo no metro a Venaria si metro a San Mauro, sarebbe un ragionamento egoista, io dico solo SE NON PUO VENARIA ALLORA RIPIEGHIAMO SU SAN MAURO.

Spero di essere stato chiaro...

Giangi

Spedito da beppe

Inviato il venerdì 19 settembre 2008 - 14:24

le risposte sono semplici: le strade della città sono sempre le stesse (salvo pochi cambiamenti) mentre il traffico è in costante aumento. non ci si sta più tutti insieme. chi in coscienza può farlo dovrebbe seriamente limitare l'uso dell'auto privata, nella speranza che nel frattempo il trasporto pubblico venga potenziato in modo da rispondere alla domanda.

Spedito da nut2

Inviato il venerdì 19 settembre 2008 - 20:17

a torino c'è il più gran numero di piste ciclabili in italia... ma deserte...
non è che suona male è che molti sono più comodi con l'auto è non hanno nesuna voglia di provarci neanche a spostarsi con un mezzo alternativo

poi ormai paragone FIAT mi sa di cavolata è i numeri parlano
è solo la volontà della gente che manca su certe cose...
al posto di lamentrsi è bene che si faccia subito qualche cosa ...........
basta con i luoghi comuni

Spedito da Attendista

Inviato il lunedì 22 settembre 2008 - 9:14

Ho letto tante proposte, controproposte, querelle fra forumer, ma da molto non leggo un autorevole risposta del o degli Assessori competenti.
Urbanistica e Trasporti.
E' troppo chiedere un loro intervento? Anche perchè qui si scrive, si chiacchiera ecc ecc, ma poi le decisioni le prendono loro, sarebbe utile sapere cosa ne pensano di quanto scritto da noi "suggeritori" attendisti.
Grazie.

Spedito da Enrica

Inviato il martedì 23 settembre 2008 - 10:06

Scusami ancora GIANGI ma come ben sai la ferrovia Torino-Ceres non potrà mai essere trasformata in una metro con frequenze di 5-10 minuti perchè manca lo spazio fisico nel passante di Torino. Il massimo che si potrà avere è una frequenza ogni 20 minuti nelle ore di punta. Ti pare accettabile per il bacino del nord-ovest, Caselle compreso, una simile frequenza?
E poi con i prezzi attuali delle materie prime il tunnel di corso Grosseto è accantonato. Dai previsti 127 milioni del 2004 ora siamo a circa 380-400 milioni di euro e da Roma non arriverà un solo centesimo.

Spedito da Enrica

Inviato il martedì 23 settembre 2008 - 10:33

PER STEFANO E BEPPE

La soluzione adottata da Torino delle rotonde è stata un disastro economico, ambientale e costa in termini reali sia alla collettività che al cittadino.
Il problema ora è non costruire le nuove rotonde annunciate tipo Gran Madre, Borromini, Rebaudengo. Per quelle attuali si devono prendere provvedimenti tampone in attesa della loro sostituzione con sottopassi o più semplicemente con il ripristino dell'incrocio a raso.
Circa il traffico privato, i dati del sistema 5T confermano una sostanziale diminuzione nelle ore di punta del mattino. Il caro benzina ha contributo in modo evidente a tale riduzione. Nello stesso periodo mi aspettavo da parte degli enti pubblici, non solo un reale ed immediato potenziamento del servizio pubblico, ma la realizzazione di corsie riservate in modo particolare agli ingressi nelle città.

Spedito da curioso

Inviato il martedì 23 settembre 2008 - 15:40

Volevo sapere se qualcuno di voi, o meglio magari se legge GTT, quali siano i dati di utilizzo della Metropolitana.
L'ho presa ed è veramente comoda, veloce, putuale, pulita, silenziosa, bella e potrei continuare con gli aggettivi.
Cosa si aspetta a finirla nelle tratte già progettate ed iniziare la linea 2?
E non ditemi i soldi da Roma.

PER I POLITICI CHE LEGGONO.

I parlamentari piemontesi dove sono? Si diano da fare in modo bipartisan per fare finanziare il promesso e magari qualcosina di più.

Spedito da beppe

Inviato il mercoledì 24 settembre 2008 - 8:09

per ENRICA:
sei davvero certa che le rotonde portino tutto questo disastro? che dire delle attuali code (e inquinamento) agli incroci semaforizzati? le code della rotonda maroncelli, ad esempio, sono tali e quali alle code che si verificavano ai tempi del semaforo. Sono testimone oculare di ciò!!). In corso moncalieri non mi sembra che il traffico sia così fluido all'incrocio con piazza gran madre (ma poi lì era previsto un sottopasso, mi pare).
Il problema è la maleducazione dei torinesi che ancora non hanno ben capito il funzionamento delle rotonde (quanti mettono la freccia - prevista dal codice della strada - per uscire?).
Le rotonde sono poi molto più sicure dei normali incroci in quanto gli eventuali impatti hanno conseguenze senz'altro meno gravi rispetto alle intersezioni ortogonali.

Spedito da Enrica

Inviato il mercoledì 24 settembre 2008 - 16:12

Mi dispiace molto contraddirti Beppe ma per 4 anni ho lavorato al centro contabile del San Paolo e posso confermare che le code nelle ore di punta non le vedevi proprio. Il traffico era molto più fluido mentre oggi si intasa sempre anche nelle ore di morbida.
Le code ai semafori si possono risolvere grazie all'onda verde. Perchè le rotonde con i semafori in funzione non hanno mai caos e code? Quasi tutti i giorni transito nelle ore di punta in largo Vittorio Emanuele e in altre volte in largo Orbassano. Il traffico con le rotonde semaforizzate scorre bene e senza imbottigliamenti.
Proviamo a chiedere all'assessore Sestero di accendere quei costosi semafori installati e mai fatti funzionare alla Maroncelli, Derna, Drosso, Bernini. Iniziamo e vediamo che succede. Meno caos e più ordine.
Alla Derna il semaforo si accende quando è passato il tram. A che serve?

Spedito da linea 17

Inviato il mercoledì 24 settembre 2008 - 16:50

Ciao CURIOSO,
scusa ma cosa vuoi che ti rispondano se non "i soldi da Roma"? : )
Per la 1 lo stato ha coperto il 60% dei costi, è ovvio che gli enti locali non possono farcela da soli.
E a Roma non arrivano solo i progetti di Torino, ma quelli di Roma (linea D), Milano (per l'Expo linee 4, 5 e 6), Brescia (linea 1), Napoli (2nda tratta linea 6).
Piuttosto sollecitiamo il comune sulle cose che non dipendono da Roma, cioè la progettazione preliminare (che poi il CIPE deve approvare 3 volte...).
A che punto sono i progetti definitivi per il prolungamento est e sud della 1?
Il progetto della M2 a che punto è? Non c'era l'idea di coinvolgere i privati? Ci sono dei contatti?
Gi a Roma bisogna stare anni in coda, ma almeno mettiamoci in coda il prima possibile!

Signor Assessore, non ci bastano 2 articoli l'anno sulla stampa che in genere si contraddicono pure.
A che punto sono i progetti preliminari in GTT? Chi ci sta lavorando?
La Torino Ceres volete veramente farla passare sotto c.so Grosseto?
I 125 milioni non ce li daranno mai! E se proprio deve passare di lì, almeno fateci una stazione in più a metà del corso. Basta anche solo una fermatina a "isola"...

Se si fa un forum come questo si sollevano speranze nei cittadini, però poi bisogna rispondere spesso, se no è peggio che non aver fatto niente.

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 25 settembre 2008 - 11:45

ho abitato in quella zona e ti assicuro che le code fin sulla tangenziale c'erano eccome, come c'erano le code in senso inverso soprattutto al venerdì sera. (i semafori che hanno installato alla rotonda maroncelli, tra l'altro, sono solo pedonali). Per quell'incrocio l'unica soluzione sarebbe un sotto (o sopra) passo.
Per pzza derna il semaforo dovrebbe accendersi al passaggio del tram, se lo fa dopo occorre sistemarlo (e non è una cosa fantascientifica).
cmq tutto ciò dimostra solo una cosa: il traffico è eccessivo. occorre cambiare mentalità e smetterla di lamentarsi per ogni novità che viene proposta in città.
Il comune, visto che per la costruzione della metro occorre molto tempo, DEVE migliorare il trasporto pubblico esistente: velocizzare almeno le linee tramviarie principali con priorità semaforica (fatevi un giro in francia e imparate), combattere senza pietà le doppie file, migliorare il comfort a bordo dei mezzi pubblici (l'aria condizionata accendetela per favore!!)

Spedito da Enrica

Inviato il giovedì 25 settembre 2008 - 14:45

Ciao linea 17.
Per la linea 1 è in corso la progettazione esecutiva a sud, mentre per la parte ad ovest manca ancora un progetto di massima.
Per la linea 2 ci sono solo ipotesi di tracciato. L'inizio teorico dei lavori dovrebbe essere nel 2014-2015.
I costi della galleria sotto corso Grosseto sono passati dai 125 milioni di euro del 2004 agli attuali 380-400 di fine 2008.
L'Amm. Com. dovrebbe valutare attentamente certe scelte economiche. Roma non scuce denaro e Torino è senza soldi.

Spedito da curioso

Inviato il lunedì 29 settembre 2008 - 11:47

Grazie Linea17, allora chi di dovere che si dia da fare per accelerare i tempi e mettere i progetti di Torino in coda per tempo.
Per la rotonda di corso Maroncelli-Unità d'Italia-Trieste, mi pare che il comune di Moncalieri chieda una cosa semplicissima, la realizzazione di 2 corsie (bretella) che bypassino la rotonda per quelli che da Moncalieri vanno verso le molinette, non mi pare una richiesta che sta sulla luna, servirebbe a tenere sgombra la rotonda, consentendo un uso più fluido.
Il distributore se da' fastidio basta rilocalizzarlo oltre-prima in altro posto (ci sono i tecnici per questo no?)
Enrica parla di 2014-2015 per inizio lavori? che delusione, pensavo molto prima, allora vuol dire che se c'impiegano i soliti 4/5 anni vedremo la metro2 nel 2020, salvo ritardi.
Ma quale sarebbe il percorso di questa metro2?
Grazie.

Spedito da ENRICA

Inviato il martedì 30 settembre 2008 - 15:42

Per la rotonda Maroncelli sarebbe necessario accendere il semaforo. Il flusso delle auto è per il 95% in direzione nord-sud. Ci sono poche auto che si inseriscono o escono verso/da corso Maroncelli.

Spedito da beppe

Inviato il giovedì 02 ottobre 2008 - 11:36

il semaforo che c'è adesso è SOLO PEDONALE !! e non risolverebbe un bel nulla. se il flusso fosse come dici tu, non dovrebbero formarsi code, in quanto lo stop-and-go alla rotonda sarebbe molto rapido (non dovendo dare precedenza alle auto da/per Maroncelli) e consentire uno smaltimento più immediato. una nuova corsia esterna alla rotonda andrebbe bene, solo che di fianco al distributore c'è una strada di accesso alle varie attività commerciali (puntoblu, vari concessionari, ecc.) e chi si trovasse a uscire da quella strada dovrebbe fare i conti con un elevato flusso di auto.

|Spedito da Grace

Inviato il venerdì 03 ottobre 2008 - 10:53

Buongiorno, volevo esporre un problema che si ripete spesso nelle giornate che dedico alla spesa di frutta e verdura.
Non tutti i mercati rionali sono provvisti di parcheggio. La qualita' dei prodotti di quello di corso Brunelleschi attira molti consumatori....come me, ma abitando a qualche chilometro di distanza uso l'auto, ma poi non trovo facilmente un parcheggio. Lasciando l'auto distante e' un problema caricarsi alcuni chili sulle braccia !Conosco il mercato di corso Cincinnato e il suo ampio parcheggio.
Spero che anche negli altri mercati si possa ovviare a questo disservizio. Grazie.

|Spedito da Daniele Comoglio

Inviato il venerdì 03 ottobre 2008 - 22:45

@ Simone G., condivido il tuo messaggio. Il centro non è fatto per le auto, dovrebbero poterla usare solo i residenti!

Purtroppo i posteggi nella mia zona a Torino Sud vengono usati quasi esclusivamente dall'impiegatizia FIAT!

Se così non fosse non si spiegherebbero le code di auto (ferme) ormai quasi ad ogni ora nei vari corsi più importanti che collegano l'hinterland al centro città!

Per fortuna andando poco in centro ed utilizzando poco l'auto in città non me ne rendo conto, ma l'altro giorno, passando in bici sopra Corso unità d'Italia vidi una coda interminabile di auto ferme dalla rotonda fino appunto al ponte pedonale-ciclabile!PAZZESCO!

E l'auto e le strade per molta gente è ancora sinonimo di progresso!!!!!!!!
Progresso dell'inquinamento e dello stress, questo sì!!!

PS: MI PIACEREBBE TROVARE PERSONE CON CUI CLASSIFICARE LE VARIE PISTE CICLABILI IN BASE ALLA QUALITA', ECC! Scrivetemi!

|Spedito da Daniele Comoglio

Inviato il venerdì 03 ottobre 2008 - 22:53

Per la rotonda di c.so Maroncelli/Unità d'Italia/C.so Trieste io propongo una piccola sopraelevata che parta dalla corsia più a destra di corso Trieste e vada oltre le strisce pedonali di corso Unità d'Italia, cosi chi è a piedi può attraversare magari più velocemente!
Inoltre sulla corsia di sinistra un'altra sopraelevata che termina, passando sopra il centro della rotonda magari, oltre le strisce pedonali di corso Maroncelli!
Figata eh?
Ho preso l'ispirazione guardando le freeway americane. Da non copiare da loro, però, le 10 corsie per parte! eheh

Spedito da ENRICA

Inviato il martedì 07 ottobre 2008 - 15:00

Lo so benissimo BEPPE che non basta accendere il semaforo pedonale alla rotonda Maroncelli ma installare un paio di lanterne da e per corso Maroncelli. Il semaforo ha il vantaggio di non rallentare il traffico ad ogni auto che entra nella rotonda il traffico. Basta una sola auto che arriva da Maroncelli per Torino che tutto il flusso da nord e da sud si blocca. Idem per chi arriva da Moncalieri per Maroncelli.
Per assurdo dovrebbero essere vietate queste svolte ma il traffico aumenterebbe in via Ventimiglia e le vie adiacenti a Moncalieri.
Ieri sera ero nella zona nord e per un incidente alla rotonda Derna il traffico era completamente paralizzato in corso Grosseto da via Ala di Stura, Giulio da corso Novara e da Lungo Stura. L'unica alternativa era la tangenziale con le solite code o via Stradella-Dora in coda.
Ma perchè si fanno rotonde che causano incidenti, tamponamenti e code con i suoi derivati inquinamento ambientale ed acustico?

Spedito da beppe

Inviato il mercoledì 08 ottobre 2008 - 14:09

cara Enrica, nella speranza di chiarire una volta per tutte il concetto... mi spieghi perché le code (lunghe, fino sulla tangenziale) erano presenti anche con il semaforo? perché quello è un incrocio che andrebbe sostituito con un sopra o sotto passaggio. quindi basta con la ricerca di soluzioni dal passato. vorrei inoltre farti presente che le rotonde non causano incidenti, intralcio e via discorrendo: sono gli automobilisti incapaci (soprattutto nel torinese) che non sanno affrontarle in modo corretto. (se il loro impatto fosse così negativo perché mai paesi più evoluti di questa povera itaGlia le hanno introdotte da ben più anni di noi?). ti prego, prima di "sparare" certe sentenze su queste infrastrutture viarie, informati per benino. grazie e qui chiudo il manifesto OT (ma vedo che in ogni caso il forum viene ignorato da assessori o simili)

|Spedito da Giulia

Inviato il giovedì 09 ottobre 2008 - 15:30

Si riuscirà mai ad evitare gli intasamenti continui in cso Principe Oddone a partire da Stazione Dora fino a Pzza Statuto?
Da ieri, poi, è stato messo un semaforo completamente inutile e che crea il doppio della cosa fra cso Principe e Cso regina...a sto punto chiudete tutta la zona!

|Spedito da mikmosc

Inviato il lunedì 06 ottobre 2008 - 13:42

gradirei sapere se esiste un progetto di riqualificazione del vecchio stadio del Torino, sito in via filadelfia, ed eventualmente quali sono i tempi di realizzo.
Grazie
domenico

|Spedito da Daniele Comoglio

Inviato il venerdì 10 ottobre 2008 - 22:39

Oddio le rotonde che causano incidenti? No veramente sono gli incapaci che le creano: vedasi quelle che vanno avanti anche se devono dare la precedenza o quelli che anzichè stare sul loro lato a destra per non sterzare il volante (che fatica eh!) vanno dritto tagliando la strada a chi sta a sinistra!
A parte ciò credo che nei corsi molto trafficati siano d'impaccio: con un flusso costante immettersi è impossibile, ecco spiegate le super code!

|Spedito da fabiro

Inviato il sabato 11 ottobre 2008 - 16:49

Salve a tutti,
volevo dire la mia in merito al Passante ferroviario e al suo utilizzo come ferrovia metropolitana.
La costruzione della linea 2 per me rimane valida sia pur con un tracciato in alcuni punti discutibile; in merito al passante, questo dovrebbe a breve essere terminato forse 2010/2011, allora perchè non renderla come vera metropolitana come è stato fatto per la linea 2 a Napoli e aumentare le stazioni: quelle previste, secondo me sono troppo poche affinchè possa essere fruibile dalla gente e svolgere un servizio da metropolitana. Stazioni che dovrebbero essere delle semplici fermate con accessi verso il piano stradale, in corrispondenza di incroci e piazze.
Non credo se fatte con criteri di economicit abbiano un elevato impatto economico e avrebbero il vantaggio di far aumentare la fruibilit e i guadagni per i gestori del servizio.

Spedito da giallu

Inviato il lunedì 13 ottobre 2008 - 18:48

soprattutto fare si che questi treni metropolitani possano essere diciamo pagati con abbonamenti e biglietti classici per tram e bus come la metropolitana, affinchè non si debba fare un abbonamento o comprare un biglietto esclusivamente ferroviario

|Spedito da fabiro

Inviato il giovedì 16 ottobre 2008 - 14:41

Be è chiaro che si deve puntare ad un sistema di tariffazione unitario per tutta la rete di trasporti, come è stato fatto in molte citta’ e che qui in talia viene spesso denominato “UNICO”, poi da noi esiste già FORMULA, che di fatto sostanzialmente è la stessa cosa.

|Spedito da fabiro

Inviato il giovedì 16 ottobre 2008 - 15:35

Volevo esporre una mia idea:
come si sa, si vuole realizzare da madonna di campagna fino alla futura stazione Rebaudengo un nuovo tratto di ferrovia per innestare sul passante, la stessa ferrovia FTC (Ferrovia Torino Ceres),
e poi altra cosa, il comune pensa di realizzare una galleria per la linea 4 da corso brescia fino a corso turati, lungo l’attuale tracciato della stessa linea tranviaria.
Bene, allora perché non realizzare una linea di metropolitana classica su ferro, che sfrutti il tratto abbandonato della ferrovia FTC e la galleria tranviaria.
Questa linea di metropolitana partirebbe dall’aeroporto o da Venaria, utilizzando la ferrovia FTC; a madonna di campagna, proseguirebbe nel tratto che sarà abbandonato, poi passando in galleria sotto il passante e la staz Dora FS continuerebbe nel trincerone da anni dismesso, fino alla vecchia stazione Ponte Mosca e in corso giulio cesare, confluirebbe nella galleria del tram che dovrebbe essere sempre in corso giulio e da qui proseguire fino a Porta nuova.
Qui il tragitto si separerebbe dalla galleria tranviaria, e
potrebbe attestarsi su un proprio capolinea sotto i binari della stazione ferroviaria o preseguire sui binari del passante.
Tutto il percorso sarebbe in galleria.
Dovrebbe essere una soluzione con costi limitati, sfruttando l’esistente e ciò che si intende realizzare. E’ chiaro che ci sarebbero problemi di natura tecnica, come l’adattamento degli impianti di alimentazioni elettrica e lo scartamento dei binari di tram e treni metropolitani.

Spedito da Paolo

Inviato il venerdì 17 ottobre 2008 - 12:04

x Fabiro: se vai su alcuni forum è già stato spiegato in modo molto ben dettagliato che il treno della FTC per poter superare il nodo di Dora deve scendere in profondità.
In breve: si dovrebbe scavare una nuova galleria profonda da largo Giachino a Porta Nuova. Ci sono vari ostacoli da superare e zone di particolare interesse archeologico.
Tempi e costi non sono prevedibili ed accessibili.

|Spedito da Marco

Inviato il venerdì 17 ottobre 2008 - 18:33

Tunnel di corso Mortara

Perché nel progetto è stato sottodimensionato ad UNA corsia per senso di marcia l'attraversamento sotterraneo della rotonda Mortara/Orvieto?
Questa scelta sarebbe stata ovvia in caso di motivi tecnici o di spazio, ma progettare un'opera già sottodimensionata mi pare una sciocchezza (per non usare altre parole).

Tutto il restante tracciato di questo futuro tunnel di corso Mortara, da corso Potenza (in futuro forse anche da corso Regina/via Pianezza!) a corso Vigevano, sarà a DUE corsie per senso di marcia tranne sotto la rotonda citata.

La lungimiranza pare una cosa sconosciuta e poi ci si ritroverà a dover risolvere i problemi di code ed incidenti in galleria a causa di quell'imbuto.

|Spedito da fabiro

Inviato il sabato 18 ottobre 2008 - 18:23

Non conosco il problema, ma ammesso che quello che dici sia vero: allora perchè non si scavalca quel piccolo tratto con un breve viadotto, la vecchia rotatoria di piazza baldissera non dovrà piu esserci e lascer lo spazio libero.
Non sfruttare quel percorso è assurdo. Tu pensa il tratto dalla stazione madonna di campagna alla stazione dora è utilizzabile cosi come è senza costi; e poi la linea che ho descritto passa da venaria a porta nuova in zone densamente abitate con fame di trasporti veloci.

Spedito da Paolo

Inviato il martedì 21 ottobre 2008 - 15:10

Per il treno ci vogliono pendenze meno accentuate rispetto ad un VAL o alla semplice strada. Il viadotto dovrebbe iniziare la salita dopo l.go Giachino per poi buttarsi in galleria profonda subito prima di v. Cigna. Ha valutato dove far passare il treno in centro? Le proposte pre-elettorali di interrare il 4 ed il 18 in centro sono rimaste sempre proposte. Hai visto qualche progettino o ipotesi di fermate?
In altri forum si propone di prolungare -con minimi costi- la M2 da Rebaudengo in c.so Venezia, utilizzando il tunnel vuoto sopra quello ferroviario, e con un raccordo a Dora innestarsi in quello attuale della FTC. Altre soluzioni non ne vedo.

Spedito da Nico46

Inviato il mercoledì 22 ottobre 2008 - 1:58

Come molti altri torinesi, concordo con l’architetto Abbate quando afferma che“siano i grandi imprenditori, in accordo con la pubblica amministrazione, a pianificare la città senza che ci sia un piano complessivo, modificando a suon di varianti il Prg”.
Così come concordo nel rilevare la totale mancanza di attenzione e di interessi (della Giunta) nei confronti di una vastissima classe di “stakeholder”, ossia dei comuni cittadini, quasi non dovessero avere alcuna voce in capitolo.
Dopo mesi ho riletto con cura il testo definitivo del documento sulle “proposte urbanistiche della Giunta”ed ho rilevato una serie di incongruenze in varie affermazioni: mi pare che ciò dimostri che davvero manca un piano complessivo, anzi manca un quadro di riferimento congruente.

Mi limito al momento ad un solo esempio ( se troverò il tempo, citerò gli altri in successivi interventi al Forum): nel documento manca un significato univoco per il termine “TERRITORIO” e il termine viene utilizzato in contesti differenti con significati ( e intendimenti) differenti.

La prima citazione dice:
I territori e le comunità locali tendono a riconoscere, al di là di interessi particolari talvolta anche contrapposti, un prevalente interesse condiviso a valorizzare le opportunità da mettere in gioco e le criticità da rimuovere.

la frase sembra sottintendere che il “territorio” è assimilato all’espressione di un comune sentire e di un comune modo di intendere la vita per la maggior parte delle persone che convivono su un’area fisica, come se si trattasse di un “soggetto collettivo attivo”.

Invece
<stazione> <pg.>
. . . problemi nuovi di usi impropri ed attività illecite connesse al progressivo abbandono dell’attività manifatturiera, per altro verso però costituiscono grandi occasioni di radicale ripensamento della natura e della missione di territori intermedi, da sempre segnati da marginalità e degrado.

adesso il “territorio” viene usato per indicare qualcosa di passivo, apparentemente assimilabile ad un superficie fisica.

e ancora:
<corso> <pg.14>
. . . la costruzione del futuro: come orientare le scelte per conseguire un risultato paragonabile al centro di una Torino più grande costituita dai territori di più comuni.

qui il significato sembra inequivocabile: i territori sono le aree di competenza delle strutture amministrative comunali.

L’esempio citato di un banalissimo termine (territorio) non è che uno degli svariati interrogativi che emergono dall’analisi attenta del documento e che si ribaltano sull’interpretazione degli intendimenti con cui è stato preparato il documento stesso. Purtroppo ritengo che trovi conferma il timore di fondo espresso dall’architetto Abbate “Il problema è quello di individuare bene i nuovi "centri" della città, e non sbagliare questa valutazione perché sarebbe deleterio”.

Se non è chiaro che cosa si debba intendere per "territorio", come possono essere chiari i nuovi baricentri?
e le nuove centralità ?
e come possono essere spiegati ai comuni cittadini?

|Spedito da exhausted

Inviato il mercoledì 22 ottobre 2008 - 11:42

avete voglia di fare una passeggiata in piazza Statuto angolo corso Principe Oddone? grazie al proseguimento dei lavori per la spina non esiste più attraversamento pedonale. che iella essere pedone!!!! eppure non inquiniamo... perchè il comune ci vuole eliminare?

|Spedito da Bruno Morra

Inviato il lunedì 27 ottobre 2008 - 21:56

Desidero intervenire in merito alle implicazioni derivanti dagli ipotizzati interventi edilizi previsti sull’area dell’ex scalo Vanchiglia, un’ampia area (venduta nel frattempo dalle Ferrovie ad operatori privati) posta a lato del cimitero generale, in quest’area si prevedono significativi insediamenti di: servizi, residenze universitarie e ordinarie (abitazioni), terziario produttivo, commercio.
Nel documento viene anche citata la strada che si vuole percorrere che è quella di finanziare la realizzazione delle infrastrutture di trasporto pubblico (linea due della metropolitana) e non solo, con le valorizzazioni immobiliari.
Ci dobbiamo dunque rassegnare al fatto che le grandi opere pubbliche in mancanza di finanziamenti statali si potranno fare solo riempiendo di cemento ogni spazio libero disponibile?
Leggendo il documento di indirizzo di politica urbanistica, apprendiamo che gli interventi di viabilità collegati alle edificazioni sull’ex scalo Vanchiglia dovrebbero portare beneficio anche ai residenti dell’oltre Po, questo in quanto nel piano presentato dall’Assessore Viano viene riproposta un’opera già ipotizzata dal vigente piano regolatore della città, si tratta del collegamento della statale 11 che oggi termina in area San Mauro - Pescarito, con l’area dello scalo Vanchiglia e quindi con l’ipotizzata linea due della metropolitana, attraverso un mega tunnel che passerebbe sotto Barca – Bertolla, attraverserebbe il Po sul ponte diga e nuovamente in sotterranea attraverserebbe il Parco del Meisino, il Po all’altezza del cimitero di Sassi e il Parco della Colletta.
Secondo l’Amministrazione Comunale questo collegamento porterebbe buona parte del traffico automobilistico che oggi grava sull’asse Casale – Moncalieri verso lo scalo Vanchiglia per un interscambio con la linea due della metropolitana il cui tracciato è già stato definito da parte della Giunta Comunale nel giugno scorso.
Non so se le ipotizzate “valorizzazioni immobiliari” seppure ingenti riusciranno anche a finanziare metropolitana e mega tunnel.
Se si realizzerà tutto quanto previsto il risultato sarà quello di massacrare (con ingresso, uscita, camini di aereazione) due parchi cittadini, tenendo presente che il Parco del Meisino in quel punto, è già oggi attraversato da una “autostrada” (lungo Stura Lazio) a tre corsie per ogni senso di marcia Ma temo che nonostante questo notevole investimento solo una piccola parte di utenza della attuale viabilità dell’asse Casale – Moncalieri accetterà di parcheggiare in area cimitero generale e proseguire in metrò, e che quindi non si porti alcun giovamento agli attuali gravi problemi di viabilità sull’asse dei corsi Casale e Moncalieri.
Qualora i proventi derivanti dalle “valorizzazioni immobiliari” consentano solo la realizzazione di un transito superficiale con nuovo ponte sul Po, otterremmo il risultato di distruggere completamente due parchi che, ricordo sono inseriti nell’area della confluenza classificata come riserva naturale speciale.
Ovviamente anche qui rimangono i dubbi in merito alla scarsa influenza positiva sul traffico nell’oltre Po.
Terza ipotesi, forse la più realistica vista l’aria che tira dopo la crisi economica che stimo vivendo, sarà quella di iniziare a realizzare le “valorizzazioni immobiliari” rimandando i servizi a tempi migliori, come del resto si è già fatto da altre parti.
Così salveremo i due parchi, ma senza alcun intervento alternativo la viabilità e quindi la qualità della vita nell’oltre Po peggiorerà ulteriormente così come quella di tutta la parte nord est della città.
Sono sempre più convinto che la strada da percorrere sia quella di realizzare efficienti sistemi di trasporto pubblico il cui percorso non confligga con il traffico privato e che intercettino l’utenza a partire da fuori dei confini della città e possibilmente oltre la prima cintura, questo deve valere non solo per le future e lontane realizzazioni di trasporto sotterraneo quale per esempio una linea che parta dalla regione San Mauro - Pescarito, ma anche per realizzazioni a tempi brevi, al fine di dare sollievo al portafoglio e preservare la salute per chi vive oggi in questa nostra città.

Spedito da linea17

Inviato il sabato 01 novembre 2008 - 18:31

Scusate, ma qualcuno dell'amministrazione prima o poi risponderà? Nel vuoto si moltiplicano i pessimismi sabaudi per cui è sempre meglio non far nulla...
Visto che sono un ottimista provo a fare un'altra domanda.
Sottopasso di C.so Spezia e società congiunta FFSS e comune per la valorizzazione delle aree ferroviarie. A che punto siamo? Quest'accordo con moretti lo fate o no? Il sottopasso non si può finire fino a quando non si sa che fine farà porta nuova, ma quanti anni ci vogliono per prendere una decisione? Aspettiamo che arrivi il primo sindaco di centrodestra per ricominciare tutto da capo? Non vorrei che arrivasse un simil-Alemanno che in 6 mesi ha bloccato più progetti dei Verdi in 10 anni.
Eh rispondete!

Spedito da Assessorato all'Urbanistica

Inviato il lunedì 03 novembre 2008 - 10:58

Si segnala che, in vista della chiusura del presente Forum di discussione, è in corso di predisposizione un documento per rispondere ai molti temi sollevati. Tale documento, redatto con la collaborazione degli Assessorati e Settori competenti, verrà pubblicato sul Forum quanto prima.

Spedito da Paolo

Inviato il lunedì 03 novembre 2008 - 15:04

Ho letto la proposta di Bruno Morra di realizzare una linea di metro da San Mauro. Può essere interessante in futuro potenziare il trasporto pubblico sull'asse nord-est/sud-ovest sul tracciato della linea 15. Al momento la priorità deve essere data alla linea 2 di metro sul tracciato Orbassano-Venaria. Spero che i nostri amministratori siano un pò realisti ed accettino i consigli.

Spedito da Mary

Inviato il martedì 04 novembre 2008 - 1:51

salve a tutti, mi piacerebbe sapere quali provvedimenti si intendono adottare nei confronti dei sempre più numerosi titolati di parcheggi riservati a portatori di handicap che però vengono costantemente utilizzati dai familiari, senza dunque il trasporto del diretto interessato, che magari è da mesi in ospedale, oppure peggio ancora è defunto...... grazie

|Spedito da ziogio

Inviato il venerdì 14 novembre 2008 - 4:13

Allacciandomi alla segnalazione di Mary aggiungo una domanda.

Con che criterio vengono rilasciati e poi controllati i parcheggi per disabili visto che nel mio quartiere (Parella) ve ne sono parecchi sempre vuoti sia di giorno che di notte ed uno, so per certo, che tiene l'auto in garage.

Perchè tutti questi diritti sprecati in una zona assillata dalla carenza di spazio?

Se sono necesari e quindi utilizzati dai disabili sono daccordo ad aiutare chi ha delle difficoltà oggettive, ma non ammetto i soprusi inutili e chi li asseconda.

Ho scattato anche delle foto sia alle 3 di notte che di giorno per dimostrare questo e sono a vostra disposizione.

Baiocchi Giovanni

Spedito da Matteo

Inviato il mercoledì 26 novembre 2008 - 14:26

Per migliorare la viabilità si dovrebbe:
prolungare il sottopasso di corso Spezia (dal momento che la ferrovia non sarà interrata in quel punto)
Prolungare la linea 1 fino a piazza Bengasi e a Rivoli (il prolungamento fino a Moncalieri lo lascerei stare per il momento)
Linea 2 (ma TUTTA sottoterra, deve durare decine e decine di anni, vale la pena di spendere un po' di più)
Completare il passante e le nuove stazioni FS (si sta facendo, speriamo finiscano per il 2011!)
Un treno navetta che faccia aeroporto - Porta Susa e non si fermi a Dora che non serve a nessuno.
Sottopasso tra corso moncalieri e corso casale.
Ovviamente servono un sacco di soldi per fare tutto questo, e tranne alcune opere sarebbero ancora tutte da finanziare.

Tra gli interventi a basso costo: semafori prioritari per la linea 4 (è inutile spacciarla per una metro leggera, non è la distanza percorsa che fa la metro, ma la velocità con cui la percorri) Maggiori corsie riservate ai pullman (il 16 in corso sommellier e sul cavalcaferrovia perde un'eternità ad esempio)
Nuovo ponte sul Po all'altezza di corso san maurizio e di corso maroncelli.

Tra gli interventi a medio costo suggerisco: TANTI MA TANTI MA TANTI pullman a metano. alcune linee dei pullman sono gestiti con autobus di oltre 20anni! Inquinano anche da spenti! non è che si può sempre e solo aumentare i prezzi dei biglietti e investire sempre e solo sulla M1.

Bene i parcheggi in centro, farei solo un parcheggio sotterraneo in piazza solferino (se ne era parlato, ma poi non so come sia finita) e terrei i prezzi bassi drante il weekend (come il vittorio parking o come quelli di via roma che ha recentemente abbassato i prezzi), per invogliare a parcheggiare lì piuttosto che in superficie in tripla fila.

|Spedito da luiigi

Inviato il mercoledì 26 novembre 2008 - 14:42

Torino e' una delle città italiane che ha una quantità esagerata di percheggi blu che si estendono anche in zone dove in realtà non servono a nulla specialmente il sabato pomeriggio dove si vedono parcheggiate pochissime macchine. I problemi del Comune sono solo quelli di far cassa mentre aumentano i disoccupati e chi teme di perdere il lavoro. I cittadini di soldi non ne hanno piu' e la vita in questa città diventa sempre piu' difficile per favore veniteci incontro almeno in qualcosa.

Spedito da Marco

Inviato il sabato 13 dicembre 2008 - 17:11

Recentemente la città è stata invasa da cartelli che indicano la direzione per raggiungere piscine comunali, sedi di circoscrizione, biblioteche, ecc... Bene, tralasciando l'errore Avogadro/Avogrado mi chiedo: è possibile che non si sia valutata la possibilità di fissare i cartelli su sostegni preesistenti?

Sono stati piantati ovunque questi brutti pali zincati anche in posizioni dove a mezzo metro era già presente un sostegno, un semaforo, un lampione o ancora meglio, uno di quei pali verdi a sezione ottagonale installati in tempo di Olimpiadi, già utilizzati per ospitare indicazioni simili.

Torino, a differenza di altre città, è sempre riuscita a camuffare bene l'arredo urbano (fermate, transenne, pali, cestini, ...) caratterizzandolo con un colore verde scuro, ed ora? Quei pali zincati.

Spedito da Paolo

Inviato il mercoledì 17 dicembre 2008 - 10:25

Sono d'accordissimo. Non sarebbe forse il caso di risparmiare un pò di quattrini razionalizzando i pali a Torino? In certi spartitraffico a volte ci sono 9-10 pali per le diverse utenze come semafori, segnali stradali, pali luce, tram, semafori tranviari che moltiplicati per ogni incrocio e per ogni angolo ne esce fuori una montagna di materiale prezioso da vendere e sanare il debito del comune di Torino.
I nuovi semafori belli e molto luminosi sono una follia per il numero di pilastri, colonne e pali.
Di recente sono passato in corso Toscana angolo via Viterbo. Bene, hanno sostituito il semaforo e hanno raddoppiato i pali. Era proprio necessario uno spreco di materiale ed un appesantimento dell'arredo con tutta quella ferraglia? Perchè il comune di Torino e le sue aziende non iniziano a risparmiare anche tagliando i pali? O c'è qualcuno che ci guadagna?

|Spedito da Mauro M.

Inviato il martedì 23 dicembre 2008 - 16:48

Mi riferisco al messaggio spedito da fabiro
il 16 ottobre 2008 circa il collegamento della FTC con il centro città.
Il progetto attuale del Passante prevede la riapertura della breve galleria che collegava la Stazione Dora SATTI con con il trincerone per Ponte Mosca. Infatti il passante ferroviario passa molto più in profondità (poco dopo sottopassa la Dora). La breve galleria è situata ad un livello intermedio, sotto la nuova strada che sarà costruita al posto della ferrovia attuale e sopra la galleria del Passante.
Pertanto far ritornare i treni per Ceres alla stazione di Ponte Mosca (Corso Giulio Cesare) è possibile. E'in pieno centro, ben collegata con la rete urbana di trasporto: è la soluzione più sensata.
Certamente, in un secondo tempo, sarebbe auspicabile proseguire in galleria da Ponte Mosca verso Porta Nuova(interscambio con FS), e magari verso Orbassano, come era previsto da uno dei progetti della linea 2 del metrò (Aereoporto- Orbassano.
La FTC potrebbe essere collegata presso Altessano alle FS anche con la "Gronda Merci" che dovrebbe essere costruita in affiancamento alla tangenziale (da Settimo a Orbassano).
Adesso servirebebe una risposta TECNICA da parte di un INGEGNERE dell'Ufficio TECNICO DELL'ASSESSORATO........

|Spedito da maria

Inviato il martedì 30 dicembre 2008 - 20:46

cerco di collaborare al disinquinamento della città (abito a 20 km) utilizzando spesso i pullmann blu di gtt; ma...non si può aspettarne il passaggio una sola volta ogni ora!
Il tempo è prezioso per tutti, specie per chi deve effettuare questo tipo di spostamenti quotidiani.
Sono sicura che chiunque, se ci fossero passaggi frequenti, perderebbe interesse all'uso del mezzo privato.
Non abbiamo alternative, non c'è treno da Sangano a Torino

|Spedito da MARIPANE

Inviato il giovedì 08 gennaio 2009 - 11:02

Buon giorno, vorrei attirare l'attenzione di tutti su un "progetto" approvato e....mai iniziato.
I festeggiamenti dell'Unità di Italia sono vicinissimi, Torino sarà il "centro culturale" dell'evento, e i lavori della nuova BIBLIOTECA CENTRALE non sono MAI iniziati!!!
Qualcuno sa darmi indicazioni? Progetto sontuoso e avveniristico, europeo ed internazionale, un vero gioiello da regalare alla città (prima di tanti centri commerciali - futuro El Corte Ingles - e grattacieli di vario genere e destinazione) centro di vera aggregazione interculturale, per ora e sembra per sempre -perchè nessuno ne parla - MORTO
pERCHè??
gRAZIE

Spedito da linea17

Inviato il venerdì 09 gennaio 2009 - 20:29

Perchè non ci sono i soldi.
Alfieri continua a sperarci, ma... comunque sui giornali se ne parla spesso sotto la voce "tagli alla cultura".
I centri commerciali e i grattacieli se li pagano i privati con i loro soldi, non è che se li blocchi ti dicono: "Ah, allora vi regaliamo una bella Biblioteca". E' più probabile che vadano a investire da un'altra parte, no?

Spedito da MARCO L.

Inviato il mercoledì 14 gennaio 2009 - 18:37

Benvenuta neve, maledetta neve.
Dovrebbe insegnare qualcosa a tutti i nostri amministratori la neve.
Penso a tutti quei costosissimi accessori orrendi chiamati dissuasori, paletti, nasi, rotonde, porfido, pietra da fiume e lastroni.
Allora? Prima di buttare via tutti questi soldi in arredi orripilanti e costosissimi non sarebbe meglio tornare all'economico asfalto, ai semafori e alla segnaletica normale, magari con qualche telecamera in più a prova di furbetto?

Spedito da Assessorato all'Urbanistica

Inviato il giovedì 15 gennaio 2009 - 17:45

Nel ringraziare tutti coloro che hanno preso parte al presente Forum, scusandoci per non esservi riusciti, causa le notevoli incombenze di fine d’anno, entro il termine del 2008, si riportano gli interventi conclusivi predisposti dall’Assessore all’Urbanistica e dalla Divisione Infrastrutture e Mobilità.
Con tali contributi si ritiene di fornire un riscontro, inevitabilmente sintetico, alle molte sollecitazioni e richieste di chiarimento pervenute, in particolare per ciò che concerne la mobilità cittadina.
Con la pubblicazione di tali note si ritiene che il Forum, come previsto sin dall’inizio, ad oltre un semestre dalla sua apertura, abbia espletato la sua funzione, nell’offrire un canale ove riportare commenti e osservazioni in merito al documento "Indirizzi di politica urbanistica” (dalla data odierna non saranno quindi più inseriti nuovi messaggi trasmessi al Forum).
A partire dalle sollecitazioni pervenute, sia tramite il presente Forum che nei vari momenti di discussione svoltisi, sarà dunque integrato il documento finale da sottoporre all'approvazione del Consiglio Comunale.


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L’assoluta prevalenza negli interventi del forum sul documento d’indirizzi urbanistici, delle questioni legate alla realizzazione o riuso delle infrastrutture di trasporto pubblico, testimonia che ormai il funzionamento di una città è in larga misura riconducibile al funzionamento de suo “sistema linfatico” rappresentato dal trasporto pubblico.
Le ragioni sono ben note sia sul piano della efficienza della mobilità, che su quello della sua sostenibilità ambientale.
La consapevolezza di ciò credo sia ben presente all’Amministrazione ed al Piano Regolatore che infatti ha fondato sulla dorsale fondamentale del trasporto pubblico, il passante ferroviario con le sei stazioni, la sua principale riforma urbana.
Di qui a condividere un disegno complessivo di riorganizzazione del trasporto pubblico nelle sue articolazioni, il cammino è lungo. Ho trasferito alla mia collega con la delega in materia, che risponde a parte, le questioni poste e le proposte avanzate. Mi sembra che si tratti di un confronto aperto che non si può chiudere con un semplice forum.
Qualche risposta su questioni più squisitamente urbanistico/territoriali.
Sulla localizzazione del polo universitario di Grugliasco e Città della Salute vale la pena rimandare alla posizione da noi espressa in un documento (che allego) trasmesso alla Regione.
Va detto tuttavia che la scala di riferimento che occorre assumere per ogni ragionamento in proposito è quello della città metropolitana. Dopodiché è evidente che una nuova polarità formativa e terziaria di quella forza non può fare a meno di una forte integrazione con il sistema del trasporto pubblico. A tale proposito va detto però che la linea ferroviaria storica, almeno fino ad Avigliana, una volta liberata dal traffico di lunga percorrenza e merci, deve diventare una tratta del sistema della mobilità dell’area urbana allargata, ricondotta per quanto riguarda la frequenza, la regolarità ed il numero di stazioni (anche nuove) servite ad una ferrovia/metropolitana. Di qui la ragionevolezza di prevedere nuove stazioni sia a Pronda, all’incrocio con Corso Marche, sia a Grugliasco in corrispondenza dell’insediamento universitario.
Sul completamento del sottopasso Spezia Sebastopoli, come noto, il progetto è pronto ed è stato anche approvato dalle Ferrovie. Si stanno cercando le risorse di finanziamento. Purtroppo i frangenti attuali non sono favorevoli e quindi è molto complicato fissare una tempistica.
Il progetto di riqualificazione del trincerone sarà sottoposto entro il 2009 alla discussione delle circoscrizione, che organizzerà consigli aperti alla partecipazione della popolazione.

L’Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata
e Patrimonio
Mario Viano


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Relazione predisposta dalla Divisione Infrastrutture e Mobilità:

Vengono di seguito riportate le risposte alla principale questioni emerse nel Forum in merito ai temi riguardanti la mobilità cittadina.
Ogni risposta viene introdotta dal relativo quesito pubblicato sul Forum.
1) Linea 1 Metro
“perché per la linea 1 non è previsto il passaggio dalla stazione Lingotto, che ha un bacino di utenza sicuramente maggiore del polo fieristico, che ospita eventi per brevi periodi dell’anno?in nessuna città la metropolitana passa vicino ad una stazione ferroviaria senza prevedere una fermata.”
Nel progetto del prolungamento della linea 1 fino a Piazza Bengasi è prevista la realizzazione della predisposizione per il collegamento con la stazione Lingotto;
La Città, nell’ambito delle urbanizzazioni previste nell’area dell’ex Fiat Avio, dove sorgeranno la nuova sede della Regione Piemonte e diversi insediamenti residenziali e terziari, ha previsto la realizzazione di un collegamento diretto tra la stazione della metropolitana “Italia 61” con la stazione ferroviaria del Lingotto che sarà ampliata e realizzata a scavalco del fascio dei binari in modo da facilitarne l’accessibilità dal quartiere Millefonti, posto ad ovest dei binari stessi.

2) Linea 2 Metro
“Che se ne farà del tunnel sotto via Stradella una volta che la ferrovia Torino Ceres verrà spostata sotto corso Grosseto? Sui vari forum si caldeggia che la M2 possa, dopo la stazione terminale di Rebaudengo, indirizzarsi verso Dora e tagliare la popolosissima circoscrizione 5 proprio sui binari posti sotto via Stradella. Alcuni azzardano addirittura una M2 fino all'aeroporto Sandro Pertini, prendendo il posto della ferrovia Torino Ceres, rendendo così inutile il costosissimo tunnel sotto corso Grosseto. E' una proposta che ha il suo senso a mio giudizio, ma francamente non mi piace l'idea che per andare da Porta Nuova fino alla circoscrizione 5 si debba fare un percorso (Vanchiglia) a dir poco assurdo.
“Non capisco perché la futura linea 2 debba effettuare nella zona nord il percorso illustrato (non serve a nessuno una linea lungo il trincerone). Lo scopo della metropolitana dovrebbe essere quello di ridurre il traffico automobilistico, non quello di valorizzare zone della città semi-abbandonate.”

“E' inspiegabile come l'interramento della Torino-Ceres non sia sfruttato per una linea di metropolitana, visto che l'abbandono del treno è dato per certo... anche l'agenzia metropolitana mobilità ha individuato lo scenario di riuso di torino-ceres come il migliore... perchè lo si è scartato?”

“Francamente non vedo l'utilità dell'interscambio alla fermata Re Umberto. Perché si è escluso l’interscambio a Porta Nuova?” (richiesta di chiarimento reiterata numerose volte…)

“Quali tempi stimati per la realizzazione della linea 2?”
“Non sono d’accordo con la decisione di realizzare la linea 2 in “esterno” sul c.so Orbassano per ridurre i costi! Ma come si fa anche solo a pensare a una soluzione del genere per un’opera che durerà centinaia di anni per risparmiare un po’ di soldi?”


Quando il collegamento della ferrovia Torino-Ceres al Passante sarà completo con il tracciato su Corso Grosseto, il tunnel sotto Via Stradella potrebbe essere destinato alla realizzazione di una nuova linea di trasporto pubblico su rotaia.
Il tracciato urbano della metro 2 si sviluppa dal settore nord/est al settore sud-ovest della città: dalla nuova stazione Rebaudengo sul Passante Ferroviario, si inserisce nel ex scalo ferroviario Vanchiglia, utilizza la trincea tra le vie Gottardo-Sempione, percorre corso Regio Parco, attraversa la Dora, i Giardini Reali, piazza Castello, devia in via Pietro Micca, si immette in piazza Solferino, percorre i corsi Re Umberto e Stati Uniti, devia su corso Trento, percorre corso Duca degli Abruzzi per immettersi su corso Orbassano fino al Cimitero Parco, in corrispondenza del confine comunale.
Lungo il tracciato nella zona si rilevano l’ospedale San Giovanni Bosco, la futura sede universitaria nella struttura dell’ex Manifattura Tabacchi, il Cimitero Monumentale, il campus universitario dell’area Ex Italgas.
Nel nodo Rebaudengo si creerà un importante polo d’interscambio per le provenienze da nord, sia ferroviarie (linee passante ferroviario e linea Torino–Ceres), sia automobilistiche (superstrada di Caselle e tangenziale nord), che entrano in città immettendosi nel viale della Spina centrale attraverso la rotatoria prevista su corso Grosseto. Nel nodo è prevista la realizzazione di un adeguato parcheggio d’interscambio, mentre la stazione di testata della linea 2 di metropolitana sarà direttamente collegata con la stazione ferroviaria, in modo da favorire al massimo l’interscambio. Il tracciato da stazione Rebaudengo a corso Vittorio costituisce un lotto funzionale che collega la zona nord cittadina al centro città si con una lunghezza di circa 7,2 km,
L’interscambio con la linea 1 è previsto in Re Umberto/Vittorio Emanuele in quanto si è preferito far transitare la linea, sotto via Pietro Micca, quale direttrice più facile di attraversamento del centro, rispetto a via Roma/piazza San Carlo, già occupate dai parcheggi interrati, presenze che avrebbero comportato la necessità di scendere a quote molto profonde per realizzare l’infrastruttura trasportistica .
Dalla stazione “Vittorio Emanuele”, all’intersezione fra i corsi Vittorio e Re Umberto, si potrà utilizzare la linea 1 per raggiungere, dopo una sola fermata, la stazione di Porta Nuova.

3) Torino-Ceres
“La Torino Ceres volete veramente farla passare sotto c.so Grosseto? Non ci daranno mai le risorse economiche per realizzare un intervento così costoso!”
Nel 2005 la Città di Torino, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, l’Agenzia per la Mobilità Metropolitana e GTT S.p.A. hanno costituito un tavolo tecnico finalizzato all’approfondimento delle possibili alternative di tracciato del raccordo ferroviario tra la Torino-Ceres e il Passante, giungendo alla redazione di un documento finalizzato ad identificare e confrontare ogni soluzione ipotizzabile.
E’ stato possibile identificare quattro ipotesi di tracciato, che risultano comparabili in termini di costo in considerazione dei margini di errore propri di uno studio di fattibilità.
In particolare si sono studiati i seguenti tracciati:
1. deviazione dalla linea storica a Venaria, nei pressi della Tangenziale, attraversamento e affiancamento della stessa, attraversamento della discarica “Basse di Stura”, attraversamento ed affiancamento della Superstrada Torino Caselle fino alla stazione Rebaudengo;
2. deviazione dalla linea storica nei pressi di piazza Stampalia in Torino, percorso al di sotto di Via Paolo Veronese, attraversamento di Corso Grosseto ed inserimento alla stazione Rebaudengo;
3. deviazione dalla linea storica a Borgaro, con tracciato in protendimento del rettifilo esistente, prima della curva di raccordo al ponte sul torrente Stura; quindi attraversamento della Tangenziale, attraversamento della discarica “Basse di Stura” e prosecuzione del percorso conformemente all’ipotesi 1;
4. deviazione dalla linea storica in Corso Grosseto in Torino, percorso al di sotto del Corso Grosseto stesso, attraversamento del corso stesso ed inserimento alla stazione Rebaudengo.
Dette ipotesi di tracciato sono state messe a confronto in termini di costo, di criticità realizzative e amministrative, di impatto ambientale relativo sia alla situazione definitiva, sia alla fase realizzativa, nonché in termini di valenza trasportistica.
Dal confronto è emersa una preferenza per la soluzione in corso Grosseto, caratterizzata da una maggiore valenza trasportistica e da problematiche tecniche valutabili in modo più certo.
È risultata inoltre particolarmente significativa l’occasione di riqualificazione ambientale e riorganizzazione viabile del nodo Grosseto – Ferrara – Potenza.

4) potenziare il trasporto pubblico verso San Mauro
“… chiedo gentilmente che venga presa in considerazione l'ipotesi di costruzione di una breve tratta di metropolitana leggera a basso impatto che partendo dallo scalo Vanchiglia (ma con possibilità di espansione verso Porta Susa) prima di giungere alla ex manifattura tabacchi, sottopassi il viale Regio Parco e parte della annessa area verde della Colletta, per poi, tramite la costruzione di una passerella (a due piani) ad uso pedonale al piano superiore e ferroviario al piano inferiore, superare il Fiume Po (nell'area che in futuro vedrà la costruzione del tunnel della SS. 11) e entrare nel Parco del Meisino, dove passerà in un breve tratto sotterraneo per poi, una volta affiancato il viale Agudio riuscire e con un percorso a raso raggiungere il ponte diga, che opportunamente allargato, con la costruzione di un "ponte affiancato", potrà ospitare la coppia di binari e raggiungere senza alcun impiccio (passando per i terreni destinati alla superstrada e non edificati-bili), raggiungere strada San Mauro, da qui in sotterranea sarà facile raggiungere il centro abitato e affiancando il Ponte XI settembre terminare nella zona Sambuy.”
Visti i notevoli costi necessari per la costruzione di infrastrutture trasportistiche quali le metropolitane ed il loro impatto sull’ambiente, la scelta della loro realizzazione deve essere supportata da una previsione d’utenza tale da giustificarne l’investimento tenendo conto dell’offerta già presente sulle altre reti trasportistiche esistenti, quali la ferrovia e il trasporto pubblico su gomma. Inoltre l’area interessata dal tracciato proposto presenta un’alta valenza naturalistica caratterizzata dalla confluenza dei fiumi Po, Stura e Dora, con vincoli di natura ambientale difficilmente superabili se non con notevoli investimenti.

5) collegamenti con l’aeroporto.
“Le attuali alternative al mezzo privato sono veramente pessime, non c'è bisogno di dilungarsi. Nel lungo termine va bene la ferrovia interrata, anche se ci si chiede il perché dello spreco dei lavori del 1990; ma nel frattempo? Mentre ci compiacciamo dei bei piani aulici, non si potrebbe cominciare a metter su in due settimane e con poca spesa una linea di bus no-stop da Porta Nuova / Porta Susa (o in alternativa da M1 Marche, integrandosi così con la metro ed evitando il traffico) via tangenziale e superstrada ogni 15-20 minuti, come in qualsiasi media città europea?”
È in corso di valutazione una linea bus di collegamento tra le stazioni Dora e Porta Nuova passando per Porta Susa per facilitare il collegamento tra il centro città e il terminal della ferrovia Torino Ceres che conduce all’aeroporto di Caselle. L’ipotesi di una linea bus che colleghi le stazioni di Porta Nuova e di Porta Susa utilizzando il sistema tangenziale e la super strada di Caselle richiede comunque un attraversamento non così breve della città, con tempi che superano sicuramente i 15-20 minuti complessivi.
Viceversa tale proposta potrà essere valutata positivamente al termine dei lavori di realizzazione del viale della Spina da corso Vittorio a corso Grosseto con innesto diretto sulla superstrada di Caselle.

6) interventi sull’ area Scalo Vanchiglia
“Nel documento viene citata la strada che si vuole percorrere, che è quella di finanziare la realizzazione delle infrastrutture di trasporto pubblico (linea due della metropolitana) e non solo, con le valorizzazioni immobiliari… Non so se le ipotizzate “valorizzazioni immobiliari” seppure ingenti riusciranno anche a finanziare metropolitana e mega tunnel.
Se si realizzerà tutto quanto previsto il risultato sarà quello di massacrare (con ingresso, uscita, camini di aerazione) due parchi cittadini…L’ipotesi forse più realistica vista l’aria che tira dopo la crisi economica che stiamo vivendo, sarà quella di iniziare a realizzare le “valorizzazioni immobiliari” rimandando i servizi a tempi migliori, come del resto si è già fatto da altre parti. Così salveremo i due parchi, ma senza alcun intervento alternativo la viabilità e quindi la qualità della vita nell’oltre Po peggiorerà ulteriormente, così come quella di tutta la parte nord est della città.”

Tra gli obiettivi della linea 2 di metropolitana lungo tutto il suo tracciato vi è la massima attenzione per la salvaguardia dell’ambiente e la riduzione degli impatti, in particolar modo in corrispondenza delle aree sensibili.

7) piste ciclabili
“in centro ci saranno le piste ciclabili ma mancano i porta bici; manca inoltre una normativa che consenta di percorrere in bici i marciapiedi a bassa velocità dando la precedenza ai pedoni”

“Nel recente rifacimento dell'asse via Orvieto/via Livorno, si è persa l'occasione per incrementare la presenza di piste ciclabili in città nonostante la nuova ampiezza della via lo consenta”

In città sono state posizionate più di 6000 rastrelliere portabici ed è prevista la realizzazione di altri parcheggi bici in corrispondenza delle stazioni della metropolitana e del passante ferroviario.
Sui marciapiedi non è consentito transitare in bici se non nei tratti nei quali le dimensioni lo consentano, nel caso venga istituito un percorso promiscuo corredato da apposita segnaletica. Nelle vie Livorno e Orvieto è consentito il transito promiscuo delle bici e dei pedoni lungo gli ampi spazi laterali; sarà prossimamente posizionata adeguata segnaletica verticale che ne definisce l’uso su ambedue le parti laterali delle vie.

8) linea 4
“..la linea 4 non è una "metropolitana leggera" ma una semplice linea tranviaria vittima dei capricci del traffico e dei semafori”
“il 4 è una normale tramvia protetta che non ha nulla a che vedere con una "metropolitana leggera" che dovrebbe, per lo meno, disporre della priorità a TUTTI i semafori (mai andati anche solo a Lione ad esempio?) e non solo alle 2 rotonde di c.so giulio cesare (se, quando funzionano)”
La linea tranviaria 4 è stata concepita per avere la priorità semaforica lungo tutto il suo tracciato. Attualmente a causa della presenza di cantieri e di gruppi in lampeggio su alcuni impianti semaforici nella zona nord cittadina, la priorità viene mantenuta parzialmente nella tratta tra il capolinea di Falchera e corso Regina Margherita. Nella tratta sud, tra corso Sommeiller e capolinea sud in strada del Drosso, la priorità è mantenuta su tutta la linea ad eccezione dell’intervallo tra piazza Caio Mario e corso Tazzoli a causa di problemi impiantistici sui semafori presenti.

9) Polo Universitario di Grugliasco e Città della Salute
“… trovo assurdo che il polo universitario di Grugliasco, che già ora ospita due intere Facoltà (Agraria e Veterinaria) e che in futuro accoglierà anche tutti i corsi di laurea dell'area scientifica, non abbia beneficiato di un'apposita fermata della linea 1 della metro..
porre la futura "Cittadella della Salute" in quel di Grugliasco è l'ennesima cattiva valutazione dal punto di vista logistico”
L’ipotesi di servire con la Metropolitana il polo universitario di Grugliasco era stata anche presa in considerazione come ipotesi di lavoro, anche se non ufficiale, nelle primissime fasi progettuali (come tante altre, ad esempio servire il Politecnico o servire il CTO). Questa alternativa, come le altre qui citate, comportavano l’allungamento del tracciato e/o la realizzazione di stazioni aggiuntive e/o il passaggio sotto le fondamenta degli edifici anziché in asse alla viabilità ordinaria. In definitiva comportavano una lievitazione dei costi di costruzione che a suo tempo non fu ritenuta sostenibile.


10) spiegare i previsti collegamenti di trasporto pubblico per la Reggia di Venaria

Il collegamento “di elezione” di Torino con la Reggia di Venaria sarà costituito dalla linea FM2 (Pinerolo-Germagnano) del Sistema Ferroviario Metropolitano, eventualmente integrato con un servizio locale Stazione-Reggia in Venaria. Ciò però sarà possibile solo ad avvenuta connessione della ferrovia Torino-Ceres con il Passante Ferroviario nella stazione Rebaudengo (vedi punto 2).
Attualmente la reggia di Venaria è comunque facilmente accessibile utilizzando i bus 11 e 72 e da un servizio speciale "Express" che collega Torino con La Venaria Reale in circa 40 minuti.
Il capolinea in Torino è situato in corso Stati Uniti angolo corso Re Umberto.

11) trasporto pubblico – varie
“.. nelle ore di punta (credo 6-10 e 15-19) i mezzi pubblici dovrebbero avere una frequenza di passaggio di MASSIMO 5 minuti. E' scandaloso attendere anche 15 minuti un pullman come il 2 e tante altre linee”

· Frequenze di passaggio: a risorse costanti un aumento della frequenza dei passaggi delle linee è possibile SOLO con un minore numero di linee (di lunghezza media uguale a quella attuale) e/o con linee più corte (in numero pari a quello attuale); in entrambi i casi con un potenziale aumento della necessità di trasbordo. Si tratta di ridisegnare al meglio la rete dei trasporti pubblici. Su questo tema l’Agenzia per la Mobilità Metropolitana, in accordo con la Città di Torino, ha comunque avviato lo studio della riorganizzazione del trasporto pubblico in relazione dell’avvio del Servizio Ferroviario Metropolitano e del prolungamento della linea 1 di metropolitana fino a Piazza Bengasi. Il principio della rete di linee bus “più semplice ma più frequente” che si appoggi sulle reti strutturanti ad impianto fisso (ferrovie, metropolitana, rete tranviaria) sarà sicuramente preso in considerazione. Un aumento della frequenza “programmata” delle linee non potrà però ridurre le “lunghe attese” se non si ridurrà anche l’irregolarità della marcia dei mezzi pubblici (causata, nella maggioranza dei casi, dal traffico congestionato): è una magra consolazione avere tre bus accodati che passano 15 minuti dopo il precedente (frequenza media di 1 passaggio ogni 5 minuti) anziché 2 (frequenza media di 1 passaggio ogni 7,5 minuti). L’aumento della regolarità è l’impegno di GTT, della Città di Torino e dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana.

“le periferie continuano ad essere danneggiate dalla mancanza di collegamenti veloci…per esempio il 57, che collega S. Mauro con il centro di Torino, costringe i pochi volenterosi che lo prendono ad un giro turistico per la Barriera di Milano. Non si potrebbe, almeno nelle ore di maggior traffico, istituire un “57 diretto”, che raggiunga il centro lungo via Bologna senza fermate intermedie fra piazza Sofia e corso XI Febbraio?”
Collegamenti veloci tra periferie e centro: nell’ambito dello studio appena citato anche il principio del “bus-express” sarà preso in considerazione. Va detto che le linee suburbane “direttrici” (come il 57 richiamato nel forum) non servono solo la cintura e la periferia ma anche i quartieri più interni di Torino, per cui vanno molto ben analizzati tutti gli aspetti; ad esempio:
· è necessario che il servizio “express” sia progettato contestualmente con un servizio “non express” che copra le fermate non effettuate dal primo e che abbia con questo comunque un certo numero di fermate in comune,
· bisogna che il guadagno di tempo ottenuto con l’eliminazione delle fermate sia significativo e non sia vanificato dalla presenza di intersezioni semaforizzate troppo numerose
· bisogna che sul tratto in cui non vengono effettuate le fermate i bus “non express” non entrino in crisi di sottocapacità,
· le linee devono essere sufficientemente regolari affinché non venga distrutto il cadenzamento fra bus “express” e non.


“vorrei segnalare la totale mancanza di mezzi pubblici che colleghino direttamente la zona PARELLA alla SPINA 3. E' per caso già stato previsto qualcosa in questo senso?
· Collegamenti diretti fra Spina 3 e Parella: non sono al momento previsti. Sono stati potenziati i servizi in Parella (linea 13) e saranno potenziati quelli sulla spina 3 (instradamento della linea 46/, futura linea 48) con corrispondenza in piazza Statuto (anche con 72 e 72/).

“Quali progetti per la zona Madonna di Campagna / Borgo Vittoria? Se la zona é abbastanza ben servita dalle linee 52 e 10 per contro é difficile spostarsi sull'asse Est-Ovest (ad esempio da via Massari a Piazza Sofia (il 62 é una linea fantasma...).”
· Progetti per Madonna di Campagna / Borgata Vittoria sugli assi Est-Ovest: l’interramento della ferrovia renderà più “permeabile” il confine con Barriera di Milano / Regio Parco / Aurora; sarà ristabilito un collegamento veloce (linea 75) tra la zona di via Breglio, l’ospedale S. G. Bosco e la zona di via Bologna. Per le frequenze di passaggio (linea 62) vale quanto detto nello specifico paragrafo di questo punto 11.

12) questioni puntuali più rilevanti
“ci sono speranze che prima o poi il tunnel di corso Spezia veda la luce aldilà della ferrovia? Se si, con che tempistiche?”

· il progetto preliminare relativo al prolungamento del tunnel di Corso Spezia è stato approvato dalla Giunta Comunale nel settembre del 2005, tuttavia, l'elevato costo dell'opera, che attraversa il fascio di binari senza interruzioni del traffico ferroviario, non ne consente la realizzazione in tempi brevi, anche per le attuali limitate disponibilità di bilancio;

“vorrei segnalare il degrado, la sporcizia, lo spaccio e quant'altro dovuto, a mio parere, dal trincerone di via Saint Bon in disuso da decenni…posso testimoniare che la vecchia ferrovia attira soltanto spacciatori e drogati. E' possibile sapere se c'è un progetto di risanamento?
· esiste una ipotesi di riutilizzo per una linea tranviaria (vedi punto 2);

“i residenti di Corso De Nicola si chiedono perché il tanto faticato a farsi Parco di forma in pianta a Clessidra in zona ospedale Mauriziano rimanga per molti tratti una landa desolata, dopo appena 25 anni di lavori”
· il progetto preliminare complessivo dell'area tra Corso De Nicola e Via Tirreno è stato approvato dalla Giunta Comunale nel marzo del 2005, per un importo presunto di 38 milioni di Euro. È stato realizzato il primo lotto dei lavori su corso De Nicola, da largo Turati a largo Orbassano, per un importo di 7,5 milioni di Euro. In base alle disponibilità di bilancio saranno programmati gli interventi di completamento su Via Tirreno e sulle aree interne. Nell'area adiacente a Largo Orbassano sarà realizzato un parcheggio pertinenziale interrato. Attualmente (gennaio 2009), il progetto è in fase di esame da parte della Circoscrizione 1 che dovrà rilasciare il parere ai sensi dell’art 43 del Regolamento del decentramento necessario per poter procedere all’approvazione del bando in Consiglio Comunale. Nella primavera 2009 dovrebbe essere pubblicato il bando. Contestualmente al parcheggio interrato sarà realizzata la collina lato ovest e una parte delle sistemazioni superficiali.

“In concomitanza con i lavori del nuovo ponte sulla Dora in via Livorno, sotto la rotonda Orvieto/Mortara è prevista la realizzazione preliminare del mini tunnel ad una sola corsia per senso di marcia! .. non sarebbe opportuno proseguire sotto tale rotonda in modo omogeneo con tutte e quattro le corsie (due per senso di marcia) e prevedere semplici rampe laterali di ingresso e uscita?”
· in corrispondenza della rotonda Orvieto-Mortara vi sono vincoli che non consentono di realizzare il sottopasso a 4 corsie (l'alveo della Dora, i fabbricati, il parco) e, in ogni caso, non essendovi intersezioni in prossimità delle rampe, si ritiene sufficiente la corsia singola rispetto ai flussi previsti;

“Quando è prevista l'apertura della fermata Zappata? Dove si trova esattamente la stazione fra il Mauriziano e largo Orbassano, passando sopra non si vede alcuna stazione.”
· l'apertura della fermata Zappata è legata al reperimento dei fondi necessari a realizzarne il completamento (impiantistica e arredi) - da reperire a cura della Regione, cui compete il trasporto ferroviario regionale - in quanto la struttura al rustico è completa. La stazione è completamente interrata ed è collocata tra Corso Pascoli e Corso G. Ferraris. All'esterno saranno visibili esclusivamente le scale di accesso e gli ascensori, come una stazione di metropolitana.

“progetti di minitunnel in corso Moncalieri (piazza Gran Madre e incrocio con corso Fiume). visto che su tale asse viario code e traffico sono sempre presenti, quando finalmente si comincerà a fare qualcosa?”
· sono stati redatti gli studi di fattibilità di tre mini-tunnel in corso Moncalieri, previsti in corrispondenza dei nodi “Isabella”, “Fiume” e “Gran Madre”. La progettazione esecutiva e la loro realizzazione è subordinata al reperimento delle necessarie risorse finanziarie.

“Perché le rotonde con i semafori in funzione non hanno mai caos e code? Quasi tutti i giorni transito nelle ore di punta in largo Vittorio Emanuele e in altre volte in largo Orbassano. Il traffico con le rotonde semaforizzate scorre bene e senza imbottigliamenti.
Proviamo a chiedere all'assessore Sestero di accendere quei costosi semafori installati e mai fatti funzionare alle rotonde Maroncelli, Derna, Drosso, Bernini. Iniziamo e vediamo che succede. Meno caos e più ordine. Alla Derna il semaforo si accende quando è passato il tram. A che serve?”
· teoricamente la regolamentazione semaforica e la rotatoria sono due soluzioni alternative di gestione veicolare delle intersezioni. Tuttavia, in alcuni casi, quando siano disponibili ampi spazi di accumulo per l’accodamento dei veicoli che effettuano svolte analogamente al caso citato di corso Vittorio Emanuele, la rotatoria può essere supportata dalla regolamentazione semaforica, utile per suddividere temporalmente i flussi veicolari soprattutto in picchi di traffico particolarmente notevoli (ore di punta mattutina e serali). Nelle altre rotonde citate, la regolamentazione mista non è possibile in quanto non vi sono adeguati ampi spazi di accumulo per l’accodamento dei veicoli che effettuano svolte.
In particolare si dettaglia quanto segue:
Maroncelli: vista la geometria della rotatoria e gli importanti flussi veicolari in svolta nelle ore di punta mattutina e serale, l’impianto semaforico è stato installato nell’ipotesi di attuare una fase semaforica per gli attraversamenti pedonali. Dall’osservazione del comportamento dei pedoni e degli automobilisti si è constatato che le segnalazioni semaforiche venivano male interpretate risultando un fattore di rischio per la circolazione pedonale e veicolare.
Derna: vista la geometria della rotatoria e gli importanti flussi veicolari in svolta nelle ore di punta mattutina e serale l’impianto semaforico è stato installato a servizio dell’attraversamento tranviario nord-sud della piazza e degli attraversamenti pedonali di via Botticelli che risultavano particolarmente critici data l’ampiezza dell’asse stradale. L’impianto funziona a chiamata sia per i pedoni, sia per il tram.
Le fasi pedonali e tranviarie sono precedute da una fase di lampeggio e da una fase di tutto rosso per consentire l’arresto dei veicoli in transito.
L’anomalia segnalata, dell’accensione semaforica a transito avvenuto del tram si verifica quando il conducente del tram vedendo l’impianto in lampeggio non attende la fase dedicata al proprio movimento.
Drosso: vista la geometria della rotatoria e gli importanti flussi veicolari in svolta nelle ore di punta mattutina e serale l’impianto semaforico è stato installato a servizio dell’a manovra d’inversione tranviaria e degli attraversamenti pedonali di corso Unione Sovietica, lato est e strada del Drosso, lato nord.
Bernini: vista la conformazione della rotatoria e il percorso tranviario posizionato sul perimetro esterno della stessa, l’impianto semaforico è stato posizionato per la segnalazione degli ’attraversamenti pedonali posizionati sull’immissioni dei corsi Tassoni, Francia e Ferrucci. Gli impianti semaforici sono generalmente in lampeggio, sono dotati di pulsante di chiamata e dispositivi di segnalazione acustica omologati per disabili visivi, attivandosi esclusivamente in caso di necessità.

“avete voglia di fare una passeggiata in piazza Statuto angolo corso Principe Oddone? grazie al proseguimento dei lavori per la spina non esiste più attraversamento pedonale”
· il passaggio pedonale di Piazza Statuto lato nord era stato eliminato provvisoriamente perché non era possibile conservarlo in quella posizione, contemporaneamente alla esecuzione delle paratie. È stato ripristinato nei primi giorni del 2009 a seguito dello spostamento del cantiere verso il centro di Piazza Statuto.

13) “Il progetto attuale del Passante prevede la riapertura della breve galleria che collegava la Stazione Dora SATTI con il trincerone per Ponte Mosca. Infatti il passante ferroviario passa molto più in profondità (poco dopo sottopassa la Dora). La breve galleria è situata ad un livello intermedio, sotto la nuova strada che sarà costruita al posto della ferrovia attuale e sopra la galleria del Passante.
Pertanto far ritornare i treni per Ceres alla stazione di Ponte Mosca (Corso Giulio Cesare) è possibile. E'in pieno centro, ben collegata con la rete urbana di trasporto: è la soluzione più sensata. Certamente, in un secondo tempo, sarebbe auspicabile proseguire in galleria da Ponte Mosca verso Porta Nuova(interscambio con FS), e magari verso Orbassano, come era previsto da uno dei progetti della linea 2 del metrò.
La FTC potrebbe essere collegata presso Altessano alle FS anche con la "Gronda Merci" che dovrebbe essere costruita in affiancamento alla tangenziale (da Settimo a Orbassano).”


L’attuale progetto del Passante non pregiudicherà il ripristino della galleria che collegava la stazione Dora Satti con il trincerone di via Saint Bon, così come il progetto del futuro sottopasso Vigevano-Mortara è predisposto in modo da consentire il ripristino del collegamento ferroviario.
Per quanto riguarda il collegamento con la stazione di Porta Nuova lo stesso è garantito dalla linea 1 di metropolitana in corrispondenza della stazione di Porta Susa, che assumerà il ruolo di stazione portante del passante ferroviario, sul quale si innesteranno direttamente anche i treni della linea Torino-Ceres, in corrispondenza della futura stazione Rebaudengo.
L’inserimento della linea Torino-Ceres sul passante ferroviario in stazione Rebaudengo è strategico per la linea “FM2 Pinerolo Germagnano con estensione a Ceres”, facente parte del sistema ferroviario metropolitano (SFM), che entrerà progressivamente a regime dal 2012.
All’avvio del SFM sarà possibile far circolare 72 treni/giorno su ogni linea del sistema con cadenza trenta minuti, dalle ore 6,00 alle 22,00 dei giorni lavorativi; con tale programma di esercizio sarà assicurato nella parte centrale urbana, tra le stazioni di Porta Susa e Stura, un servizio con cadenza ogni 4-6 minuti.
Ulteriori sviluppi e previsioni del servizio ferroviario potranno essere valutati dagli Enti che pianificano e gestiscono il servizio stesso.



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