Consiglio Comunale

2010 04523/002

CITTÀ DI TORINO

 

MOZIONE  N. 1

 

Approvata dal Consiglio Comunale in data 10 gennaio 2011

 

OGGETTO: DUE NUOVI MUSEI DEL NOVECENTO: DELL'INDUSTRIA E DELLE MACCHINE E DEL MOVIMENTO OPERAIO E SINDACALE.

 

Il Consiglio Comunale di Torino,

 

PREMESSO CHE

 

-      la storia e l'identità di Torino città industriale ed operaia, "capitale dell'automobile", non hanno avuto - a differenza di altre epoche e aspetti del passato della città - una sede unitaria di conservazione, interpretazione e presentazione delle sue molteplici testimonianze materiali. Esiste cioè un vuoto da colmare rispetto ad un periodo che, pur non concluso, si presenta in buona misura come passato e la cui eredità costituisce un elemento fondamentale per il presente ed il futuro di Torino;

-      le trasformazioni economiche, produttive e sociali della nostra città negli ultimi anni del novecento ed agli inizi del nuovo secolo, hanno prodotto, sul piano urbanistico e nella percezione sociale, una sostanziale cancellazione sia del passato industriale, con la scomparsa di interi stabilimenti e la profonda modificazione dei quartieri, sia di quei luoghi che furono la sede di alcune tra le più importanti lotte operaie e sindacali del nostro Paese;

-      Torino è una città ricca di musei ed importanti istituzioni culturali. Il Coordinamento dei Servizi Museali ha saputo, con professionalità e competenza, nel corso di questi anni, proporre e realizzare importanti istituzioni, come il Museo diffuso della Resistenza o l'Ecomuseo Urbano, che svolgono una importantissima funzione di centro di documentazione e ricerca, e contemporaneamente sono luoghi di esposizione per mostre temporanee di notevole qualità culturale e di conservazione della storia del territorio cittadino;

-      lo stesso Coordinamento ha avanzato, analizzando una serie di precedenti progetti definiti nel corso degli anni da diversi soggetti, una proposta di un Museo diffuso del lavoro e dell'impresa che, sul modello del Museo diffuso della Resistenza, può essere la sede nella quale riunire sia gli archivi storici di diversa provenienza, relativi al mondo del lavoro e dell'industria, sia importanti istituzioni culturali torinesi come il Gramsci, il Salvemini ed il Nocentini;

-      tale iniziativa che valorizzerà il grande patrimonio archivistico esistente a Torino troverà presto una sua precisa sistemazione all'interno degli ex Quartieri militari di via del Carmine e permetterà di realizzare un Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell'impresa e dei diritti sociali. Tutto ciò va dunque nella direzione di colmare quel vuoto, costituendo un centro attivo sul piano della ricerca, della conservazione e della comunicazione, cogliendo l'occasione per riunire non solo in un unico ente i principali soggetti attivi nella conservazione degli archivi sindacali ed industriali, ma anche di offrire una sede comune alle loro attività e risorse documentarie;

-      in data 8 aprile 2010 è stata approvata la mozione n. 21 (mecc. 2009 06667/002) che impegna il Sindaco e la Giunta a "sviluppare ... forme di interventi per rappresentare la memoria storica operaia e del lavoro ... nell'area cosiddetta della Spina 3";

 

CONSIDERATO CHE

 

-      moltissimi sono gli esempi, in Italia ed in Europa, di veri e propri musei viventi dell'industria e del lavoro, nei quali, oltre alla conservazione delle "macchine", si sono ricostruiti ambienti, si è ricomposto, in un contesto storico, il quadro complessivo della vita sociale, delle lotte, delle condizioni di vita e di lavoro. A volte con il diretto coinvolgimento dei superstiti di quegli avvenimenti e delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali;

-      quello che manca a Torino è un'istituzione museale che, direttamente connessa con l'Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, sappia documentare e testimoniare il percorso di una intera città, del suo sviluppo, delle sue vicende sociali, attraverso il recupero degli opifici industriali ancora esistenti, la ri-costruzione degli ambienti di lavoro, la rappresentazione della vita quotidiana dentro e fuori la "fabbrica". Ciò che è necessario è , quindi, un museo diffuso sul territorio, articolato in luoghi nei quali ri-vedere, ri-ascoltare, ri-odorare, ri-toccare, ri-assaggiare, ri-vivere insomma le suggestioni di una condizione umana che, con lotte, sacrifici, sofferenze, patimenti e successi ha saputo realizzare il passato industriale della nostra città e migliorare le condizioni di vita dei ceti popolari e complessivamente il livello di civiltà della nostra società;

-      un museo nel quale la valorizzazione del patrimonio del lavoro e dell'impresa passi attraverso il recupero ed il riuso di edifici e macchine, la conservazione e la trasmissione di memorie, saperi ed esperienze, singole e collettive, che oltre alla rivalutazione della memoria storica dell'ottocento alla luce del successivo sviluppo industriale e sociale della città, sappia procedere ad una ricostruzione antropologica di quelle esperienze;

-      la definizione di questa nuova istituzione museale deve svilupparsi ricercando il più ampio coinvolgimento dei soggetti sociali interessati, delle associazioni imprenditoriali e delle organizzazioni sindacali. Anche al fine di definire, in un sistema di relazioni tra enti e soggetti diversi che interagiscono, sistemi di gestione aperti alle realtà locali;

 

RITIENE

 

-      necessario procedere alla definizione di un progetto organicamente collegato all'Istituto per la memoria e la cultura del lavoro, dell'impresa e dei diritti sociali, per la realizzazione a Torino di due musei del novecento: il museo dell'industria e delle macchine ed il museo del movimento operaio e sindacale;

-      opportuno che:

1)     il percorso di definizione del progetto debba essere il frutto di una azione integrata tra gli Assessorati alla Cultura, all'Urbanistica, al Lavoro, alle Periferie ed al Decentramento;

2)     i Direttori ed i Dirigenti dei settori interessati costituiscano un gruppo di lavoro che si raccordi periodicamente con il Consiglio Comunale;

 

IMPEGNA

 

Il Sindaco e la Giunta:

-      ad operare secondo quanto ritenuto opportuno;

-      a presentare al Consiglio Comunale di Torino, entro la fine di febbraio 2011, un progetto integrato al fine di poterne prevedere i tempi di realizzazione già nel corso del 2011.