Consiglio Comunale

2010 02647/002

 

 C I T T À  D I  T O R I N O

 

MOZIONE N. 26

 

Approvata dal Consiglio Comunale in data 17 maggio 2010

 

OGGETTO: ACCOMPAGNAMENTO ALLA DELIBERAZIONE MECC. 2010 01785/024 AVENTE AD OGGETTO "BILANCIO DI PREVISIONE 2010. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA. BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2010 - 2012. APPROVAZIONE."

 

          Il Consiglio Comunale di Torino,

 

1)                                                                                                            CONSIDERATI

 

i riscontri riportati nel Bilancio Preventivo 2010 (spesa di 438 milioni di Euro nel Consuntivo 2009 e di 431 nel Preventivo 2010) per quanto riguarda funzionalità e costi dell'apparato comunale, tenute presenti valutazioni, confronti con altre realtà similari, livello di impegno e congruità dei risultati raggiunti al servizio della popolazione;

 

AVANZA

 

alcune considerazioni ed individua alcuni indirizzi da ritenere utili alla strategia d'insieme ed alla prassi operativa instaurate o da instaurare nella conduzione di una politica di governo del personale dipendente del Comune, conciliando le compatibilità proponibili tra risorse finanziarie disponibili e costi delle risorse umane in una visione globale del ruolo prefissato dalle scelte politico-amministrative.

1)             Visione organizzativa generale

Al di là dei parziali interventi di ristrutturazione avvenuti sulla base di contingenti esigenze di riequilibrio quantitativo di addetti nelle diverse sedi di lavoro, risulta innanzitutto importante l'assunzione di un atteggiamento propositivo per l'assetto funzionariale da parte dell'Amministrazione rispetto ai ruoli assumibili dal Comune; anche in funzione delle prospettive aperte dal Codice delle Autonomie Locali e la loro collocazione nel processo federalistico in relazione al crescente ruolo delle Amministrazioni Comunali quali istituzioni democratiche oggetto di più sentita appartenenza, utilità e osservazione da parte della cittadinanza.

Questo sfondo va interpretato in forma tale da definire l'estensione dei compiti dei vari Settori interni dell'attività amministrativa rapportando conseguentemente la consistenza del personale ad essi dedicato.

Sono quindi opportune scelte organizzative globali che, nelle articolazioni concrete degli uffici proposti ai vari ruoli, risultino ispirate dagli obiettivi attribuiti dagli organi istituzionali eletti, tenendo conto anche degli indirizzi dell'O.M.S. relativamente al benessere dei lavoratori.

Questo atteggiamento può essere assunto dall'Amministrazione anche attraverso indirizzi da esplicitare in occasione della presentazione dei bilanci.

A tal fine anche il discorso sulla mobilità interna va accettato come esigenza di interesse pubblico corroborando la sua percorribilità con criteri regolamentari che tengano conto tanto delle necessità dell'Amministrazione quanto delle garanzie di metodologia attuativa per i soggetti interessati; tendendo altresì presente l'opportunità dei processi formativi di riqualificazione e riconversione;

2)      Aspetti quantitativi globali

Va attentamente valutata e seguita la consistenza quantitativa (che risulta al 31 dicembre 2009 di 11.561 dipendenti ed all'aprile 2010 di n. 11.438 dipendenti, tenendo presente che quelli a tempo determinato sono stati ridotti perché assunti) dell'apparato funzionariale comunale messo in relazione agli standards configurabili per i Comuni nel Nord Italia che si porrebbe indicativamente nell'ordine di un dipendente ogni 100 abitanti, aldilà di altre possibili indicazioni legislative nazionali; mentre il costo per il personale nel suo insieme diventa problematico quando si supera un terzo della spesa corrente e la Legge Finanziaria impone una progressiva riduzione di tale costo.

A questo proposito va peraltro osservato che le esternalizzazioni, avvenute attraverso affidamenti di servizi sviluppati da agenzie esterne, rendono la percentuale del 31 per cento iscritta nel Bilancio Preventivo 2010 (con riduzione dell'1,7 per cento rispetto al 2009) ipoteticamente sottodimensionata qualora tali incombenze fossero considerate ancora attivate direttamente dall'Amministrazione Comunale (e non indirettamente effettuate attraverso apposite concessioni).

La diminuzione di 7 milioni di Euro prevista nel Bilancio Preventivo 2010 rispetto al Bilancio Consuntivo 2009 corrisponde principalmente per gli effetti economici al ridimensionamento previsto a 11.200 dipendenti entro il 2010, partendo dalla consistenza esistente all'inizio dello stesso anno con contrazione per naturale abbandono fino a circa 11.000 e presunta assunzione intorno a 200 nuovi soggetti che in gran parte (eccetto 50 Vigili Urbani immessi nel 2010) graveranno sul bilancio dal 2011.

Questa linea può consentire valutazioni soprattutto riferibili a settori in cui la presenza del personale è reimpostabile relativamente alle opportunità di dimensionamento stabilite dagli indirizzi politico-amministrativi assunti.

La considerazione della percentuale del peso economico del costo globale del personale e della sua entità va rapportata anche alle esigenze di riequilibrio del bilancio corrente, nonché con riferimento all'insieme del personale occupato dalle Società partecipate da parte del Comune che porta a valutare intorno a 24.000 il numero degli addetti del Gruppo Torino in un ipotesi di bilancio consolidato di Comune e Aziende collegate.

La conseguenza emergente dalla dimensione attuale e futura delle esigenze derivate dalla visione globale strategica delle attività del Comune prospetta anche la revisione della pianta organica che prevedeva in passato una maggiore entità di dipendenti; valutando altresì che il Comune di Torino è ancora impropriamente gravato dall'assunzione diretta di costi relativi alle scuole materne (dentro il settore educativo che occupa oltre 3.000 soggetti) in una presenza sostitutiva di competenze statali.

Il contenimento quantitativo dell'apparato comunale va peraltro configurato solo attraverso il passaggio pensionistico, evitando le esternalizzazioni di servizi naturalmente mantenibili all'interno dell'Amministrazione in questa fase di emergenza occupazionale e contenimento delle retribuzioni nell'area del terzo settore e delle imprese appaltatrici;

3)      Dirigenza

Emerge come momento di rilevante importanza e ampia osservazione - anche ascrivibile a considerazioni contingentemente riferibili all'attuale fase di difficoltà economica per gli Enti Locali e di turbamento sociale per il Paese - il ruolo essenziale e il relativo trattamento retributivo della dirigenza recentemente diminuita nella sua consistenza numerica attestata nel 2010 a 148 addetti a tempo indeterminato con la prevista immissione di altri 15; mentre attualmente sono 27 i dirigenti temporanei. Tendendo in futuro a stabilire il numero dei Dirigenti attraverso l'adozione di una quota percentuale sul totale dei dipendenti comunali che corrisponda agli standards di situazioni equiparabili e ritenuta ottimale, che può portare, adottando il rapporto di un dirigente mediamente riferito ad un numero prefissato di dipendenti, considerando ridefinibile con possibile diminuzione il numero dei Dirigenti, procedendo quindi alla ricompattazione di settori similari.

All'interno di una visione generale da valutare emerge l'esigenza di una particolare sollecita e concreta attenzione per la verifica ed elaborazione di organigrammi relativamente ai posti di Dirigenti che vanno in pensione e alla scadenza degli incarichi dirigenziali di vertice del CO.DIR prevista per il 31 dicembre 2010.

Per l'inserimento di Dirigenti a tempo determinato attraverso procedure selettive di evidenza pubblica può altresì servire la fissazione di un limite superiore quantitativamente relativizzato ai Dirigenti di ruolo, cosicché la loro possibile variabilità numerica sia comunque riflessa entro una quota predeterminata e non superabile.

La collocazione in circa dodici fasce prevalentemente utilizzate per la collocazione di posizione retributiva per una larga maggioranza di Dirigenti - alle quali se ne aggiungono altre che interessano pochi soggetti con particolari responsabilità di indirizzo e di funzione - comporta un eccesso di dislocazione che dovrebbe essere oggetto di una semplificazione delle differenziazioni esistenti.

La corresponsione dei premi di risultato può diventare - quanto prima possibile anche rispetto alla sperimentazione in atto per nuove forme organizzative nel settore del pubblico impiego in quattrocento Comuni italiani - oggetto di definizione non solo dalla parte dei Dirigenti interessati e della valutazione della Direzione Generale - e relativo "Nucleo di valutazione" - ma anche al giudizio dell'utenza (come peraltro è stato annunciato) sull'efficienza nell'assolvimento dei servizi e quindi sull'ottemperanza degli obiettivi individuati. Il "Nucleo di Valutazione" che effettua le valutazioni dei Dirigenti, confermandoli o revocandoli, è nominato dal Sindaco secondo criteri e metodologie che vanno esplicitate analogicamente alle indicazioni contenute nella Legge 15/2009 articolo 4.

Si osserva poi che la "forbice" differenziale di trattamento economico rispetto al personale nei due contratti di lavoro dei dipendenti comunali (normale e dirigenziale) nell'ultimo decennio ha subito un incremento in valore assoluto a vantaggio della dirigenza, soprattutto a causa dei riflessi e confronti invalsi con i Dirigenti di Enti pubblici e Aziende private in ambito nazionale rapportandosi ad una equiparazione del livello di retribuzione; che dalla contrattazione nazionale trova confini sulle entità minime, ma ha comportato ampie discrezionalità verso una possibile estensione massima attraverso contratti integrativi interni, la cui congruità comunque può essere oggetto di peculiari considerazioni in ogni ente pubblico sulle funzioni che al proprio interno sono specificatamente sviluppate e controllate.

Le considerazioni esposte comportano l'opportunità di una maggiore attenzione da parte del Consiglio Comunale sull'esercizio dei poteri di indirizzo generale della gestione del personale e di regolamentazione organizzativa da parte della Giunta.

L'occasione della stesura del bilancio può determinare proposte adottabili dal Consiglio Comunale presentate da parte degli organi esecutivi anche relativamente al fondo per l'indennità di risultato dei dirigenti, fatte salve le competenze della trattativa sindacale;

4)      Osservazione sociale

Il buon andamento nel governare e responsabilizzare la conduzione della cosa pubblica rende fondamentale l'osservazione sociale dentro e fuori le strutture di attività e servizio svolte dal Comune.

Oltre al ruolo sviluppato dalle compagini sindacali che possono assumere - al di là della possibile ed occasionale organizzazione della protesta - compiti di ricerca operativa e di compartecipazione di fatto alla "governance" della complessità sociale per raggiungere gli obiettivi connaturati alla presenza delle autonomie locali nella direzione indicata, paiono instaurabili con maggiore incidenza momenti di comunicazione e trasparenza procedurale che, senza forzare i risvolti di riservatezza logicamente contemplabili nei processi decisionali individuali, vedano una adeguata informazione da parte dei vertici esecutivi dei criteri adottabili per promozioni, collocazione di posizione, determinazione di premi di rendimento, incentivazione alla produttività, concorsualità nelle progressioni di carriera e ogni altra opportunità relazionale.

Tale atteggiamento diventa di per sè un momento di comprensione, di partecipazione e di superamento di possibili deformazioni interpretative delle scelte autonomamente effettuate da parte di chi le deve fare per consentire la funzionalità sociale oltre che la regolarità burocratico-legale dell'azione politico-amministrativa.

È un discorso che vale anche per la consistenza quantitativa e l'efficacia pratica delle Posizioni Organizzative che vanno numericamente prefissate in un limite superiore relativamente al numero dell'apparato funzionariale di riferimento.

Anche lo staff di ciascun Assessore dovrebbe essere contenuto in un numero tendenzialmente ristretto e prefissato di collaboratori.

Così come converrà introdurre, oltre agli aspetti di legittimità, qualche forma di regolamentazione sulla concessione di incarichi autorizzabili all'interno o all'esterno dell'Amministrazione per i dipendenti comunali. Tale considerazione può valere anche per gli amministratori di Aziende e Società partecipate nominati dal Comune evitando altresì l'accumulo di incarichi.

La discrezionalità connessa al ruolo del Direttore Generale, che risponde esclusivamente al Sindaco, senza peraltro stemperarsi in pretese esterne di accompagnamento alle procedure decisionali di sua esclusiva competenza finale, può offrire concretamente modalità di trasmissione di conoscenza attraverso le Commissioni consiliari interessabili sia in relazione ai criteri da adottare per i movimenti soprattutto riguardanti la dirigenza, sia per la comunicazione motivata delle decisioni prese;

5)      Trasparenza

Sulla necessaria estensione di conoscenza e responsabilità di giudizio da parte del Consiglio Comunale sugli accadimenti interni di evoluzione, composizione, ricomposizione, trattamento e soddisfazione pubblica manifestati dall'utenza relativamente alla funzionalità ed adeguatezza del lavoro assegnato, vanno tenuti presenti i doveri che la Giunta Comunale ha a tale proposito, proprio al momento della presentazione dei bilanci preventivo e consuntivo, e che vanno ottemperati anche per contribuire ad una corretta interpretazione dell'essenziale ruolo del pubblico impiego da non delegittimare attraverso critiche particolaristiche non generalizzabili.

Questi doveri si riferiscono anche alle disposizioni contenute nel D.L. 150/2009 quanto meno per:

a)       la trasmissione al Consiglio Comunale di un piano della performance previsto dall'articolo 10 del citato D.L. in occasione del bilancio preventivo;

b)      la relazione di Giunta in sede di bilancio consuntivo sulla performance che era stata prevista;

c)       le valutazioni assegnate ai Dirigenti nell'anno oggetto del rendiconto unitamente all'ammontare dei premi assegnati relativi alle valutazioni stesse;

d)      la consegna al Consiglio Comunale di un provvedimento attraverso il quale si adotti un sistema di misurazione e valutazione degli obbiettivi;

e)       la proposta al Consiglio Comunale - individuato come organo di indirizzo politico amministrativo - sulla formazione e nomina di un "Organismo indipendente" (in connessione a quanto già stabilito nel D.L. 150/2009 all'articolo 14, comma 3 e successivi) che potrà essere politicamente unitario nella sua composizione collegiale per la considerazione della performance; predisponendo altresì volontariamente fin d'ora l'adozione di un sistema retributivo della dirigenza ispirato da criteri di semplicità, oggettività e trasparenza.

Tutto ciò premesso, tenute presenti le osservazioni avanzate e le proposte manifestate; visto che tali indicazioni non sono adeguatamente contenute nella "Relazione Previsionale Programmatica 2010/2013";

 

IMPEGNA

 

Il Sindaco e la Giunta, già in questa fase (al di là delle more contemplate nel termine previsto del 31 dicembre 2010 per gli adeguamenti al D.L 150/2009, nonché per lo slittamento previsto per il comparto degli Enti Locali) ad avviare l'attivazione delle disposizioni suggerite prefigurabili e ad adeguare i comportamenti concretamente praticati alle variazioni disposte e significative dello sfondo legislativo emergente.

Favorendo così una puntuale e positiva crescita di un clima di reciproca collaborazione tra Amministratori e Personale nel generale intento di raggiungere vieppiù un valido servizio alla cittadinanza rispettando la naturale evoluzione e il conveniente soddisfacimento delle esigenze sociali e dei loro contenuti connessi alla modernità delle trasformazioni, intendendo per moderno "ciò che è storicamente necessitato".

 

2)                                                                                                    INOLTRE, PREMESSO

 

che l'attuale crisi economica e finanziaria, con la conseguente contrazione delle risorse disponibili per le pubbliche amministrazioni, pone all'attenzione la difficile congiuntura che attraversa il sistema degli appalti pubblici e delle imprese ad esso correlato, che negli anni passati è stato fattore di sviluppo ed occupazione, creando un tessuto imprenditoriale locale di eccellenza;

 

RILEVATO

 

che la riduzione degli investimenti pubblici, peraltro soggetti ai vincoli imposti dalle regole del "Patto di stabilità", porta con sé i rischi di una esasperata ed eccessiva concorrenzialità tra le imprese, sovente con l'offerta di prezzi al ribasso economicamente di assai difficile sostenibilità  per le imprese aggiudicatrici e ancor di più per le imprese ad esse collegate con il contratto del subappalto;

 

RILEVATO ALTRESÌ

 

che il concorso di tali fattori crea un elevato allarme sul versante della sicurezza sui luoghi di lavoro e sulla regolarità dei cantieri, produce quasi in ogni caso un aumento del contenzioso che provoca rallentamenti nel completamento delle opere, appesantisce il complesso iter autorizzativo e burocratico in generale, crea diseconomie sia al sistema pubblico che a quello privato;

 

IMPEGNA ALTRESI'

 

Il Sindaco e la Giunta a:

1)      ricercare modalità di assegnazione degli appalti che, fermo restando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, siano in grado di garantire qualità dell'opera e sicurezza del lavoro;

2)      perfezionare, pur rilevando che l'attuale situazione del Comune di Torino non risulta avere particolari criticità, tempi certi nelle modalità e procedure di pagamento ai fornitori, nel doveroso rispetto delle regole imposte dal "Patto di stabilità".