Consiglio Comunale

2010 01423/002

 

 CITTÀ DI TORINO

 

ORDINE DEL GIORNO

 

Approvato dal Consiglio Comunale in data 26 aprile 2010

 

OGGETTO:   APPELLO PER AVNI ER.

 

       Il Consiglio Comunale di Torino,  

 

 TENENDO CONTO CHE

 

-      lo Statuto della Città di Torino all'articolo 2 afferma che il Comune esercita le proprie attribuzioni perseguendo anche le seguenti finalità:

-      a. tutelare e promuovere i diritti costituzionalmente garantiti attinenti alla dignità e alla libertà delle persone, contrastando ogni forma di discriminazione;

-      k. contribuire alla cooperazione pacifica fra i popoli e le nazioni, concorrere al processo di integrazione e unificazione europea ed alla valorizzazione del ruolo di Torino in questo contesto. A tal fine, il Comune sviluppa i propri rapporti con l'Unione Europea e le proprie relazioni internazionali e promuove i valori di pluralismo e convivenza solidale, operando per garantire i diritti delle minoranze etniche;

-      l'articolo 10 della Costituzione italiana recita: "Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici." e "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge";

 

PREMESSO CHE

 

-      il Consiglio Italiano per i Rifugiati è un ente morale e una Onlus, costituitasi nel 1990, sotto il patrocinio dell'UNHCR. Tra i soci fondatori e membri del Comitato direttivo del CIR vi sono i più importanti organismi italiani di carattere umanitario e le Confederazioni sindacali;

-      l'obiettivo del CIR è difendere i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo, per l'affermarsi di un sistema integrato ed efficiente che si sviluppi nelle diverse fasi dell'accoglienza, dell'integrazione e dell'eventuale ritorno assistito nel Paese di origine, in attuazione dei principi stabiliti dal sistema internazionale dei diritti umani, dalla Convenzione di Ginevra sui Rifugiati del 1951 e della recente normativa comunitaria;

-      tutta l'azione del CIR mette al centro la persona umana, i suoi diritti, le sue necessità, la sua dignità;

-      non avendo nessun vincolo, né politico, né religioso, l'unico parametro di riferimento dell'azione del CIR sono i diritti umani. Gli interventi "politici" che l'Organizzazione realizza, infatti, sono destinati unicamente a creare migliori condizioni per la persona costretta alla fuga dal proprio Paese;

 

CONSIDERATO

 

che il Consiglio Italiano per i Rifugiati ha lanciato un appello per AVNI ER che qui di seguito si riporta integralmente:

"Qualche giorno fa è stato trasferito nel CIE di Bari il cittadino turco Avni Er rispetto al quale il governo turco di Ankara ha avanzato tempo addietro formale richiesta di estradizione.

Avni Er è colpevole solo di aver svolto nel corso degli anni una puntuale denuncia delle violazioni dei diritti umani e della libertà d'informazione in Turchia.

Avni Er è un oppositore politico, accusato di appartenere al partito comunista DHKP-C . Il 1° aprile 2004 un'operazione repressiva ha provocato l'arresto di 82 persone in Turchia ed altre 59 persone tra Germania, Olanda, Belgio, Grecia ed Italia.

Tra loro giornalisti dell'opposizione, membri di organizzazioni democratiche e per la difesa dei diritti umani, avvocati ed artisti.

Avni Er, a seguito di un processo scandaloso durante il quale testimoniarono contro di lui, a volto coperto, i torturatori turchi, fu condannato dalla Corte di Assise di Perugia nel 2006 con successiva conferma della Corte d'Appello di Perugia.

Seguì una vasta campagna di mobilitazione e sensibilizzazione cui aderirono diverse associazioni nazionali (Arci, CRVG- Conferenza nazionale del volontariato della giustizia, Antigone) e vari esponenti politici; ci fu una dichiarazione a tutela dell'incolumità di Avni Er e per il rispetto delle norme internazionali a difesa dei diritti dell'individuo da parte dell'europarlamentare Giulietto Chiesa; ci furono molti ordini del giorno da parte del Consiglio Provinciale di Lecce (19 marzo 2008), del Consiglio Regionale della Toscana, della Sardegna e della Campania.

Anche il Consiglio Regionale della Puglia, in data 24 giugno 2008, sottoscrisse una mozione contro l'estradizione di Avni Er in Turchia, con esplicito riferimento all'art.10 della Costituzione italiana che recita: "Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge".

Ricordiamo che secondo associazioni internazionali ed autorevoli come Human Rights Watch, Amnesty International, nonché la Commissione ONU per i diritti umani ed il comitato Europeo per la prevenzione della tortura, in Turchia vi è il fondato timore di violazioni dei diritti, di trattamenti inumani e degradanti, di tortura.

Ricordiamo inoltre che il curdo Ocalan, nonostante il riconoscimento dell'asilo costituzionale rilasciato dal governo italiano, è da 11 anni detenuto in regime di isolamento totale nell'isola di Imrali. Infine, a dimostrazione della condizione politica in Turchia, citiamo il tentativo di qualche giorno fa dell'ennesimo colpo di stato manu militari.

Allo stato attuale, Avni Er ha inoltrato formale richiesta d'asilo nel nostro paese e, per quanto affermato, anche in considerazione che la Corte d'Appello d'Anversa il 7 febbraio 2008, impegnata a giudicare 11 militanti del DHKP-C, si è rifiutata di riconoscere tale organizzazione quale "gruppo terroristico", prosciogliendo tutti gli imputati;

CHIEDIAMO a tutte le forze democratiche, ai partiti, alle associazioni, alla società, ai sindacati, di aderire e sottoscrivere l'appello in favore di Avni Er, affinché GLI VENGANO RICONOSCIUTE TUTTE LE FORME DI TUTELA ED IL PRINCIPIO DI NON RESPINGIMENTO.";

 

CONDIVIDENDO

 

lo spirito e la lettera dell'appello lo sottoscrive ed

 

IMPEGNA

 

Il Sindaco e la Giunta a farsi promotore nelle forme e nelle modalità di competenza, presso il Presidente della Repubblica Italiana ed il Ministro della giustizia, affinché lo Stato italiano non conceda l'espulsione di Avni Er.