Consiglio Comunale

2001 08856/02

CITTA' DI TORINO

MOZIONE N. 41

Approvata dal Consiglio Comunale in data 19 novembre 2001

OGGETTO: FUNZIONAMENTO CONSULTORI.

"Il Consiglio Comunale di Torino,

VISTO

- la relazione sullo stato di salute della popolazione;
- la relazione del Ministro della Sanità sull'attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza;
- gli obiettivi di salute dell'OMS.

CONSIDERATO CHE

- le Leggi 405/75, 194/78 e 285/97;
- il progetto obiettivo materno-infantile dotato con Decreto del 24 aprile 2000;
- la Legge Regionale 39/76;
- la Legge Regionale (piano sanitario regionale 97/99) 61/97, allegato C, capitolo 3 "tutela materno infantile";
- la Legge 34/96;
- la deliberazione della Giunta Regionale 9 luglio 2001 n. 30-3451

IDENTIFICANO IL CONSULTORIO FAMILIARE

- come luogo deputato all'espletamento di una funzione sanitaria propria del Dipartimento Materno-Infantile, ma strettamente connessa alle funzioni sociali, sia in considerazione del profilo della presa in carico globale sia in relazione alla consapevolezza della complessità sociale della salute, intesa come stato di benessere psico-fisico della persona e come bene collettivo da tutelare;

- come servizio di base gratuito fortemente connotato da attività con elevate caratteristiche di territorialità, unitarietà e di integrazione in cui sviluppare una cultura dell'accoglienza e della presa in carico, in particolare nell'area della prevenzione della salute della donna e con particolare attenzione alle fasce di popolazione più a rischio, attraverso programmi di prevenzione rivolti al singolo e alla comunità;

- come sede strategica e funzionale per la promozione di obiettivi di salute e per l'offerta di interventi appartenenti ad una ben definita strategia di prevenzione e di promozione della salute al fine di sostenere la persona a sviluppare le proprie competenze per effettuare scelte più consapevoli nel campo della sessualità, della maternità, della prevenzione delle neoplasie femminili, nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, nei maltrattamenti e abusi, nella violenza e nel sostegno alle capacità genitoriali della famiglia, nella cura dei figli, nel sostegno alle donne che decidono di proseguire la gravidanza;

- come struttura da potenziare e sostenere economicamente per il completamento e il potenziamento "…… della rete consultoriale e dell'attivazione e sostegno di strutture che applicano le tecnologie previste dall'OMS per la preparazione e l'assistenza al parto, al fine di realizzare in ogni distretto delle attività e degli obiettivi di sostegno alla famiglia e alla coppia, di promozione e tutela della procreazione responsabile, di prevenzione dell'interruzione volontaria di gravidanza, nonché le finalità previste dal Piano sanitario nazionale e dai piani sanitari regionali….";

- come ambito multi-professionale caratterizzato da un'équipe di lavoro composta da operatori con varie competenze medico-sanitarie, psicologiche e sociali in grado di garantire stabilità e continuità per costituire un efficace punto di riferimento per la popolazione interessata e per contribuire alla raccolta e all'analisi dei bisogni e dei dati epidemiologici.

TENUTO CONTO

- del dibattito avvenuto in IV CCP e nella CCS Pari opportunità;

- dell'audizione della dirigenza delle ASL e delle ASO della città, nonché dei dati trasmessi, in particolare rispetto al funzionamento dei consultori, alle IVG, all'ecografia in gravidanza, alla particolare problematicità individuata nei confronti di fasce a rischio quali le adolescenti e le straniere;

- dell'audizione dei rappresentanti delle OOSS, del Tribunale dei Diritti del Malato, del coordinamento cittadino delle donne per l'autodeterminazione.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

- a sollecitare tutti gli organi competenti affinché i Consultori Familiari vengano dotati di tutte le figure professionali e tutte le strumentazioni necessarie perché possano esercitare compiutamente le funzioni sopra descritte;

- ad attivare progetti di collaborazione in rete fra Servizi sociali territoriali e Consultori familiari;

- a coinvolgere le organizzazioni di base nella costituzione dell'Osservatorio per la salute della donna e gruppi di lavoro tematici."