Servizio Centrale Giunta Comunale -Decentramento

n. ord. 161

Settore Affari Generali del Decentramento

2000 05034/49

CITTA' DI TORINO

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE 18 SETTEMBRE 2000

Testo coordinato ai sensi dell'art. 41 comma 3 del Regolamento del Consiglio Comunale

OGGETTO: CONCESSIONE A TERZI DELLA GESTIONE DEI BAGNI PUBBLICI EX ART. 22 L. 142/90. PRIMA SPERIMENTAZIONE.

    Proposta dell'Assessore Artesio,
    di concerto con gli Assessori Passoni, Lepri e Torresin.

    I bagni pubblici, che rappresentano uno dei servizi cittadini di più antica costituzione, attualmente sono gestiti dalla Città in economia, con mezzi e personale propri, attraverso le Circoscrizioni Comunali.
    Negli ultimi anni sono tuttavia sorti, nel settore, problemi di carattere gestionale connessi anche ai mutamenti sociali che hanno innescato il progressivo decadimento del livello qualitativo e quantitativo del servizio. Si è così configurata una situazione di vera e propria “emergenza” per i bagni pubblici.
    Per dare risposta a tale emergenza, si intende avviare una fase sperimentale di esternalizzazione del servizio affidandone la gestione in concessione a soggetti terzi.
    Più precisamente, in via di prima sperimentazione, l'Amministrazione intende gestire alcuni dei bagni ancora in funzione mediante il sistema della concessione a terzi, in applicazione dell'art. 22 L. 142/90 che consente il ricorso a tale forma gestionale, in alternativa alla gestione in economia, “quando sussistano ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale”.
    La ragione principale che determina tale scelta risiede nel profondo mutamento che, specialmente nell'ultimo decennio, è avvenuto nelle fasce di utenza che usufruiscono di detto servizio.
    Per comprendere appieno il fenomeno è utile ricordare brevemente l'evoluzione storica dei bagni.
    Gli stabilimenti, già presenti all'inizio del secolo, sono sorti per sopperire le esigenze igienico-sanitarie dei cittadini residenti in abitazioni non dotate di bagni propri.
    Nei decenni passati, nella diversa concezione residenziale ed igienica del tempo, gli alloggi privi di servizi igienici privati non erano inconsueti ed, anzi, costituivano la norma nei fabbricati di più vecchia costruzione.
    In conseguenza, l'utenza dei bagni era costituita da cittadini, pur di estrazione sociale “modesta”, ma non necessariamente appartenenti alle fasce sociali più disagiate.
    Con l'evolversi del quadro sociale e residenziale e fino ad un recente passato, l'utenza, composta in grande maggioranza da cittadini italiani, si è da un lato ridotta e, dall'altro, ha finito per coincidere con le fasce più deboli della popolazione ed in particolare con i “senza fissa dimora” (barboni, ex detenuti, dimessi dagli OO.PP.).
    Ma l'elemento più significativo di cambiamento si è verificato in quest'ultimo decennio per effetto dei massicci flussi migratori da paesi extracomunitari.
    In conseguenza di tale fenomeno, attualmente la richiesta del servizio è nuovamente significativa e proviene principalmente da immigrati extracomunitari privi di collocazione abitativa adeguata.
    Tale caratterizzazione dell'utenza è ulteriormente dimostrata dai dati globali di affluenza dell'anno 1998: a fronte di 92800 ingressi totali, ben 41965, vale a dire il 45%, sono gratuiti, ossia erogati dai Servizi Sociali e/o dalle associazioni di volontariato, in applicazione delle deliberazioni della Giunta Comunale del 9 giugno 1987 (mecc. 8706430/10) e del 12 ottobre 1999 (mecc. 9908582/19).
    I mutamenti descritti hanno finito per determinare una crescente difficoltà di gestire al meglio il servizio con mezzi e personale della Città.
    Si evidenzia, in particolare, quanto emerso dallo specifico studio sviluppato dal Servizio Centrale Giunta Comunale e Decentramento.
    L'attuale situazione gestionale dei bagni pubblici è contraddistinta da una notevole difficoltà di garantire un sufficiente livello quantitativo e qualitativo degli organici (mediamente 4-6 addetti per impianto, in relazione al numero delle docce) per un lavoro sicuramente poco appetibile in relazione all'orario di lavoro (articolato sul pomeriggio) e soprattutto alla difficoltà di approccio e comunicazione con l'utenza.
    I problemi di gestione si intersecano così con quelli di comunicazione, di legalità e di salute pubblica che deve essere garantita a tutti al fine di tutelare l'intera collettività.
    A ciò deve aggiungersi la crescente difficoltà di reperire sul mercato ditte disposte a fornire i bagni dei materiali necessari (in particolare, biancheria), causa lo scarso ritorno economico dovuto anche a furti e danneggiamenti.
    Il carico economico sostenuto dalla Città è notevole, specialmente in riferimento al livello qualitativo del servizio che, come detto, non appare più soddisfacente.
    Nello specifico, l'analisi dei costi e ricavi effettuata sui bagni ancora attivi, ha portato a determinare un costo netto medio di oltre, 180 milioni (costo, 240 milioni; ricavo, 52 milioni, sia effettivo che virtuale, cioè riferito anche agli ingressi gratuiti).
    In altre parole, attualmente i bagni pubblici si configurano come servizio "a bassa soglia", in cui occorre investire sia in termini di flessibilità dell'accesso che di corretto funzionamento, in un'ottica che sia di accoglienza e, nello stesso tempo, di garanzia di efficienza.
    In questa direzione, analogamente al servizio dei gabinetti pubblici, già esternalizzati nel 1984, si ritiene opportuno provvedere, in via sperimentale, ad affidare in concessione la gestione di alcuni bagni a soggetti terzi.
    Più precisamente, in considerazione del particolare rilievo sociale oltreché igienico-sanitario dei bagni pubblici, si è determinato di articolare il progetto in un primo momento di carattere sperimentale, cui si dà avvio con il presente provvedimento, che possa in seguito fungere da fase prodromica ed orientativa per l'adozione di una più generale disciplina della materia.
    Il presente progetto mira a realizzare, oltre a livelli accettabili di igiene e sanità e di efficienza del servizio, la trasformazione dei bagni pubblici in un servizio polivalente - con valenza sociale e culturale insieme - che funga da punto di ritrovo e di socializzazione per l'attuale fascia di utenza, in un'ottica di adeguamento dei servizi sociali ad una società interculturale e che, al contempo, rappresenti un'opportunità di inserimento lavorativo per gli appartenenti a fasce sociali svantaggiate.
    Alla luce delle considerazioni sopra esposte, si individuano qui di seguito le linee guida che la Città intende seguire nell'esternalizzazione dei bagni pubblici.
    In ogni caso dovrà essere assicurata la tutela delle fasce più deboli dell'attuale utenza.
    A tal fine si precisa che il concessionario, che introiterà i proventi economici derivanti dall'erogazione del servizio dei bagni e dalle attività complementari e che si farà carico delle manutenzioni degli immobili, dovrà comunque garantire l'erogazione del servizio anche nei casi di presentazione di buoni doccia gratuiti previsti dalle deliberazioni della Giunta Comunale (mecc. 9908582/19) e (mecc. 8706430/10) ed eventuali successive modificazioni, con rimborso della Città sulla base delle tariffe vigenti.
    Tenuto conto dello stato manutentivo, della situazione del personale presente e della allocazione sul territorio, vengono scelti i seguenti bagni, che saranno concessi nello stato di fatto in cui si trovano, e come meglio evidenziati nelle allegate planimetrie con il colore bianco (all. 1):
A) Bagni di Via Legnano n. 5/A                Circoscrizione 1^;
B) Bagni di Via Agliè n. 9                         Circoscrizione 6^;
C) Bagni di Via Morgari n. 14                  Circoscrizione 8^.
    Si stabilisce che l'esternalizzazione, al fine di consentire proposte gestionali di attivazione di servizi complementari per l'utenza - anche eventualmente economicamente più appetibili per il gestore - che mirino a realizzare le finalità proprie del presente progetto, riguarderà oltreché le aree sopra indicate, anche ulteriori locali, evidenziati nelle allegate planimetrie con i colori giallo e blu (all. 1), e precisamente:
1) Alloggio di custodia 1° piano dei Bagni di Via Legnano n. 5/A       Circoscrizione 1^;
2) Ufficio bagni 2° piano dei Bagni di Via Legnano n. 5/A                  Circoscrizione 1^;
3) Locali al 1° piano dei Bagni di Via Agliè n. 9                                 Circoscrizione 6^;
4) Alloggio di custodia dei Bagni di Via Morgari n. 14                       Circoscrizione 8^.
5) Si stabilisce altresì che l'esternalizzazione riguarderà anche l'alloggio di custodia dei bagni pubblici di Via Agliè n. 9, ubicato al piano 1° e 2° dell'immobile e contraddistinto con il colore rosso nell'allegata planimetria, non appena l'Amministrazione avrà provveduto ad individuare idonea collocazione abitativa per il custode che attualmente lo occupa.
    La presente deliberazione con riguardo alle strutture indicate ai punti 1), 4) - individuate nelle allegate planimetrie con il colore giallo - e 5) - non appena essa si renderà disponibile come sopra indicato - costituisce modifica della deliberazione del Consiglio Comunale del 15 febbraio 1999 (mecc. 9805900/49), esecutiva dal 1° marzo 1999 avente ad oggetto “Immobili in uso alle Circoscrizioni. Applicazione ex art. 55 comma 2 dello Statuto e dell'art. 56 del Regolamento del Decentramento” in quanto le predette strutture, per il periodo di durata del progetto, si intendono sottratte all'attuale destinazione d'uso, per la diversa destinazione stabilita con quest'atto.
    Le attività complementari non potranno comunque coinvolgere gli spazi attualmente utilizzati per l'erogazione del servizio dei bagni pubblici e come meglio evidenziati nelle allegate planimetrie con il colore bianco.
    Il controllo del rispetto delle condizioni di gestione è affidato alle Circoscrizioni di riferimento.
    Al fine di garantire trasparenza ed effettivo confronto, la procedura di individuazione del concessionario dovrà comunque assicurare ampia partecipazione dei soggetti interessati.
    Nel rispetto delle finalità sopra evidenziate del progetto, si stabilisce altresì che l'individuazione delle modalità di attuazione del servizio - che dovranno comunque assicurare gli attuali standards qualitativi e quantitativi - e delle attività complementari, sia rimessa alla progettualità dei concorrenti.
    Al contempo si stabilisce di riconoscere particolare e specifico valore alle proposte gestionali che prevederanno l'attivazione delle sopraddette attività complementari e, più in generale, di attribuire rilievo ai progetti che assicureranno:
-    qualificazione professionale del personale in riferimento alle particolari esigenze del servizio e a precedenti esperienze di promozione di iniziative a favore di soggetti appartenenti a fasce sociali disagiate;
-    inserimento lavorativo di soggetti socialmente svantaggiati, ed in particolare provenienti da aree extracomunitarie;
-    modalità operative tali da favorire il raccordo concreto con specifiche risorse presenti sul territorio, in particolare con le organizzazioni del volontariato e del privato sociale.
    La durata del progetto è fissata in tre anni.
    La proroga del progetto, per uguale periodo, richiederà l'adozione di apposito provvedimento deliberativo consiliare, previa verifica dei contenuti, delle modalità della convenzione, dei risultati conseguiti.
    In ogni caso l'Amministrazione, in caso di buon esito della fase sperimentale di esternalizzazione del servizio dei bagni pubblici di cui al presente provvedimento, si riserva di disciplinare in via generale la materia.
    Ai sensi dell'art. 43 del Regolamento del Decentramento, la presente proposta di deliberazione è stata inviata, per l'acquisizione dei pareri, alle Circoscrizioni 1^, 6^ e 8^.
    Nei termini previsti non ha espresso parere la Circoscrizione 8^; la Circoscrizione 1^ ha espresso parere favorevole (all. 2 - n. ); la Circoscrizione 6^ ha espresso parere favorevole condizionato (all. 3 - n. ) ai seguenti punti:
1. che sia posta particolare cura all'agibilità alle strutture da parte dei disabili;
2. che per la maggior garanzia dell'igiene degli utenti e della struttura siano installate docce autopulenti;
3. che si provveda all'abrogazione della parentesi a pagina 3 della deliberazione, relativa all'esemplificazione dei servizi complementari.
    Preso atto di quanto emerso, oggetto di riflessione ed esame, si precisa che le osservazioni della Circoscrizione 6^ di cui ai punti 1 e 2 , conformi alle finalità proprie del presente provvedimento, potranno trovare adeguato rilievo nell'ambito della procedura di concessione dei bagni.
    Si stabilisce, altresì, di accogliere l'osservazione della Circoscrizione 6^ di cui al precedente punto 3.
    Tutto ciò premesso,

LA GIUNTA COMUNALE


    Vista la legge 8 giugno 1990 n. 142 sull'ordinamento delle autonomie locali con la quale, fra l'altro, all'art. 32 sono indicati gli atti rientranti nella competenza dei Consigli Comunali;
    Dato atto che i pareri di cui all'art. 53 della Legge 8 giugno 1990 n. 142 e sue successive modificazioni, sono:
favorevole sulla regolarità tecnica e correttezza amministrativa dell'atto;
favorevole sulla regolarità contabile;
    Visto l'art. 22 della Legge 8 giugno 1990 n. 142;
    Visto l'art. 74 dello Statuto della Città che al comma 1 stabilisce “Il Comune, per la gestione di servizi esercitati non in economia, determina finalità ed indirizzi ed esercita il controllo sulla loro attuazione”;
    Viste le disposizioni legislative sopra richiamate;
    Con voti unanimi, espressi in forma palese;

PROPONE AL CONSIGLIO COMUNALE

1)    di approvare ex art. 22 L. 142/90, in via di prima sperimentazione, il progetto di esternalizzazione, mediante concessione a terzi, del servizio di bagni pubblici delle Circoscrizioni n. 1, 6, 8 e precisamente:
    - Bagni di Via Legnano n. 5/A                Circoscrizione 1^;
    - Bagni di Via Agliè n. 9                         Circoscrizione 6^;
    - Bagni di Via Morgari n. 14                  Circoscrizione 8^;
    e come meglio individuati nelle allegate planimetrie (all. 1 - n. );
    secondo le linee di indirizzo , con le modalità e finalità indicate in narrativa;
2)    di dare atto che, con riguardo ai locali dei sopra citati bagni pubblici, e precisamente:
    - Alloggio di custodia 1° piano dei Bagni di Via Legnano n. 5/A Circoscrizione 1^;
    - Alloggio di custodia dei Bagni di Via Morgari n. 14 Circoscrizione 8^,
    e come meglio specificati nelle allegate planimetrie con il colore giallo,
    - Alloggio di custodia 1° e 2° piano dei Bagni di Via Agliè n. 9 Circoscrizione 6^,
contraddistinto nell'allegata planimetria con il colore rosso, a far data dal verificarsi della condizione indicata in narrativa per la sua esternalizzazione, la presente deliberazione costituisce modifica della deliberazione del Consiglio Comunale (mecc. 9805900/49), citata in narrativa avente ad oggetto “Immobili in uso alle Circoscrizioni. Applicazione ex art. 55 comma 2 dello Statuto e dell'art. 56 del Regolamento del Decentramento” in quanto le predette strutture, per il periodo di durata del progetto, si intendono sottratte all'attuale destinazione d'uso, per la diversa destinazione stabilita con quest'atto;
3)    con successivi provvedimenti della Città si provvederà a dare esecuzione al presente progetto, nel rispetto degli indirizzi programmatici con questo atto approvati;
4)    di dare atto che con successiva deliberazione del Consiglio si provvederà al perfezionamento della concessione in applicazione del disposto dell'art. 32 lett. f) della Legge 142/90;
5)    di dichiarare, attesa l'urgenza, in conformità del distinto voto palese ed unanime, il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell'art. 47, 3° comma, della Legge 8 giugno 1990, n. 142.