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Dall'estate del 2005, nelle sedi del Sistema bibliotecario urbano è possibile consultare il catalogo elettronico on-line, grazie alle postazioni open source progettate e realizzate dalle Biblioteche civiche torinesi.

In precedenza, la consultazione in biblioteca del catalogo collettivo regionale Librinlinea, che contiene i dati catalografici delle Biblioteche civiche torinesi, era possibile mediante postazioni Unix/AIX, in esercizio dal 1998. A causa dei crescenti problemi di compatibilità tecnologica fra le "vecchie" postazioni e Librinlinea e a fronte dei costi ingenti che avrebbe comportato l'aggiornamento di tali macchine si è decisa la riprogettazione totale del servizio, attività iniziata a partire dalla metà del 2003.

Due sono gli aspetti che meritano di essere sottolineati a tal proposito: i progettisti sono stati i bibliotecari e si è scelto di operare con strumenti open source.
Le Biblioteche civiche torinesi dispongono infatti di competenze informatiche al proprio interno, riconosciute dai settori tecnici della Città e dal CSI–Piemonte (il fornitore di servizi informatici della Città di Torino), che hanno permesso negli anni '90 di realizzare il sistema di catalogazione che è stato utilizzato fino all'adesione, nel 2001, ad SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale) e consentono oggi la gestione autonoma del sito Web.
In particolare, Sebastiano Midolo, bibliotecario presso le Biblioteche civiche torinesi, ha curato la progettazione e la realizzazione del software che permette il funzionamento delle postazioni di consultazione del catalogo.
La scelta di utilizzare strumenti open source è stata dettata dalla natura stessa del lavoro da svolgere, basato in prevalenza sulla personalizzazione di programmi già esistenti. Lo specifico dell'open source è appunto la disponibilità del codice sorgente per la comunità degli sviluppatori, offrendo a questi la libertà di adattare il programma ad esigenze particolari, magari integrandolo con nuove funzioni che possono poi entrare a far parte della distribuzione "ufficiale" del programma stesso. Tutto questo è ovviamente impossibile impiegando software "proprietario", del quale l'utente finale detiene la sola licenza d'uso, senza disporre né degli strumenti né della facoltà di modificarlo.
Per la realizzazione delle postazioni di interrogazione del catalogo on-line si è intervenuti con adattamenti specifici sul sistema operativo (Linux), sul Windows Manager (IceWM) e sul browser (Mozilla), per rendere l'interrogazione efficiente, ma soprattutto per soddisfare il vincolo della sicurezza. Le postazioni non devono infatti costituire possibili punti d'accesso alla rete dati della Città; inoltre devono proteggere se stesse e quindi devono adeguatamente salvaguardare la propria configurazione.
Altro obiettivo perseguito è stata la realizzazione di una configurazione "leggera", così da poter utilizzare PC magari non recentissimi e quindi più economici.

Fra le novità più evidenti rispetto alle precedenti postazioni vi è la maschera di interrogazione personalizzata per ogni singola sede del sistema, che consente innanzi tutto di cercare fra il libri posseduti dalla biblioteca in cui ci si trova (se si vuole, si può invece sin da subito estendere la ricerca a tutte le Biblioteche civiche torinesi o, ancora, a tutte le biblioteche piemontesi aderenti a SBN).
I titoli trovati vengono presentati in una forma estremamente scarna, senza il contorno grafico di Librinlinea. Il risultato è possibile perché l'interrogazione avviene tramite un metamotore, un programma opportunamente sviluppato per interagire in modo "funzionale" con i cataloghi on-line. Grazie alla presenza di tale filtro, chi interroga il catalogo può modificare i criteri di ordinamento delle notizie recuperate in qualunque fase della ricerca (Librinlinea offre tale opzione solo inizialmente e l'ordinamento scelto non può essere modificato se non ripetendo la ricerca).
Librinlinea viene chiamato in causa direttamente solo nel momento in cui si vogliano conoscere collocazione e disponibilità del libro che effettivamente interessa. In sostanza, le soluzioni elaborate vanno ad integrare le funzionalità del catalogo interrogato.
Altra particolarità, per ora solo parzialmente sfruttata, è la possibilità di consentire ai bibliotecari la definizione di una lista di cataloghi accessibili. Se attualmente dalle postazioni è possibile interrogare esclusivamente Librinlinea (l'accesso ad altri indirizzi Internet è bloccato), è comunque possibile "sbloccare" altri indirizzi che vengano ritenuti utili. Questo, appunto, aggiungendoli alla "white list" che filtra le richieste provenienti dal browser.
Tale opzione rende possibile l'impiego delle postazioni di interrogazione del catalogo per accedere ad altre risorse (catalografiche ma anche più genericamente bibliografiche, quali basi di dati on-line), consentendo ai bibliotecari di scegliere se estendere tale possibilità a tutte le macchine o solo ad alcune.
Un esempio in tal senso è rappresentato dall'integrazione entro le postazioni della possibilità di interrogare il Catalogo dei libri parlati riservati agli utenti con patologie visive o dislessia, strumento sviluppato internamente alle Biblioteche civiche torinesi ed indipendente da Librilinea, disponibile dal 2007. Altro esempio è rappresentato dagli elenchi dei DVD, ordinati per genere cinematografico, posseduti dalla biblioteca (per ora limitatamente alla Biblioteca civica centrale): si tratta di un'informazione non reperibile in Librinlinea (perché non strettamente bibliografica) che consente così di implementare le funzionalità di ricerca a catalogo.
Tutte le postazioni sono monitorate mediante una consolle cui il bibliotecario può accedere dal proprio PC e che fornisce informazioni in tempo reale sul corretto funzionamento delle macchine. Lo strumento consente di spegnere e riavviare da remoto le postazioni e segnala eventuali malfunzionamenti che richiedano invece un intervento manuale sull'apparato.

L'intero progetto è stato realizzato dai bibliotecari delle Civiche torinesi nell'arco di circa un anno, attingendo anche dall'esperienza maturata quotidianamente nel rapporto con il pubblico.
Confezionato il pacchetto da installare sulle postazioni, lo si è testato su alcune macchine pilota presso la Biblioteca civica centrale a partire dal luglio 2004.
Valutato positivamente il risultato del test, si è proceduto alla sostituzione delle vecchie postazioni. Si sono acquistate le nuove macchine ponendo come vincolo il fatto che avessero un sistema operativo open source preinstallato (questo per avere certezza della compatibilità delle diverse periferiche) e richiedendo capacità di elaborazione e di memoria medie (come detto, la configurazione è stata pensata per funzionare anche con macchine non recentissime), il che si è tradotto in un discreto contenimento dei costi.
La distribuzione delle postazioni alle diverse biblioteche è avvenuta nella primavera-estate del 2005. La loro installazione è stata curata dagli stessi bibliotecari che hanno progettato e realizzato la configurazione. A loro compete pure l'assistenza software delle postazioni, mentre il fornitore fino alla scadenza della garanzia e successivamente il CSI–Piemonte ne cureranno l'assitenza hardware.
Ad oggi, sono 43 le postazioni installate e funzionanti: il loro numero è cresciuto negli anni (nel 2005 erano 30) in conseguenza dell'apertura di nuove sedi e dell'ampliamento di altre.
Il bilancio possibile è altamente positivo: i problemi che affliggevano le precedenti postazioni sono stati completamente risolti e il pubblico può così fruire di un servizio affidabile ed efficiente.
Poiché non c'è mai limite al meglio, si ringrazia fin da ora per qualsiasi osservazione sull'attuale funzionamento o per eventuali proposte migliorative, che potranno essere indirizzate via e-mail all'indirizzo: biblioteche.civiche@comune.torino.it
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