I manoscritti della Biblioteca civica centrale di Torino appartengono a
due diverse raccolte. La prima, creata dalla Biblioteca attraverso doni
o acquisti, annovera 655 documenti di provenienza e natura molto disparata,
redatti in un arco di tempo che va dal XV al XX secolo, non di rado con
caratteristiche e provenienza archivistiche. Particolarmente interessante
è il fondo che raccoglie in 75 volumi (Ms. 461-535) i quaderni di
appunti dello scienziato Amedeo Avogadro (1776-1856) e il manoscritto Missione
in prattica (Ms. 457) del padre cappuccino Bernardino
Ignazio da Vezza d'Asti, ora Vezza d'Alba (1702-1757). La seconda raccolta,
messa insieme dal canonico torinese Antonio Bosio (1811-1880), offre con
i suoi 362 documenti un quadro sia dei molteplici interessi che ne guidavano
le ricerche di storia locale, sia delle modalità di conduzione delle
medesime, come ben illustrano il manoscritto Iscrizioni torinesi
(Ms. B. 2) e l'album con i disegni di Giuseppe Battista Piacenza (1735-1818)
e Carlo Randoni (morto nel 1831) per il Palazzo Reale di Torino (Ms. B.
145).
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