
Il tempo che viviamo è un tempo sfidato dalla complessità, la complessità della cultura e dei saperi e dall’incertezza di punti di riferimento valoriali, caratteristica tipica di un pluralismo culturale.
Le agenzie formative devono farsi carico di questo multiculturalismo e devono operare affinché la persona sia al centro di un’azione intenzionalmente pedagogica, che l’accompagni per tutta la vita.
Lungo questo cammino, si inserisce la formazione del bambino, che arriva a scuola con un retroterra di informazioni e conoscenze non strutturate e slegate tra loro, acquisite dall’interazione quotidiana con la realtà che lo circonda ed in massima misura provenienti dai sistemi comunicativi mediatici che confondono il sentire con il sapere ed il vedere con il conoscere.
Sarebbe assurdo proporre sistemi di educazione che non considerino il contesto in cui vive l’individuo; assolutamente perdenti ipotesi di programmi incentrati sulle discipline fini a se stesse o al massimo legate agli andamenti dei mercati economici.
Occorre un patto tra scuola, famiglia, territorio (dove per territorio si intende il tessuto culturale, sportivo, ricreativo, economico) per favorire una formazione trasversale che veda l’istituzione scolastica all’interno di una città laboratorio dove i saperi si incontrano, si intersecano e la complessità diventa elemento di democrazia.
Le sfide che l’educazione di oggi ci pone non si possono vincere da soli: non basta una scuola che tiene fuori dalle classi le sollecitazioni sociali, declinate in una o più educazioni, la famiglia che si arrocca alla ricerca di una difesa di valori troppo lontani dai messaggi di una televisione commerciale in cui non esiste più distinzione tra privato e pubblico, un ente locale che si limita a distribuire risorse e progettare strutture e non partecipa alla costruzione del percorso formativo, di istituzioni culturali legate alla riproduzione del sapere e non interesate ad una sua rielaborazione, di associazioni e soggetti vari che si curano del divertimento fine a se stesso.
Solamente attraverso la costruzione di un piano dell’offerta formativa del territorio, sarà possibile, da una parte, cercare di dare una risposta alla ricerca di informazioni, che i bambini e i ragazzi esprimono e dall’altra garantire una vera e propria uguaglianza cognitiva, che costituisce un elemento portante dell’assetto democratico. In questo percorso il ruolo centrale della rielaborazione delle conoscenze acquisite spetta alla scuola, soprattutto grazie al lavoro di mediazione che svolgono gli insegnanti affinché si arrivi, da parte di tutti, alla padronanza del pensiero.
“Crescere in città” si propone proprio in questa veste, i percorsi presenti al suo interno hanno lo scopo di incuriosire, stimolare la ricerca e far riflette su alcuni ambiti della realtà che ci circonda, non si tratta di una programmazione educativa alternativa al curriculum ma un modo diverso di affrontare alcuni temi presenti all’interno dei campi e delle aree di riferimento.
Si tratta di uno sforzo considerevole che si pone all’interno del percorso che porta alla realizzazione del pieno sviluppo della persona, affinché possa esercitare il proprio diritto alla cittadinanza, finalità utima a cui l’educazione deve tendere.
Con l’augurio di un buon anno scolastico.
Luigi Saragnese
Assessore alle Risorse Educative
Presidente ITER
Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile
©2008 Città di Torino - ITER - Istituzione Torinese Per un'Educazione Responsabile
Supplemento a STP, aut. Trib. di Torino n. 5059 del 19.09.97
ITER - Crescere in Città - via Revello 18 - 10100 Torino
email: iter@comune.torino.it
Documento aggiornato il 22-07-2008 08:23:52