Città di Torino
Iter - Istituzione torinese per un'educazione responsabile

Crescere in Città 2008-09

Centro Promozione Servizi

Premessa

fotoIspirato a un'idea di formazione permanente in ambito pedagogico-didattico, il Centro si articola in più sezioni specifiche, con competenze integrate in un progetto complessivo di servizio e sostegno alle istituzioni educative e scolastiche gestite dalla Città di Torino.

Le sezioni Redazione, Grafica e Tridimensionalità (oggi denominata Sezione Mostre), insieme alla Segreteria Organizzativa, formano, fin dalle origini, il nucleo della comunicazione.

Il Centro Promozione Servizi Educativi è una struttura di servizio dedicata alla promozione e diffusione delle attività della Divisione Servizi Educativi.

Mentre la documentazione e la ricerca trovano una collocazione specifica all'interno del Centro Multimediale di Documentazione Pedagogica, il nuovo servizio evolve, rivolgendo la propria attività a iniziative di informazione e diffusione esterna.

L'obiettivo è pur sempre quello di rendere disponibili e visibili le esperienze educative della Città, in un'ottica professionale e gestionale che si avvale di figure e funzioni proprie di un servizio editoriale e d'immagine.


Prestito mostre

fotoITER - Centro Promozione Servizi
via Revello 18, 10139 Torino
telefono 011.442 9161/28

Le mostre possono essere accompagnate da un intervento di docenza e da attività di animazione, consentendo all'espositore di utilizzare appieno le potenzialità offerte dal materiale raccolto.
Le schede descrivono nel dettaglio il contenuto di ogni singola mostra, le caratteristiche tecniche, l'ingombro e le eventuali strutture necessarie.

Le scuole possono richiedere le mostre a titolo gratuito grazie ad un apposito contributo comunale


SEGNI DIVERSI

per una città multiculturale

segni diversiLa mostra affronta, nella prima parte, le tematiche dell'impatto con la città, la ricerca della casa e del lavoro, sospesa tra possibilità concreta e disagio, la dimensione religiosa e quella delle relazioni familiari.

La scelta delle immagini e dei testi tenta una lettura dei problemi a partire dal punto di vista del cittadino straniero e progredisce mostrando, nelle situazioni di vita, i segni di presenza, di interazione e di dialogo con la nostra cultura.

Nella seconda parte la città si presenta come spazio comune, luogo di aggregazione ed accoglienza, punto di convergenza degli interventi istituzionali.

Nelle immagini del percorso educativo-scolastico diventa visibile la "città educativa" nel suo realizzarsi, come comunità capace di attuare la convivenza in termini di estensione dei diritti, offerta di opportunità di formazione, facilitazione del dialogo, costruzione di competenze comuni.

La cittadinanza comune rimane l'obiettivo di cui questa mostra è, senza la pretesa di offrire una panoramica esauriente, testimonianza e conferma di impegno culturale, sociale e politico.

La mostra è costituita da:

La mostra è prodotta dalla Città di Torino e dal Provveditorato agli Studi della Provincia di Torino.

È stata realizzata nel 1996 dai Centri di Documentazione dei Servizi Educativi (Sezioni Grafica, Redazione, Immagine e Tridimensionalità).

Presso la Sezione Mostre del Centro Promozione Servizi Educativi è visibile il catalogo della mostra.


I BAMBINI DEL CHIAPAS

mostra fotografica

i bambini del chiapasIl Chiapas, regione del Messico meridionale, è una realtà che presenta forti contrasti. La violazione dei diritti umani, l'estrema povertà, l'emergenza sanitaria ed alimentare colpiscono ampi strati della popolazione (a pagare il prezzo più alto sono soprattutto i bambini), totalmente esclusa dai benefici dello sviluppo economico nazionale.

La mostra è frutto di un ampio progetto che cerca di coniugare finalità educative, scambi tra scuole, solidarietà e cooperazione allo sviluppo; documenta la vita quotidiana nelle comunità indigene, pueblos di stirpe maya che sono depositari di un sapere tradizionale antico e che conservano una straordinaria ricchezza culturale. Nel suo percorso la mostra illustra i momenti del lavoro, le feste, gli interventi di cooperazione in corso, quale il progetto "Casa di studi agricoli e artigianato Bolom del Carmen" attuato nella comunità di San Josè, una scuola per ragazzi dai 12 ai 18 anni, funzionante dal febbraio 2000, le iniziative che hanno portato al gemellaggio tra i bambini delle scuole torinesi, i bambini della comunità di Chimix e Canolal di Chenalhò e i bambini in situazioni di strada di San Cristobal de las Casas.

La mostra è costituita da:

La mostra, realizzata nel 1999 è stata prodotta dalla Organizzazione Non Governativa Peace Games (UISP) con la partecipazione della Città di Torino. L'idea della mostra e le fotografie sono di Paola Crova, educatrice torinese volontaria in Chiapas. Il prof. Piero Gorza, antropologo, ha fornito la consulenza scientifica.

L'esposizione può essere accompagnata da un intervento di docenza, con attività di animazione rivolte ai visitatori.


LA LUCE RACCONTA

l'immagine prima del cinema, percorsi didattici, strumenti e curiosità

la luce raccontaLe immagini: perché esistono e come funzionano?

Conoscere l'immagine non significa soltanto vedere, ma capirne i meccanismi comunicativi e saperli utilizzare.

La mostra propone un approccio ludico-creativo all'immagine intesa come linguaggio, attraverso l'acquisizione attiva di conoscenze e competenze.

La mostra si rivolge ad un pubblico adulto e nel suo percorso illustra le attività che vengono proposte in laboratorio ai bambini della scuola dell'infanzia.

L'obiettivo è quello di avvicinare il bambino al percorso che, nella storia, è stato fatto dalle immagini, sia dal punto di vista scientifico e tecnico, sia da quello estetico e comunicativo.

La conoscenza degli strumenti antichi ed artigianali permette di capire e fabbricare immagini: le ombre cinesi, la lanterna magica, gli specchi, le macchine del precinema; questi strumenti mettono bambini ed adulti a contatto con un mondo fantastico di luci, ombre e colori.

L'infanzia del bambino ha molte cose in comune con l'infanzia dell'immagine.

La mostra è costituita da:

All'esposizione può presenziare il personale del Laboratorio Immagine "Arcobaleno" che ha realizzato la mostra, e che accompagnerà i visitatori lungo il percorso, intervenendo con momenti di animazione ed utilizzando gli strumenti del precinema: la lanterna magica, la scatola ottica, il teatrino delle ombre, lo specchio e la prima macchina fotografica.


PER FINTA

immagine & teatro in gioco

per fintaLa mostra, che ha ricevuto il patrocinio della Regione Piemonte, è articolata in 9 sezioni:

La mostra permette di scegliere fra diversi livelli di fruizione: dall'uso didattico e scientifico delle attrezzature e delle macchine esposte, alla ricerca di riferimenti storici, al piacere di guardare, ascoltare, toccare.

Gran parte del percorso è stata realizzata trasformando materiale di recupero, assemblando in modo creativo tecnologia, scienza e arte.

La mostra è composta di circa 200 pezzi originali rifatti o riadattati, tra cui 5 grandi strutture (cinema-cassettone, teatro, stanza degli specchi, stanza delle ombre, sezione televisori). L'ingombro complessivo dell'esposizione è di 600 mq. È possibile richiedere in prestito anche singole sezioni ed utilizzarle separatamente.

Per il trasporto dell'intera struttura occorre prevedere uno spazio di 50 mc.

La mostra, inaugurata nel 1995, nasce dalla collaborazione decennale tra i laboratori municipali dell'infanzia "Immagine 2" e "A caval teatro… ", che dal 1982 svolgono attività di ricerca e sperimentazione con i bambini.

È possibile prevedere un intervento di docenza, con attività di animazione per i visitatori.

È inoltre disponibile il seguente materiale:


DA ROMA PER GIOCO

gioco e giocattoli nell'antica Roma

da roma per giocoLa mostra, che si propone di offrire al visitatore un incontro attivo e partecipato, presenta un quadro di consuetudini, usanze ed oggetti ludici della Roma antica.

Ogni sezione è corredata di riproduzioni, calchi e schede per sperimentare i giochi ed i giocattoli; è così possibile far rinascere giochi ormai dimenticati ma ancora pienamente godibili oggi, nell'era telematica.

La mostra è costituita da:

È inoltre disponibile materiale audiovisivo e fotografico, schede gioco esplicative, documentazione bibliografica.

L'esposizione può essere accompagnata da un intervento di docenza, con attività di animazione rivolte ai visitatori.

Autore: Centro per la Cultura Ludica di Torino


I PERCORSI DELLA MEMORIA

l'inverno e le altre stagioni

i percorsi della memoriaLa mostra si propone di far conoscere i giochi e gli intrattenimenti dei bambini e degli adulti che si praticavano durante la stagione invernale nella società contadina e urbana, nel periodo compreso tra il 1940 ed il 1960.

Il percorso della mostra si articola nei seguenti temi:

giochi di strada, giardino, cortile (giochi di movimento con attrezzi semplici quali: tappi a corona, biglie, trottole, lippe, palle, sassi, figurine, ecc.)

La mostra è costituita da:

L'esposizione può essere accompagnata da un intervento di docenza, con attività di animazione rivolte ai visitatori.

Autore: Centro per la Cultura Ludica di Torino


LE CULTURE IN GIOCO

un mondo per giocare

le culture in giocoI giochi dei bambini di tutti i paesi sono lo specchio di abitudini, di tradizioni, di modi e di mondi culturali.

Occorre conoscersi per confrontarsi, per ritrovare elementi comuni e differenze, per essere sempre più consapevoli della relatività del proprio punto di vista, ma soprattutto per scoprire che il gioco è anche un linguaggio che permette di comunicare con tutti.

E per giocare basta la voglia.

Obiettivo della mostra è utilizzare il gioco come strumento fondamentale per realizzare con i bambini una efficace e coinvolgente "formazione alla mondialità"; il gioco può aiutare ad acquisire comportamenti nuovi, favorendo l'incontro, lo scambio e la reciprocità fra individui di culture diverse.

Nel suo percorso la mostra consente a ciascun visitatore di essere coinvolto direttamente, attraverso uno spazio espositivo di giochi - giocattoli ed uno spazio laboratorio dove recuperare la creatività e la manualità.

La mostra è costituita da:

Autore: Centro per la Cultura Ludica di Torino


LA BUSTINA DELLO ZUCCHERO

la bustina dell zuccheroLa mostra presenta un esempio di collezionismo in chiave ludica.

La bustina di zucchero, oggetto di consumo relativamente recente, rappresenta una forma di collezionismo povero, di facile reperibilità a costi molto bassi; richiama l'interesse dei collezionisti per l'enorme varietà di immagini raffigurate, prodotte in tutto il mondo, e che rappresentano tematiche che si prestano ai più svariati criteri di classificazione.

La mostra intende evidenziare il valore culturale che ogni forma di collezionismo può assumere, infatti la collezione fornisce divertimento e svago, ma consente anche di accedere ad un grande patrimonio di conoscenze che passa attraverso gli oggetti.

Si articola nei seguenti temi:

La mostra, accompagnata da due fascicoli illustrativi, è costituita da:

L'allestimento della mostra richiede la disponibilità di almeno 10 griglie o sostegni analoghi.

Autore: Centro per la Cultura Ludica di Torino


SULL'UOVO

una mostra tematica

sull'uovoL'uovo è da sempre un oggetto simbolico presente nella vita e nella tradizione culturale di molti popoli. La mostra illustra le infinite possibilità di approfondimento culturale connesse, sviluppando i seguenti temi:

La mostra, accompagnata da due fascicoli illustrativi, è costituita da:

L'allestimento della mostra richiede la disponibilità di 16 griglie o sostegni analoghi.

Autore: Centro per la Cultura Ludica di Torino


GIOCHI DI VENTO

giochi di ventoObiettivo della mostra è sensibilizzare i visitatori al problema dello sfruttamento delle energie alternative (o rinnovabili), in vista del progressivo impoverimento delle tradizionali fonti di approvvigionamento energetico. Si intendono anche suggerire soluzioni tecniche che, una volta apprese, possono essere riutilizzate in infinite varianti ludiche.

La mostra presenta riferimenti storici per quanto riguarda l'utilizzo dell'energia eolica, propone un certo numero di giochi di vento della tradizione popolare, prototipi di grosse giranti eoliche realizzate con materiale di recupero e rielaborazioni, in chiave ludica, degli stessi prototipi.

La visita si snoda attraverso un percorso che inizia con lo studio della prima forma di sfruttamento dell'energia eolica: la vela, che non è sempre stata usata unicamente per la navigazione, ma anche in modi e per scopi diversi, come nel caso del mulino cretese.

Il profilo alare di un'elica può assolvere a diverse funzioni, una delle quali è quella relativa alla produzione di energia elettrica.

La mostra prosegue poi con la presentazione di alcune giranti come il savonius, il cretese, il mulino a vele con asse verticale; accompagnano l'illustrazione alcuni esperimenti ed attività di laboratorio. A conclusione (e verifica) del percorso sono previsti due momenti molto importanti: una proposta di attività espressiva (disegno fantastico di una macchina eolica), un laboratorio di assemblaggio di materiale di recupero vario per la realizzazione di tre progetti di giranti eoliche (savonius a esse, elica bipala e monopala).

La mostra, che è accompagnata da un fascicolo illustrativo, è costituita da:

Per lo svolgimento delle attività di laboratorio è necessario un tavolo di m 3 di lunghezza.

Autore: Centro per la Cultura Ludica di Torino


IO VALGO PERCHÉ…

io valgo perchéLa mostra raccoglie gli elaborati selezionati attraverso due concorsi promossi dalla Città di Torino e da L'OREAL, rivolti ai bambini delle scuole dell'infanzia e delle scuole elementari cittadine.

"Io valgo perché… ": questo il tema su cui i bambini sono stati invitati a produrre un disegno accompagnato da un commento.

La mostra offre quindi una raccolta significativa di ciò che i bambini considerano importante, dando agli adulti una rara opportunità per riflettere ed interrogarsi sul mondo di valori che i piccoli esprimono.

Gli elaborati grafici, per i quali sono state utilizzate diverse tecniche e materiali, e le parole che li accompagnano toccano numerosissimi temi legati al mondo dell'infanzia, dall'amicizia, alla famiglia, alla natura, al saper fare, superare gli ostacoli, crescere e diventare "grandi".

L'esposizione presenta un mondo coloratissimo, e la semplicità ed essenzialità delle parole, la freschezza dei tratti, rendono gradevole, oltre che interessante, il percorso.

La mostra è strutturata in due sezioni, la prima raccoglie i disegni dei bambini delle scuole dell'infanzia, l'altra quelli dei ragazzi delle scuole elementari: è possibile, per questo, anche una lettura "evolutiva" del materiale esposto, che si colloca a cavallo tra realtà e mondo delle fiabe per i piccoli, ed invece si lega più concretamente all'esperienza quotidiana nei ragazzi più grandi.

La mostra è costituita da:

Autore: Centro Promozione Servizi Educativi


PERCHÉ NON ACCADA MAI PIÙ

Libri fascisti per la scuola. Il testo unico di Stato (1929 - 1943).

perché non accada mai piùLa mostra, con testi di Tullio De Mauro, Nicola Tranfaglia ed Alberto Monticone, nasce da un lavoro di tesi di laurea di Aldo Zambelloni discussa presso l'Università Statale di Milano nel 1999.

Si propone di documentare (attraverso la presentazione di testi originali scelti sulla base di una ricerca scientifica e approfondita sui libri scolastici dell'epoca) quale ideologia resse la scelta del regime fascista di imporre dall'alto, mediante una commissione ministeriale designata dall'esecutivo, un testo unico in grado di trasmettere ai milioni di bambini e bambine delle scuole elementari, i pilastri dell'ideologia fascista.

La simbologia del regime con tutti i suoi miti ebbe ampio spazio nelle pagine a stampa, illustrate da appositi disegni; le leggi razziali, la militarizzazione e l'obbedienza assoluta ai voleri dei capi fascisti dominarono, a partire dal 1938, le pagine dei libri per la scuola.

Ma i testi scolastici ebbero anche la funzione di orientare i maestri a scegliere argomenti per il loro insegnamento con riferimento alle più banali forme di propaganda del regime.

La mostra si propone quindi come strumento didattico per far conoscere come il regime fascista cercò di condizionare gli scolari, avvolgendoli in un'esperienza totalizzante, e come i testi unici furono la via migliore per realizzarla.

La mostra è costituita da:

La mostra è stata promossa dall'Associazione di Iniziativa Culturale con la collaborazione della Fondazione Luigi Micheletti di Brescia ed è patrocinata dall'Istituto per la storia del movimento di Liberazione in Italia e dalla Fondazione Campo Fossoli di Carpi.

 

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