Città di Torino
Iter - Istituzione torinese per un'educazione responsabile

Crescere in Città 2011-12

Centro per la Cultura Ludica "Walter Ferrarotti"

Metodologia

Il gioco, …destrutturando le aspettative di chi partecipa, favorisce la costituzione di un contesto “non giudicante”, e quindi l’allentamento delle difese che possono pregiudicare il processo di apprendimento

Non il semplice gioco, ma il gioco da “giocare insieme”, uno degli strumenti più adatti a favorire l’apprendimento attraverso il coinvolgimento emotivo accompagnato da piacere e leggerezza

(G.R. Mangione, C. Policaro, 2004)

fotoGiocare è una delle attività più naturali dell'uomo, fonte indiscutibile di apprendimento, socializzazione, scoperta di sé e del mondo; permette di conoscere la realtà attraverso l'immaginazione e l'azione simbolica; consente di attivare meccanismi di compensazione e di adattamento in una dimensione imprescindibile di libera scelta, divertimento e piacere; condizione privilegiata in cui organizzare apprendimenti, in cui dare spazio alla rielaborazione personale e fare esperienze di socialità.

Le proposte di attività che sono presentate e sviluppate dai Centri di Cultura per i Gioco si riferiscono ad “una pedagogia del gioco che consente di ripensare e di mettere in gioco le relazioni educative, con un atteggiamento che percorre la conoscenza come desiderio e che lascia spazio agli imprevisti” (1).

L’esperienza ludica permette di conoscere, esplorare, sperimentare relazioni e materiali, attraverso una serie di tentativi ed errori, offrendo la possibilità di esercitarsi giocando. Questo a sottolineare che i tempi di apprendimento non sono lineari e i percorsi a zig zag, concorrono a rendere possibili tempi diversi di metabolizzazione delle esperienze e conseguentemente degli apprendimenti.

La particolare condizione in cui si svolge il gioco determina emozioni e sentimenti per lo più positivi che si associano agli apprendimenti, questo consente di fissare meglio ciò che si è appreso e rende più facile trasformare e mettere in relazione le diverse esperienze, in altre parole aiuta a fissare la conoscenza.

Giocando si impara a conoscere e a muovere il proprio corpo, si esplorano gli oggetti e le molte possibili e impossibili funzioni, si impara a cooperare con gli altri, valorizzando l’incontro tra le culture, ci si mette alla prova superando ostacoli fisici o di relazione in modo graduale o personale.

Il gioco è esercizio di libertà e creatività, ma nella cultura contemporanea genera anche una forte contraddizione perché pur riconoscendogli la funzione educativa che è propria, ne limita la disponibilità di spazio e di tempo. Da qui l'importanza di sostenere e garantire il diritto al gioco con attenzione ai bisogni del bambino, alle esigenze della famiglia e ai desideri della scuola.

Il rischio che si corre a volte proprio nel proporlo alla scuola è quello di vede il gioco troppo costretto all’interno di fini didattici. Nei Centri di Cultura per il Gioco chi propone l’esperienza ludica è consapevole che è inevitabile indurre i giochi, con la predisposizione di spazi materiali e ambienti, ma è altrettanto attento a non manipolare il gioco, snaturandolo.

Il tentativo e quello di consentire che un poco del tempo scolastico sia restituito al gioco, come esperienza di vera autonomia e libertà, nel quadro della costruzione di competenze a cui tende “il processo di apprendimento implicito che accompagna l’assimilazione esplicita delle conoscenze disciplinari e genera abiti durevoli (mentali ed emotivi) che spesso sono i più importanti per il futuro del soggetto.” (2).

L’esperienza del gioco consente ai bambini una connessione autonoma e privilegiata tra le Aere muli disciplinari, seppure a volte inconsapevole (la riflessione per costruirne la consapevolezza è in gran parte lo spazio di lavoro degli educatori). Così si può entrare nella lingua scritta, migliorandone la conoscenza di vocaboli e l’uso appropriato, con giochi di parole, acronimi, crittogrammi, rebus, in cui la logica o la cooperazione sostengono la soluzione del gioco; oppure si può affrontare i temi delle scienze e dei principi scientifici smontando o costruendo giocattoli (dalle catapulte, agli acrobati, ai sommergibili, alle giranti eoliche) per poi raccontarne l’esperienza definirne il progetto e il prototipo, sperimentarne il funzionamento, attraverso l’uso del corpo e del movimento; o ancora percorrere il gioco attraverso il tempo nella storia, da quella vicina famigliare a quella di altri popoli, recuperandone la matrice di provenienza e le successive modifiche, o scoprendo con meraviglia giochi del passato lontano ancora in uso.

Le differenti proposte di attività contenute nel Crescere in Città costituiscono un punto di partenza per scoprire e sperimentare le potenzialità del gioco.

Ogni percorso si sviluppa attraverso una scelta metodologica fortemente influenzate dalla coerenza dell’azione ludica, da cui non si può prescindere, che caratterizzano l’intervento educativo di Ludoteche Punti Gioco, Centro per la Cultura Ludica, nei confronti dei diversi ordini di scuola e che prevede:

Il Centro per la Cultura Ludica, le Ludoteche e i Punti Gioco, sono luoghi d'incontro e di conoscenza, spazi attrezzati e predisposti per il gioco, organizzati e sostenuti da personale qualificato esperto di problemi educativi oltre che dell'universo gioco. Offrono il loro servizio a bambini e ragazzi, alla famiglia e alle scuole, con le quali sono disponibili per attivare coprogettazioni assumendo il valore del gioco quale valore educativo, sociale e culturale. Un’attenzione particolare è dedicata alla formazione e alla consulenza, attraverso la proposta di percorsi in cui teoria e pratica si completano, e consentono ad educatori, insegnanti di trovare un'occasione per esplorare il gioco quale strumento di incontro, di approfondimento, di cooperazione e di valutazione; infine la possibilità di sperimentare l'utilizzo di materiali in una dimensione creativa.

Le attività di formazione sono indirizzate a promuovere un atteggiamento creativo verso il gioco e il giocattolo e propongono esperienze mediante le quali educatori, insegnanti, adulti, partendo dalla ricerca teorica, si riscoprano protagonisti di giochi di ieri e di oggi, testimoni di esperienze ludiche che trovano radici nella storia e nella tradizione, ampliando il ventaglio delle abilità ludiche, relazionali, manuali e creative.

Le 5 Ludoteche offrono attività specifiche di animazione e di laboratorio, che si svolgono attraverso un percorso di conoscenza dello spazio, dei materiali, degli attrezzi, dei tempi e delle tecniche per la realizzazione dei progetti. In ludoteca si possono esplorare molti differenti tipologie di gioco: da quelli cooperativi a quelli di movimento, dalle sfide con i giochi logici o linguistici alle sperimentazioni scientifiche, dai giochi etnici alla festa come momento ludico e sociale. Inoltre il ricco patrimonio di giocattoli, giochi di società, giochi da tavolo consente di poter essere esplorato e usato anche in ambito scolastico.

Attualmente le Ludoteche sono cinque e pur mantenendo uno stesso profilo di base hanno caratteristiche di funzionamento direttamente correlate alle realtà sociali del territorio in cui sono inserite.

I 2 Punti Giochi sono animati da una particolare attenzione ad allargare gli orizzonti del gioco: non comprare i giocattoli ma farsi i giocattoli; non giocare con i giocattoli ma giocare con il mondo.

I Punti Gioco si propongono anche per la scuola come luoghi:

Il Centro per la Cultura Ludica "Walter Ferrarotti"

Il Centro per la Cultura Ludica, punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di gioco e giocattoli. Giancarlo Perempruner, (3) diceva: “…questo è un luogo dove è possibile esprimere le proprie capacità creative. Quando si pensa al gioco lo si associa immediatamente al mondo infantile, ma nulla è più sbagliato in tutti noi esiste infatti, comunque e sempre, una voglia di giocare…”.

Il Centro per la Cultura Ludica, si propone quale luogo di formazione e documentazione, spazio espositivo, punto d’incontro e di scambio. Costituisce un esempio concreto di ciò che significa cultura ludica:

Questo ricco patrimonio fatto di giocattoli, di oggetti ludici italiani e del mondo, di prototipi ludici, di invenzioni creative, delle più diverse raccolte e di videogiochi, è un luogo unico, che offre la possibilità a ciascuno di trovare uno spazio di emozione e di apprendimento individuale. È una risorsa facilitante per creare quel clima favorevole all’apprendimento, a cui spesso si riferiscono "Le nuove indicazioni per il curricolo", che parte dal ludico ma può arrivare all’uomo, alla sua storia, alla comunicazione, alla tecnologia, alla relazione, al comportamento autonomo e libero del bambino.

Novità in cantiere

Ad ampliare le occasioni di confronto, per migliorare e far crescere le offerte, concorrono,in questo anno scolastico:

(1) - P. Manuzzi - Pedagogia del gioco e dell’animazione - Ed. Guerini Stusio

(2) - Indicazioni per il curricolo - a cura di Dominici - Frabboni - capitolo 3, pag. 58

(3) - Uno degli ideatori del Centro per la Cultura Ludica - colui che ha raccolto gran parte dei giocattoli in mostra

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