Città di Torino
Iter - Istituzione torinese per un'educazione responsabile

Crescere in Città 2011-12

Centro di Cultura per l'Educazione alla Cittadinanza

Metodologia

fotoIn una società dove contorni e dintorni non hanno più la definizione necessaria, durevole e stabile per la comprensione dei fenomeni che in essa si sviluppano, diventa fondamentale formare cittadini dal pensiero plurale, dall’impegno democratico, dal senso di responsabilità, dall’etica della solidarietà.

Su queste basi è stato costituito il Centro di Cultura per l’Educazione alla Cittadinanza, che si prefigge come impegno pedagogico di promuovere comportamenti etici di riconoscimento dell’alterità (esattamente l’opposto del paradigma
individualistico), di tutela del patrimonio della diversità dei popoli, delle culture, dei territori, nell’affermazione naturale della propria identità, della propria appartenenza, del proprio essere.

L’obiettivo, forse ambizioso, è di trasmettere una cultura che permetta a tutti di capire le condizioni di vita e di educare alla solidarietà per vivere in essa, in modo aperto, libero, inclusivo, di pensare alla vita stessa e al nostro possibile ruolo di cittadini, consapevoli dei diritti e dei doveri di ognuno, all’interno di una realtà globalizzante e quindi complessa.

Il contesto descritto e l’apprendimento dei saperi e delle conoscenze, può aiutare a essere migliori per la costruzione di un mondo migliore? Questa la sfida? Probabilmente sì, aiutare le giovani generazioni al confronto, al dialogo favorendo l’autonomia di pensiero, la capacità di saper vedere il mondo con una angolatura ampia e di saper focalizzare i problemi nel rinnovamento e nella inevitabile evoluzione costante della ricerca metodologica, da parte del corpo docente.

Il Centro vuole rispondere all’esigenza e al desiderio dei ragazzi di allargare i confini del loro orizzonte di appartenenza, aprendosi alla conoscenza e allo scambio con altre realtà. Ciò implica uno sguardo verso l’Europa e il mondo, non necessariamente spostandosi fisicamente, ma predisponendo se stessi verso un’idea di cittadinanza che si declini, al di là degli schemi formali, come cittadinanza “universale”.

La consapevolezza del Sé e dell’Altro come identità in gioco è prassi nel processo di crescita e della conoscenza reciproca. Educare alla complessità, al gusto della ricerca, della curiosità e dell’avventura intellettuale, è un dovere ineluttabile e vuol dire preparare le giovani generazioni a non escludere “l’altro”, ma interpretarlo come parte di me e della mia crescita.
E allora si vuole porre le basi per una Cultura della Responsabilitàche significa capacità di rispondere, quindi di saper ascoltare l’altro, senza pregiudizi. Infatti il pregiudizio impedisce l’ascolto e il rischio è di ascoltare soltanto se stessi.

Con la costituzione di questo centro di Cultura non si vuole riproporre l’educazione civica del passato, ma percorsi di insegnamento e di formazione alla Cittadinanza onnicomprensiva di tutti gli aspetti che questa parola così importante porta con sé, ad esempio:

saper conciliare

le parole chiave su cui si lavora sono:

Partendo da questi paradigmi essenziali sono stati individuati obiettivi, modalità e strategie didattiche che fanno riferimento alle quattro sezioni di ricerca, a loro volta declinate in percorsi formativi e progetti, di cui il Centro si compone e che di seguito si elencano:

Quindi un Centro vissuto da bambine/i, da ragazze/i e dagli adulti come laboratorio di idee, dove condurre ricerca, realizzare progetti, effettuare verifiche, con una particolare attenzione rivolta alla relazione educativa, alla scelta metodologica e ai contenuti culturali e sociali trasmessi.

Un Centro dove la razionalità e l’emotività, componenti essenziali dell’educazione, si coniugano e interagiscono per lo sviluppo e la formazione sociale e culturale dell’individuo, dove si sostituisce la lezione con il dialogo, con un allestimento ricco che nelle sue componenti, propone esperienze piacevoli, curiose, accattivanti e coinvolgenti.

Un sistema a laboratori dove è considerato il senso pedagogico dell’apprendimento attivo. Dove lo spazio fisico e concettuale è quello della ricerca e della riflessione, della progettualità, della socializzazione e del confronto.

Apprendere per esperienza diretta, non immediata, ma mediata dall’adulto, dalle azioni, dai linguaggi per una acquisizione attiva del sapere. La motivazione, come elemento di partenza essenziale che però durante l’esperienza non deve mai indebolirsi, ma essere l’architrave che sostiene il processo formativo.

Inoltre il laboratorio, come dice Dewey, è un contesto democratico dove anche il ruolo dell’insegnante si deve connotare con uno stile democratico, la base per educare alla cittadinanza.

Il Centro ha la sua sede principale in via Menabrea 8 bis, ma in questo anno scolastico, alcuni percorsi avranno ancora luogo negli spazi del Centro di via Domodossola 54, in attesa della ristrutturazione definitiva, che accorperà le due sedi in un unico edificio, sito nella sede principale.

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