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Nella seduta del 20 settembre 1993
(a una settimana dalla firma degli accordi di pace israeliano-palestinesi)
il Consiglio Comunale della Città di Torino approvò unanimemente un ordine
del giorno che impegnava la Giunta ad avviare un percorso di gemellaggio
con una Città Israeliana e una Palestinese. Successivamente furono individuate
le due Città di Gaza ed Haifa quali Città disponibili a stabilire rapporti
di amicizia e di collaborazione con Torino.
Il gemellaggio con le due Città è stato deliberato il 6 marzo 1997.
Gli anni intercorsi tra i primi accordi di pace e l'avvio dei primi progetti
di cooperazione co-finanziati dalla nostra Città sono stati anni difficili,
di speranze e delusioni, e anche l'avvio delle nostre relazioni non è
stato semplice.
Salutiamo ora, con soddisfazione
la fortunata coincidenza che questo nostro piccolo contributo di riflessione
e di primo bilancio, veda la luce all'indomani della firma dell'importante
accordo di Sharm-el-Sheik, undici mesi dopo gli accordi di Wye
Plantation.
Pur essendoci abituati a mantenere una necessaria cautela di giudizio,
non possiamo non rinnovare la speranza di vedersi aprire degli spazi di
sviluppo, nella pace e nella democrazia.
Che cosa può fare la nostra Città di fronte ai bisogni drammaticamente
urgenti di una popolazione in gran parte giovane, descrittici lo scorso
anno dal Sindaco di Gaza durante la visita a Torino?
In primo luogo può mettere a disposizione, con spirito di amicizia, il
proprio patrimonio di esperienze amministrative, il proprio know-how tecnologico,
le proprie strutture formative di eccellenza, coinvolgendo in un interscambio
anche la Città di Haifa, che ha dimostrato la sua disponibilità.
Ma anche mettendosi in discussione, come Città e come cittadini, mettendo
alla prova la nostra capacità di accoglienza, di accettazione delle differenze,
di tolleranza, di rispetto.
Lo scambio diretto di conoscenze e di esperienze, soprattutto tra i giovani,
potrà essere il banco di prova.
Il testo integrale del quaderno
(in formato PDF)
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