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1853-1812, 1912-1930. Le due cinte daziarie di Torino.

Copertina della pubblicazione A cura di Giovanni Maria Lupo
e Paola Paschetto.

Questo ventiduesimo volume della collana «Atti consiliari. Serie Storica» è dedicato alle due cinte daziarie di Torino della seconda metà dell’Ottocento e dei primi del Novecento.

Il tema prescelto riveste importanza in particolare per il ruolo che tali opere hanno svolto come strumento di regolazione degli schemi di ampliamento urbano.
A tali aspetti appartenevano infatti le cinte daziarie di Torino, perché se da un lato erano legate ai ruoli astratti dei tributi della finanza locale, dall’altro lato rappresentavano anche dei riferimenti concreti per la distinzione che separava la città in due parti, connesse all’applicazione delle norme urbane ed edilizie: la presenza di normativa, con piani e regole, nella zona all’interno della cinta, e l’assenza di normativa, almeno inizialmente, nella zona al di fuori della cinta.

Nel corso dell’Ottocento, e fino agli anni trenta del Novecento, le cinte daziarie hanno racchiuso norme e regole che sono risultate più pregnanti di quelle relative ai piani regolatori; hanno, così, concorso alla formazione di due aspetti urbani ed edilizi diversi nell’ambito di uno stesso comune: la città centrale (all’interno della cinta) e la città non centrale (al di fuori della cinta), che darà poi luogo alla periferia con l’avvio del processo di urbanizzazione a partire dal 1930, dopo l’abolizione delle cinte daziarie in Italia.

In questo lavoro di storia contemporanea è stata privilegiata la documentazione relativa agli Atti municipali delle sedute di Consiglio e di Giunta.
In questo studio, secondo un approccio di tipo urbanistico, le cinte daziarie sono state intese come infrastrutture e gli edifici daziari come attrezzature, avvalendosi anche di materiali iconografici d’archivio, quali piani regolatori e progetti edilizi.

In definitiva, questa ricerca storica è utile per valutare in che misura gli strumenti fiscali, qualora diventino elementi fisici del dazio, possano intrecciarsi con i problemi normativi, al fine di meglio comprendere la costruzione e la trasformazione della Città nel secondo Ottocento e nel primo Novecento. Questi sono i principali argomenti che il professor Giovanni Maria Lupo e l’architetto Paola Paschetto, autori di questo volume a cui va il nostro sentito ringraziamento, hanno sviluppato nelle pagine che seguono, con grande precisione e competenza, fornendo un quadro minuzioso e completo di tale periodo nonché uno spunto per ulteriori ricerche.

Anche questo volume della collana, come i precedenti, si sforza di aprire nuovi orizzonti che permettano di comprendere sempre meglio la storia della nostra Città, la Torino del terzo millennio che si appresta a festeggiare l’evento olimpico si riflette nel suo passato per affrontare con forza ed entusiasmo il suo futuro.

Alessandro Altamura
Presidente del Consiglio Comunale di Torino
Torino, dicembre 2005