Consiglio Comunale

2000 09166/02

C I T T A'   D I   T O R I N O

ORDINE DEL GIORNO

Approvato dal Consiglio Comunale il 27 marzo 2001


OGGETTO: RICHIESTA AL PARLAMENTO ITALIANO DI PRODURRE LEGGI ELETTORALI CHE GARANTISCANO UN EFFETTIVO DIRITTO AL VOTO.

    “Il Consiglio Comunale di Torino,

PREMESSO CHE

1)    La Costituzione italiana garantisce il diritto-dovere al voto con l'Art. 48 che recita: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”.
2)    A partire dall'anno 1992 le/i legislatrici/ori italiane/i hanno prodotto una variegata molteplicità di leggi elettorali il cui risultato è che ogni cittadino/a si trova di fronte a 6 (7 nei comuni divisi in circoscrizioni) sistemi elettorali distinti:

Parlamento Europeo   Scheda unica
Sistema proporzionale senza sbarramento  
Senato della Repubblica   Scheda unica
Sistema maggioritario per il 75% degli eletti, proporzionale per il restante 25%  
Camera dei Deputati
 
Due schede:
una per il sistema maggioritario che determina il 75% degli eletti;
una per il sistema proporzionale (con soglia di sbarramento del 4%) che determina il restante 25% degli eletti  

Consiglio Regionale   Una scheda
Turno unico
Sistema proporzionale su base provinciale per l'elezione dell'80% dei consiglieri
Sistema maggioritario con lista bloccata su base regionale per l'elezione del 20% dei consiglieri
Possibilità di voto disgiunto tra candidato presidente (e lista maggioritaria collegata) e liste di partito provinciali collegate  
Consiglio Provinciale   una scheda
eventuale secondo turno
Sistema proporzionale (basato su collegi uninominali) con premio di maggioranza
Possibilità di voto disgiunto tra candidato presidente e liste di partito collegate  
Consiglio Comunale   una scheda
eventuale secondo turno
Sistema proporzionale (basato su liste e voti di preferenza) con premio di maggioranza alle liste collegate con il candidato sindaco vincente
Possibilità di voto disgiunto tra candidato sindaco e le liste di partito collegate  
Consiglio di Circoscrizione   Situazione di Torino
una scheda
un turno
Sistema proporzionale con premio di maggioranza alle liste collegate che ottengono più voti
Impossibilità di voto disgiunto e candidato presidente solamente indicato  

CONSIDERATO CHE

le elettrici e gli elettori devono essere messe/i in grado di esprimere il proprio voto sapendo quali effetti politici può determinare tale espressione. Alle elettrici e agli elettori viene garantito il diritto-dovere al voto, non solo formalmente ma anche sostanzialmente, solo nel caso in cui essi abbiano piena consapevolezza delle modalità di voto.

CONSIDERATO INOLTRE CHE

osservando la seguente serie storica dei voti nella città di Torino a partire dal 1993 (escluse le elezioni provinciali del 1995, che avevano una legge elettorale parzialmente diversa dall'attuale e che non permetteva il voto disgiunto, e le elezioni europee del 1994 che si svolsero da sole e quindi non permettono elementi di raffronto con altri voti espressi nello stesso giorno)

1993
Elezioni Comunali  
Voti per i candidati
a sindaco  
Voti per le liste alle
elezioni comunali  
 
  639.386   435.815    

1994
Elezioni politiche  
Camera : voti per i candidati uninominali   Camera: voti per le liste dei partiti
del proporzionale  
 
  685.942   691.982    
1995
Elezioni Regionali  
Voti per i candidati presidente e per la quota maggioritaria   Voti per le liste della quota proporzionale    
  576.856   494.964    

1996
Elezioni politiche  
Camera: voti per i candidati uninominali   Camera: voti per le liste dei partiti del proporzionale    
  640.036   647.479    

 
1999
Elezioni Provinciali e elezioni europee  
Voti per i candidati a presidente della provincia   Voti per le liste alle elezioni provinciali   Voti per le liste alle elezioni europee  
  460.460   405.486   471.797  

2000
Elezioni Regionali  
Voti per i candidati presidente e per la quota maggioritaria   Voti per le liste della quota proporzionale    
  505.548   412.901    

si possono trarre alcune conclusioni:
a)    nelle elezioni per la Camera dei Deputati, in presenza di due schede, le elettrici e gli elettori hanno votato senza sostanziali differenze sia i candidati nei collegi uninominali sia i partiti della quota proporzionale: di fronte ad un meccanismo elettorale chiaro (una scheda per una scelta, un'altra per un'altra scelta) non esiste quindi una preferenza a votare gli “uomini” piuttosto che i partiti (infatti i partiti, si può osservare, hanno ricevuto più voti rispetto ai candidati uninominali sia nel 1994 che nel 1996); in ogni caso, di fronte ad un meccanismo chiaro si vota per entrambe le opzioni senza differenziazioni sensibili;
b)    nelle elezioni per Comune, Provincia, Regione gli elettori hanno una sola scheda e possono disgiungere il voto tra candidato presidente (sindaco) e lista di partito ma soprattutto possono votare esclusivamente per il candidato presidente (sindaco). Il contrario non è consentito: non si può, per esempio, scegliere di votare un partito e rifiutare di votare per un candidato presidente (sindaco);
    i dati della tabella fanno ritenere che solo una minima parte delle elettrici e degli elettori sceglie deliberatamente di votare esclusivamente per il candidato presidente (sindaco) mentre la grande maggioranza non esprime il voto per le liste di partito non conoscendo sufficientemente a fondo i meccanismi di voto; in molti casi gli elettori credono di aver votato ma in realtà hanno espresso solo il 50% delle proprie intenzioni e possibilità di voto. Questo fatto è sostanziato dalla considerazione che elettrici ed elettori sembrerebbero “diffidare” dei partiti solo nei casi in cui possono esprimere un voto disgiunto nella stessa scheda mentre questa “diffidenza” sparirebbe completamente quando è possibile votare con più schede.
c)    nel conteggio dei voti che riguardano le liste dei partiti nelle elezioni Comunali, Provinciali e Regionali la somma dei voti validi, dei voti nulli, delle schede bianche e nulle risulta inferiore del numero dei votanti; è ovvio che questo fatto, di per se, rende più facilmente possibili (e più difficilmente riscontrabili) eventuali brogli elettorali.

TUTTO CIO' PREMESSO
INVITA IL PARLAMENTO ITALIANO

1)    a tenere in debita considerazione, nel formulare nuove leggi elettorali per la Camera e il Senato, il diritto delle elettrici e degli elettori a votare consapevolmente e con un sistema elettorale facilmente comprensibile;
2)    ad evitare di produrre leggi elettorali, per l'elezione della Camera e del Senato, che prevedano più espressioni di voto in un'unica scheda elettorale (per esempio: voto per quota proporzionale e congiuntamente voto per quota maggioritaria);
3)    a prendere in considerazione la possibilità di modificare i sistemi elettorali utilizzati per i consigli Provinciali e Comunali col fine di impedire che una parte non trascurabile di elettrici ed elettori sia indotta a dare un voto parziale esclusivamente a causa delle complessità della tecnica elettorale. In quest'ottica, mantenendo gli attuali meccanismi elettorali, sarebbe sufficiente prevedere una scheda per i candidati presidenti (sindaci) ed un'altra per le liste dei partiti (contribuendo in questo modo a valorizzare il ruolo dei Consigli Provinciali e Comunali e il loro indispensabile ruolo di indirizzo e controllo).”