Contro il fiscal compact

Il debito pubblico nell'Unione Europea nel 2011 (moneywwek.com)

Il Consiglio comunale ha approvato un Ordine del giorno sul Fiscal Compact presentato dalla Consigliera Eleonora Artesio .
Questa regola che l’Europa si è data nel 2012 (e con essa, l’Italia che l’ha tradotta in un articolo della Costituzione), dovrà essere definitivamente ratificata entro il prossimo 31 dicembre.
Il Fiscal compact impone di mantenere o riportare il debito pubblico entro la misura del 60% del Pil entro 20 anni, “la qual cosa – recita l’atto approvato –  significherà tagli alla spesa pubblica pari ad oltre 50 miliardi di Euro l’anno per i prossimi venti anni”.
“Le misure di austerità applicate in questi anni – denuncia l’Ordine del giorno – hanno già provocato enormi danni sociali, con un forte aumento della povertà assoluta (4,7 milioni di persone) e della povertà relativa (8,4 milioni), e la messa in discussione di diritti primari come il lavoro (37 per cento di disoccupazione giovanile), la salute (12 milioni di persone che rinunciano alle cure) e l’istruzione (15 per cento di abbandono scolastico).
Gran parte delle misure di austerità – prosegue l’atto – sono state in questi anni scaricate sugli enti locali, attraverso il Patto di stabilità interno, i tagli ai trasferimenti erariali, i tagli lineari delle spending review, fino a minarne la primaria funzione pubblica e sociale di ente di prossimità per i servizi ai cittadini”.

L’atto approvato dal Consiglio impegna la sindaca e la giunta ad inoltrare l’ordine del giorno alla Camera dei Deputati, al Senato della Repubblica nonché all’Anci, sollecitandolo a prendere analoga posizione, e ad informare la cittadinanza sulle motivazioni dell’ordine del giorno.
La richiesta al Parlamento è di ritirare l’adesione del nostro Paese al fiscal compact impedendo che venga incardinato nel diritto dell’Unione Europea, conferendogli quel primato del diritto comunitario che lo renderebbe irreversibile.
Inoltre si richiede “di avviare in sede europea, nelle istituzioni e nella società, una discussione ampia per la revisione e il superamento di tutti i trattati e regolamenti (a partire dal Patto di stabilità e crescita e dal pareggio di bilancio in Costituzione che hanno impresso una svolta alle politiche dell”Unione Europea e che hanno scaricato la gran parte delle misure liberiste e di austerità sugli enti locali”.

S.L.