CittAgorà
Periodico del Consiglio Comunale di Torino



Santena, dopo il 2011 quale futuro per i luoghi cavouriani?

29-06-2010

IL CASTELLO E LE SUE PERTINENZE “Cavour non è mai andato a Roma”. Con questo motto la mostra “Camillo Benso di Cavour e il suo tempo” è stata presentata all’inizio del 2010 al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Presidente ha ben presto ricambiato la visita di Cavour venendo a Torino e visitando il suo castello e la sua tomba, a Santena, nei primi giorni di giugno.
La mostra, che attualmente sta girando l’Italia, è stata preparata per il bicentenario della nascita dello statista  studio di Cavour (1810) e per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, dall’associazione “Amici della fondazione Cavour “di Santena.
Pur essendo stati riaperti, grazie al lavoro volontario dell’associazione (300 iscritti di cui 50 preparati a condurre visite guidate), i siti cavouriani sono afflitti da molti problemi che possono essere riassunti con la formula: mancanza di denaro per completare i restauri e la messa in valore delle opere e per garantirne la gestione quotidiana ed il futuro in termini di mantenimento e fruibilità.
Il Castello e le sue pertinenze sono di grande interesse ma i tetti fanno acqua e non serve un esperto per vedere qualche crepa di troppo lungo i muri, imposte e intonaci da risanare, un parco che richiede cure.
Ma a chiedere cure e ad offrire spunti di grande interesse salotto per signore per il visitatore non ci sono solo gli immobili: oltre al castello, una chiesa, la cappella funeraria con i resti dello statista e di membri della sua famiglia, un parco di 16 ettari con piante secolari. Sono altrettanto interessanti e bisognosi di attenzioni gli allestimenti interni e i recuperi degli ultimi anni: una mostra di onoreficienze cavouriane, tre piani di sale con pregevoli arredi originali, un archivio con 7.000 volumi, tolti dopo decenni da vecchi armadi metallici e risistemati ad uso degli studiosi.
Ambienti che hanno visto il genio politico di Cavour al lavoro.
Un grande vaso al piano terra del castello richiama l’attenzione per la sua bellezza: un dono di Napoleone III per suggellare il patto segreto di Plombières: se attaccato dall’Austria, il Piemonte verrà difeso dalla una lunga crepa nel muro dell'abside della chiesa Francia. Fu il capolavoro diplomatico cavouriano, decisivo per liberare l’Italia del nord.
Come quel vaso, sono tanti gli oggetti che parlano con eloquenza dei momenti decisivi del nostro Risorgimento.
Questi i beni della fondazione presieduta da Nerio Nesi, in cui il Comune di Torino occupa la poltrona più importante. Patrimonio della Città dunque, ma su di un altro territorio comunale, quello di Santena. Due città e due amministrazioni di diverse dimensioni, ma entrambe alle prese, come tutto il Paese, con problemi di bilancio.
E mentre il 2011 e le celebrazioni si avvicinano a grandi passi, ai problemi non ancora risolti si aggiunge la commissione in visita l’interrogativo più importante: cosa succederà quando le luci della celebrazioni si spegneranno? Impensabile un ritorno al lento degrado degli ultimi decenni, ma altrettanto impensabile una delega totale al volontariato per mantenere il patrimonio nel tempo e garantirne la fruibilità.
Di tutto: fondazione, volontari, memorie cavouriane e problemi irrisolti, sono andati a prendere diretta conoscenza con un sopralluogo, il 28 giugno, i membri della commissione consigliare per le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia, presieduta da Giulio Cesare Rattazzi.

Nelle foto, dall'alto: Il Castello visto dal parco - Lo studio con un ritratto di Cavour realizzto da Hayez - Salotto per signore - Una crepa lungo il muro dell'abside della chiesa - La commissione in visita: terzo da sinistra il presidente Giulio Cesare Rattazzi, alla sua sinistra i consiglieri Carlo Zanolini e Marco Grimaldi

S.L.

Anno VII Numero 53 (511) del 3 settembre 2010

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