CittAgorà
Periodico del Consiglio Comunale di Torino



“Insegnanti e buoi dei paesi tuoi”?

Moderati, 29-07-2008

Logo Moderati Il recente dibattito sull’opportunità di alcune forze politiche di pretendere che nella propria regione sia data la possibilità di insegnamento ai soli nativi delle stessa regione mi lascia perplesso e di stucco. Un tempo i nostri vecchi usavano ricordare ai giovani il detto “moglie e buoi dei paesi tuoi” che voleva solamente insinuare il dubbio che tentativi di matrimonio tra persone con radici e tradizioni tra loro distanti potesse generare nel tempo troppe contrapposizioni e difficoltà.
Ma allora le visioni della società permettevano questo dubbio, cosa che oggi non è più possibile pensare in contesto cosmopolita e di integrazione permanente tra popoli di origini totalmente differenti. A maggior ragione risulta grave il fatto che a ribadire questo concetto discriminatorio sia stato un ministro della Repubblica italiana che giurando fedeltà alla nazione si dovrebbe accingere con il suo governo a festeggiare nel 2011 i centocinquanta anni dell’unità nazionale.
Che dire poi del fatto che con questa logica nessuno straniero potrebbe insegnare, benché titolato, alcuna disciplina nelle nostre scuole dell’obbligo, nelle secondarie o all’università: ciò varrebbe anche per i nostri concittadini italiani che insegnano nelle più famose università del mondo?
Probabilmente il caldo di questo periodo sta generando i suoi effetti negativi anche su chi dovrebbe di fatto garantire equilibrio e serietà assoluta nelle istituzioni che lo vedono protagonista.
Federalismo o secessione: quale dei due concetti realmente sta a cuore?

Giovanni Maria Ferraris


Anno V Numero 79 (363) del 2 dicembre 2008

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