Il Comune di Torino, in passato, ha già venduto delle farmacie comunali a privati, senza costituire alcun tipo di società. La decisione della Giunta di creare una società mista derivante dalla scissione della società "AFC S.P.A." e la cessione della quota di minoranza della nascente società per la gestione delle farmacie costituisce un'inversione di rotta assolutamente ingiustificata. Siamo contrari alla realizzazione di una nuova società mista perché rappresenterebbe l'ennesimo carrozzone costoso ed inefficiente, facendo, oltretutto, una concorrenza sleale alle farmacie private che tengono aperte senza alcun contributo pubblico.
Il Comune deve procedere alla vendita delle farmacie comunali tramite un bando accessibile soltanto a singoli privati con esclusione dei grandi gruppi secondo il principio una testa - una farmacia. Non possiamo permettere che si crei a Torino un colosso in grado di gestire ben 35 farmacie, cioè il 14% di quelle presenti in città.
La proposta dell'Assessore Dealessandri dimostra come la scelta di qualche anno fa di affidare ad Afc anche la gestione dei cimiteri fosse assolutamente fallimentare e volta soltanto a coprire quello scandalo esumazioni di cui la Giunta Chiamparino era politicamente responsabile. Il Comune, accortosi del clamoroso sbaglio, già denunciato tre anni fa da Alleanza Nazionale, sta facendo marcia indietro, ma non è certo con la creazione di una nuova società mista che può pensare di risolvere i problemi causati da scelte sbagliate e da cattiva gestione.
Agostino GHIGLIA
Roberto RAVELLO