Negli ultimi 20 anni Torino ha subito grandi trasformazioni, economiche, sociali, culturali e urbanistiche e le Olimpiadi invernali del 2006 hanno accelerato questo processo.
Il Piano regolatore del 1995 ha avuto come punto centrale la Spina centrale e le aree dimesse, che hanno cambiato volto alla città grazie all’interramento dei binari del passante ferroviario, creando un nuovo territorio.
Oggi lo spazio di riferimento per lo sviluppo urbano è l’area metropolitana, che è formata da 31 comuni (da Borgaro a Leinì, da Collegno a Santena oltre a Venaria, Cambiano e Grugliasco e Rivoli per ricordarne alcuni).
Questi 31 comuni (più Torino) contano 1.5300.000 abitanti (il capoluogo arriva intorno ai 900.000 cittadini).
Sviluppo urbanistico e mobilità devono procedere di pari passo, ogni cittadino deve avere la possibilità di raggiungere con comodità e velocità ogni luogo (lavoro, studio, centro cittadino). E il trasporto, secondo chiare indicazioni europee, non deve gravare sull’inquinamento ambientale e acustico (la circolazione delle automobili è una delle fonti principali dell’aria nociva che circola e si respira in città).
Anche il contenimento dell’incidentalità e la congestione del traffico devono essere tenuti in considerazione.
L’Agenzia per la mobilità metropolitana torinese ha quindi approvato, nel 2007, il programma triennale (scadenza nel 2009) dei servizi di trasporto pubblico locale. Punto principale del progetto è incentivare e rendere più equilibrato il rapporto tra trasporto pubblico e privato. Successivamente, è stato affidato al Politecnico della città il compito di redigere un piano di mobilità sostenibile.
Le linee principali del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) sono: migliorare l’accessibilità a tutto il territorio metropolitano, rispetto dell’aria e dell’ambiente urbano, aumentare l’efficacia e la sicurezza del trasporto pubblico, rendere note le scelte del Piano alla cittadinanza con campagne informative, insieme a un monitoraggio della popolazione per conoscerne i bisogni e le abitudini.
Nella foto: Il sistema di controllo dei veicoli della metropolitana torinese e uno degli accessi delle stazioni della metro (foto GTT – Michele D’Ottavio)