CittAgorà
Periodico del Consiglio Comunale di Torino



Le prospettive della Sinistra Democratica

Sinistra Democratica, 27-06-2008

Sinistra Democratica Nell'attuale panorama della Sinistra, da una parte Sinistra Democratica continua a soffrire un po' del complesso di Cenerentola, essendo più giovane rispetto agli altri partiti e meno presa in considerazione dai media e anche un po' dalle altre forze politiche non della Sinistra, a partire dal Partito Democratico, soprattutto dagli ex-compagni DS, dai quali spesso si stenta ad essere legittimati.
Dall'altra però non dovendo affrontare un dibattito congressuale, sanguinoso come quello di Rifondazione, gode di una posizione di vantaggio che dovrebbe permetterle di lavorare da subito intensamente alla costituente della Sinistra, guardando soprattutto ai contenuti e alla sinistra diffusa, che citiamo praticamente sempre nelle nostre assemblee, e che però forse non abbiamo ancora troppo convinto.
Ciò significa sì ragionare sulle strategie, sulle alleanze, ma a partire dai contenuti, provando a rendere più evidente questa parte del nostro lavoro, che deve essere la premessa a qualsiasi azione, anche rispetto ai rapporti con lo stesso Partito Democratico.
Questa elaborazione deve partire da ciò che abbiamo sbagliato e dalla consapevolezza della virata a destra della società italiana, nonché di un suo imbarbarimento culturale che rende molto complesso il nostro lavoro, sapendo che i "non garantiti" ci hanno voltato le spalle alle ultime elezioni politiche.
Ciò richiede l'elaborazione di un nuovo modello di società alternativo che non può essere solo improntato alla riduzione del danno. E sappiamo quanto sia difficile da una parte l'elaborazione di un nuovo modello che si inserisca nel dibattito più vasto già avviato ormai da alcuni sulla vitalità dell'idea socialista, sull'attualità della socialdemocrazia, e dall'altra di come si possa arrivare alle corrette mediazioni, come principio di realtà, nelle situazioni nelle quali governiamo nelle amministrazioni locali.
E qui parlo come capogruppo del gruppo di SD al Comune di Torino, che è ormai una delle realtà più significative fra le città metropolitane dove governiamo come Sinistra con il PD.
E la conduzione dell'attività amministrativa si fa via via più complessa.
Il primo motivo è quello per cui come in altre realtà assistiamo a fenomeni marcati di trasformismo, che hanno aumentato i numeri della maggioranza, rendendoci sia meno determinanti che contemporaneamente teoricamente più liberi nelle scelte. Nel Consiglio Comunale il gruppo dell'IDV è passato da 1 consigliere a 5, e probabilmente crescerà ancora.
Noi peraltro siamo in quattro e abbiamo fatto finora un buon lavoro di collante con il gruppo di RC e gli stessi Comunisti Italiani. In questo senso ci siamo presentati sempre compatti come Sinistra, con non poche difficoltà, soprattutto nell'interlocuzione con un PD sfilacciato e un sindaco molto "ingombrante" quale può essere Sergio Chiamparino.
Così il nostro voler entrare in merito nelle questioni, dai temi urbanistici fino al progetto di aggregazione/fusione delle aziende di trasporto pubblico locali di Torino e Milano, viene spesso mal sopportato. Noi abbiamo come priorità il merito, vogliamo che questi temi non vengano discussi solo all'interno di Palazzo Civico, e sul merito potremo confrontarci con il PD, capendo quali sono i nostri obiettivi e quindi quali mediazioni possiamo tentare ed accettare.
L'esperienza del governo Prodi ci deve aiutare a capire come non ripetere errori già fatti.
Credo modestamente che siamo già riusciti a segnare una nostra presenza di attenzione al merito, anche perché il PD finora ha espresso poco, con particolare attenzione ai servizi pubblici locali, ambientali e sociali, e alle trasformazioni della città che vogliono anche dire lavorare ad una città a misura di persona, non di interessi privati, che favoriscono la creazione di luoghi in cui l'unica attività sociale risulta essere il solo shopping.
Ciò significa provare a ricreare un senso di comunità e quindi affrontare lo stesso tema della sicurezza non solo come presidio del territorio. Sappiamo che su questo fronte l'elaborazione culturale da portare avanti è tutta in salita. Noi ad esempio abbiamo chiesto, a fronte di notizie giornalistiche, di conoscere come avvenga l'attività della polizia municipale sui mezzi di trasporto pubblici, poiché era stato denunciato un episodio poco rispettoso nei confronti di passeggeri stranieri. Non abbiamo voluto assolutamente mettere sotto accusa il corpo di polizia municipale ma far emergere un segnale di preoccupazione, sapendo di altri episodi simili ad opera dei carabinieri o della polizia di stato. Ci siamo però trovati ad essere noi i colpevoli che hanno in qualche modo inficiato l'immagine dei nostri vigili.
Mi sembra corretto sottolinearlo perché credo che come forza di Sinistra dobbiamo lavorare ad un'"operazione di verità", così come è stata definita da un compagno in una nostra riunione, consapevoli delle difficoltà.
La nostra forza può essere quella di sentirci dalla parte della ragione e non è poco in un momento così complicato come quello attuale.

Monica Cerutti


Anno V Numero 65 (349) del 10 ottobre 2008

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